Guillermo del Toro famelico dello Hobbit

Nuova intervista per Guillermo del Toro, che durante il suo soggiorno a New York ha veramente dato il meglio di sè parlando diffusamente dello Hobbit – quando ancora gli script non sono finiti (chissà quanto parlerà quando starà girando i film!):

Che ci dici di nuovo?
La prossima settimana partirò per la Nuova Zelanda. (…) Peter – stiamo lavorando su entrambi i fronti, loro lavorano su una parte delle sceneggiature, e io su un’altra, e ci incontreremo per lavorare assieme, ottenendo un documento molto più completo di quello che abbiamo tra le mani ora. Le nostre speranze sono ancora che entro i prossimi sei mesi la nostra sceneggiatura sia pronta e strutturata, e pronta a ottenere un budget.

Ma parli del primo film o di entrambi?
L’idea è di trattare tutto come un unico progetto, perché li gireremo senza soluzione di continuità.

Bene. Immagino che tu non possa parlarne ma te lo devo chiedere: hai già idea di dove finirà il primo film e dove inizierà il secondo, e avete già deciso le timeline?
La risposta è “sì”. Fine. [RIDE]

[RIDE] Fin troppo gentile.
Penso che se dicessi certe cose ora, e poi le cambiassimo, le cose si metterebbero male con voi. Come ho detto in altre interviste, questo processo fa sì che tutto cambi di continuo: man mano che scopriamo cose, si trasforma – ed è quello che piace a me. All’inizio ero in una posizione tale per cui potevamo fare un solo film o due, non ero dogmatico a riguardo. Ora so che saranno due film, e si integretanno perfettamente. Se non fosse così – e l’ho già detto in passato – avrei fatto diversamente. Per ora posso dire che questa storia verrà raccontata in un modo fantastico, e che sembrerà crescere verso la trilogia esistente in maniera ottima.

Parlando di trilogie, sei già arrivato a un punto in cui hai pensato di fare anche un terzo film?
No…

E c’è la possibilità?
No. No, penso che non ci sia neanche la più remota possibilità. Quando ci accordammo per fare i film in questo modo fummo tutti d’accordo che avremmo lavorato al secondo episodio se avessimo trovato nello Hobbit degli eventi omessi o impliciti che potevamo estendere, riferendoci alle appendici o altre fonti. Se la drammatizzazione non richiedesse due film, tantomeno tre, non li avremmo fatti.

Quindi niente.
Quindi niente. Sono due film.

E parlando della drammatizzazione che vi impone certe cose, mi viene in mente quanto accadde con il Signore degli Anelli, dove la drammatizzazione impose che alcuni episodi finissero per essere esclusi…
….Tom Bombadil… [RIDE]

Tom Bombadil, la Contea invasa… i due casi che rimasero più impressi nei ricordi dei fan. Probabilmente ancora non lo sai, ma pensi che dovrete operare tagli di questo tipo per il bene della drammatizzazione?
Penso che visto il tipo di lavoro che stiamo facendo, che essenzialmente è “adattare” (dove “adattare” significa che devi riproporre qualcosa di già esistente), è inevitabile che in questa sorta di trasloco i mobili vengano spostati. Questo va, quello no. E’ inevitabile che ci sia questa necessità. Ma se a operare questi spostamenti e cambiamenti siamo noi, esperti del materiale e con buona conoscenza della fonte, penso che la sensazione sarà di qualcosa di coerente e organico. Sembrerà organico e rispettoso, e coerente. E penso che qualsiasi omissione verrà fatta, sarà operata da fan del libro – e sottolineo Il Libro perché è da quello che noi veniamo – no siamo degli studiosi o scolari di Tolkien, ma dei veri fan. Sono sempre stato un fan dello Hobbit. La Trilogia l’ho letta l’anno scorso perchè da piccolo non ci riuscii. Tutto quello che rimarrà fuori penso che sarà minimo, perché sono così famelico nei confronti dello Hobbit. E come persona grassa, so bene che la voracità è un difetto saliente o una inevitabile virtù – o l’una o l’altra [tossice] – e io sono così famelico da voler mettere tutto quello che posso dello Hobbit in questo film.

Fonte: TheOneRing