Capitolo 14: acqua e fuoco


  • Due giorni prima, quando la collera di Smaug lo portò lontano dalla montagna, verso Pontelagolungo, un tempo chiamata Esgaroth, gli uomini erano ignari di cosa stava per succedere.
  • Il vento della sera è freddo e pochi passeggiano sulle banchine.
  • All’improvviso la cima della Montagna Solitaria appare nel buio tra le colline. Non è la prima volta che in quei giorni si vedono dei bagliori provenire da laggiù.
  • Alcuni pensano siano le luci del Re sotto la Montagna e solo uno di loro, Bard dalla voce aspra, teme sia il drago.
  • Di nuovo all’improvviso compare una grande luce in un punto più in basso tra le colline e l’estremità del lago si fa tutta dorata.
  • Molti vengono fuori delle case per vedere quella luce che sembra oro liquido portato giù dal fiume.
  • Solo Bard, l’unico che teme si tratti del drago, corre dal governatore e fa suonare le trombe per dare l’allarme.
  • L’eccitazione si trasforma in terrore.
  • Il drago si sta precipitando velocemente verso la città. Nel frattempo i suoi abitanti riempiono d’acqua ogni recipiente, ogni guerriero si arma, il ponte che li unisce alla terraferma viene abbattuto.
  • Il drago è sorpreso dalla mancanza del ponte, perché i suoi nemici stanno in un’isola in mezzo al freddo e profondo lago. Non può tuffarsi nelle gelide acque e le frecce cominciano a piombare su di lui, che però è difeso dalle sue scaglie, dalle gemme e dal fuoco ardente del suo alito.
  • Il sibilo delle frecce e lo squillo delle trombe spingono il drago a raggiungere il culmine del suo furore, rendendolo cieco e pazzo.
  • E’ Bard a rincuorare gli arcieri e ad incalzare il Governatore perché si combatta.
  • Il drago vola alto sopra di loro sputando fuoco, poi si lancia direttamente verso la città, reso imprudente dalla collera.
  • Il tetto del municipio è distrutto e divorato dalle fiamme, come anche i tetti di sempre più case, nonostante molte mani siano pronte a scagliare acqua dov’è necessario.
  • Gli abitanti della città iniziano a preparare la fuga. Molti di loro si lanciano in acqua, altri vengono stipati nelle barche. Anche il Governatore fugge verso la sua barca dorata.
  • Il drago non si preoccupa. Prima incendierà del tutto la città, poi inseguirà le barche e infine distruggerà i campi e i pascoli.
  • Solo una compagnia di arcieri resiste tra le case in fiamme. Bard li guida, dalla voce aspra e il viso severo.
  • E’ un lontano discendente di Girion, Signore di Dale. Scaglia le frecce con il suo grande arco di tasso, ma ormai i suoi compagni lo stanno abbandonando e gli rimane una freccia soltanto.
  • Sta per scoccare l’ultima freccia quando un grosso tordo arriva e gli si posa sulla spalla.
  • Poiché è della stirpe di Dale, Bard con sorpresa si accorge di poter capire le sue parole. Infatti il tordo lo avverte di aspettare il sorgere della luna e puntare alla macchia scoperta sul petto del drago.
  • Usa la sua ultima freccia, una freccia nera giunta dai suoi antenati, verso il drago dalle ali inargentate dalla luna.
  • La bestia si lancia in basso e il suo ventre brilla per le gemme illuminate dalla luna. La parte scoperta è ben visibile e il grande arco vibra e la freccia nera è scoccata.
  • La freccia affonda totalmente nel corpo del drago, che grida e precipita sulla città, finendo di distruggerla totalmente con i suoi spasmi di morte. Il lago vi si precipita sopra ruggendo, sommergendo quello che era rimasto. E’ la fine di Smaug e di Esgaroth.
  • Il vento gelido è sempre più forte e trascina via il vapore provocato dalla caduta della città e del drago. Il lago è punteggiato di barche e il vento ora è colmo di lamenti e lacrime.
  • Approdano nella riva occidentale, disperandosi e senza rendersi conto che l’orrore è finito. Le prime lagnanze sono dirette contro il Governatore, che non si era dimostrato un buon capo nel momento del bisogno. Iniziano a lodare Bard e il suo eroismo, anche se pensano sia morto.
  • Bard emerge dalle acque del lago, con i capelli neri bagnati sulla faccia e sulle spalle. Il popolo lo vuole far re, ma il governatore è decisamente contrario, dicendo che Bard può tornarsene a Dale.
  • Il popolo è ancora furioso contro il governatore, allora quest’ultimo dirotta quella rabbia verso i nani che hanno risvegliato il drago.
  • E’ tempo di costruire accampamenti di fortuna e accendere fuochi ed è Bard che sovrintende a tutto. Molti presto cedono alle febbri e al dolore e, nei giorni seguenti, molti muoiono e c’è grande fame. Però già circola la bramosia per il tesoro rimasto incustodito sotto la montagna.
  • Bard chiede aiuto agli elfi, ma questi erano già pronti a partire per raggiungere la Montagna. La voce della morte di Smaug è arrivata fino alle Montagne Nebbiose in pochissimo tempo, sulle ali degli uccelli e nel stormire delle foglie. Fino a Beorn, fino agli orchi.
  • Il re degli elfi e le sue molte schiere di soldati cambiano il percorso della sua marcia e puntano verso Bard e il suo popolo in difficoltà.
  • Gli elfi dal piede leggero ci mettono solo cinque giorni ad arrivare in vista delle rovine. Assieme agli esseri umani iniziano ad abbattere alberi e a progettare una nuova città, più a nord di dov’era prima.
  • Tutti gli uomini d’arme e la maggior parte delle schiere degli elfi partono verso la Montagna Solitaria.