Ufficiale: accordo tra la New Line e la Tolkien Trust, lo Hobbit è salvo

Se qualcuno, un anno fa, pensava che questa causa legale avrebbe fermato la produzione dello Hobbit, ora può tranquillizzarsi.

Dopo la notizia dell’altro giorno, arriva il comunicato ufficiale: la Tolkien Trust (un ente benefico inglese che si occupa di gestire l’eredità di J.R.R. Tolkien, attivo in particolare per le cause del WWF), la HarperCollins Publishers Ltd. e la New Line Cinema hanno risolto fuori dal tribunale una causa legale legata alla trilogia cinematografica del Signore degli Anelli.

La causa era stata intentata a febbraio 2008: HarperCollins Publishers Ltd. e i rappresentanti degli eredi di J.R.R. Tolkien accusavano la New Line Cinema di non aver fatto fede a una serie di accordi per quanto riguarda la divisione dei profitti della trilogia del Signore degli Anelli, uscita al cinema tra il 2001 e il 2003 negli Stati Uniti. I dettagli dell’accordo che ha risolto la causa non sono stati diffusi.

Commenta (forse con un po’ di amarezza) la notizia Christopher Tolkien, unico figlio del Professore ancora vivo: “I nostri fiduciari sostengono che una azione legale sarebbe stata comunque necessaria, ma sono felici che questa disputa sia stata risolta con termini soddisfacenti che permetteranno alla Tolkien Trust di procedere con le proprie opere benefiche. A questo punto i nostri fiduciari riconoscono alla New Line Cinema il diritto di procedere con i film dello Hobbit.”

Grande soddisfazione esprime il presidente della Warner Bros. Alan Horn: “Diamo grande valore al contributo che i romanzi di J.R.R. Tolkien hanno dato al successo dei nostri film, e siamo felici che questa disputa sia stata superata. Siamo ora rivolti verso una relazione produttiva e positiva per tutti nel futuro.” La Warner Bros. ai primi del 2008 aveva assorbito completamente la controllata New Line Cinema, ereditandone i beni (come i diritti di produzione delle opere di Tolkien) ma anche i mali (alcune cause legali, tra cui questa e un altro accordo legale con Peter Jackson sui profitti relativi ai film).

A questo punto i film dello Hobbit hanno il via libera definitivo anche dal punto di vista legale. L’accordo sancito oggi dovrebbe sbloccare la pre-produzione dei film, e quindi a breve dovremmo finalmente sapere qualcosa del casting, anche perché le riprese inizieranno a marzo-aprile del 2010 in Nuova Zelanda.

Se l’accordo non fosse stato preso, la causa sarebbe finita in tribunale alla Corte Superiore di Los Angeles il 19 ottobre. Secondo le accuse, la New Line Cinema doveva ancora pagare 220 milioni di dollari alla Tokien Trust in base a un contratto del 1969: il 7,5& degli incassi complessivi (sei miliardi di dollari stimati per i tre film), esclusi certi costi. Se il processo fosse iniziato, l’intenzione della Tolkien Trust era quella di chiedere al giudice di sospendere la produzione dei due film dello Hobbit. Non è stato diffuso l’ammontare esatto della cifra pattuita, ma l’ente benefico si dice soddisfatto: “Questo permetterà alla Tolkien Trust di supportare più di 100 opere caritatevoli in giro per il mondo,” conclude Bonnie E. Eskenazi, procuratore della Tolkien Trust. Opere che includono Save The Children, il Darfur Appeal, Asia Earthquake Appeal e la World Cancer Research Foundation.

Maggiori informazioni sulla causa, e le motivazioni che hanno portato a tutto questo, in questa serie di notizie.

Eredi di Tolkien: causa quasi risolta, Lo Hobbit è salvo

La causa legale che impegna la Tolkien Trust (società che tutela gli Eredi di Tolkien) e la New Line Cinema (ora confluita nella Warner Bros.) da un paio d’anni sembra essersi risolta definitivamente fuori dal tribunale.

Noi seguivamo la faccenda dalle prime minacce di Christopher Tolkien, unico figlio del Professore ancora in vita, il quale l’anno scorso disse di voler fare di tutto per impedire la realizzazione dei film dello Hobbit. Il motivo? La New Line Cinema non avrebbe onorato a pieno un contratto del 1969, e non avrebbe pagato l’ammontare corretto di denaro agli eredi di Tolkien desunto dagli incassi della trilogia del Signore degli Anelli (si parlava di un’ottantina di milioni di dollari mancanti).

L’ultima che avevamo sentito era che le due parti sarebbero finite in tribunale: una faccenda che poteva rallentare la produzione dei film dello Hobbit, se non sospenderla. Ma Peter Jackson e Guillermo del Toro non sembravano particolarmente preoccupati, ed ecco perché: a quanto pare la Tolkien Trust e la New Line hanno condotto trattative fuori dal tribunale e hanno raggiunto un “accordo provvisorio”, secondo quanto riporta TheOneRing.net.

Le due parti hanno firmato un accordo che sostiene esplicitamente che “sono entrate in un accordo vincolante per risolvere questa questione, tale accordo è soggetto a una serie di ratifiche il cui ottenimento potrebbe durare alcune settimane: una serie di persone/entità (tra cui la Warner) dovranno sottoscrivere questa decisione.” La fonte di TheOneRing.net sostiene che “in linea di principio questo non sarà più un ostacolo per la produzione dei due film dello Hobbit”.

Maggiori informazioni sulla causa, e le motivazioni che hanno portato a tutto questo, in questa serie di notizie.

Christopher Tolkien vuole fermare Lo Hobbit

Christopher Tolkien, figlio di J.R.R. Tolkien, vuole fermare Lo Hobbit. L’erede del Professore ha intenzione di fare di tutto per impedire alla New Line Cinema di girare Lo Hobbit e il suo sequel, a partire dal 6 giugno.

Il 6 giugno si terrà l’udienza per la causa che la Tolkien Trust ha intentato contro la New Line Cinema dopo che la Mayor non ha (apparentemente) onorato i suoi impegni finanziari nei confronti degli eredi di Tolkien riguardo agli incassi della trilogia del Signore degli Anelli.

Sembra che per l’occasione Christopher Tolkien, il figlio 83enne del Professore di Oxford, tenterà un’ultima crociata per fermare la produzione dello Hobbit e del suo sequel.

Secondo Tolkien la New Line deve ancora pagare 80 milioni di sterline alla famiglia. Ora che lo studio è stato assorbito completamente dalla Warner Bros, quest’ultima non ha voluto commentare, e i suoi piani di “reazione” li scopriremo il 6. L’intenzione di Tolkien, comunque, è di chiedere al giudice della California di terminare lo sfruttamento dei diritti da parte della New Line. In questo modo il film non si potrà fare.

Difficilmente, comunque, la cosa accadrà. Sappiamo tutti che la New Line e la MGM hanno già dato il via libera alla pre-produzione dei film, stanziando budget e chiedendo a Del Toro, Jackson, Walsh e Boyens di iniziare a scrivere le sceneggiature. Difficilmente, dopo anni di attesa, se ci fosse stato il timore di un blocco le due mayor avrebbero fatto partire la grande macchina della produzione.

Ad ogni modo, vi terremo informati sugli sviluppi.

Lo Hobbit in pericolo: nuova, grave causa legale contro la New Line

tolkienLa Tolkien Trust, una organizzazione benefica guidata dagli eredi di J.R.R.Tolkien (Christopher Tolkien, figlio dell’autore, e tre altri parenti stretti), e la HarperCollins (editore di Tolkien) hanno intrapreso una azione legale nei confronti della New Line Cinema alla Corte Suprema di Los Angeles. Pessima notizia per i fan dello Hobbit, perché questo potrebbe rallentare la produzione del film – o addirittura metterla in dubbio.

Tutto ebbe inizio… con un contratto secondo il quale chi avesse realizzato dei film dalla trilogia del Signore degli Anelli era tenuto a versare alla Tolkien Trust il 7.5% dei guadagni totali (ovvero una buona percentuale dei circa 6 miliardi di dollari tra biglietti venduti e home video, togliendo ovviamente le spese e i guadagni dei cinema) cosa che, a quanto pare, non avrebbe mai fatto. Ora la Tolkien Trust pretende 150 milioni di dollari (ossia un mero 2.5% del totale), una cifra non precisata per i danni e – cosa ancora più preoccupante – l’annullamento dei diritti di produzione dello Hobbit della New Line.

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