Capitolo 3: un breve riposo


  • Il viaggio continua e i giorni passano. Le foreste lasciano il posto a colline ricoperte d’erica e le prime pendici delle Montagne Nebbiose sono finalmente in vista.
  • Le scorte di cibo stanno finendo e la stanchezza inzia a farsi sentire sempre più. Gandalf dice loro che Elrond li sta aspettando per dar loro accoglienza, ma la strada per arrivarci è ancora lunga. Il territorio è vasto, difficile e pieno di strapiombi e pericoli.
  • Finalmente arrivano a Granburrone (o Forraspaccata) e vengono accolti dai canti e dalle risate degli elfi. Conducono i pony a mano, lungo uno stretto sentiero illuminato dalle lanterne degli elfi. Raggiungono l’Ultima Casa Accogliente ormai quando è notte.
  • Elrond li accoglie e per 14 giorni sono rinfocillati e curati.
  • Viene detto loro che le spade portate via agli Uomini Neri arrivano da Gondolin. Quella di Thorin si chiama Orcrist (Fendiorchi), mentre quella di Gandalf è Glamdring (Battinemici). Poi Elrond li aiuta a trovare sulla mappa un percorso verso la Montagna Solitaria.
  • Alzando la mappa alla luce della Luna, scopre delle lettere lunari che dicono “Sta vicino alla pietra grigia quando picchia il tordo e l’ultima luce del sole che tramonta nel giorno di Durin splenderà sul buco della serratura”.
  • Ripartono il giorno dopo di Ferragosto, ritemprati dalla sosta e ora conoscendo la strada da percorrere.