Blog: vacanze di Pasqua, Peter Jackson parla della sceneggiatura

Peter Jackson ha scritto un nuovo intervento sul suo blog di Facebook, spiegando che è iniziata una pausa di quattro giorni per le vacanze di Pasqua, e raccontando come si svolge il lavoro sulla sceneggiatura.

Potete leggere la traduzione completa qui sotto:

Peter Jackson

Siamo arrivati alla nostra pausa pasquale di quattro giorni: un’ottima occasione per ricaricare le batterie e apportare qualche modifica alla sceneggiatura per alcune scene che gireremo in futuro.

Abbiamo sempre pensato che ci sono tre fasi distinte nella vita della sceneggiatura di un film. La prima è quella precedente all’inizio delle riprese. In questa fase, che può durare mesi o anni, lo script è un documento teorico – una versione immaginaria del film.
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Del Toro: Lo Hobbit sarà il mio film più difficile

L’intervista dell’altro giorno non era finita: oggi TheOneRing.net ha pubblicato la seconda, interessantissima parte, nella quale Del Toro parla del casting, del processo di sceneggiatura e della possibilità che i film vengano girati in 3D stereoscopico:

Puoi parlare del processo di lavorare come uno di quattro sceneggiatori?
La cosa strana – e ce ne capitano di ogni – è che spesso lavoro in collaborazione. Normalmente scrivo da solo se si tratta di un film spagnolo (incluso però Hellboy), ma il resto sono collaborazioni. A volte con uno, a volte con più sceneggiatori come nella Spina del Diavolo. E poi in realtà Peter, Fran e Philippa sono praticamente una persona sola. Sembrano usciti dal dogma cattolico “Padre figlio e spirito santo” – non li distingui. Posso dire quali sono gli aspetti distinti che ognuno di loro porta nelle varie fasi del processo – Philippa è una specie di Oracolo e sa tutto. Ma anche Fran, in realtà. Lei non crede di esserlo, dice sempre “Beh non mi ricordo bene, ma…” e poi tira fuori una citazione da manuale a proposito degli elfi in miniera o qualsiasi altra cosa. Più leggo di Tolkien, più credo che il risultato sarà perfettamente bilanciato perché alla fine è una specie di ping pong. Uno dei gruppi finisce una parte del compito, e poi lo rimbalza a un altro e così via. Alla fine saremo un unico gruppo coeso, come mi è capitato altre volte.

Fantastico. Ho sentito che stavi scrivendo qualcosa oggi, immagino fosse Lo Hobbit. Leggi tutto “Del Toro: Lo Hobbit sarà il mio film più difficile”

Guillermo del Toro famelico dello Hobbit

Nuova intervista per Guillermo del Toro, che durante il suo soggiorno a New York ha veramente dato il meglio di sè parlando diffusamente dello Hobbit – quando ancora gli script non sono finiti (chissà quanto parlerà quando starà girando i film!):

Che ci dici di nuovo?
La prossima settimana partirò per la Nuova Zelanda. (…) Peter – stiamo lavorando su entrambi i fronti, loro lavorano su una parte delle sceneggiature, e io su un’altra, e ci incontreremo per lavorare assieme, ottenendo un documento molto più completo di quello che abbiamo tra le mani ora. Le nostre speranze sono ancora che entro i prossimi sei mesi la nostra sceneggiatura sia pronta e strutturata, e pronta a ottenere un budget.

Ma parli del primo film o di entrambi?
L’idea è di trattare tutto come un unico progetto, perché li gireremo senza soluzione di continuità.

Bene. Immagino che tu non possa parlarne ma te lo devo chiedere: hai già idea di dove finirà il primo film e dove inizierà il secondo, e avete già deciso le timeline?
La risposta è “sì”. Fine. [RIDE]

[RIDE] Fin troppo gentile.
Penso che se dicessi certe cose ora, e poi le cambiassimo, le cose si metterebbero male con voi. Come ho detto in altre interviste, questo processo fa sì che tutto cambi di continuo: man mano che scopriamo cose, si trasforma – ed è quello che piace a me. All’inizio ero in una posizione tale per cui potevamo fare un solo film o due, non ero dogmatico a riguardo. Ora so che saranno due film, e si integretanno perfettamente. Se non fosse così – e l’ho già detto in passato – avrei fatto diversamente. Per ora posso dire che questa storia verrà raccontata in un modo fantastico, e che sembrerà crescere verso la trilogia esistente in maniera ottima.

Parlando di trilogie, sei già arrivato a un punto in cui hai pensato di fare anche un terzo film?
No…

E c’è la possibilità?
No. No, penso che non ci sia neanche la più remota possibilità. Quando ci accordammo per fare i film in questo modo fummo tutti d’accordo che avremmo lavorato al secondo episodio se avessimo trovato nello Hobbit degli eventi omessi o impliciti che potevamo estendere, riferendoci alle appendici o altre fonti. Se la drammatizzazione non richiedesse due film, tantomeno tre, non li avremmo fatti.

Quindi niente.
Quindi niente. Sono due film.

E parlando della drammatizzazione che vi impone certe cose, mi viene in mente quanto accadde con il Signore degli Anelli, dove la drammatizzazione impose che alcuni episodi finissero per essere esclusi…
….Tom Bombadil… [RIDE]

Tom Bombadil, la Contea invasa… i due casi che rimasero più impressi nei ricordi dei fan. Probabilmente ancora non lo sai, ma pensi che dovrete operare tagli di questo tipo per il bene della drammatizzazione?
Penso che visto il tipo di lavoro che stiamo facendo, che essenzialmente è “adattare” (dove “adattare” significa che devi riproporre qualcosa di già esistente), è inevitabile che in questa sorta di trasloco i mobili vengano spostati. Questo va, quello no. E’ inevitabile che ci sia questa necessità. Ma se a operare questi spostamenti e cambiamenti siamo noi, esperti del materiale e con buona conoscenza della fonte, penso che la sensazione sarà di qualcosa di coerente e organico. Sembrerà organico e rispettoso, e coerente. E penso che qualsiasi omissione verrà fatta, sarà operata da fan del libro – e sottolineo Il Libro perché è da quello che noi veniamo – no siamo degli studiosi o scolari di Tolkien, ma dei veri fan. Sono sempre stato un fan dello Hobbit. La Trilogia l’ho letta l’anno scorso perchè da piccolo non ci riuscii. Tutto quello che rimarrà fuori penso che sarà minimo, perché sono così famelico nei confronti dello Hobbit. E come persona grassa, so bene che la voracità è un difetto saliente o una inevitabile virtù – o l’una o l’altra [tossice] – e io sono così famelico da voler mettere tutto quello che posso dello Hobbit in questo film.

Fonte: TheOneRing

Come procede la sceneggiatura dello Hobbit

Parlando a MTV, Guillermo del Toro ha aggiornato su come procede la sceneggiatura dello Hobbit e del Sequel, definendo lui, Peter Jackson, Philippa Boyens e Fran Walsh come “I Beatles“.

del toroNon so se io sono Ringo o John, ma stiamo lavorando insieme proprio come loro, in Jam-Session!
Ogni tanto ci ritroviamo tutti insieme nella stessa stanza, altre volte lavoriamo in video conferenza. Sono sessioni che possono durare due, tre giorni interi. Dopo di che, ci diamo dei grossi compiti a casa da fare, e torniamo al nostro posto. Poi ci scambiamo i compiti e percepiamo input da questi.

Ho già fatto collaborazioni di questo tipo. Quando scrissi La Spina del Diavolo, lavorai con due sceneggiatori in spagna. Lavoravamo semplicemente via e-mail. E’ complicato se non ci si intende a vicenda, ma se c’è chimica va tutto a gonfie vele. Ed è la sincronia che ci fa sembrare una banda come Merry e Pipino.

(…) Le cose succedono quasi magicamente, in sincronia. Sto pensando a una cosa, e mi arriva una e-mail di Philippa che risponde proprio a questa cosa. Quando ci incontriamo, o quando siamo in conferenza, io penso a una cosa alla quale loro stanno già rispondendo!

Come saprete, il quartetto aveva deciso di lavorare ai film in maniera separata: mentre Del Toro scriveva Lo Hobbit, Jackson Walsh e Boyens avrebbero lavorato al Sequel – poi si sarebbero scambiati le sceneggiature e se le sarebbero “corrette” a vicenda. Ma dopo qualche settimana di lavoro, hanno deciso di cambiare procedimento, lavorando contemporaneamente su tutti e due gli episodi. Lo script dello Hobbit sarà fatto e finito verso fine anno, mentre il budget dovrebbe essere definito ufficialmente entro breve.

FONTE: MTV

Del Toro parla del finale dello Hobbit

Parlando a MTV, Guillermo del Toro ha creato non poca confusione riguardo al sequel dello Hobbit e alla possibilità che contenga gli ultimi capitoli dello Hobbit stesso. Parlare di questi argomenti proprio mentre si stanno stendendo le prime idee sui sui film non sembra una buona idea, anche se forse è un modo per Del Toro e il trio di sceneggiatori capitanato da Peter Jackson di capire come i fan accoglierebbero la cosa. Ecco quanto riporta MTV:

La realtà è che abbiamo smesso di parlare del primo film e del secondo film, e che abbiamo iniziato a discutere di un unico film in due episodi o “parti”, come se fossero un unico brandello di narrativa. Non chiamiamo neanche più il sequel come “il collegamento”, ma lo chiamiamo semplicemente Il Film. Il che è grandioso. Quando abbiamo capito come realizzarlo, durante uno dei nostri meeting online, è stato fantastico.

MTV continua spiegando che la divisione in due film non significherà niente in termini di storia, perché il vero problema è cosa conterrà la storia in sè. L’unica certezza è il finale, che porterà direttamente alla Compagnia dell’Anello. Ma la cosa veramente interessante è il finale dello Hobbit: Leggi tutto “Del Toro parla del finale dello Hobbit”

Del Toro parla delle influenze dello Hobbit, di Smog e dei Warg

Guillermo del Toro, contestualmente al New York Film Festival, è apparso alla sede del sindacato dei registi a midtown Manhattan per parlare dei suoi prossimi film, in particolare dello Hobbit e del nuovo adattamento che girerà di Frankenstein di Mary Shelley.

Lo Hobbit è attualmente in fase di pre-produzione: Del Toro ha parlato del suo modo di raccogliere idee nuove, “nutrendo il suo cervello”, per concettualizzare la sua visione della Terra di Mezzo a partire da quanto fatto da Peter Jackson.

Trovo che uno debba imparare a scrivere la mattina, e nel pomeriggio leggere o guardare film o materiale che ritiene importante, anche solo a livello di influenze. Ad esempio, leggere o guardare documentari sulla Prima Guerra Mondiale mi serve a informarmi sullo Hobbit, strano ma vero, perché ritengo che il romanzo sia nato dall’esperienza della generazione di Tolkien che ha partecipato alla Prima Guerra Mondiale ed è rimasta delusa nell’essere sul campo di battaglia a guardare dissolversi tutti i valori in cui credeva. Penso che sia un punto di svolta con il quale è necessario famigliarizzare. E io sto iniziando.

del toroPeter Jackson è un grande fan di quel momento storico, e un collezionista quasi ossessivo di memorabilia della Prima Guerra Mondiale: possiede alcune riproduzioni in dimensioni reali di aerei, carri armati, navi e cannoni! Ha riproduzioni ossessivamente perfette di uniformi di qualcosa come 120 soldati… Cielo. Gli ho chiesto quali libri mi consigliava, perché non potevo vedere Krull o The Dark Crystal: devo trovare la mia strada nella storia. E’ lo stesso procedimento che adottai per realizzare Il Labirinto del Fauno o La Spina del Diavolo: guardare cose che uno non si aspetterebbe.

Sono stato appassionato di draghi per tutta la vita. Sono nato nel segno cinese del Drago. Colleziono draghi: è un simbolo molto potente, e nel contesto dello Hobbit getta la sua ombra su tutta la narrativa. Essenzialmente, Smog impersona molte cose: l’orgoglio, l’avarizia, è Il Magnifico, dopo tutto. Il modo in cui la sua ombra viene gettata lungo tutta la narrazione non ci permette di mostrarlo come la personificazione di un aspetto: deve impersonare tutte quelle cose. E’ uno dei pochi draghi nella storia del cinema che avrà lunghe scene di dialogo. Ha alcuni dei dialoghi più belli! Il suo aspetto credo che sarà l’ultima cosa che riusciremo a progettare, ma è già il primo che abbiamo iniziato a studiare. Dovremo sicuramente provarle tutte prima di capire che aspetto dargli, perché il modo in cui appare vi dirà il modo in cui E’.

Durante l’intervista un fan ha chiesto al regista se i Warg appariranno nel film, e del Toro è apparso come un bambino che muore dalla voglia di dire un segreto, ma si è sforzato di non dire niente, dicendo che la Warner aveva un fucile puntato in sala.

Ci saranno elementi differenti in questo film rispetto alla trilogia. Prima di tutto, abbiamo dei viaggiatori nello Hobbit, e costoro vanno in posti e incontrano razze e creature diverse da quelle incontrate nella Trilogia. La mia opinione, per quanto riguarda i Warg, è che sono l’incarnazione classica del lupo demoniaco della mitologia nordica. Non sono creature simili a iene [come invece nella trilogia, ndt]: l’archetipo è il lupo, quindi stiamo tornando all’origine, alle creature che hanno ispirato (penso) Tolkien. Sentite, se tra due anni stessimo bevendo un drink assieme probabilmente direi tutto quanto, perché sono la tipica persona che non riesce a tenere queste cose. Ma mancano tre anni… credetemi, sto ribollendo dentro la mia stessa ciccia!

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