Capitolo 11: sulla soglia


  • Risalgono il Lago Lungo e poi si immettono nel Fiume Fluente, risalendolo. La Montagna Solitaria si impone già sul paesaggio.
  • Sul finire del terzo giorno accostano sulla riva occidentale e sono lì raggiunti dai cavalli con le provviste e dai pony. Poi gli uomini se ne vanno, spaventati dalla vicinanza della Montagna.
  • Il mattino dopo la compagnia riparte a dorso di pony, avanzando faticosamente in un territorio desolato senza sentieri verso un grande sperone roccioso che si protendeva dalla montagna.
  • C’è poca erba e presto non si sono neppure alberi o arbusti. Solo ceppi anneriti a ricordare le foreste perdute. E’ la Desolazione del Drago.
  • Si accampano sotto le pendici di Collecorvo. Quattro di loro vanno in esplorazione.
  • Le rovine dell’antica città di Dale e i ricordi malinconici di Balin.
  • Tra i contrafforti rocciosi scorgono una grande caverna da cui esce il Fiume Fluente ma anche vapori e fumo nero.
  • Bilbo studia spesso la mappa, meditando sulle rune e sul messaggio. E’ lui che spinge i nani ad iniziare la pericolosa ricerca della porta segreta sui pendii occidentali.
  • Spostano l’accampamento in un’altra valle, più stretta della precedente e dove persisteva ancora un po’ d’erba per i pony.
  • Giorni e giorni divisi in gruppetti ad esplorare, ma senza risultati. E’ Bilbo, assieme a Fili e Kili che individuano finalmente una pista semi-cancellata nella roccia.
  • Finalmente, dopo aver percorso una strettissima cornice di pietra, giungono in un piccolo spiazzo verde a metà della enorme rupe che stavano esplorando. All’estremità più interna c’è una parete di pietra liscia e dritta, senza giunture né serrature, ma tutti comprendono di aver finalmente trovato la porta.
  • La mattina dopo la maggior parte dei nani raggiunge il piccolo spiazzo percorrendo la stretta cornice sullo strapiombo. E’ così stretta che è impossibile portare zaini e pacchi, così decidono di issarli dal basso. Quello è il loro terzo accampamento.
  • Da lì parte un altro sentiero, ma nessuno osa avventurarsi tanto in là e comunque non sarebbe servito a molto. Però per i nani è più difficile del previsto cercare di aprire quella porta di roccia chiusa con la magia. Troppo ansiosi per aprila e dimentichi delle rune sulla mappa, cercano inutilmente di usare i picconi.
  • Bilbo inizia a passare molto tempo a pensare e a guardare il paesaggio seduto in quel piccolo spazio erboso.
  • Giunge l’ultima settimana d’autunno.
  • Bilbo è ancora solo e guarda il paesaggio. Al tramonto arriva un grosso tordo nero e si mette a mangiare le lumache. Lo hobbit capisce cosa sta accadendo e si mette a chiamare i nani a gran voce.
  • Il sole cala sempre di più, come anche lo spicchio di luna. All’improvviso un rosso raggio di luce sguarcia le basse nubi e cade direttamente sulla liscia parete rocciosa. Il tordo trilla, si sente un forte crac e un pezzo di roccia cade, lasciando scoperto un foro nella roccia.
  • Bilbo incita Thorin ad usare la sua chiave nel buco.
  • Spingendo la lastra di pietra ora inizia lentamente a muoversi, delineando pian piano una nera apertura alta un metro e mezzo e larga uno.

3 commenti su “Capitolo 11: sulla soglia

  1. Nel 3° punto, c’è un errore…
    …e i ricordi malinconici di …. THORIN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (non di Balin)…
    ciao
    sara

  2. NOOOOOOOOOOOOOOO….
    scste nn nel terzo punto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Nel SESTO………………………
    ri- bye
    sara