Lo Hobbit in Nuova Zelanda: dichiarazioni di Peter Jackson e Richard Taylor

Dopo l’annuncio che la Nuova Zelanda ospiterà le riprese dello Hobbit sono passate diverse ore prima che i protagonisti della vicenda rilasciassero dichiarazioni.

La primissima reazione del portavoce di Jackson è stata pragmatica quanto gelida:

Peter Jackson deve ancora commentare l’accordo, e il suo portavoce ha detto che per questa mattina non ci saranno dichiarazioni. “Abbiamo due film da fare e siamo cinque settimane in ritardo sulla pre-produzione grazie agli eventi recenti.”

Ma poche ore dopo Jackson ha espresso riconoscenza verso tutti, come riporta il New Zealand Herald:

Il regista Sir Peter Jackson e Fran Walsh hanno ringraziato il governo per l’intervento per far sì che Lo Hobbit rimanesse in Nuova Zelanda. In una press release della WingNut Films, i due si dicono “eccitati” a riguardo: “Siamo grati al Governo per essere in procinto di introdurre una legge che darà a tutti i membri dell’industria cinematografica certezze sul proprio stato d’impiego. Questa chiarificazione fornirà la stabilità necessaria e rassicurerà i lavoratori e gli investitori Neozelandesi e di oltreoceano.” Jackson ha ringraziato anche la Warner Bros. e la New Line Cinema per la loro “fiducia riposta nella Nuova Zelanda” e ai “tecnici del cinema, gli attori e i fan che ci hanno sostenuto. Alle migliaia di persone che hanno scritto e ci hanno dedicato il loro tempo per farci sapere che ci sostenevano: grazie. Avete fatto voi la differenza”. Leggi tutto “Lo Hobbit in Nuova Zelanda: dichiarazioni di Peter Jackson e Richard Taylor”

La Warner in Nuova Zelanda: le trattative continuano

warner executive

In breve: da lunedì a oggi, mentre i Neozelandesi si sono mobilitati in maniera festosa ma determinata in giro per la Nuova Zelanda a favore del mantenimento delle riprese dello Hobbit nel paese (qui i video), i delegati della Warner Bros sono atterrati e hanno iniziato lunghe trattative con produttori e, soprattutto, politici locali.

Il primo ministro John Key ha rivelato che gli alti dirigenti in questione sono il presidente della New Line Cinema, un senior executive della Warner Bros. e il loro consigliere legale. Il presidente della New Line è Toby Emmerich, ex presidente di produzione durante la realizzazione del Signore degli Anelli e buon amico di Key – ciò non significa, tuttavia, che le trattative saranno più facili, anzi. Leggi tutto “La Warner in Nuova Zelanda: le trattative continuano”

La Nuova Zelanda si prepara alla battaglia!

I dirigenti della Warner Bros. che si recheranno in Nuova Zelanda lunedì troveranno una accoglienza senza precedenti.

Infatti, a cercare di convincerli a trattenere le riprese nel paese non ci saranno soltanto Peter Jackson, i produttori dello Hobbit e il primo ministro John Key, ma anche tutta la popolazione, sensibilizzata a riguardo dai tecnici, dai lavoratori dell’industria cinematografica locale e dai sostenitori del film.

E così, mentre la pagina facebook “Keep the Hobbit shoot in NZ” ha quasi raggiunto i 10,000 fan in pochi giorni, ecco che si preparano manifestazioni e raduni in tutta la Nuova Zelanda per dimostrare alla Warner Bros. che il paese è il luogo migliore per girare i film, e che la Nuova Zelanda, ancora una volta, è davvero la Terra di Mezzo.

Questo video sta facendo il giro del paese – e non solo – invitando tutti gli abitanti a riversarsi in strada per mostrare il proprio supporto:

La prossima settimana sarà decisiva. Noi, come sempre, vi terremo aggiornati…

La Nuova Zelanda rimarrà la Terra di Mezzo?

Terra di Mezzo Nuova Zelanda

Oggi è Variety a dare qualche speranza ai fan dello Hobbit. Secondo il quotidiano di Hollywood, la New Line Cinema/Warner Bros. starebbe iniziando a prendere seriamente in considerazione la possibilità di non abbandonare la Nuova Zelanda per le riprese dello Hobbit.

(…) Mentre nuovi attori si aggiungono al cast dello Hobbit, la New Line e la Warner Bros. sono sempre più propense a mantenere la produzione del film in Nuova Zelanda ora che le minacce di un boicottaggio da parte di alcuni attori Kiwi si sono placate. Alcuni insider degli studios sostengono che rimanere in Nuova Zelanda avrebbe senso, perché è lì che il regista Peter Jackson ha girato i primi tre film del Signore degli Anelli. I set sono ancora al loro posto. (…)

Insider vicini alla situazione riferiscono che c’è il desiderio di mantenere Lo Hobbit nel paese natale di Jackson. Leggi tutto “La Nuova Zelanda rimarrà la Terra di Mezzo?”

Lo Hobbit sostituirà Harry Potter?

pinewood studios

In quella che può essere definita come una drammatica corsa contro il tempo, i produttori dello Hobbit stanno facendo di tutto per far sì che la Warner Bros. decida di mantenere le riprese del film in Nuova Zelanda. Così facendo, non solo darebbe lavoro alle moltissime persone che in questi giorni stanno dimostrando quanto tengono al progetto, ma potrebbe contare su una troupe affiatata composta in buona parte da artisti e tecnici che hanno già lavorato alla Trilogia del Signore degli Anelli e che si dedicherà con passione al kolossal di Peter Jackson.

Nelle ultime ore Richard Taylor della Weta ha reagito alle parole di Helen Kelly nei confronti di Peter Jackson, e Philippa Boyens, Fran Walsh e la stessa Kelly hanno rilasciato interviste radiofoniche. Leggi tutto “Lo Hobbit sostituirà Harry Potter?”

Peter Jackson: “Continueremo a combattere”, la Warner in Nuova Zelanda la settimana prossima

Sembra che ormai non ci sia più molto da fare. Nelle ultime ore sono arrivati nuovi report sulla marcia contro il boicottaggio dello Hobbit, che si è tenuta a Wellington ieri sera. Chi ha potuto parlare con Philippa Boyens (sceneggiatrice del film) e Richard Taylor (del Weta Workshop) hanno saputo da loro che ormai è praticamente sicuro lo spostamento delle riprese in un altro paese, e che i danni causati dal boicottaggio saranno molto profondi nell’industria cinematografica.

Parlando durante una riunione, la portavoce della CTU Helen Kelly ha speso parole molto dure nei confronti della situazione e, soprattutto, di Peter Jackson:

Il vero problema alla base dello spostamento è che altri paesi stanno offrendo sgravi fiscali. La Warner Bros. farà più danni possibili per ottenere quello che vuole. La Nuova Zelanda può competere nel campo cinematografico se il sistema fiscale funzionasse. Dobbiamo avere le condizioni fiscali adeguate, per competere. (…)
Peter Jackson è un moccioso viziato (!), e so che dire questo in Nuova Zelanda è sacrilego. Ha organizzato un incontro la notte scorso con il Weta Workshop, e ha dato informazioni false a quei tecnici. Sono stati strumentalizzati. Ha condiviso con loro informazioni che aveva il divieto di condividere (…) Sarà colpa della Three Foot Seven se il film andrà via dal paese. Leggi tutto “Peter Jackson: “Continueremo a combattere”, la Warner in Nuova Zelanda la settimana prossima”

I tecnici cinematografici neozelandesi marciano contro il boicottaggio dello Hobbit

boicottaggio

Purtroppo, il boicottaggio dello Hobbit da parte della New Zealand Actor’s Equity e dei principali sindacati degli attori internazionali potrebbe aver già avuto le conseguenze peggiori: un lettore di TheOneRing.net sostiene che la decisione di spostare le riprese del kolossal fuori dalla Nuova Zelanda potrebbe già essere stata presa.

Lo Hobbit ha finalmente ricevuto il via libera, ciò significa che la Warner Bros. e la MGM ora dovranno iniziare a pianificare le location dove girare il film, in vista dell’inizio della produzione a febbraio 2011. La Warner Bros. sta valutando da settimane la possibilità di spostare le riprese in altri paesi (come Europa e ironicamente – ma neanche tanto – Australia), che permetterebbe un taglio notevole dei costi visto che, da quando venne girato Il Signore degli Anelli, i costi in Nuova Zelanda sono comunque cresciuti (la produzione dei film costerà circa 700 milioni di dollari neozelandesi, ovvero 500 milioni di dollari americani). L’imminente decisione sta preoccupando moltissimo i lavoratori dell’industria cinematografica neozelandese, che in realtà supportano in blocco la produzione di Peter Jackson e sono contro la contrattazione collettiva per gli attori (di fatto, vietata dalla legge nel paese). Leggi tutto “I tecnici cinematografici neozelandesi marciano contro il boicottaggio dello Hobbit”

Due settimane e sapremo dove verrà girato Lo Hobbit

La situazione dietro le quinte della produzione dello Hobbit è in continua evoluzione, ma sembra che – per motivi meramente pratici, e forse è anche giusto così – entro un paio di settimane verrà messa la parola fine all’incertezza legata ai sindacati degli attori (e al boicottaggio, supportato da numerosi sindacati in tutto il mondo, proposto dall’unione degli attori australiani, che controlla una delle unioni degli attori neozelandesi), cui si ricollega la possibilità dello spostamento delle riprese fuori dalla Nuova Zelanda, e a quella legata al destino della MGM, che controlla metà dei diritti di produzione del kolossal. Leggi tutto “Due settimane e sapremo dove verrà girato Lo Hobbit”

Lo Hobbit in 3D? Sembra proprio di sì…

Pochi giorni, e sapremo tutta la verità sullo Hobbit.

Nell’attesa, continuano ad arrivare report con informazioni aggiuntive su quello che, effettivamente, verrà annunciato. Oggi TheWrap segnala, per esempio, che Peter Jackson è praticamente a un passo dal firmare il contratto da regista (cosa che probabilmente sbloccherà l’annuncio): le percentuali sugli incassi e il suo ingaggio sono già stati fissati. Leggi tutto “Lo Hobbit in 3D? Sembra proprio di sì…”

Boicottaggio dello Hobbit: attori e studios si schierano

Oggi è il giorno delle dichiarazioni ufficiali degli studios coinvolti – ma anche dello schierarsi di personalità di spicco del cinema neozelandese o di attori della Trilogia del Signore degli Anelli.

Andiamo con ordine. Questa la dichiarazione congiunta di MGM, New Line Cinema e Warner Bros. diffusa ieri sera come risposta al boicottaggio richiesto dall’IFA ai suoi membri:

La New Line, la Warner Bros. Pictures e la Metro-Goldwyn-Mayer Pictures sono preoccupate dalle recenti accuse di trattamento ingiusto nei confronti degli attori in Nuova Zelanda, e dall’invito a non partecipare alla produzione dello Hobbit rivolto dai sindacati degli attori ai propri membri. Siamo fieri di avere ottimi rapporti di lavoro con tutti i sindacati di categoria degli attori, e di valorizzare il loro contributo ai film prodotti nelle varie giurisdizioni in giro per il mondo. Ma crediamo che in questo caso le accuse siano prive di fondamento, e ingiuste nei confronti di Peter Jackson e il suo team a Wellington, dopo tutto il supporto che hanno dato alla comunità cinematografica Neozelandese negli anni.

Classificare questa produzione come “estranea all’unione” è errato. I membri del cast e della troupe vengono assunti in base a contratti collettivi nei casi applicabili, e rispettiamo i termini di questi contratti. E nonostante abbiamo lavorato in precedenza con la MEAA, l’unione australiana che ora cerca di rappresentare gli attori in Nuova Zelanda, attualmente rimane il fatto che non possiamo fare un contratto collettivo con la MEAA su questa produzione neozelandese, in quanto ci esporrebbe a sanzioni da parte della legge neozelandese. Questa proibizione legale è stata già spiegata alla MEAA. Siamo molto delusi dal fatto che nonostante ciò, la MEAA stia proseguendo l’azione.

Le produzioni cinematografiche necessitano la sicurezza che non ci possano essere interruzioni durante il loro svolgimento, e la nostra politica è quella di evitare di girare film in località nelle quali c’è un potenziale di incertezza dal punto di vista lavorativo, o altre forme di instabilità. Di conseguenza, stiamo valutando tutte le opzioni e le alternative per proteggere i nostri interessi di business.

In soldoni, gli studios sposano le opinioni espresse da Peter Jackson nella sua lettera (anche il sospetto che tutto questo nasca dal tentativo del sindacato degli attori australiani di “infiltrarsi” in nuova zelanda per aumentare i propri membri), e annunciano di essere già al lavoro per cercare alternative alle riprese in Nuova Zelanda (si parla dell’Europa dell’Est).

Gli studios non sono gli unici a schierarsi con Peter Jackson: TVNZ segnala, per esempio, che due dei direttori del casting dello Hobbit hanno “descritto la tattica della MEAA come ‘ignorante'”:

Liz Mullane e Miranda Rivers dicono di essere rimaste sconvolte dalle accuse dell’unione: “L’idea che stiano facendo tutto questo per il bene degli attori è insensata – così faranno solo male agli attori neozelandesi, oltre che alla comunità cinematografica e all’economia neozelandese”, hanno scritto in una lettera aperta alla comunità neozelandese degli attori. “Questa produzione è stata sotto pressione per lungo tempo a causa dei problemi degli studios, e ora questo nuovo problema potrebbe disfare tutto il lavoro svolto negli anni e i soldi spesi per far sì che questi film venissero realizzati. Cosa otterranno? Nulla, perché questa cosa avrà un impatto su tutti gli altri studios che vorranno venire a girare i loro film da loro, e daranno una immagine della Nuova Zelanda come ‘poco amichevole'”.

Anche il direttore della South Pacific Pictures John Barnett ha espresso solidarietà a Peter Jackson, sostenendo che non è affatto vero che Ian McKellen stia supportando il boicottaggio (come riportato invece da altre fonti, ma non ci sono ancora state comunicazioni ufficiali da parte dello stesso McKellen).

Rimane ancora da verificare la partecipazione al boicottaggio dei neozelandesi Cate Blanchett e Hugo Weaving (due dei quattro attori finora citati come “sicuramente nel cast del film”, gli altri due sono McKellen e Andy Serkis), da molti giornali data per “certa” ma in realtà tutt’altro che confermata.

Il noto attore neozelandese Karl Urban – che ha partecipato al Signore degli Anelli nei panni di Eomer ma non sarà nello Hobbit, e che ora dovrebbe far parte del sindacato SAG avendo partecipato a film come Star Trek e The Bourne Supremacy – ha invece preso le difese dei membri della MEAA, come riporta Stuff:

La NZ Actors Equity ha il mio supporto completo nella sua lotta per ottenere uno standard contrattuale maggiore per gli attori Neozelandesi. Se Peter Jackson ha l’opportunità di aiutare a migliorare le condizioni degli attori in Nuova Zelanda, per portarci più in linea con i nostri colleghi australiani, inglesi e americani, spero che ne nasca un dialogo.

E arrivano anche le risposte dei diretti interessati. La MEAA risponde alla lettera di Jackson citando una decisione della Corte Suprema datata 2005, che riconobbe a un modellista del Signore degli Anelli la qualifica di impiegato e non di libero professionista: la decisione gli valse 38mila dollari di rimborso. Nel 2003, 18 attori della Trilogia pretesero dei bonus dalla New Line come riconoscimento degli incassi stratosferici dei film (oltre tre miliardi di dollari), e ottennero giustizia.

La reazione della direttrice della Film New Zealand Gisella Garr è, invece, piuttosto ovvia:

Se la Nuova Zelanda perdesse Lo Hobbit a causa di questa disputa, potremmo non solo perdere questi film, ma anche la capacità di attrarre produzioni internazionali in futuro.

Mentre la Screen production and Development Association (SPADA), una agenzia neozelandese che lavora nell’industria cinematografica e che rappresenta gli interessi di produttori e case di produzione in Nuova Zelanda, ha diramato un comunicato stampa:

L’azione intrapresa dalla MEAA/Equity contro Lo Hobbit è preoccupante per l’industria cinematografica neozelandese, e potenzialmente molto dannosa per la reputazione internazionale della Nuova Zelanda. Ecco i fatti:

  • La MEAA è una unione registrata in Australia. La MEAA/Equity non ha status legale in Nuova Zelanda, così come definito dal Registro delle Società e Corporazioni il 16 settembre (…) Ciò significa che la MEAA non è in grado di stabilire accordi in Nuova Zelanda, né può essere registrata come una unione neozelandese.
  • Non è legale, in Nuova Zelanda, che una casa di produzione entri in una contrattazione collettiva con la MEAA/Equity o con qualsivoglia organizzazione di lavoratori riguardo i contratti degli attori, considerati liberi professionisti.
  • Le richieste che la MEAA/Equity sta facendo alla produzione dello Hobbit non sono legali
  • La MEAA/Equity si è rivolta alla produzione nel momento in cui era più vulnerabile: quando cioè il budget era già stato fissato e mentre la pre-produzione era in corso, contattando le unioni internazionali e organizzando un boicottaggio.
  • Non è corretto dire che la Nuova Zelanda non ha delle linee guida per i contratti degli attori. Il Pink Book, del quale anche la NZ Actors’ Equity rappresenta una parte, è stato utilizzato con successo per più di 15 anni, e specifica standard e condizioni. SPADA si è offerta di rinegoziare i termini del Pink Book con la NZ Actors’ Equity un anno fa, ma questi hanno insistito di voler intraprendere una trattativa collettiva illegale.
  • Il settore delle produzioni neozelandesi è già in difficoltà nell’attrarre produzioni estere a causa del cambio sfavorevole e della maggiore competitività offerta da incentivi all’estero. Tuttavia la Nuova Zelanda è riuscita a mantenere la sua competitività grazie alla sua reputazione per quanto riguarda qualità, flessibilità e amicizia.
  • Questa azione, e la pubblicità negativa che sta attirando sulla Nuova Zelanda, è dannosa per la nostra reputazione nella comunità cinematografica internazionale. Il senso comune deve prevalere, o i danni a lungo termine nel settore delle produzioni e nell’economia saranno profondi.

Fonte: Comingsoon.net, varie

Peter Jackson furioso: lettera contro la minaccia di boicottaggio dello Hobbit

Peter Jackson è uscito dal suo tipico isolamento mediatico e – cosa assai rara per il regista e produttore Neozelandese, nominato Sir dalla Regina d’Inghilterra – ha deciso di rilasciare una dichiarazione spontanea legata all’invito dell’IFA (che rappresenta i maggiori gruppi sindacali degli attori nel mondo) ai propri membri di boicottare Lo Hobbit finché i produttori neozelandesi non si decideranno a trattare i contratti con gli attori neozelandesi seguendo un’unica contrattazione (e, di fatto, facendoli aderire all’Unione). Nel comunicato, Jackson sottolinea che questo è illegale per la legge neozelandese, che “proibisce trattative collettive con organizzazioni lavorative che rappresentano gli attori, i quali sono considerati indipendenti. Il NZ Commerce Act sostiene che sarebbe fuorilegge affiancare l’Unione Australiana in questa attività“.

Jackson appare davvero furioso, soprattutto perché questo boicottaggio – che la Media, Entertainment and Arts Alliance (MEAA, l’unione degli attori Australiani, che dal 2006 fa pressioni assieme all’IFA per “unionizzare” il sindacato degli attori neozelandesi) sostiene essere condiviso anche da attori come Ian McKellen, Cate Blanchett e Hugo Weaving, come riporta il Dominion Post – potrebbe portare a due conseguenze, entrambe gravissime per l’economia Neozelandese: l’annullamento del progetto dello Hobbit o, più probabile, lo spostamento delle riprese in Europa dell’Est (!).

Dopo il salto potete leggere la traduzione dell’intero comunicato di Jackson. Va sottolineato il grave incidente diplomatico Austalia/Nuova Nelanda che si va configurando: ricordiamo che l’industria cinematografica neozelandese (come in generale tutte le attività dello stato a Sud del Pacifico) vanta una indipendenza storica, e teme le pressioni Australiane:

Leggi tutto “Peter Jackson furioso: lettera contro la minaccia di boicottaggio dello Hobbit”

La FIA invita gli attori a boicottare Lo Hobbit

I sette principali gruppi che rappresentano gli attori hanno invitato i loro membri a non lavorare allo Hobbit, a causa del rifiuto da parte dei produttori del film di firmare un accordo riguardo ai diritti degli attori neozelandesi, che non fanno ancora parte dell’Unione.

Il sito del sindacato americano degli attori riporta quanto segue:

I membri della Canadian Actors Equity, US Actors Equity, della Screen Actors Guild, UK Actors Equity, della American Federation of Television and Radio Artists, della Media, Entertainment & Arts Alliance (Australia) e della Alliance of Canadian Cinema, Television and Radio Artists sono invitati a non accettare proposte di lavoro per questa produzione realizzata all’esterno dell’Unione degli Attori. Se verrete contattati dalla produzione per lavorare allo Hobbit, vi preghiamo di segnalarcelo immediatamente.

Leggi tutto “La FIA invita gli attori a boicottare Lo Hobbit”