Peter Jackson furioso: lettera contro la minaccia di boicottaggio dello Hobbit

Peter Jackson è uscito dal suo tipico isolamento mediatico e – cosa assai rara per il regista e produttore Neozelandese, nominato Sir dalla Regina d’Inghilterra – ha deciso di rilasciare una dichiarazione spontanea legata all’invito dell’IFA (che rappresenta i maggiori gruppi sindacali degli attori nel mondo) ai propri membri di boicottare Lo Hobbit finché i produttori neozelandesi non si decideranno a trattare i contratti con gli attori neozelandesi seguendo un’unica contrattazione (e, di fatto, facendoli aderire all’Unione). Nel comunicato, Jackson sottolinea che questo è illegale per la legge neozelandese, che “proibisce trattative collettive con organizzazioni lavorative che rappresentano gli attori, i quali sono considerati indipendenti. Il NZ Commerce Act sostiene che sarebbe fuorilegge affiancare l’Unione Australiana in questa attività“.

Jackson appare davvero furioso, soprattutto perché questo boicottaggio – che la Media, Entertainment and Arts Alliance (MEAA, l’unione degli attori Australiani, che dal 2006 fa pressioni assieme all’IFA per “unionizzare” il sindacato degli attori neozelandesi) sostiene essere condiviso anche da attori come Ian McKellen, Cate Blanchett e Hugo Weaving, come riporta il Dominion Post – potrebbe portare a due conseguenze, entrambe gravissime per l’economia Neozelandese: l’annullamento del progetto dello Hobbit o, più probabile, lo spostamento delle riprese in Europa dell’Est (!).

Dopo il salto potete leggere la traduzione dell’intero comunicato di Jackson. Va sottolineato il grave incidente diplomatico Austalia/Nuova Nelanda che si va configurando: ricordiamo che l’industria cinematografica neozelandese (come in generale tutte le attività dello stato a Sud del Pacifico) vanta una indipendenza storica, e teme le pressioni Australiane:

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