Capitolo 10: un’accoglienza calorosa


  • La giornata è sempre più luminosa e soleggiata. All’improvviso le rive attorno al fiume si abbassano e la vista si apre in una vasta terra segnata da centinaia di rivi serpeggianti.
  • Il fiume si è separato in lingue d’acqua sempre più strette o è dilagato formando acquitrini di una palude. Al centro però rimane un largo corso d’acqua e oltre, molto più lontano, si erge la Montagna Solitaria.
  • Bilbo ascolta i racconti e le parole degli elfi. Le terre attorno a loro sono mutate velocemente negli ultimi tempi, per terremoti e piogge, facendo sparire strade e sentieri. Quel tratto di fiume, ora l’unica strada sicura e possibile, è controllato dal re degli elfi.
  • Al tramonto il fiume riprende il suo rapido corso attorniato da rive rocciose sempre più alte. Dopo non molto sfocia nel grande Lago Lungo. Si può ascoltare il ruggito lontano delle cascate a sud, che riversano le acque nel Fiume Fluente.
  • Si scorge già la città sorta su palafitte, collegate alla riva da un lungo ponte di legno. E’ ancora prospera grazie al commercio, ma i segni della decadenza si notano ovunque. L’arrivo del drago e la caduta dei signori di Dale, i re dei nani Thror e Thrain, era stato deleterio per la città.
  • Arrivano degli uomini ad aiutare gli elfi a rimorchiare le botti fino ad una piccola baia, poi tutti vanno a festeggiare a Pontelagolungo (Esgaroth).
  • Bilbo aspetta le tenebre, poi inizia a liberare gli infelicissimi e malconci e irrigiditi nani. Per primo trova Thorin, che deve essere spronato un po’ prima che si metta ad aiutare Bilbo.
  • Metà dei nani è sfinita e si siede sulla spiaggia. Fili e Kili (i due più giovani tra i nani) aiutano Bilbo a liberare gli altri, che stanno molto peggio perché avevano imbarcato acqua oltre il gran numero di lividi.
  • Thorin, Bilbo, Fili e Kili si dirigono verso la città e colgono di sorpresa con il loro arrivo le guardie, poco avvezze agli stranieri in generale e soprattutto che non fossero elfi.
  • Nella città da tempo il drago non si era visto e i più giovani dubitavano perfino della sua esistenza. Però le leggende sui nani e la loro ricchezza erano rimaste. L’annuncio di Thorin, nonostante sia molto strapazzato d’aspetto, di essere l’erede dei signori di Dale provoca molta eccitazione tra le guardie.
  • Vengono condotti dal cauto capitano al cospetto del Governatore di Pontelagolungo, che sta presiedendo al banchetto con gli elfi. La piazza principale è un largo specchio di acqua quieta, circondato con molti pilastri e con scale e pontili che scendono fino al lago.
  • Thorin annuncia con voce squillante le sue nobili origini e c’è sbalordimento in tutta la sala, compresi i zatterieri elfici.
  • Il Governatore è indeciso se appoggiare i nani o gli elfi nella questione sulla prigionia, per non contrariare il re elfico ( Thranduil ). Ma la notizia si è già estesa a tutta la città e l’entusiasmo per il ritorno dei nani è enorme.
  • Gli elfi sono meravigliati da tutto quel clamore e iniziano ad avere dei dubbi su quello che è successo tra il loro re e i nani. Il governatore invece capisce che, almeno per il momento, non può far altro che credere che Thorin sia chi dice di essere e gli cede il suo posto a tavola.
  • I nani vengono tutti accuditi, curati, ospitati in una grande casa, trattati con tutti gli onori. In una settimana ritornano completamente in forze. Bilbo invece deve smaltire un bel raffreddore.
  • Re Thranduil viene a sapere dei nani e della loro missione e posiziona spie lungo i confini e il percorso verso la Montagna. Non crede però che i nani torneranno vivi.
  • Il Governatore invece è meravigliato quando, dopo quindici giorni, Thorin annuncia che stanno per partire. Aveva sempre pensato che fossero degli impostori. Comunque è felice di liberarsi di loro.
  • Ormai è autunno inoltrato quando finalmente i nani percorrono l’ultimo tratto del loro viaggio. In tre grosse barche i rematori li conducono a nord del lago, dove aspettano cavalli e pony.