Come ormai sapete da mesi, la MGM (che possiede una parte dei diritti di produzione e distribuzione dello Hobbit) è vicina al fallimento e sta accettando offerte per essere acquisita da qualche major o per vendere i propri asset e ristrutturare la compagnia.

Immaginate se la 20th Century Fox la comprasse. Significherebbe che la casa di produzione responsabile di film come Dragonball Evolution (realizzato con un approccio totalmente anti-fan) potrebbe mettere le mani sullo Hobbit. Ovviamente, nessuno di noi si augura una cosa simile: la buona notizia è che, in realtà, molto probabilmente sarà la Warner Bros., che detiene il resto dei diritti, possiede la New Line Cinema (casa di produzione dello Hobbit) e sta finanziando la pre-produzione dei due kolossal di Guillermo del Toro, a fare l’offerta più interessante.

Lo spiega Variety in un interessante articolo nel quale sottolinea come le prossime settimane saranno vitali per la MGM, che entro fine gennaio dovrà trovare una soluzione per i propri problemi finanziari.

La major, che è in vendita dal 13 novembre, ha ricevuto numerose offerte con accordi di riservatezza da potenziali compratori. Sono stati più di venti gli accordi presi nel mese scorso per poter vedere i libri contabili. Non è detto che la MGM venga venduta, la major infatti lascia aperta la possibilità di proseguire le attività in maniera indipendente, vendendo degli asset e raggiungendo un accordo con gli oltre 140 creditori.

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Se qualcuno, un anno fa, pensava che questa causa legale avrebbe fermato la produzione dello Hobbit, ora può tranquillizzarsi.

Dopo la notizia dell’altro giorno, arriva il comunicato ufficiale: la Tolkien Trust (un ente benefico inglese che si occupa di gestire l’eredità di J.R.R. Tolkien, attivo in particolare per le cause del WWF), la HarperCollins Publishers Ltd. e la New Line Cinema hanno risolto fuori dal tribunale una causa legale legata alla trilogia cinematografica del Signore degli Anelli.

La causa era stata intentata a febbraio 2008: HarperCollins Publishers Ltd. e i rappresentanti degli eredi di J.R.R. Tolkien accusavano la New Line Cinema di non aver fatto fede a una serie di accordi per quanto riguarda la divisione dei profitti della trilogia del Signore degli Anelli, uscita al cinema tra il 2001 e il 2003 negli Stati Uniti. I dettagli dell’accordo che ha risolto la causa non sono stati diffusi.

Commenta (forse con un po’ di amarezza) la notizia Christopher Tolkien, unico figlio del Professore ancora vivo: “I nostri fiduciari sostengono che una azione legale sarebbe stata comunque necessaria, ma sono felici che questa disputa sia stata risolta con termini soddisfacenti che permetteranno alla Tolkien Trust di procedere con le proprie opere benefiche. A questo punto i nostri fiduciari riconoscono alla New Line Cinema il diritto di procedere con i film dello Hobbit.”

Grande soddisfazione esprime il presidente della Warner Bros. Alan Horn: “Diamo grande valore al contributo che i romanzi di J.R.R. Tolkien hanno dato al successo dei nostri film, e siamo felici che questa disputa sia stata superata. Siamo ora rivolti verso una relazione produttiva e positiva per tutti nel futuro.” La Warner Bros. ai primi del 2008 aveva assorbito completamente la controllata New Line Cinema, ereditandone i beni (come i diritti di produzione delle opere di Tolkien) ma anche i mali (alcune cause legali, tra cui questa e un altro accordo legale con Peter Jackson sui profitti relativi ai film).

A questo punto i film dello Hobbit hanno il via libera definitivo anche dal punto di vista legale. L’accordo sancito oggi dovrebbe sbloccare la pre-produzione dei film, e quindi a breve dovremmo finalmente sapere qualcosa del casting, anche perché le riprese inizieranno a marzo-aprile del 2010 in Nuova Zelanda.

Se l’accordo non fosse stato preso, la causa sarebbe finita in tribunale alla Corte Superiore di Los Angeles il 19 ottobre. Secondo le accuse, la New Line Cinema doveva ancora pagare 220 milioni di dollari alla Tokien Trust in base a un contratto del 1969: il 7,5& degli incassi complessivi (sei miliardi di dollari stimati per i tre film), esclusi certi costi. Se il processo fosse iniziato, l’intenzione della Tolkien Trust era quella di chiedere al giudice di sospendere la produzione dei due film dello Hobbit. Non è stato diffuso l’ammontare esatto della cifra pattuita, ma l’ente benefico si dice soddisfatto: “Questo permetterà alla Tolkien Trust di supportare più di 100 opere caritatevoli in giro per il mondo,” conclude Bonnie E. Eskenazi, procuratore della Tolkien Trust. Opere che includono Save The Children, il Darfur Appeal, Asia Earthquake Appeal e la World Cancer Research Foundation.

Maggiori informazioni sulla causa, e le motivazioni che hanno portato a tutto questo, in questa serie di notizie.

La causa legale che impegna la Tolkien Trust (società che tutela gli Eredi di Tolkien) e la New Line Cinema (ora confluita nella Warner Bros.) da un paio d’anni sembra essersi risolta definitivamente fuori dal tribunale.

Noi seguivamo la faccenda dalle prime minacce di Christopher Tolkien, unico figlio del Professore ancora in vita, il quale l’anno scorso disse di voler fare di tutto per impedire la realizzazione dei film dello Hobbit. Il motivo? La New Line Cinema non avrebbe onorato a pieno un contratto del 1969, e non avrebbe pagato l’ammontare corretto di denaro agli eredi di Tolkien desunto dagli incassi della trilogia del Signore degli Anelli (si parlava di un’ottantina di milioni di dollari mancanti).

L’ultima che avevamo sentito era che le due parti sarebbero finite in tribunale: una faccenda che poteva rallentare la produzione dei film dello Hobbit, se non sospenderla. Ma Peter Jackson e Guillermo del Toro non sembravano particolarmente preoccupati, ed ecco perché: a quanto pare la Tolkien Trust e la New Line hanno condotto trattative fuori dal tribunale e hanno raggiunto un “accordo provvisorio”, secondo quanto riporta TheOneRing.net.

Le due parti hanno firmato un accordo che sostiene esplicitamente che “sono entrate in un accordo vincolante per risolvere questa questione, tale accordo è soggetto a una serie di ratifiche il cui ottenimento potrebbe durare alcune settimane: una serie di persone/entità (tra cui la Warner) dovranno sottoscrivere questa decisione.” La fonte di TheOneRing.net sostiene che “in linea di principio questo non sarà più un ostacolo per la produzione dei due film dello Hobbit”.

Maggiori informazioni sulla causa, e le motivazioni che hanno portato a tutto questo, in questa serie di notizie.

Christopher Tolkien, figlio di J.R.R. Tolkien, vuole fermare Lo Hobbit. L’erede del Professore ha intenzione di fare di tutto per impedire alla New Line Cinema di girare Lo Hobbit e il suo sequel, a partire dal 6 giugno.

Il 6 giugno si terrà l’udienza per la causa che la Tolkien Trust ha intentato contro la New Line Cinema dopo che la Mayor non ha (apparentemente) onorato i suoi impegni finanziari nei confronti degli eredi di Tolkien riguardo agli incassi della trilogia del Signore degli Anelli.

Sembra che per l’occasione Christopher Tolkien, il figlio 83enne del Professore di Oxford, tenterà un’ultima crociata per fermare la produzione dello Hobbit e del suo sequel.

Secondo Tolkien la New Line deve ancora pagare 80 milioni di sterline alla famiglia. Ora che lo studio è stato assorbito completamente dalla Warner Bros, quest’ultima non ha voluto commentare, e i suoi piani di “reazione” li scopriremo il 6. L’intenzione di Tolkien, comunque, è di chiedere al giudice della California di terminare lo sfruttamento dei diritti da parte della New Line. In questo modo il film non si potrà fare.

Difficilmente, comunque, la cosa accadrà. Sappiamo tutti che la New Line e la MGM hanno già dato il via libera alla pre-produzione dei film, stanziando budget e chiedendo a Del Toro, Jackson, Walsh e Boyens di iniziare a scrivere le sceneggiature. Difficilmente, dopo anni di attesa, se ci fosse stato il timore di un blocco le due mayor avrebbero fatto partire la grande macchina della produzione.

Ad ogni modo, vi terremo informati sugli sviluppi.

Reminder: alle ore 22 inizierà la chat con Guillermo del Toro e Peter Jackson.

Noi la seguiremo per voi e la tradurremo un po’ per volta.

Potete unirvi alla chat andando qui, altrimenti aspettare (refreshando) che la traduzione compaia in questa pagina.

Riunione inaspettata

Foto | Hildebrandt Bros.

del toro jacksonL’attesa è finita, sono terminati i tempi dei dubbi: Guillermo del Toro ha finalmente firmato il contratto che lo manderà in Nuova Zelanda per i prossimi quattro-cinque anni della sua vita. Lo ha annunciato pochi minuti fa Variety: l’autorevole quotidiano riporta che il regista ha firmato per dirigere Lo Hobbit e il suo sequel per la New Line Cinema e la MGM.

L’annuncio è stato dato dai produttori esecutivi Peter Jackson e Fran Walsh, il neopresidente della New Line Toby Emmerich e Mary Parent, a capo della MGM.
Del Toro si sposterà in Nuova Zelanda per i prossimi quattro anni della sua vita per lavorare con Peter Jackson, la sua casa di produzione Wingnut Films e il team di produzione della Weta. Girerà i due film in maniera consequenziale, e il sequel coprirà il gap di sessant’anni tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli.
La New Line si occuperà dello sviluppo e della produzione del film. Entrambi i film sono co-prodotti e co-finanziati da New Line e MGM: Warner Bros (che ha di recente assorbito la NL) li distribuirà in USA, mentre la MGM avrà la distribuzione internazionale.
Nell’annuncio, Jackson e la Walsh hanno definito Del Toro come un regista di grande talento, capace di raccontare storie con grande genuinità:
Un regista veramente originale, Guillermo è un mago del cinema che non ha mai perso il suo stupore quasi bambinesco. Capisce bene che il fantastico deve avere radici nel reale, e che tutte le fiabe sono un riflesso di noi stessi. Abbiamo ammirato il lavoro di Guillermo per lungo tempo e non potremmo pensare a un regista più ispirato per questo nuovo viaggio nella Terra di Mezzo. Siamo molto fieri che Lo Hobbit sia in mani così sicure.

Da oggi, insomma, inizieranno le speculazioni sul casting, i primi annunci ufficiali e così via. Del Toro, alcuni giorni fa, aveva spiegato che la pre-produzione dei film sarebbe durata circa un anno-un anno e mezzo: vuol dire che le riprese non inizieranno prima dell’autunno del 2009, con una release programmabile per l’inverno del 2010 e il 2011.

del toro

guillermo del toro

Guillermo del Toro, il regista che probabilmente dirigerà Lo Hobbit, ha voluto chiarire alcune cose rispondendo alle numerose mail che riceve ogni giorno dal suo sito ufficiale, deltorofilms.com.

Del Toro ha voluto innanzitutto dire che la sua uscita durante la presentazione francese di Orphanage era stata fraintesa, nel senso che non ha ancora firmato assolutamente niente e che lui rispose alla domanda in maniera abbastanza imbarazzata, senza voler confermare nulla in modo deciso come invece era sembrato (anche a causa di un articolo dell’Hollywood Reporter).

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L’assorbimento della New Line Cinema nella Warner Bros ha fatto temere a molti la possibilità che il film venisse scippato dallo storico studio che produsse il Signore degli Anelli per essere inglobato tra le produzioni Warner. Ebbene, Kristin Thompson (con l’aiuto dei columnist di Variety Anne Thompson e Adam Dawtrey) ha fatto un po’ di chiarezza sulla situazione, dicendosi convinta del fatto che Lo Hobbit e il sequel vedranno il logo New Line in apertura.

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E’ fatta: come previsto Time Warner ha assorbito la New Line Cinema non rinnovando i contratti dei due CEO Bob Shaye e Michael Lynne.
Quello che in molti (soprattutto Nikki Finke) si aspettavano sarebbe accaduto alla fine è successo. Qualche giorno fa Jeff Bewkes, amministratore delegato del gruppo Time Warner, ha preso la sua decisione: la New Line Cinema non è più indipendente, da oggi lo studio è ufficialmente gestito dalla Warner Bros, divisione cinema di Time Warner, che l’aveva acquistato alcuni anni fa e aveva deciso di controllarlo (a livello azionario) lasciando tuttavia in carica di amministratori i due fondatori Bob Shaye e Michael Lynne.

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