- Due giorni prima, quando la collera di Smaug lo portò lontano dalla montagna, verso Pontelagolungo, un tempo chiamata Esgaroth, gli uomini erano ignari di cosa stava per succedere.
- Il vento della sera è freddo e pochi passeggiano sulle banchine.
- All’improvviso la cima della Montagna Solitaria appare nel buio tra le colline. Non è la prima volta che in quei giorni si vedono dei bagliori provenire da laggiù.
- Alcuni pensano siano le luci del Re sotto la Montagna e solo uno di loro, Bard dalla voce aspra, teme sia il drago.
- Di nuovo all’improvviso compare una grande luce in un punto più in basso tra le colline e l’estremità del lago si fa tutta dorata.
- Molti vengono fuori delle case per vedere quella luce che sembra oro liquido portato giù dal fiume.
- Solo Bard, l’unico che teme si tratti del drago, corre dal governatore e fa suonare le trombe per dare l’allarme.
- L’eccitazione si trasforma in terrore.
- Il drago si sta precipitando velocemente verso la città. Nel frattempo i suoi abitanti riempiono d’acqua ogni recipiente, ogni guerriero si arma, il ponte che li unisce alla terraferma viene abbattuto.
- Il drago è sorpreso dalla mancanza del ponte, perché i suoi nemici stanno in un’isola in mezzo al freddo e profondo lago. Non può tuffarsi nelle gelide acque e le frecce cominciano a piombare su di lui, che però è difeso dalle sue scaglie, dalle gemme e dal fuoco ardente del suo alito.
- Il sibilo delle frecce e lo squillo delle trombe spingono il drago a raggiungere il culmine del suo furore, rendendolo cieco e pazzo.
- E’ Bard a rincuorare gli arcieri e ad incalzare il Governatore perché si combatta.
- Il drago vola alto sopra di loro sputando fuoco, poi si lancia direttamente verso la città, reso imprudente dalla collera.
- Il tetto del municipio è distrutto e divorato dalle fiamme, come anche i tetti di sempre più case, nonostante molte mani siano pronte a scagliare acqua dov’è necessario.
- Gli abitanti della città iniziano a preparare la fuga. Molti di loro si lanciano in acqua, altri vengono stipati nelle barche. Anche il Governatore fugge verso la sua barca dorata.
- Il drago non si preoccupa. Prima incendierà del tutto la città, poi inseguirà le barche e infine distruggerà i campi e i pascoli.
- Solo una compagnia di arcieri resiste tra le case in fiamme. Bard li guida, dalla voce aspra e il viso severo.
- E’ un lontano discendente di Girion, Signore di Dale. Scaglia le frecce con il suo grande arco di tasso, ma ormai i suoi compagni lo stanno abbandonando e gli rimane una freccia soltanto.
- Sta per scoccare l’ultima freccia quando un grosso tordo arriva e gli si posa sulla spalla.
- Poiché è della stirpe di Dale, Bard con sorpresa si accorge di poter capire le sue parole. Infatti il tordo lo avverte di aspettare il sorgere della luna e puntare alla macchia scoperta sul petto del drago.
- Usa la sua ultima freccia, una freccia nera giunta dai suoi antenati, verso il drago dalle ali inargentate dalla luna.
- La bestia si lancia in basso e il suo ventre brilla per le gemme illuminate dalla luna. La parte scoperta è ben visibile e il grande arco vibra e la freccia nera è scoccata.
- La freccia affonda totalmente nel corpo del drago, che grida e precipita sulla città, finendo di distruggerla totalmente con i suoi spasmi di morte. Il lago vi si precipita sopra ruggendo, sommergendo quello che era rimasto. E’ la fine di Smaug e di Esgaroth.
- Il vento gelido è sempre più forte e trascina via il vapore provocato dalla caduta della città e del drago. Il lago è punteggiato di barche e il vento ora è colmo di lamenti e lacrime.
- Approdano nella riva occidentale, disperandosi e senza rendersi conto che l’orrore è finito. Le prime lagnanze sono dirette contro il Governatore, che non si era dimostrato un buon capo nel momento del bisogno. Iniziano a lodare Bard e il suo eroismo, anche se pensano sia morto.
- Bard emerge dalle acque del lago, con i capelli neri bagnati sulla faccia e sulle spalle. Il popolo lo vuole far re, ma il governatore è decisamente contrario, dicendo che Bard può tornarsene a Dale.
- Il popolo è ancora furioso contro il governatore, allora quest’ultimo dirotta quella rabbia verso i nani che hanno risvegliato il drago.
- E’ tempo di costruire accampamenti di fortuna e accendere fuochi ed è Bard che sovrintende a tutto. Molti presto cedono alle febbri e al dolore e, nei giorni seguenti, molti muoiono e c’è grande fame. Però già circola la bramosia per il tesoro rimasto incustodito sotto la montagna.
- Bard chiede aiuto agli elfi, ma questi erano già pronti a partire per raggiungere la Montagna. La voce della morte di Smaug è arrivata fino alle Montagne Nebbiose in pochissimo tempo, sulle ali degli uccelli e nel stormire delle foglie. Fino a Beorn, fino agli orchi.
- Il re degli elfi e le sue molte schiere di soldati cambiano il percorso della sua marcia e puntano verso Bard e il suo popolo in difficoltà.
- Gli elfi dal piede leggero ci mettono solo cinque giorni ad arrivare in vista delle rovine. Assieme agli esseri umani iniziano ad abbattere alberi e a progettare una nuova città, più a nord di dov’era prima.
- Tutti gli uomini d’arme e la maggior parte delle schiere degli elfi partono verso la Montagna Solitaria.
Lo Hobbit su Facebook!
Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato
Quanto manca all'uscita negli Stati Uniti:Scoop? Eventi Tolkieniani?
Polls
Loading ...
Le notizie di BadTaste.it
Le notizie di BadTV.itCitazioni
In una caverna sotto terra viveva uno hobbit. Non era una caverna brutta, sporca, umida, piena di vermi e di trasudo fetido, e neanche una caverna arida, spoglia, sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una caverna hobbit, cioè comodissima.
— J.R.R.Tolkien, Lo Hobbit




