Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato supera il miliardo di dollari!

gandalfdolguldur

A poche settimane dall’uscita americana in home video, Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato ha battuto il traguardo del miliardo di dollari in incassi internazionali.

Il film di Peter Jackson ha totalizzato 301.1 milioni di dollari negli Stati Uniti, e altri 700 milioni nel resto del mondo. Il traguardo è stato tagliato grazie agli incassi in Cina, dove è uscito da una decina di giorni.

Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato è il 15esimo film nella storia a incassare più di un miliardo di dollari in tutto il mondo; Il Ritorno del Re, terzo episodio della trilogia del Signore degli Anelli, incassò 1.119 miliardi nel 2003.

“Non potremmo essere più fieri di aver raggiunto questo incredibile traguardo,” ha commentato il presidente della distribuzione Warner Bros. Dan Fellman. “Assieme ai nostri partner della MGM e della New Line Cinema, tutti alla Warner Bros. ci congratuliamo con Peter Jackson e l’intero cast e la troupe per l’incredibile successo di questo film”.

Il secondo episodio della trilogia dello Hobbit, La Desolazione di Smaug, uscirà a dicembre 2013. Il terzo, Andata e Ritorno, uscirà a dicembre del 2014.

 

I Fratelli Weinstein guadagneranno milioni grazie allo Hobbit: un Viaggio Inaspettato

hobbit-bag-end-01

Con Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato sulla strada del miliardo di dollari (è sopra gli 825 milioni a meno di un mese dall’uscita, e manca ancora un mercato ormai chiave come la Cina) e altri due episodi in arrivo nell’arco di un anno e mezzo, l’Hollywood Reporter fa i conti in tasca ai produttori e alle case di produzione coinvolti nel progetto miliardario (e decennale) di Peter Jackson.

La premessa: nonostante si tratti di un contratto tra i più complessi della storia di Hollywood, il quotidiano di spettacolo rivela che si tratta di una situazione “win-win” per tutte le parti coinvolte. In particolare per Bob e Harvey Weinstein, che pur non avendo partecipato alla lavorazione potrebbero raccogliere soldi a palate.

Leggi tutto “I Fratelli Weinstein guadagneranno milioni grazie allo Hobbit: un Viaggio Inaspettato”

Lo Hobbit sarà una trilogia: ecco il comunicato della Warner Bros.

Dopo l’annuncio pubblicato da Peter Jackson sulla sua pagina Facebook, vi segnaliamo il comunicato stampa ufficiale diramato dalla Warner Bros.

Potete leggerlo qui sotto:

Leggi tutto “Lo Hobbit sarà una trilogia: ecco il comunicato della Warner Bros.”

La Terra di Mezzo è salva: Lo Hobbit resta in Nuova Zelanda!

nuova zelanda

E’ ufficiale: la Nuova Zelanda resta la Terra di Mezzo, Lo Hobbit verrà girato nel paese come previsto sin dall’inizio.

Lo ha appena annunciato in conferenza stampa il primo ministro neozelandese John Key. I delegati della Warner Bros. (tra cui il presidente della New Line Cinema Toby Emmerich) hanno incontrato produttori e politici neozelandesi negli ultimi tre giorni per ricevere la garanzia che le riprese del film non sarebbero state funestate da azioni industriali come il recente boicottaggio messo in atto da una piccola unione che rappresenta 200 attori locali (la NZ Actors Union).

Nella conferenza stampa che si è tenuta alle 19.20 di mercoledì (ora locale, da noi erano le 8:20 del mattino), Key ha rivelato che la produzione non lascerà il paese. Leggi tutto “La Terra di Mezzo è salva: Lo Hobbit resta in Nuova Zelanda!”

La Warner in Nuova Zelanda: le trattative continuano

warner executive

In breve: da lunedì a oggi, mentre i Neozelandesi si sono mobilitati in maniera festosa ma determinata in giro per la Nuova Zelanda a favore del mantenimento delle riprese dello Hobbit nel paese (qui i video), i delegati della Warner Bros sono atterrati e hanno iniziato lunghe trattative con produttori e, soprattutto, politici locali.

Il primo ministro John Key ha rivelato che gli alti dirigenti in questione sono il presidente della New Line Cinema, un senior executive della Warner Bros. e il loro consigliere legale. Il presidente della New Line è Toby Emmerich, ex presidente di produzione durante la realizzazione del Signore degli Anelli e buon amico di Key – ciò non significa, tuttavia, che le trattative saranno più facili, anzi. Leggi tutto “La Warner in Nuova Zelanda: le trattative continuano”

La Nuova Zelanda si prepara alla battaglia!

I dirigenti della Warner Bros. che si recheranno in Nuova Zelanda lunedì troveranno una accoglienza senza precedenti.

Infatti, a cercare di convincerli a trattenere le riprese nel paese non ci saranno soltanto Peter Jackson, i produttori dello Hobbit e il primo ministro John Key, ma anche tutta la popolazione, sensibilizzata a riguardo dai tecnici, dai lavoratori dell’industria cinematografica locale e dai sostenitori del film.

E così, mentre la pagina facebook “Keep the Hobbit shoot in NZ” ha quasi raggiunto i 10,000 fan in pochi giorni, ecco che si preparano manifestazioni e raduni in tutta la Nuova Zelanda per dimostrare alla Warner Bros. che il paese è il luogo migliore per girare i film, e che la Nuova Zelanda, ancora una volta, è davvero la Terra di Mezzo.

Questo video sta facendo il giro del paese – e non solo – invitando tutti gli abitanti a riversarsi in strada per mostrare il proprio supporto:

La prossima settimana sarà decisiva. Noi, come sempre, vi terremo aggiornati…

La Nuova Zelanda rimarrà la Terra di Mezzo?

Terra di Mezzo Nuova Zelanda

Oggi è Variety a dare qualche speranza ai fan dello Hobbit. Secondo il quotidiano di Hollywood, la New Line Cinema/Warner Bros. starebbe iniziando a prendere seriamente in considerazione la possibilità di non abbandonare la Nuova Zelanda per le riprese dello Hobbit.

(…) Mentre nuovi attori si aggiungono al cast dello Hobbit, la New Line e la Warner Bros. sono sempre più propense a mantenere la produzione del film in Nuova Zelanda ora che le minacce di un boicottaggio da parte di alcuni attori Kiwi si sono placate. Alcuni insider degli studios sostengono che rimanere in Nuova Zelanda avrebbe senso, perché è lì che il regista Peter Jackson ha girato i primi tre film del Signore degli Anelli. I set sono ancora al loro posto. (…)

Insider vicini alla situazione riferiscono che c’è il desiderio di mantenere Lo Hobbit nel paese natale di Jackson. Leggi tutto “La Nuova Zelanda rimarrà la Terra di Mezzo?”

Peter Jackson dirigerà Lo Hobbit in 3D: il comunicato ufficiale

Riportiamo la traduzione completa della press release:

IL VINCITORE DEL PREMIO OSCAR PETER JACKSON DIRIGERA’ “LO HOBBIT” IN DUE PARTI
Peter Jackson dirigerà “Lo Hobbit” di J.R.R. Tolkien, in una produzione 3D in due straordinariamente ambiziosa.

(Los Angeles, 15 ottobre 2010) I due film basati sul romanzo Lo Hobbit hanno ricevuto il via libera, le riprese inizieranno ufficialmente a febbraio 2011, con la regia di Peter Jackson – questo è stato annunciato congiuntamente da Toby Emmerich, presidente e COO della New Line Cinema, da Alan Horn, presidente e COO della Warner Bros., e da Steve Cooper, co-CEO della Metro-Goldwyn-Mayer Inc..

“Esplorare la Terra di Mezzo di Tolkien va oltre l’esperienza normale del fare cinema,” commenta Jackson. “E’ un viaggio totalmente immersivo in un luogo veramente speciale dell’immaginazione, della bellezza e della drammatizzazione. Non vediamo l’ora di entrare nuovamente in questo mondo meraviglioso con Gandalf e Bilbo – e con i nostri amici alla New Line Cinema, Warner Brothers e MGM”.

Leggi tutto “Peter Jackson dirigerà Lo Hobbit in 3D: il comunicato ufficiale”

Il via libera allo Hobbit è vicinissimo!

Il Los Angles Times annuncia che il via libera alla produzione del kolossal Lo Hobbit è sempre più vicino.

Il quotidiano conferma diversi rumour diffusi negli ultimi mesi, chiarisce alcune questioni che da tempo rimanevano avvolte nel mistero e tranquillizza sulla situazione legata ai problemi sindacali con gli attori neozelandesi. Leggi tutto “Il via libera allo Hobbit è vicinissimo!”

Boicottaggio dello Hobbit: attori e studios si schierano

Oggi è il giorno delle dichiarazioni ufficiali degli studios coinvolti – ma anche dello schierarsi di personalità di spicco del cinema neozelandese o di attori della Trilogia del Signore degli Anelli.

Andiamo con ordine. Questa la dichiarazione congiunta di MGM, New Line Cinema e Warner Bros. diffusa ieri sera come risposta al boicottaggio richiesto dall’IFA ai suoi membri:

La New Line, la Warner Bros. Pictures e la Metro-Goldwyn-Mayer Pictures sono preoccupate dalle recenti accuse di trattamento ingiusto nei confronti degli attori in Nuova Zelanda, e dall’invito a non partecipare alla produzione dello Hobbit rivolto dai sindacati degli attori ai propri membri. Siamo fieri di avere ottimi rapporti di lavoro con tutti i sindacati di categoria degli attori, e di valorizzare il loro contributo ai film prodotti nelle varie giurisdizioni in giro per il mondo. Ma crediamo che in questo caso le accuse siano prive di fondamento, e ingiuste nei confronti di Peter Jackson e il suo team a Wellington, dopo tutto il supporto che hanno dato alla comunità cinematografica Neozelandese negli anni.

Classificare questa produzione come “estranea all’unione” è errato. I membri del cast e della troupe vengono assunti in base a contratti collettivi nei casi applicabili, e rispettiamo i termini di questi contratti. E nonostante abbiamo lavorato in precedenza con la MEAA, l’unione australiana che ora cerca di rappresentare gli attori in Nuova Zelanda, attualmente rimane il fatto che non possiamo fare un contratto collettivo con la MEAA su questa produzione neozelandese, in quanto ci esporrebbe a sanzioni da parte della legge neozelandese. Questa proibizione legale è stata già spiegata alla MEAA. Siamo molto delusi dal fatto che nonostante ciò, la MEAA stia proseguendo l’azione.

Le produzioni cinematografiche necessitano la sicurezza che non ci possano essere interruzioni durante il loro svolgimento, e la nostra politica è quella di evitare di girare film in località nelle quali c’è un potenziale di incertezza dal punto di vista lavorativo, o altre forme di instabilità. Di conseguenza, stiamo valutando tutte le opzioni e le alternative per proteggere i nostri interessi di business.

In soldoni, gli studios sposano le opinioni espresse da Peter Jackson nella sua lettera (anche il sospetto che tutto questo nasca dal tentativo del sindacato degli attori australiani di “infiltrarsi” in nuova zelanda per aumentare i propri membri), e annunciano di essere già al lavoro per cercare alternative alle riprese in Nuova Zelanda (si parla dell’Europa dell’Est).

Gli studios non sono gli unici a schierarsi con Peter Jackson: TVNZ segnala, per esempio, che due dei direttori del casting dello Hobbit hanno “descritto la tattica della MEAA come ‘ignorante'”:

Liz Mullane e Miranda Rivers dicono di essere rimaste sconvolte dalle accuse dell’unione: “L’idea che stiano facendo tutto questo per il bene degli attori è insensata – così faranno solo male agli attori neozelandesi, oltre che alla comunità cinematografica e all’economia neozelandese”, hanno scritto in una lettera aperta alla comunità neozelandese degli attori. “Questa produzione è stata sotto pressione per lungo tempo a causa dei problemi degli studios, e ora questo nuovo problema potrebbe disfare tutto il lavoro svolto negli anni e i soldi spesi per far sì che questi film venissero realizzati. Cosa otterranno? Nulla, perché questa cosa avrà un impatto su tutti gli altri studios che vorranno venire a girare i loro film da loro, e daranno una immagine della Nuova Zelanda come ‘poco amichevole'”.

Anche il direttore della South Pacific Pictures John Barnett ha espresso solidarietà a Peter Jackson, sostenendo che non è affatto vero che Ian McKellen stia supportando il boicottaggio (come riportato invece da altre fonti, ma non ci sono ancora state comunicazioni ufficiali da parte dello stesso McKellen).

Rimane ancora da verificare la partecipazione al boicottaggio dei neozelandesi Cate Blanchett e Hugo Weaving (due dei quattro attori finora citati come “sicuramente nel cast del film”, gli altri due sono McKellen e Andy Serkis), da molti giornali data per “certa” ma in realtà tutt’altro che confermata.

Il noto attore neozelandese Karl Urban – che ha partecipato al Signore degli Anelli nei panni di Eomer ma non sarà nello Hobbit, e che ora dovrebbe far parte del sindacato SAG avendo partecipato a film come Star Trek e The Bourne Supremacy – ha invece preso le difese dei membri della MEAA, come riporta Stuff:

La NZ Actors Equity ha il mio supporto completo nella sua lotta per ottenere uno standard contrattuale maggiore per gli attori Neozelandesi. Se Peter Jackson ha l’opportunità di aiutare a migliorare le condizioni degli attori in Nuova Zelanda, per portarci più in linea con i nostri colleghi australiani, inglesi e americani, spero che ne nasca un dialogo.

E arrivano anche le risposte dei diretti interessati. La MEAA risponde alla lettera di Jackson citando una decisione della Corte Suprema datata 2005, che riconobbe a un modellista del Signore degli Anelli la qualifica di impiegato e non di libero professionista: la decisione gli valse 38mila dollari di rimborso. Nel 2003, 18 attori della Trilogia pretesero dei bonus dalla New Line come riconoscimento degli incassi stratosferici dei film (oltre tre miliardi di dollari), e ottennero giustizia.

La reazione della direttrice della Film New Zealand Gisella Garr è, invece, piuttosto ovvia:

Se la Nuova Zelanda perdesse Lo Hobbit a causa di questa disputa, potremmo non solo perdere questi film, ma anche la capacità di attrarre produzioni internazionali in futuro.

Mentre la Screen production and Development Association (SPADA), una agenzia neozelandese che lavora nell’industria cinematografica e che rappresenta gli interessi di produttori e case di produzione in Nuova Zelanda, ha diramato un comunicato stampa:

L’azione intrapresa dalla MEAA/Equity contro Lo Hobbit è preoccupante per l’industria cinematografica neozelandese, e potenzialmente molto dannosa per la reputazione internazionale della Nuova Zelanda. Ecco i fatti:

  • La MEAA è una unione registrata in Australia. La MEAA/Equity non ha status legale in Nuova Zelanda, così come definito dal Registro delle Società e Corporazioni il 16 settembre (…) Ciò significa che la MEAA non è in grado di stabilire accordi in Nuova Zelanda, né può essere registrata come una unione neozelandese.
  • Non è legale, in Nuova Zelanda, che una casa di produzione entri in una contrattazione collettiva con la MEAA/Equity o con qualsivoglia organizzazione di lavoratori riguardo i contratti degli attori, considerati liberi professionisti.
  • Le richieste che la MEAA/Equity sta facendo alla produzione dello Hobbit non sono legali
  • La MEAA/Equity si è rivolta alla produzione nel momento in cui era più vulnerabile: quando cioè il budget era già stato fissato e mentre la pre-produzione era in corso, contattando le unioni internazionali e organizzando un boicottaggio.
  • Non è corretto dire che la Nuova Zelanda non ha delle linee guida per i contratti degli attori. Il Pink Book, del quale anche la NZ Actors’ Equity rappresenta una parte, è stato utilizzato con successo per più di 15 anni, e specifica standard e condizioni. SPADA si è offerta di rinegoziare i termini del Pink Book con la NZ Actors’ Equity un anno fa, ma questi hanno insistito di voler intraprendere una trattativa collettiva illegale.
  • Il settore delle produzioni neozelandesi è già in difficoltà nell’attrarre produzioni estere a causa del cambio sfavorevole e della maggiore competitività offerta da incentivi all’estero. Tuttavia la Nuova Zelanda è riuscita a mantenere la sua competitività grazie alla sua reputazione per quanto riguarda qualità, flessibilità e amicizia.
  • Questa azione, e la pubblicità negativa che sta attirando sulla Nuova Zelanda, è dannosa per la nostra reputazione nella comunità cinematografica internazionale. Il senso comune deve prevalere, o i danni a lungo termine nel settore delle produzioni e nell’economia saranno profondi.

Fonte: Comingsoon.net, varie

Peter Jackson furioso: lettera contro la minaccia di boicottaggio dello Hobbit

Peter Jackson è uscito dal suo tipico isolamento mediatico e – cosa assai rara per il regista e produttore Neozelandese, nominato Sir dalla Regina d’Inghilterra – ha deciso di rilasciare una dichiarazione spontanea legata all’invito dell’IFA (che rappresenta i maggiori gruppi sindacali degli attori nel mondo) ai propri membri di boicottare Lo Hobbit finché i produttori neozelandesi non si decideranno a trattare i contratti con gli attori neozelandesi seguendo un’unica contrattazione (e, di fatto, facendoli aderire all’Unione). Nel comunicato, Jackson sottolinea che questo è illegale per la legge neozelandese, che “proibisce trattative collettive con organizzazioni lavorative che rappresentano gli attori, i quali sono considerati indipendenti. Il NZ Commerce Act sostiene che sarebbe fuorilegge affiancare l’Unione Australiana in questa attività“.

Jackson appare davvero furioso, soprattutto perché questo boicottaggio – che la Media, Entertainment and Arts Alliance (MEAA, l’unione degli attori Australiani, che dal 2006 fa pressioni assieme all’IFA per “unionizzare” il sindacato degli attori neozelandesi) sostiene essere condiviso anche da attori come Ian McKellen, Cate Blanchett e Hugo Weaving, come riporta il Dominion Post – potrebbe portare a due conseguenze, entrambe gravissime per l’economia Neozelandese: l’annullamento del progetto dello Hobbit o, più probabile, lo spostamento delle riprese in Europa dell’Est (!).

Dopo il salto potete leggere la traduzione dell’intero comunicato di Jackson. Va sottolineato il grave incidente diplomatico Austalia/Nuova Nelanda che si va configurando: ricordiamo che l’industria cinematografica neozelandese (come in generale tutte le attività dello stato a Sud del Pacifico) vanta una indipendenza storica, e teme le pressioni Australiane:

Leggi tutto “Peter Jackson furioso: lettera contro la minaccia di boicottaggio dello Hobbit”

Diversi motivi hanno allontanato Del Toro dallo Hobbit

In una nuova intervista al Los Angeles Times durante il Comic-Con di San Diego, Guillermo del Toro ha sottolineato che non sono stati solo i problemi finanziari della MGM a causare il suo allontanamento finale dalla produzione dello Hobbit:

La gente continuava a credere che i problemi venissero solo dalla MGM. In realtà sono stati più fattori, non solo la MGM. Sono film molto complessi da realizzare, sia economicamente che politicamente. Dovevamo avere la benedizione di tre case di produzione.

Il fatto è che ogni sei mesi credevamo di essere pronti a partire, e ogni sei mesi veniva tutto rinviato. Prima che me ne potessi rendere conto, era passato un anno, e poi due.

Quali saranno questi problemi “economici e politici” tra New Line, Warner (che possiede la NL) e MGM? Per ora non possiamo saperlo.

Nonostante alcuni sostenessero che i problemi fossero anche di carattere creativo tra Del Toro e il produttore Peter Jackson, il regista nega totalmente: Leggi tutto “Diversi motivi hanno allontanato Del Toro dallo Hobbit”

MGM: si avvicina la soluzione finale?

Numerosi report, tra cui Bloomberg Business Week, segnalano che si sta avviando la seconda e ultima fase di vendita della MGM, la casa di produzione proprietaria di parte dei diritti di sfruttamento dello Hobbit e i cui problemi finanziari la stanno portando rapidamente alla bancarotta.

Scadrà a fine marzo l’ultima sospensione del pagamento sugli interessi del debito della casa di produzione: entro la metà del mese la compagnia dovrà trovare un compratore per i suoi asset di maggior valore, se vorrà rimanere in vita, o passare direttamente di proprietà. Secondo alcune fonti anonime, gli attuali interessati sono la Lionsgate Entertainment Corp., la Liberty Media Corp., la Access Industries del miliardario Len Blavatnik e la Time Warner Inc., proprietaria della New Line Cinema. La News Corp, cui fa capo la 20th Century Fox, si è ritirata ormai da qualche tempo.

Gli interessati faranno un secondo round di offerte per ottenere gli oltre 4.100 titoli della storica libreria MGM, i diritti di produzione dei prossimi film di James Bond e i diritti di co-distribuzione dello Hobbit.

Va detto che finora i problemi finanziari della MGM non sono da incolpare per i ritardi dello Hobbit: la pre-produzione è in corso ormai da mesi, ed è stata finanziata dalla Warner Bros e dalla Wingnut Films. Tuttavia sarebbe un’ottima notizia se la Warner acquistasse i diritti dello Hobbit dalla MGM: un’unica casa di produzione e distribuzione coinvolta semplificherebbe il processo di via-libera e l’inizio delle riprese…

Ufficiale: accordo tra la New Line e la Tolkien Trust, lo Hobbit è salvo

Se qualcuno, un anno fa, pensava che questa causa legale avrebbe fermato la produzione dello Hobbit, ora può tranquillizzarsi.

Dopo la notizia dell’altro giorno, arriva il comunicato ufficiale: la Tolkien Trust (un ente benefico inglese che si occupa di gestire l’eredità di J.R.R. Tolkien, attivo in particolare per le cause del WWF), la HarperCollins Publishers Ltd. e la New Line Cinema hanno risolto fuori dal tribunale una causa legale legata alla trilogia cinematografica del Signore degli Anelli.

La causa era stata intentata a febbraio 2008: HarperCollins Publishers Ltd. e i rappresentanti degli eredi di J.R.R. Tolkien accusavano la New Line Cinema di non aver fatto fede a una serie di accordi per quanto riguarda la divisione dei profitti della trilogia del Signore degli Anelli, uscita al cinema tra il 2001 e il 2003 negli Stati Uniti. I dettagli dell’accordo che ha risolto la causa non sono stati diffusi.

Commenta (forse con un po’ di amarezza) la notizia Christopher Tolkien, unico figlio del Professore ancora vivo: “I nostri fiduciari sostengono che una azione legale sarebbe stata comunque necessaria, ma sono felici che questa disputa sia stata risolta con termini soddisfacenti che permetteranno alla Tolkien Trust di procedere con le proprie opere benefiche. A questo punto i nostri fiduciari riconoscono alla New Line Cinema il diritto di procedere con i film dello Hobbit.”

Grande soddisfazione esprime il presidente della Warner Bros. Alan Horn: “Diamo grande valore al contributo che i romanzi di J.R.R. Tolkien hanno dato al successo dei nostri film, e siamo felici che questa disputa sia stata superata. Siamo ora rivolti verso una relazione produttiva e positiva per tutti nel futuro.” La Warner Bros. ai primi del 2008 aveva assorbito completamente la controllata New Line Cinema, ereditandone i beni (come i diritti di produzione delle opere di Tolkien) ma anche i mali (alcune cause legali, tra cui questa e un altro accordo legale con Peter Jackson sui profitti relativi ai film).

A questo punto i film dello Hobbit hanno il via libera definitivo anche dal punto di vista legale. L’accordo sancito oggi dovrebbe sbloccare la pre-produzione dei film, e quindi a breve dovremmo finalmente sapere qualcosa del casting, anche perché le riprese inizieranno a marzo-aprile del 2010 in Nuova Zelanda.

Se l’accordo non fosse stato preso, la causa sarebbe finita in tribunale alla Corte Superiore di Los Angeles il 19 ottobre. Secondo le accuse, la New Line Cinema doveva ancora pagare 220 milioni di dollari alla Tokien Trust in base a un contratto del 1969: il 7,5& degli incassi complessivi (sei miliardi di dollari stimati per i tre film), esclusi certi costi. Se il processo fosse iniziato, l’intenzione della Tolkien Trust era quella di chiedere al giudice di sospendere la produzione dei due film dello Hobbit. Non è stato diffuso l’ammontare esatto della cifra pattuita, ma l’ente benefico si dice soddisfatto: “Questo permetterà alla Tolkien Trust di supportare più di 100 opere caritatevoli in giro per il mondo,” conclude Bonnie E. Eskenazi, procuratore della Tolkien Trust. Opere che includono Save The Children, il Darfur Appeal, Asia Earthquake Appeal e la World Cancer Research Foundation.

Maggiori informazioni sulla causa, e le motivazioni che hanno portato a tutto questo, in questa serie di notizie.