Capitolo 15: le nuvole si addensano…


  • Attorno alla Montagna gli stormi di uccelli sono sempre più fitti e i corvi gridano senza sosta.
  • Bilbo si accorge che il vecchio tordo è tornato. Infatti l’uccello si posa non lontano da loro e inizia a cantare.
  • E’ evidente che il tordo cerca di comunicare con il gruppo, ma i nani non sono in grado di capire le sue parole. Balin esclama che vorrebbe aver a che fare con un corvo imperiale, raccontando del loro stretto rapporto con i nani.
  • Il tordo vola via e poco dopo è di ritorno, accompagnato da un vecchio e malmesso corvo imperiale.
  • Roac figlio di Carc parla alla compagnia nella lingua corrente. Dice loro chi è, poi rivela loro che Smaug è morto tre giorni prima e li avverte che molti si stanno dirigendo verso la Montagna, avidi di bottino o di rivalsa.
  • Dice loro anche che non devono fidarsi del Governatore, ma di Bard. Però la pace costerà molto cara in denaro.
  • Thorin lo ringrazia ma le sue parole sono piene di collera. Prega il corvo di mandare alcuni dei suoi ad avvertire gli altri nani, soprattutto suo cugino Dain dei Colli Ferrosi, perché vengano ad aiutarli.
  • I nani e Bilbo (controvoglia) tornano alla Montagna e si mettono ad esplorare i corridoi, verificando che solo la Porta Principale è rimasta aperta.
  • Si mettono a fortificare l’unica entrata e a costruire un nuovo sentiero, mentre i corvi li tengono costantemente al corrente delle novità.
  • Kili e Fili vengono spediti a recuperare tutto ciò che era rimasto delle loro provviste.
  • Presto davanti all’apertura si erge un grande muro superabile solo con delle scale e davanti a questo il Fiume Fluente ha creato una pozza molto estesa. Ora si può arrivare al muro solo lungo uno stretto cornicione.
  • Una notte la città di Dale è illuminata da molti fuochi e torce e i nani comprendono che gli uomini e gli elfi sono infine giunti.
  • Il mattino dopo un gruppo di uomini e arcieri elfi si avvicinano alla grande porta. E’ evidente il loro stupore a trovarla bloccata in quel modo.
  • Thorin chiede a gran voce cosa vogliano, ma loro non rispondono e se ne vanno. Quel giorno l’accampamento umano ed elfico viene spostato a est del fiume, proprio tra le due propaggini della montagna.
  • Le rocce risuonano dei canti, delle voci, della musica data dalle arpe elfiche.
  • Bilbo e alcuni dei nani più giovani vorrebbero non essere in quella situazione e poter raggiungere l’accampamento, ma Thorin li sgrida.
  • Allora i nani si mettono a cantare, accompagnati dalle arpe, una delle loro canzoni. Thorin è di nuovo contento e pensa già all’arrivo di Dain. Invece Bilbo è sempre più preoccupato.
  • Il mattino dopo, sotto lo stendardo degli elfi e quello azzurro degli uomini di lago, arriva una delegazione.
  • Bard chiede di parlamentare con Thorin e sistemare le questioni in sospeso. Le sue parole sono aspre ma giuste e veritiere e Bilbo in cuor suo riconosce appieno le sue ragioni.
  • Il cuore di Thorin però è colmo di avidità e non ha intenzione di dividere il tesoro con nessuno. Le sue parole sono dure contro gli uomini armati davanti la sua porta e contro gli elfi.
  • Dopo qualche ora gli uomini tornano. Intimano di consegnare un dodicesimo del tesoro a Bard, altrimenti verranno considerati dei nemici e posti sotto assedio. Thorin risponde lanciando una freccia.
  • Inizia l’assedio. La maggior parte dei nani appoggia Thorin. Bilbo, tra sé e sé, lo disapprova completamente.