Zecche in montagna: perché il rischio aumenta in estate, come evitarle e cosa fare se si viene morsi

Passeggiate nei boschi, escursioni lungo i sentieri e giornate all’aria aperta sono tra le attività preferite dell’estate. Tuttavia, insieme ai benefici del contatto con la natura, esiste anche un rischio spesso sottovalutato: quello delle zecche.

Negli ultimi anni gli esperti hanno registrato un aumento delle segnalazioni di questi piccoli parassiti in molte aree montane e collinari italiane. Le zecche non saltano e non volano, ma possono attaccarsi facilmente a persone e animali durante il passaggio tra erba alta, cespugli e vegetazione. Nella maggior parte dei casi il loro morso non provoca conseguenze gravi, ma in alcune circostanze possono trasmettere malattie che richiedono attenzione medica.

Per questo motivo chi frequenta la montagna dovrebbe conoscere i comportamenti più efficaci per ridurre il rischio di essere punti e sapere come intervenire correttamente in caso di morso.

Dove si trovano le zecche

Contrariamente a quanto molti credono, le zecche non vivono soltanto nei boschi più fitti. Questi parassiti possono essere presenti in prati, pascoli, aree cespugliose, sentieri di montagna, parchi naturali e persino in alcune zone verdi urbane. Preferiscono ambienti umidi e ombreggiati, dove attendono il passaggio di un ospite a cui aggrapparsi.

Le aree più a rischio sono generalmente quelle caratterizzate da erba alta e vegetazione non curata. Durante le escursioni, il contatto con cespugli e piante lungo il percorso aumenta le possibilità di incontrarle.

Perché l’estate è il periodo più delicato

Le zecche possono essere attive in diversi periodi dell’anno, ma i mesi più caldi coincidono con una maggiore presenza di persone sui sentieri e nelle aree naturali.

Le temperature miti e l’aumento delle attività all’aperto fanno sì che il numero di incontri tra esseri umani e zecche cresca sensibilmente tra la primavera e l’inizio dell’autunno.

Inoltre, molte escursioni estive si svolgono in ambienti particolarmente favorevoli alla presenza di questi parassiti, come boschi, prati di montagna e zone frequentate da animali selvatici.

Come proteggersi durante le escursioni

La prevenzione rappresenta la migliore difesa. Quando si cammina in aree dove potrebbero essere presenti zecche è consigliabile indossare pantaloni lunghi, preferibilmente infilati nei calzini o negli scarponi. Anche maglie a maniche lunghe e abiti di colore chiaro possono aiutare, perché rendono più facile individuare eventuali parassiti sulla superficie degli indumenti.

L’utilizzo di repellenti specifici per insetti e zecche può offrire una protezione aggiuntiva, soprattutto durante le escursioni più lunghe.

È inoltre buona norma evitare di sedersi direttamente sull’erba e cercare di rimanere sui sentieri battuti senza attraversare zone con vegetazione particolarmente fitta.

Il controllo al rientro è fondamentale

Uno degli errori più comuni consiste nel non controllare il proprio corpo dopo una giornata all’aperto.

Le zecche possono rimanere attaccate alla pelle senza provocare dolore immediato. Per questo motivo, al termine di un’escursione, è consigliabile esaminare attentamente tutto il corpo, compresi cuoio capelluto, collo, ascelle, inguine, pieghe delle ginocchia e altre aree meno visibili.

Anche gli abiti dovrebbero essere controllati e lavati appena possibile. Chi ha portato con sé un cane dovrebbe verificare attentamente anche il mantello dell’animale.

Cosa fare se si trova una zecca attaccata

Scoprire una zecca sulla pelle può provocare preoccupazione, ma è importante mantenere la calma.

La rimozione deve essere effettuata il prima possibile utilizzando una pinzetta a punta fine. La zecca va afferrata il più vicino possibile alla pelle e tirata delicatamente verso l’esterno con un movimento costante, evitando torsioni brusche.

Non bisogna schiacciarla, né utilizzare rimedi improvvisati come olio, alcol, benzina, creme o sostanze irritanti. Questi metodi possono aumentare il rischio che il parassita rigurgiti materiale infetto all’interno della ferita.

Dopo la rimozione è opportuno disinfettare accuratamente la zona interessata e lavarsi bene le mani.

Quando è necessario contattare un medico

Nella maggior parte dei casi il morso di zecca non provoca complicazioni.

Tuttavia è importante osservare l’area interessata nelle settimane successive. Se compaiono sintomi come febbre, malessere generale, dolori muscolari, gonfiore insolito o una macchia rossastra che tende ad allargarsi progressivamente intorno al punto del morso, è consigliabile rivolgersi rapidamente al proprio medico.

Questi sintomi potrebbero indicare la presenza di infezioni trasmesse da zecche che richiedono una valutazione specialistica e, se necessario, una terapia adeguata.

Non bisogna rinunciare alla montagna

La presenza delle zecche non deve scoraggiare chi ama la natura e le escursioni.

Il rischio può essere ridotto in modo significativo attraverso semplici accorgimenti e una corretta informazione. Indossare l’abbigliamento adatto, utilizzare repellenti, controllarsi accuratamente dopo le passeggiate e intervenire correttamente in caso di morso sono comportamenti che permettono di continuare a godersi la montagna in sicurezza.

La consapevolezza resta infatti lo strumento più efficace per affrontare questo piccolo ma concreto rischio legato alla frequentazione degli ambienti naturali, soprattutto durante la stagione estiva.