Capitolo 9: la botte piena, la guardia ubriaca


  • La piccola compagnia viene circondata e catturata dagli elfi silvani. Però Bilbo scompare grazie all’anello e segue il gruppo senza essere visto.
  • Giungono, dopo aver attraversato un ponte, nel regno sotterraneo del re elfico.
  • “ In una grande sala dai pilastri scolpiti nella viva roccia il re degli elfi sedeva su un trono di legno intagliato.”
  • Fa liberare i nani dalle corde, poi li interroga sulla loro venuta. Ma entrambe le parti presto diventano scontrose e arrabbiate. Così i nani vengono messi in piccole celle separate, seppure con acqua e cibo.
  • Per lungo tempo Bilbo gira per il palazzo senza azzardarsi a far nulla né a togliersi l’anello e riposando negli angoli più oscuri. Il palazzo è protetto da porte magiche, quindi è difficile provare ad uscire all’aperto. Ma Bilbo non vuole andarsene senza i nani.
  • Dopo una settimana o due riesce ad individuare dove sono tenuti prigionieri tutti i nani, in luoghi diversi del palazzo. Riesce a trovare anche Thorin e a parlare con lui.
  • Thorin e i nani nutrono una fiducia nell’hobbit sempre più profonda e sperano nella sua bravura.
  • La soluzione per la fuga arriva quando Bilbo scopre il fiume che passa sotto le caverne. C’è una chiusa all’uscita del fiume, ma è spesso aperta, e nelle cantine del re c’è una botola che da sul corso d’acqua sotterraneo.
  • Il vino era importato da lontano e la botola serviva al passaggio delle botti vuote, per facilitare il loro ritorno nella città di uomini chiamata Pontelagolungo.
  • Una sera Bilbo ascolta Galion il maggiordomo e il capo delle guardie mettersi d’accordo per assaggiare il vino nuovo del re prima di scaraventare nella botola le botti vuote. Esagerano presto con il vino reale, che si deve bere con moderazione, non accorgendosi di quanto forte sia.
  • Dopo un po’ entrambi gli elfi si addormentano e Bilbo ne approfitta rubando il grosso mazzo di chiavi della guardia.
  • Per primo libera Balin, poi gli altri undici. Per fortuna non c’è nessuno in giro, visto che c’è una grande festa autunnale nei boschi e nelle sale superiori. Per finire libera Thorin, poi spiega loro il suo piano.
  • Ovviamente i nani non gradiscono per nulla l’idea di Bilbo, brontolando e sbuffando, ma l’hobbit si arrabbia e alla fine la compagnia non ha alternative che accettare.
  • Bilbo restituisce le chiavi all’elfo addormentato, poi cercano le botti adatte per tutti. Alcune avevano trasportato altra merce, come mele o burro, quindi erano preferite alle altre.
  • Bilbo fa del suo meglio per imballare i nani con paglia e altre cose per proteggerli dagli scossoni, nonostante i brontolamenti soprattutto di Thorin e Balin. Alla fine tutto è pronto e i coperchi sono fissati.
  • Appena in tempo, perché arrivano gli elfi preposti a lavoro con le botti. Svegliano il maggiordomo e anche loro bevono un po’ di quel vino forte, poi si mettono al lavoro.
  • Fanno rotolare uno dopo l’altro i barili dentro la botola, facendoli cadere nella corrente gelida del fiume.
  • Bilbo però non è riuscito ad entrare in nessuno di essi perché non c’era più nessuno ad aiutarlo. Disperato, si aggrappa con tutte le sue forze all’ultimo barile che sta per essere lanciato e cade con esso in acqua.
  • Non riesce ad arrampicarcisi sopra, al buio e al gelo, perché il barile continua a rotolare e a sbattere lungo le pareti. Presto però l’arco di pietra con l’uscita è in vista e l’hobbit si ritrova sotto i rami degli alberi che si chinano sull’acqua da entrambe le rive.
  • Grazie ad una conca che ha momentaneamente fermato i barili, riesce a salire sul proprio, nonostante la difficoltà di tenersi in equilibrio.
  • I barili arrivano al Fiume Selva, poi ad una baia con un promontorio di pietra, dove li stanno aspettando gli elfi barcaioli. Legano i barili fino alla mattina dopo, mentre Bilbo raggiunge le capanne lì vicino e si rifornisce di viveri per la notte.
  • Alla mattina, aiutandosi con delle pertiche, gli elfi iniziano il loro viaggio sulla zattera di barili.