Guillermo del Toro commenta i ritardi dello Hobbit

Il regista Guillermo del Toro ha commentato per telefono, durante la presentazione alla stampa di Splice, l’attuale status di “apnea” della produzione dello Hobbit. Il regista ha confermato che il film non ha ancora un via libera, nonostante siano tutti pronti a girarlo:

Guillermo del Toro
Guillermo del Toro
Non possiamo dire che inizieremo in una data fissata fintanto che la situazione finanziaria della MGM rimarrà irrisolta, possiedono infatti una considerevole porzione dei diritti di produzione del film.

E’ impossibile prendere una decisione unilaterale e dare il via libera, per procedere con le riprese. Crediamo davvero che avremo una data precisa solo quando la situazione della MGM si sarà risolta – sia che la MGM rimanga in vita così com’è, o che riceva il supporto di qualche investitore, o che venda i diritti.

Ci siamo ritrovati nel bel mezzo di negoziati veramente complessi. Sono due anni che lavoro a questo progetto. Le creature sono tutte progettate, assieme ai set, alle scenografie e ai costumi. Abbiamo realizzato gli animatic e abbiamo pianificato le sequenze d’azione, e siamo davvero, davvero pronti per quando il film riceverà il via libera. Non sapremo nulla finché la situazione della MGM non sarà risolta.

Insomma, l’unica fase che sembra ancora da definire è quella del casting, e il motivo è che non si possono bloccare gli attori senza sapere quando inizieranno le riprese. Il gruppo dirigente della MGM ha perso qualsiasi potere, e al momento chi prende le decisioni sono i rappresentanti degli obbligazionisti stessi. Entro il 14 luglio la compagnia dovrà decidere cosa fare: se trovare dei partner e ristrutturare la compagnia, o vendere dei diritti in proprio possesso per recuperare dei soldi, o altro ancora.

Del Toro ha anche commentato la possibilità che il film venga girato in 3D, per ora – a quanto pare – ancora molto remota:

Abbiamo discusso una sola volta del 3D. Il budget, il programma delle riprese, il costo del film, il numero di giorni delle riprese e tutto quanto sono stati calcolati senza pensare al 3D. C’è la possibilità che venga girato in 3D? Attualmente non è stato pianificato.

Tuttavia, TheOneRing.net cita fonti interne e sostiene che la produzione in realtà tiene novembre 2011 come data di inizio ideale delle riprese. Questo permetterebbe di girare le scene a Hobbiville (tra le colline di Matamata, dove il set in esterni è già stato allestito) nel periodo migliore dell’anno – primavera ed estate neozelandese…

Lo Hobbit ancora nel limbo

Alcuni veloci aggiornamenti sugli eventi che circondano la produzione dello Hobbit che, ricordiamo, fino a prova contraria è in attesa del via libera da parte della MGM e della Warner Bros, che da poco hanno ricevuto entrambe le sceneggiature delle due parti del film e che stanno valutando il budget proposto. A settimane dovremmo avere notizie – se tutto andrà bene, le riprese inizieranno a fine anno per una release fissata per natale 2012 e natale 2013.

  • La MGM intanto ha ricevuto l’ennesimo rinvio del pagamento degli interessi sul debito. Sono più di sei mesi che la compagnia non paga gli interessi ai propri debitori, i quali attenderanno ora il 14 luglio prima di rivalersi. Si tratta di una dimostrazione di fiducia, da parte loro, nei confronti dello sforzo della compagnia nella ricerca di alternative strategiche alla vendita in blocco delle proprietà alla Warner Bros., rimasta come unico offerente.
  • Gira voce che il ruolo di Cate Blanchett nello Hobbit sia ancora “incerto”, ma la realtà è che tutto il cast non è stato ancora neanche contattato. Ormai lo sappiamo da mesi: finché i film non riceveranno il via libera, nessun contratto verrà firmato, quindi è decisamente prematuro mettersi a parlare del possibile ritorno degli attori, anche se diversi mesi fa Peter Jackson aveva dichiarato che la Blanchett e Hugo Weaving erano i due attori della Trilogia su cui contava per un eventuale ritorno sul set.
  • Andy Serkis per la prima volta da mesi non si sbilancia più con sicurezza su una data di inizio – a dimostrazione che forse ora la produzione è riuscita a ottenere da tutti i partecipanti una sorta di doveroso “silenzio stampa”, che verrà rotto solo dall’annuncio ufficiale. Serkis comunque ammette che attualmente si parla di un inizio delle riprese fissato per l’ultima parte dell’anno.

Vi terremo aggiornati!

MGM: Relativity Media salverà Lo Hobbit?

Continua l’odissea della MGM, ma l’aggiornamento odierno è una vera e propria sorpresa: Relativity Media, con l’aiuto dell’hedge fund newyorkese Elliott Associates, si è offerta di contribuire all’operatività  della compagnia auspicando che questa continui a operare come casa di produzione indipendente.

Con 500 milioni di dollari di investimento proposto, la Relativity intende fornire alla MGM i liquidi necessari a dare il via libera alle riprese dello Hobbit e di un nuovo episodio di James Bond (tutti e due pronti a partire ormai da mesi, come sappiamo). In cambio, la compagnia non vuole potere gestionale ma controllo produttivo sui film realizzati. Non è chiaro cosa significhi questo ultimo passaggio, va detto che a livello creativo la produzione dello Hobbit è saldamente in mano alle decisioni di Peter Jackson (in base ad accordi presi nel 2007).

Secondo Deadline, che ne dà notizia, l’offerta è stata fatta tre settimane ed è solo una delle numerose proposte che la MGM sta ricevendo per rimanere indipendente senza andare in bancarotta (si parla anche della News Corp/20th Century Fox e di Qualia Capital). Nikki Finke conclude spiegando che a questo punto resta tutto in mano agli obbligazionisti (che sono rappresentanti da un gruppo di investitori di cui fa parte anche Sony): saranno loro a decidere, entro maggio, se accettare queste offerte e dare la possibilità alla major di produrre nuovi titoli, o andare in bancarotta (l’opzione di vendita alla Warner Bros. sembra ormai dimenticata).

Vi terremo aggiornati…

La frustrazione di Guillermo del Toro

La situazione finanziaria della MGM si fa sempre più difficile, e l’attesa si fa snervante per Guillermo del Toro.

Mentre Deadline riporta Zookeper, co-prodotto dalla compagnia con la Sony, verrà distribuito solo da quest’ultima (non proprio un segnale positivo), in molti parlano della possibilità che la Warner e la Sony stiano trattando per acquistare rispettivamente i diritti rimanenti dello Hobbit e quelli di James Bond. Nelle prossime settimane la MGM deciderà cosa fare (ha circa un mese di tempo prima che scada il nuovo rinvio dei pagamenti), e nel frattempo tutto tace per quanto riguarda il via libera alle riprese dello Hobbit: ecco quindi che Guillermo del Toro ha deciso di esprimere sul TheOneRing.net tutta la sua frustrazione!

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La MGM ottiene un nuovo rinvio

Un veloce aggiornamento sul fronte MGM, che come sapete stiamo seguendo perché dalle peripezie finanziarie della compagnia dipende il via libera alle riprese dello Hobbit.

Dall’ultimo aggiornamento, gli obbligazionisti hanno deciso di concedere alla major una ulteriore sospensione dei pagamenti degli interessi sul debito. Intanto, dopo il ritiro dell’offerta di aquisto da parte della Lionsgate, anche Access Industries si è ritirata: rimane l’unica offerta della Warner Bros, che la MGM potrebbe comunque ritenere troppo bassa rispetto al valore che attribuisce ai propri asset (2 miliardi di dollari contro gli 1.5 offerti dalla Warner).

Ora la MGM avrà tempo fino a metà maggio per decidere se ristrutturare la compagnia, vendere tutto (marchio, logo, library da 4.000 titoli e etichetta United Artist) alla Warner o vendere solo alcuni asset (con la Warner in prima fila per la parte rimanente dei diritti dello Hobbit e la Sony per quelli di James Bond).

Vi terremo aggiornati…

La MGM ritarda lo Hobbit, quasi sicuro lo slittamento

Una fonte interna alla produzione dello Hobbit ha rivelato quello che in realtà sospettavamo/sapevamo già: è la situazione finanziaria della MGM che sta ritardando il via libera alle riprese del film, e nonostante la pre-produzione stia proseguendo non ufficialmente, prima che la produzione vera e propria incominci è necessario che la compagnia risolva i propri problemi o venda i diritti del film.

Un veloce riassunto della situazione, anche se per una maggiore comprensione vi consigliamo di rileggere cronologicamente gli articoli che abbiamo pubblicato nei mesi scorsi.

La MGM possiede i diritti di distribuzione dei film dello Hobbit fuori dagli Stati Uniti, la compagnia ha un accordo di co-finanziamento dei film con la New Line Cinema, di proprietà della Warner Bros. In pratica, il budget e il marketing dei film verranno co-finanziati dalle due major. Attualmente però la MGM vive in una sorta di limbo: mesi fa, infatti, i suoi obbligazionisti hanno approvato lo stop al pagamento dell’interesse sul debito fino a fine marzo, dando tempo alla compagnia di accettare offerte di acquisto da parte di potenziali compratori. Leggi tutto “La MGM ritarda lo Hobbit, quasi sicuro lo slittamento”

Tre offerte per la MGM, la Warner in testa

Il termine per presentare le offerte di acquisto degli asset della MGM, compagnia da tempo in difficoltà economiche e in cerca di un nuovo partner o di un compratore per non andare in vera e propria bancarotta, era oggi.

Le agenzie riportano che le offerte ritenute valide e interessanti sono state tre: una mezza delusione, anche perché a quanto pare non si è andati neanche vicini ai due miliardi di dollari che la MGM sperava di ottenere per la sua libreria di oltre 4mila titoli (è una delle major più longeve di Hollywood). A quanto pare Time Warner, Access Industries e Lionsgate hanno tutte fatto un’offerta che va dagli 1.2 ai 1.5 miliardi di dollari, e la Warner sembra guidare con l’offerta più alta. Per la compagnia il vantaggio di acquisire la MGM sarebbe doppio: da un lato accrescerebbe molto la propria libreria di titoli (peraltro arricchendo un archivio storico già molto fornito), dall’altro otterrebbe il controllo completo dei diritti di produzione e distribuzione esteri dello Hobbit.

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“In data da definirsi”

Basta aspettare, e i misteri si risolvono.

Il sito ufficiale di Ian McKellen è stato aggiornato, ora non si parla né di giugno, né di luglio, ma di “data da definirsi” per quanto riguarda l’inizio delle riprese dello Hobbit.

Come si diceva qualche giorno fa, bisogna avere pazienza. Peraltro, lunedì sarà la deadline per le offerte di acquisto della MGM: si parla di un fondo di investimento, della Lionsgate e della Warner tra i principali contendenti. In tutti i casi, la Warner probabilmente otterrà l’asset che le serve, ovvero il resto dei diritti dello Hobbit: se la Lionsgate o il fondo vincessero, molto probabilmente rivenderebbero gli asset improduttivi (e nessuno dei due ha la capacità di distribuire all’estero Lo Hobbit)…

Vi terremo aggiornati.

MGM: si avvicina la soluzione finale?

Numerosi report, tra cui Bloomberg Business Week, segnalano che si sta avviando la seconda e ultima fase di vendita della MGM, la casa di produzione proprietaria di parte dei diritti di sfruttamento dello Hobbit e i cui problemi finanziari la stanno portando rapidamente alla bancarotta.

Scadrà a fine marzo l’ultima sospensione del pagamento sugli interessi del debito della casa di produzione: entro la metà del mese la compagnia dovrà trovare un compratore per i suoi asset di maggior valore, se vorrà rimanere in vita, o passare direttamente di proprietà. Secondo alcune fonti anonime, gli attuali interessati sono la Lionsgate Entertainment Corp., la Liberty Media Corp., la Access Industries del miliardario Len Blavatnik e la Time Warner Inc., proprietaria della New Line Cinema. La News Corp, cui fa capo la 20th Century Fox, si è ritirata ormai da qualche tempo.

Gli interessati faranno un secondo round di offerte per ottenere gli oltre 4.100 titoli della storica libreria MGM, i diritti di produzione dei prossimi film di James Bond e i diritti di co-distribuzione dello Hobbit.

Va detto che finora i problemi finanziari della MGM non sono da incolpare per i ritardi dello Hobbit: la pre-produzione è in corso ormai da mesi, ed è stata finanziata dalla Warner Bros e dalla Wingnut Films. Tuttavia sarebbe un’ottima notizia se la Warner acquistasse i diritti dello Hobbit dalla MGM: un’unica casa di produzione e distribuzione coinvolta semplificherebbe il processo di via-libera e l’inizio delle riprese…

Guillermo del Toro si scusa ancora, e aggiorna sullo Hobbit

Guillermo del Toro si scusa ancora sul forum del sito TheOneRing.net per quanto riguarda gli scarsi movimenti sul fronte Hobbit a gennaio inoltrato. Non smentisce i rumour di qualche giorno fa, che vedono un ritardo di un anno nella release del primo film (2012 invece che 2011), ma la vera questione è che finché il film non riceverà la benedetta “green light” nessuna notizia può essere presa per definitiva.

Visto che gli script di entrambi i film sono stati ormai consegnati alla Warner Bros e alla MGM, che co-producono i film, sembra che il problema vero, attualmente, sia la situazione economica della MGM. Entro domani scadeva la deroga al pagamento degli interessi sul debito nei confronti dei creditori, ma con una mossa dell’ultimo minuto la major ha ottenuto una nuova deroga fino al 31 marzo, per poter proseguire nelle trattative con le varie figure interessate ad acquistarne gli asset o a rilevare l’intera compagnia. Speriamo che entro marzo la situazione si sblocchi, nel frattempo la pre-produzione dello Hobbit prosegue:

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Lo Hobbit in Italia: è mistero sulla distribuzione

Chi distribuirà in Italia Lo Hobbit? E’ un mistero.

Credevamo infatti che sarebbe stata la Sony Pictures, in virtù del recente accordo con la MGM, a portare il film nel nostro paese, ma a quanto ci è stato riferito la faccenda non è ancora chiara: a quanto pare, infatti, potrebbe essere la 20th Century Fox a distribuire il kolossal di Guillermo del Toro da noi.

Stiamo cercando di informarci: vi terremo informati!

Tre mesi di respiro per la MGM, Lo Hobbit rimane una priorità

Dopo i rumour di qualche giorno fa, la MGM ha raggiunto un accordo con i suoi creditori (tutti i dettagli dell’accordo su BadTaste.it). Almeno fino al 15 dicembre la compagnia è salva. Il problema non è il rischio insolvenza: un audit ha confermato infatti che le casse contengono abbastanza liquidi per mantenere lo studio in vita almeno per un altro anno. Tuttavia, se dal 15 dicembre non pagherà gli interessi, i creditori potrebbero decidere di diventare azionisti e prendere il controllo della situazione.

Ad ogni modo, la cosa importante è che sull’Hollywood Reporter si parla dello Hobbit come una proprietà saldamente nelle mani della Warner e della MGM, con quest’ultima assolutamente non intenzionata a cedere la sua porzione di diritti. A quanto pare la Warner si occuperà della maggior parte dell’investimento per il budget, e sta già investendo soldi per lo sviluppo dei film (che è già in corso, come sapete).

Nell’articolo, oltre a maggiori dettagli, il quotidiano parla di una consegna della sceneggiatura completa a “fine novembre“: noi sappiamo che ad agosto Peter Jackson ha consegnato alle major il primo script del primo dei due film. Probabilmente la sceneggiatura di fine novembre sarà una versione risistemata per controllare il budget (che viene compilato proprio in queste settimane).

Attualmente vengono sviluppati due film dello Hobbit, secondo un accordo di spartizione al 50-50 dei diritti di distribuzione con la New Line Cinema, una unità della Warner Bros.

Il primo film uscirà nel 2011, diretto da Guillermo del Toro che si occuperà anche del sequel. Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens e Guillermo del Toro stanno scrivendo entrambi i film, e la sceneggiatura completa del primo film sarà ultimata entro la fine di novembre.

La Warner Bros. guiderà la produzione e distribuirà il film negli Stati Uniti. Per ora, la compagnia di Burbank sta coprendo tutte le spese immediate.

(…) Gli executive della compagnia sperano di riuscire a recuperare circa 40 milioni di dollari per le attività legate allo Hobbit. Gli interessi richiesti, invece, superano i 50 milioni.

MGM vicina alla bancarotta, potrebbe vendere i diritti dello Hobbit

A distanza di un mese dalle dimissioni di Harry Sloan, la situazione finanziaria della Metro Goldwyn Mayer è sempre peggio. Nonostante l’enorme libreria di diritti cinematografici a sua disposizione, infatti, la major ha soltanto un franchise veramente attivo, ovvero quello di 007, e deve far fronte a un debito di quattro miliardi di dollari sul quale deve pagare dei cospicui interessi. I soldi stanno finendo, e lo studio ha bisogno di 20 milioni di dollari il prima possibile, e di altri 150 milioni per “finanziare i suoi prossimi progetti e dare il via a Lo Hobbit”.

Ieri la compagnia ha tenuto una lunghissima conference call con gli obbligazionisti, chiedendo la possibilità di non pagare gli interessi sul debito almeno fino a febbraio 2010. L’unica alternativa sarebbe andare in bancarotta, ma in quel caso potrebbe perdere gli asset più importanti del suo portafoglio, tra cui i diritti di produzione e sfruttamento di James Bond e quelli distribuzione dello Hobbit, che condivide con la Warner Bros (la quale potrebbe essere interessata ad acquisire i diritti mondiali).

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Crisi alla MGM: problemi per lo Hobbit?

Harry Sloan si è dimesso dalla carica di CEO (amministratore delegato) della Metro Goldwyn Meyer, lasciando il potere in mano a Mary Parent, Bedi Singh e il neo-arrivato Stephen Cooper (esperto in ristrutturazioni societarie, ha smantellato la ENRON). Sloan rimarrà coinvolto a livello esecutivo (non fosse anche per le sue partecipazioni azionarie nella società), ma questa mossa è chiaramente una conseguenza dal suo grosso fallimento nel risanare il debito della compagnia (suo obiettivo primario quando divenne CEO).

Harry Sloan

Mesi fa gli azionisti decisero che i conti societari erano abbastanza in forma per mantenere operativa la produzione; entro il 2012 la MGM avrà riottenuto i diritti di distribuzione di James Bond (ceduti per gli ultimi due film alla Sony/Columbia Pictures), in tempo per vedere gli incassi del prossimo episodio della serie d’azione (2011) e ripagare parte del debito (in scadenza nel 2012).

Ad ogni modo, in un nuovo articolo oggi Variety riporta la reazione di alcuni insider dopo questo rimescolamento di carte nel consiglio di amministrazione della major. “La MGM non ha bisogno di un nuovo CEO, ma di qualcuno che firmi un assegno di qualche miliardo di dollari” ha commentato l’anonimo CEO di una major rivale. L’uscita in scena di Sloan era prevista da settimane: ora la MGM si trova a dover pagare un debito di 3.7 miliardi di dollari, e buona parte di questi soldi dovrà trovarli nel giro di un anno. Sloan era salito al potere quattro anni fa, con il sogno di riportare allo splendore di una volta la compagnia. Ora invece si fa strada l’idea che l’unica soluzione sia vendere buona parte degli asset, in particolare l’enorme libreria di titoli e di diritti di produzione e distribuzione di cui la MGM è storicamente in possesso (e dallo sfruttamento del quale ricava circa 500 milioni di dollari all’anno).

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