Capitolo 17: …e scoppia il temporale


  • Di buon mattino, un singolo messaggero si dirige verso la montagna e chiede se Thorin è disposto ad ascoltare un’altra ambasciata. Il nano pensa che il motivo sia Dain e accetta di ricevere pochi e disarmati ambasciatori.
  • Verso mezzogiorno giunge una compagnia di circa una trentina di persone. Tra di loro ci sono sia Bard che il Re degli elfi, davanti al quale un vecchio, avvolto in un mantello, porta un cofanetto.
  • Bard e Thorin iniziano a parlare. Thorin non cede e allora Bard gli propone di consegnare parte del tesoro in cambio dell’Archipietra.
  • Il vecchio espone la pietra alla luce chiara del mattino e Thorin rimane ammutolito, sorpreso e confuso. Poi la collera riprende il sopravvento.
  • Domanda come hanno fatto ad impadronirsene e Bilbo, nonostante sia molto spaventato, ammette di essere stato lui.
  • Thorin è sopraffatto dalla rabbia ed afferra Bilbo con entrambe le mani, scuotendolo e gridandogli addosso il suo furore.
  • Gandalf gli intima di fermarsi e di ascoltare cosa ha da dire l’hobbit.
  • Thorin scaccia via Bilbo, promettendo però di scambiare la pietra con un quattordicesimo del tesoro, cioè la parte che spettava allo hobbit. Già però il nano spera che, con l’arrivo di Dain, potrà riprendere la pietra senza doverla riscattare.
  • Bard e la sua gente aspetterà fino al giorno dopo per ritirare l’oro che gli spetta e così potersene tutti tornare alle proprie case. Thorin però invia i corvi a Dain per dirgli cosa è successo e incitandolo a sbrigarsi.
  • Il giorno dopo l’aria soffia più forte e il cielo è tetro.
  • L’esercito di nani appare dietro lo sperone della Montagna prima di quanto gli umani e gli elfi si aspettassero. Dain è infine giunto con il suo esercito di nani, forti, spietati, ben armati e forniti di provviste per settimane.
  • Le trombe chiamano elfi e nani alle armi.
  • Poco dopo un piccolo gruppo di nani, disarmati, si presenta all’accampamento e chiede che il campo sia sgomberato per lasciarli passare. Bard rifiuta e i nani devono tornare indietro.
  • Bard manda altri messaggeri alla montagna, però Thorin non è stato di parola e non c’è né oro né argento per il popolo della città.
  • Dain e i suoi nani nel frattempo riprendono a muoversi verso l’accampamento nemico. Bard li sottovaluta. Il re degli elfi è più cauto e spera ancora in una riconciliazione, perchè non vuole iniziare una guerra per dell’oro e comunque pensa che i nani non potranno nulla contro di loro, superiori sia numericamente sia come posizione.
  • Senza nessun segnale, i nani si scagliano all’attacco e sta per iniziare la battaglia.
  • Con una velocità spaventosa, cala una fitta oscurità. Una tempesta invernale si frange rombando contro la Montagna e, sotto di essa, un’altra macchia ancora più nera si muove turbinando controvento, come fosse un vastissimo stormo di uccelli.
  • Gandalf compare tra le schiere degli elfi e quelle dei nani, intimando loro di fermarsi mentre il suo bastone fiammeggia di luce. Avverte con voce tonante che gli orchi sono giunti. Nemmeno lui si aspettava un attacco così improvviso.
  • Bolg è arrivato dal Nord, accompagnato da un immenso numero di pipistrelli e i molti dei suoi orchi montano i lupi e i mannari sono al loro seguito.
  • Sta per iniziare la Battaglia dei Cinque Eserciti : Nani, Elfi e Uomini contro Orchi e Mannari.
  • Il buio è sempre più cupo. Gandalf incita i capi dei vari eserciti ad incontrarsi al più presto per decidere il da farsi.
  • E’ spiegato il perché e come si è formato il vastissimo esercito di orchi.
  • Tutti assieme, compreso Dain, elaborano un piano per cercare di contrastare il nemico. Pensano di occupare i grandi speroni che si sporgono a sud e a est.
  • Presto il temporale passa, ma la nube di pipistrelli incombe sempre più. Bard incita tutti a sbrigarsi a prendere posizione. Gli elfi raggiungono lo sperone meridionale, i nani e gli uomini quello orientale.
  • Bard e parecchi tra gli elfi e gli uomini più agili si arrampicano in alto per riuscire a vedere cosa succede a nord. Gli orchi sono una nera moltitudine.
  • Per primi arrivano gli orchi che cavalcano i lupi, poi arriva il grosso dell’esercito, spingendosi avanti furiosamente e con disordine. Inizia la grande battaglia.
  • Bilbo cerca di tenersi fuori dai guai, reso invisibile dall’anello.
  • Gli elfi sono i primi a caricare, prima con le frecce, poi con lance e spade.
  • Quando la carica degli elfi si arresta, allora giunge il tempo dei nani dei Colli Ferrosi, che si lanciano giù dall’altro lato della valle brandendo le loro asce. Dietro i nani vengono gli Uomini del Lago dalle lunghe spade.
  • Il panico invade l’animo degli orchi. Mentre fronteggiano i nani, gli elfi caricano ancora alle loro spalle con maggior impeto.
  • Un grido risuona tra le alture. Una parte degli orchi ha scalato la Montagna e ora sta attaccando precipitandosi giù dai ripidissimi speroni attorno alla Porta e i difensori sono troppo pochi per sbarrare loro la via.
  • Le ore passano e gli orchi si raccolgono ancora nella valle. Ora viene il turno dei Mannari e la guardia del corpo di Bolg, grandi orchi con scimitarre d’acciaio, mentre i pipistrelli graffiano e mordono uomini ed elfi.
  • Sia Bard che gli elfi stanno lentamente perdendo terreno, quando un forte grido e uno squillo di tromba risuonano dalla Porta. Parte del muro cade e Thorin con i suoi compagni balzarono fuori, tutti abbigliati di splendenti armature. “Nella penombra il grande nano brillava come oro in un fuoco morente”.
  • Nonostante la resistenza degli orchi, Thorin e i suoi compagni raggiungono la valle.
  • Thorin chiama a gran voce alla battaglia elfi, uomini e nani, che si precipitano ad aiutarlo.
  • La lotta riprende vigore e i mannari vengono sbaragliati. Ma il prezzo in vite è stato molto alto e dietro Thorin giacciono molti orchi ma anche nobili elfi e uomini.
  • L’attacco di Thorin diviene meno impetuoso e la sua schiera viene circondata e attaccata da ogni parte, soprattutto dalle guardie del corpo di Bolg.
  • Anche sulla Montagna l’attacco degli orchi ha ripreso vigore e gli elfi e gli uomini riprendono a retrocedere.
  • Bilbo è sullo sperone assieme agli elfi e con grande pena ed angoscia segue gli avvenimenti. Anche Gandalf è lì, come in attesa.
  • Un rosso tramonto squarcia l’orizzonte. Contro quel cielo lontano si stagliano le grandi Aquile.
  • Sono tantissime e vengono avvistate da Bilbo. Il suo grido viene ripreso da tutta la valle, ma una pietra cade pesantemente sul suo elmo e l’hobbit perde conoscenza.