Numerosi report, tra cui Bloomberg Business Week, segnalano che si sta avviando la seconda e ultima fase di vendita della MGM, la casa di produzione proprietaria di parte dei diritti di sfruttamento dello Hobbit e i cui problemi finanziari la stanno portando rapidamente alla bancarotta.

Scadrà a fine marzo l’ultima sospensione del pagamento sugli interessi del debito della casa di produzione: entro la metà del mese la compagnia dovrà trovare un compratore per i suoi asset di maggior valore, se vorrà rimanere in vita, o passare direttamente di proprietà. Secondo alcune fonti anonime, gli attuali interessati sono la Lionsgate Entertainment Corp., la Liberty Media Corp., la Access Industries del miliardario Len Blavatnik e la Time Warner Inc., proprietaria della New Line Cinema. La News Corp, cui fa capo la 20th Century Fox, si è ritirata ormai da qualche tempo.

Gli interessati faranno un secondo round di offerte per ottenere gli oltre 4.100 titoli della storica libreria MGM, i diritti di produzione dei prossimi film di James Bond e i diritti di co-distribuzione dello Hobbit.

Va detto che finora i problemi finanziari della MGM non sono da incolpare per i ritardi dello Hobbit: la pre-produzione è in corso ormai da mesi, ed è stata finanziata dalla Warner Bros e dalla Wingnut Films. Tuttavia sarebbe un’ottima notizia se la Warner acquistasse i diritti dello Hobbit dalla MGM: un’unica casa di produzione e distribuzione coinvolta semplificherebbe il processo di via-libera e l’inizio delle riprese…

Se qualcuno, un anno fa, pensava che questa causa legale avrebbe fermato la produzione dello Hobbit, ora può tranquillizzarsi.

Dopo la notizia dell’altro giorno, arriva il comunicato ufficiale: la Tolkien Trust (un ente benefico inglese che si occupa di gestire l’eredità di J.R.R. Tolkien, attivo in particolare per le cause del WWF), la HarperCollins Publishers Ltd. e la New Line Cinema hanno risolto fuori dal tribunale una causa legale legata alla trilogia cinematografica del Signore degli Anelli.

La causa era stata intentata a febbraio 2008: HarperCollins Publishers Ltd. e i rappresentanti degli eredi di J.R.R. Tolkien accusavano la New Line Cinema di non aver fatto fede a una serie di accordi per quanto riguarda la divisione dei profitti della trilogia del Signore degli Anelli, uscita al cinema tra il 2001 e il 2003 negli Stati Uniti. I dettagli dell’accordo che ha risolto la causa non sono stati diffusi.

Commenta (forse con un po’ di amarezza) la notizia Christopher Tolkien, unico figlio del Professore ancora vivo: “I nostri fiduciari sostengono che una azione legale sarebbe stata comunque necessaria, ma sono felici che questa disputa sia stata risolta con termini soddisfacenti che permetteranno alla Tolkien Trust di procedere con le proprie opere benefiche. A questo punto i nostri fiduciari riconoscono alla New Line Cinema il diritto di procedere con i film dello Hobbit.”

Grande soddisfazione esprime il presidente della Warner Bros. Alan Horn: “Diamo grande valore al contributo che i romanzi di J.R.R. Tolkien hanno dato al successo dei nostri film, e siamo felici che questa disputa sia stata superata. Siamo ora rivolti verso una relazione produttiva e positiva per tutti nel futuro.” La Warner Bros. ai primi del 2008 aveva assorbito completamente la controllata New Line Cinema, ereditandone i beni (come i diritti di produzione delle opere di Tolkien) ma anche i mali (alcune cause legali, tra cui questa e un altro accordo legale con Peter Jackson sui profitti relativi ai film).

A questo punto i film dello Hobbit hanno il via libera definitivo anche dal punto di vista legale. L’accordo sancito oggi dovrebbe sbloccare la pre-produzione dei film, e quindi a breve dovremmo finalmente sapere qualcosa del casting, anche perché le riprese inizieranno a marzo-aprile del 2010 in Nuova Zelanda.

Se l’accordo non fosse stato preso, la causa sarebbe finita in tribunale alla Corte Superiore di Los Angeles il 19 ottobre. Secondo le accuse, la New Line Cinema doveva ancora pagare 220 milioni di dollari alla Tokien Trust in base a un contratto del 1969: il 7,5& degli incassi complessivi (sei miliardi di dollari stimati per i tre film), esclusi certi costi. Se il processo fosse iniziato, l’intenzione della Tolkien Trust era quella di chiedere al giudice di sospendere la produzione dei due film dello Hobbit. Non è stato diffuso l’ammontare esatto della cifra pattuita, ma l’ente benefico si dice soddisfatto: “Questo permetterà alla Tolkien Trust di supportare più di 100 opere caritatevoli in giro per il mondo,” conclude Bonnie E. Eskenazi, procuratore della Tolkien Trust. Opere che includono Save The Children, il Darfur Appeal, Asia Earthquake Appeal e la World Cancer Research Foundation.

Maggiori informazioni sulla causa, e le motivazioni che hanno portato a tutto questo, in questa serie di notizie.

La causa legale che impegna la Tolkien Trust (società che tutela gli Eredi di Tolkien) e la New Line Cinema (ora confluita nella Warner Bros.) da un paio d’anni sembra essersi risolta definitivamente fuori dal tribunale.

Noi seguivamo la faccenda dalle prime minacce di Christopher Tolkien, unico figlio del Professore ancora in vita, il quale l’anno scorso disse di voler fare di tutto per impedire la realizzazione dei film dello Hobbit. Il motivo? La New Line Cinema non avrebbe onorato a pieno un contratto del 1969, e non avrebbe pagato l’ammontare corretto di denaro agli eredi di Tolkien desunto dagli incassi della trilogia del Signore degli Anelli (si parlava di un’ottantina di milioni di dollari mancanti).

L’ultima che avevamo sentito era che le due parti sarebbero finite in tribunale: una faccenda che poteva rallentare la produzione dei film dello Hobbit, se non sospenderla. Ma Peter Jackson e Guillermo del Toro non sembravano particolarmente preoccupati, ed ecco perché: a quanto pare la Tolkien Trust e la New Line hanno condotto trattative fuori dal tribunale e hanno raggiunto un “accordo provvisorio”, secondo quanto riporta TheOneRing.net.

Le due parti hanno firmato un accordo che sostiene esplicitamente che “sono entrate in un accordo vincolante per risolvere questa questione, tale accordo è soggetto a una serie di ratifiche il cui ottenimento potrebbe durare alcune settimane: una serie di persone/entità (tra cui la Warner) dovranno sottoscrivere questa decisione.” La fonte di TheOneRing.net sostiene che “in linea di principio questo non sarà più un ostacolo per la produzione dei due film dello Hobbit”.

Maggiori informazioni sulla causa, e le motivazioni che hanno portato a tutto questo, in questa serie di notizie.

Harry Sloan si è dimesso dalla carica di CEO (amministratore delegato) della Metro Goldwyn Meyer, lasciando il potere in mano a Mary Parent, Bedi Singh e il neo-arrivato Stephen Cooper (esperto in ristrutturazioni societarie, ha smantellato la ENRON). Sloan rimarrà coinvolto a livello esecutivo (non fosse anche per le sue partecipazioni azionarie nella società), ma questa mossa è chiaramente una conseguenza dal suo grosso fallimento nel risanare il debito della compagnia (suo obiettivo primario quando divenne CEO).

Harry Sloan

Mesi fa gli azionisti decisero che i conti societari erano abbastanza in forma per mantenere operativa la produzione; entro il 2012 la MGM avrà riottenuto i diritti di distribuzione di James Bond (ceduti per gli ultimi due film alla Sony/Columbia Pictures), in tempo per vedere gli incassi del prossimo episodio della serie d’azione (2011) e ripagare parte del debito (in scadenza nel 2012).

Ad ogni modo, in un nuovo articolo oggi Variety riporta la reazione di alcuni insider dopo questo rimescolamento di carte nel consiglio di amministrazione della major. “La MGM non ha bisogno di un nuovo CEO, ma di qualcuno che firmi un assegno di qualche miliardo di dollari” ha commentato l’anonimo CEO di una major rivale. L’uscita in scena di Sloan era prevista da settimane: ora la MGM si trova a dover pagare un debito di 3.7 miliardi di dollari, e buona parte di questi soldi dovrà trovarli nel giro di un anno. Sloan era salito al potere quattro anni fa, con il sogno di riportare allo splendore di una volta la compagnia. Ora invece si fa strada l’idea che l’unica soluzione sia vendere buona parte degli asset, in particolare l’enorme libreria di titoli e di diritti di produzione e distribuzione di cui la MGM è storicamente in possesso (e dallo sfruttamento del quale ricava circa 500 milioni di dollari all’anno).

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Buone notizie. Un’altra delle cause intentate contro la New Line Cinema è stata risolta fuori dal tribunale. Dopo quella tra Peter Jackson e la major, ecco che anche la causa intentata da 15 attori minori del Signore degli Anelli si è risolta con il pagamento da parte della New Line di una cifra forfaittaria.

Sedici mesi dopo l’apertura della causa alla Corte di Los Angeles, i quindici attori neozelandesi hanno ottenuto i soldi che chiedevano e che meritavano. L’azione legale era stata intentata principalmente perché la major non aveva pagato condiviso i guadagni derivati dal merchandising legato a ogni attore del film (carte e statuette da collezione).

Non sono stati diffusi i dettagli dell’accordo, ma evidentemente se gli attori hanno chiuso la causa devono essere rimasti soddisfatti.

Gli attori coinvolti sono stati Noel Appleby, Jed Brophy, Mark Ferguson, Ray Henwood, Bruce Hopkins, William Johnson, Nathaniel Lees, Sarah McLeod, Ian Mune, Paul Norell, Craig Parker, Robert Pollock, Martyn Sanderson, Peter Tait e Stephan Ure. Purtroppo Noel Appleby, interprete dell’hobbit Everardo Tronfipiede, che era coinvolto nella causa, è morto alla fine del 2007 di cancro.

Fonte: TORN

Il 22 settembre è avvenuto, come vi preannunciavamo qualche settimana fa, l’incontro tra la Tolkien Trust (fondazione che si occupa di gestire i beni e le faccende degli Eredi di Tolkien) e la New Line Cinema davanti al giudice. Il giudice doveva esprimersi riguardo alla causa intentata dalla Trust, e ciò ha fatto. Sono tre le decisioni che ha preso, due delle quali chiaramente a favore della New Line Cinema.

  1. La Tolkien Trust aveva chiesto una ricompilazione del contratto del 1969: l’originale era giudicato troppo confuso e complicato per essere utilizzato nella causa. tuttavia, secondo le leggi dello Stato di New York (che regolano tale contratto) ormai è troppo tardi: l’emendamento andava fatto al massimo sei anni dopo la scrittura del contratto.
  2. Il giudice aveva precedentemente chiesto alla Trust di riformulare l’accusa di frode nei confronti della New Line. Tale accusa è stata quindi ripresentata, e questa volta il giudice l’ha accettata.
  3. Il giudice sostiene la richiesta da parte della New Line di NON intraprendere sanzioni punitive nei suoi confronti, in particolare la sospensione della produzione dello Hobbit e del Sequel.

La prima e la terza decisione sono state prese senza possibilità di ammenda, ciò significa che la Trust non può metterle in discussione. La New Line, invece, avrà dieci giorni di tempo per rispondere al secondo punto.

E’ opinione comune che le due parti decideranno di risolvere la questione fuori dal tribunale: quasi sicuramente la New Line procederà al versamento dei soldi chiesti dalla Trust, e in cambio questa lascerà cadere le accuse. Se non si arrivasse a un accordo, invece, si procederà a raccogliere le prove per il processo vero e proprio, che inizierà a ottobre 2009. Speriamo prevalga il buonsenso: a giorni sapremo cosa deciderà la New Line…

Fonte: TORN

Anne Thompson sul suo blog ha scritto un efficace riassunto degli eventi legati alla causa tra la Tolkien Trust (gli eredi di Tolkien) e la New Line Cinema, della quale vi avevamo parlato l’ultima volta in questo articolo.

Tradurremo in punti perché l’articolo è molto lungo ed entra in dettagli che non ci interessano: l’importante è capire cosa sta succedendo e come potrebbe evolversi la cosa.

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Christopher Tolkien, figlio di J.R.R. Tolkien, vuole fermare Lo Hobbit. L’erede del Professore ha intenzione di fare di tutto per impedire alla New Line Cinema di girare Lo Hobbit e il suo sequel, a partire dal 6 giugno.

Il 6 giugno si terrà l’udienza per la causa che la Tolkien Trust ha intentato contro la New Line Cinema dopo che la Mayor non ha (apparentemente) onorato i suoi impegni finanziari nei confronti degli eredi di Tolkien riguardo agli incassi della trilogia del Signore degli Anelli.

Sembra che per l’occasione Christopher Tolkien, il figlio 83enne del Professore di Oxford, tenterà un’ultima crociata per fermare la produzione dello Hobbit e del suo sequel.

Secondo Tolkien la New Line deve ancora pagare 80 milioni di sterline alla famiglia. Ora che lo studio è stato assorbito completamente dalla Warner Bros, quest’ultima non ha voluto commentare, e i suoi piani di “reazione” li scopriremo il 6. L’intenzione di Tolkien, comunque, è di chiedere al giudice della California di terminare lo sfruttamento dei diritti da parte della New Line. In questo modo il film non si potrà fare.

Difficilmente, comunque, la cosa accadrà. Sappiamo tutti che la New Line e la MGM hanno già dato il via libera alla pre-produzione dei film, stanziando budget e chiedendo a Del Toro, Jackson, Walsh e Boyens di iniziare a scrivere le sceneggiature. Difficilmente, dopo anni di attesa, se ci fosse stato il timore di un blocco le due mayor avrebbero fatto partire la grande macchina della produzione.

Ad ogni modo, vi terremo informati sugli sviluppi.

Eravamo rimasti che la New Line Cinema doveva rispondere alle accuse che la Tolkien Trust – che rappresenta gli eredi di J.R.R. Tolkien - gli aveva fatto tramite la causa intentata alcuni mesi fa. Sembrava che prima di una risoluzione di questo contenzioso il film dello Hobbit non potesse entrare in pre-produzione, invece come tutti sapete il film e il suo sequel sono già in lavorazione.

KristinThompson.net aggiorna sulla situazione: la Tolkien Trust ha annunciato ieri che il 6 giugno terrà una conferenza stampa. Di cosa si tratterà?

Il 21 aprile le due parti si erano accordate per estendere di un mese la deadline per la consegna, da parte della New Line, di una risposta ufficiale alle accuse. La nuova deadline è oggi, ma nel frattempo le due parti hanno discusso a una risoluzione del contenzioso fuori dalle aule del tribunale. L’idea è che in questi giorni la soluzione sia stata trovata, e che a giugno la Tolkien Trust voglia annunciare di aver chiuso la causa. L’indizio maggiore che avalla questa ipotesi è l’inizio della produzione dello Hobbit, minacciata proprio dalla causa…

del toro jacksonL’attesa è finita, sono terminati i tempi dei dubbi: Guillermo del Toro ha finalmente firmato il contratto che lo manderà in Nuova Zelanda per i prossimi quattro-cinque anni della sua vita. Lo ha annunciato pochi minuti fa Variety: l’autorevole quotidiano riporta che il regista ha firmato per dirigere Lo Hobbit e il suo sequel per la New Line Cinema e la MGM.

L’annuncio è stato dato dai produttori esecutivi Peter Jackson e Fran Walsh, il neopresidente della New Line Toby Emmerich e Mary Parent, a capo della MGM.
Del Toro si sposterà in Nuova Zelanda per i prossimi quattro anni della sua vita per lavorare con Peter Jackson, la sua casa di produzione Wingnut Films e il team di produzione della Weta. Girerà i due film in maniera consequenziale, e il sequel coprirà il gap di sessant’anni tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli.
La New Line si occuperà dello sviluppo e della produzione del film. Entrambi i film sono co-prodotti e co-finanziati da New Line e MGM: Warner Bros (che ha di recente assorbito la NL) li distribuirà in USA, mentre la MGM avrà la distribuzione internazionale.
Nell’annuncio, Jackson e la Walsh hanno definito Del Toro come un regista di grande talento, capace di raccontare storie con grande genuinità:
Un regista veramente originale, Guillermo è un mago del cinema che non ha mai perso il suo stupore quasi bambinesco. Capisce bene che il fantastico deve avere radici nel reale, e che tutte le fiabe sono un riflesso di noi stessi. Abbiamo ammirato il lavoro di Guillermo per lungo tempo e non potremmo pensare a un regista più ispirato per questo nuovo viaggio nella Terra di Mezzo. Siamo molto fieri che Lo Hobbit sia in mani così sicure.

Da oggi, insomma, inizieranno le speculazioni sul casting, i primi annunci ufficiali e così via. Del Toro, alcuni giorni fa, aveva spiegato che la pre-produzione dei film sarebbe durata circa un anno-un anno e mezzo: vuol dire che le riprese non inizieranno prima dell’autunno del 2009, con una release programmabile per l’inverno del 2010 e il 2011.

del toro

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    Non tutto quel ch’è oro brilla,
    Né gli erranti sono perduti;
    Il vecchio ch’è forte non s’aggrinza,
    Le radici profonde non gelano.
    Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
    L’ombra sprigionerà una scintilla;
    Nuova sarà la lama ora rotta,
    E re quel ch’è senza corona.
    — Bilbo Baggins, La Compagnia dell’Anello

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