Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato, la nostra videorecensione

Una videorecensione a lungo attesa! Ecco il nostro commento allo Hobbit: un Viaggio Inaspettato, realizzato in collaborazione con il critico cinematografico Francesco Alò. Potete vederla qui sotto e dirci cosa ne pensate nei commenti!


46 pensieri riguardo “Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato, la nostra videorecensione”

  1. 20 minuti volati via! Avrei voluto che fosse durato un’ora :P

  2. Ma davvero lo hanno considerato un film maschilista? ma per piacere… sono una donna e personalmente il pensiero non mi ha nemmeno sfiorato. Recensione molto interessante, grazie ragazzi. Sono contenta che Peter abbia insistito per avere Martin. Io lo vado a rivedere :D

  3. Interessante, ma il fatto che Tolkien fosse cattolico, non è proprio così trascurabile.Tolkien stesso ci teneva a rimarcare questo aspetto, quindi non vedo perché sminuirlo. D’altra parte l’etimologia di cattolico è proprio Universale, quindi è logico che piaccia a fricchettoni, sciroccati e fuori di testa: anche loro sono nell’universo e il bello del cattolicesimo è l’essere un po’ folle, quindi ben venga :-)

  4. Ma perchè tutti si lamentano del fatto che in king kong ci sono i dinosauri?? anche nel film originale del ’33 e persino nel libro del ’26 sono assolutamente presenti i dinosauri! Comunque, bella recensione!

  5. Bravi!!! così si fanno le recensioni dei film :)
    Allora, concordo assolutamente con voi,
    personalmente ho apprezzato molto il 3D a 48fps, una scelta nuova e ottimale che caratterizzerà la nuova trilogia di jackson.
    Una scena che ho trovato superflua è il finale, quando Bilbo aiuta Thorin a salvarsi da Azog, perchè non compare nel libro, e non mi sembra ancora il punto giusto per mostrare veramente l’importanza che avrà l’hobbit nell’avventura. Un altra critica và contro alcune batture di Gandalf, che sembrano anticipare il futuro, e non sembrano frasi molto tolkeniane. Al contrario ho apprezzato molto le scene extra su Dol Guldur, con la spiegazione del ritorno di Sauron, antagonista principale nel SDA. Credo che questo trucco verrà poi utile nel terzo film per spiegare poi l’assenza di Gandalf nel finale della storia.
    Che dire poi del commento su Tolkien…. fantastica recensione, ancora complimenti!!

  6. Una BELLISSIMA recensione!!!
    Venti minuti davvero volati. Se la prossima la volete fare più lunga, it’s perfect. ;o)

    Che dire… CONCORDO!!!
    Purtroppo non posso esprimermi sul HFR 3D perché qui a Torino non ci sono sale attrezzate, il The Space qui non ce l’ha… (se qualcuno sa il contrario VI PREGO DITEMELO!). L’ho visto in semplice 3D (già così, FANTASTICO).
    Detto ciò.
    Concordo su Peter Jackson.
    Non sono una fan di King Kong perché non amo quella storia, non ho amato moltissimo Amabili Resti ma sempre per la storia… ma su PJ ho una grandissima opinione. Oltre alla bellezza dei film in sé, adoro il modo in cui fa riprendere i paesaggi ed i movimenti di camera all’interno dei set e delle miniature. Adoro la sua passione, la sua professionalità, la serietà con cui ha affrontato Tolkien: “Se lo facciamo, lo facciamo come si deve, altrimenti non si fa”.
    E ha una capacità di scegliere il cast che non ha molti eguali (Freeman, Blanchett, McKellen, Armitage, solo per citare alcuni nomi, ma TUTTI è più appropriato… personalmente ho avuto un brivido all’apparizione -lampo- di Thranduil… sono molto contenta di Lee Pace, lo adoro, dove lo metti lo metti, fa un GRANDISSIMO lavoro e non vedo l’ora di gustarmi, oltre a Bard, Thranduil e Legolas…).
    Onestamente io ringrazio che il regista fosse ancora una volta lui e non Del Toro.
    E grazie al cielo ha mutato il tono a Lo Hobbit, nonostante questo film sia comunque più leggero e sereno (per ora, come sottolineate voi), per dare la giusta continuità con Il Signore degli Anelli.

    Riguardo, dunque, al film, sono molto contenta che abbiate sottolineato la scena iniziale fra Frodo e Bilbo, PERCHE’ E’ PERFETTA.
    Collega in modo ASSOLUTAMENTE PERFETTO “le due storie”, dando in senso di unicità. Jackson & co. sono GENIALI.
    In un modo piccolissimo e non complicato, hanno dato unicità a tutta la storia, rendendola, per l’appunto, UNICA.
    E sì, quando vedi Frodo appendere il cartello al cancello e poi dire allo zio che va incontro a Galndalf, immediatamente visualizzi il giovane Hobbit seduto sotto l’albero, che sente arrivare, cantando, Il Grigio Pellegrino e si alza, pieno di gioia, meraviglia e aspettativa nei grandi occhi blu.
    E senti di essere a casa.
    E’ una scena semplicissima che dona brividi immensi.
    Puro genio.
    Sono contenta, allo stesso modo, che abbiate sottolineato quella breve frase di Gandalf a Bilbo, sul fatto di dare la morte o meno, perché anche lì mi sono venuti i brividi, è impossibile non pensare al discorso che Gandalf stesso fa a Frodo a Moria. Quel BELLISSIMO discorso. Qui è una frase, ma che racchiude un universo.
    Ne aggiungo una io, mia personale: quando Gandalf e la compagnia scappano dagli orchi coi lupi e si sente il corno… io ho fatto un salto sulla sedia (“artigliando un ginocchio e facendo venire un infarto” alla mia amica accanto a me, mi è stato detto :P )… E’ INCONFONDIBILE!!! Un suono che si riconoscerebbe fra mille diversi… ed è istintivo il momento a cui ti riporta il pensiero: “I bring word from Elrond of Rivendell”. Sai che sono loro, gli Elfi, in soccorso. E quando loro arrivano, è sempre speranza.
    Meraviglia.
    E’ questo che fanno i grandi autori, cinema o letteratura che sia: racchiudono universi nelle piccole cose. Non è facile, saperlo fare.

    Una delle (tantissime) cose che ho amato di questo film (che non vedo l’ora di rivedere) sono proprio i richiami a LOTR, perché è sempre la stessa storia.

    E personalmente sono contenta che abbia deciso di fare tre film per inserire materiali delle appendici. La trovo una buona idea, magari sono riusciti a mostrare cose solo accennate. E anche questo darebbe maggior completezza alla storia.
    E più Elfi si vedono (visto che li rendono meravigliosamente) più sono felice. :P

    Quando escono le prime clip del secondo? :D ;o)

    Ancora complimenti per la recensione! :D

  7. molto interessante(bravi) e molto bella la definizione di radagast..”un s. francesco lisergico”…

  8. @Frank Liszt: sono d’accordo con te! Il fatto che Tolkien fosse cattolico è una cosa comunque importante e non riducibile perchè sarebbe come ridurre un po’ lui stesso. Sai un bel libro su Tolkien che consiglio caldamente? Il Mito e la Grazia di Paolo Gulisano! Ti apre davvero tantissimo su Tolkien e su tutti i suoi scritti!

  9. Ah, comunque è una bella recensione! Sono d’accordissimo! ;)

  10. BELLISSIMA RECENSIONE! E’ stupendo vedere critici coinvolti così appassionatamente nel Mondo della Terra di Mezzo firmata da Peter Jackson. GRAZIE!!!

  11. @Gaviel: sai che l’ho letto anche io. Mi sembra un libro fantastico!! Grazie per averlo postato sul blog! Un caro saluto

  12. @rabdomante: Nelle appendici di Tolkien in realtà ci sono due orchi, Azog e Bolg suo figlio. Azog effettivamente dovrebbe venire ucciso davanti a Moria da Dain (se non sbaglio) mentre Bolg poi compare nella battaglia dei 5 eserciti in veste di nuovo capitano degli orchi e vendicatore del padre.
    Azog non muore semplicemente perchè probabilmente PJ ha deciso di sopprimere Bolg in modo da evitare un nuovo personaggio che avrebbe fatto perdere altro tempo al film per caratterizzarlo senza che ce ne fosse bisogno.. un capitano degli orchi vale l’altro :)
    Stai pure tranquillo che Azog ce lo tiriamo dietro fino ai 5 eserciti :)

  13. Penso, come il critico, che il linguaggio creato da PJ in questi film sia un linguaggio basato sul momento, se non sull’istante… PJ non crea un film -con intrecci continui, come vale per ISdA- ma una sorta di realtà virtuale, al limite seguita in alcuni momenti da quattro occhi anziché da due, contemporaneamente… In questo viaggio ‘reale’, ognuno troverà dei momenti più o meno belli, come accade davvero in una gita o in un viaggio. Grande film…

  14. I film costruiti per ‘lo spettatore medio’ sono merda. Prendere il lavoro del PROFESSOR TOLKIEN e farci quel cazzo che si vuole come Jackson ha fatto è una merda. La vostra recensione è una merda.

  15. Non voglio credere che PJ, dopo la trilogia, non avesse i soldi o i consensi per produrre un lavoro FILOLOGICO… Non sai cos’ha fatto Gandalf mentre era sparito? Cazzo, manco io lo sapevo a 14 anni, ma il libro mi è piaciuto lo stesso, cosa vuol dire ‘infilmabile’? Che le mammine si annoiano? PJ se lo poteva permettere di fregarsene dei consensi di chi forse non si merita la fantasia del professor Talkien, perché è così: se ti annoi chiudi il libro da che mondo è mondo, questa è un’esecrabile parodia. ESECRABILE PARODIA.
    Le aggiunte sono una cosa, posso anche soprassedere al fatto che ‘devi mettere il personaggio femminile perché solo tu sai che non funzionerebbe un film senza’, ma perché, ad esempio, Saruman deve dire per forza la battuta sui funghi allucinogeni? Perché questo scempio al personaggio di Radagast? Non lo hai messo nel SDA, dove appare un quattro righe se è tanto, ma lo metti nello Hobbit? Trattandolo come un fattone di babbo natale con la slitta a conigli? Cos’è? Dopo le femministe hai paura che ti critichino i vegani? Ragazzi, ma parliamo dello Hobbit, non di Twilight, ma come si può sopportare un insulto simile? Ma che fette di salame ha uno negli occhi per dirmi che un LAVORO FILOLOGICO SULLO HOBBIT è infilmabile? Ma spegni la Playstation e impara cos’è avere una fantasia, no? Guarda un po’ meno hollywood e studia i registi italiani che una volta facevano cinema vero: dimmi chi di loro ha mai pensato a cosa sarebbe andato bene alla troia pigra a cui paghi il biglietto e si annoia perché ha troppa poca immaginazione per capire la differenza tra un nano e uno hobbit?
    CONCIME.

  16. Con tutto il bene che voglio a Tolkien ed al suo universo, il film che ho visto NON è “lo Hobbit”. Molto godibile, molto ben realizzato, ma PJ ha aggiunto parti non presenti per (impossibile negarlo!) trasformare il racconto di Tolkien (realizzabilissimo in una sola produzione cinematografica) in una trilogia mastodontica e orientata al massimo incasso. Capisco che gli introiti (quando si è abituati a successi come TLOTR) siano fondamentali per un produttore, ma avrei preferito un regista con le palle che fosse rimasto più fedele al racconto a discapito degli incassi più o meno tripli di una trilogia.
    Per il resto, il film in se mi è piaciuto.

  17. Sono d’accordo col commento qui sopra…
    Si dovrebbe cioè riuscire a criticare o meno questo film pensando al cinema e ai precedenti adattamenti; io credo che se avessero girato il film de Lo Hobbit che ogni fan del libro ha in testa, per diversità di linguaggi, esso non avrebbe attirato le folle che sono accorse a vedere ISdA…
    Pensando dunque a tutti i compromessi in gioco -tradurre eventi banali in eventi spettacolo, portare lo stesso pubblico al cinema e aggrazziarsi quello nuovo, forse di ragazzini, incorrere alle esigenze del produttore e mediare con quelle del libro- non ho visto un film scadente, affatto; la passione è la medesima… pur concordando che Radagast sia la vera nota stonante del quadro. Tuttavia ho apprezzato la sua ‘funzionalità’, il suo esserci e il suo racconto (la scena del castello che visita è molto bella…).
    Si consideri comunque che un film intrattiene con l’evento spettacolo, senza il quale soldi non ve ne sarebbero e senza il quale sarebbe difficile condensare tante ore di lettura in qualcosa… Il libro de Lo Hobbit si gode anche nel viaggio in sé, quando si descrive paesaggio e panorama; ma tutto questo è ovviamente intraducibile a livello filmico. Anzi l’uso del 3d, e una scala di tempo direi uno a uno…
    Non mi sento di chiedere altro… a parte una più corretta rivisitazione del personaggio di Radagast. Solidarizzo ovviamente con i fan del libro, capendo perfettamente di che indignazione parlano…
    Purtroppo quel tipo di cinema -qualitativamente rispondente ad una bella serata a teatro- credo sia -ad oggi- impossibile per varie ragioni… ma forse un giorno si arriverà a vederlo.
    Nel frattempo, direi che un fan del fantasy non possa dirsi scontento fino in fondo… Avete notato i dettagli stilistici delle scene col drago…? Quanti film dovremo vedere, per trovare qualcuno che si adoperi con la stessa cura…?

  18. @Chiniko @Caimano quindi non avete apprezzato nemmeno l’adattamento cinematografico della trilogia?

  19. al contrario, anzi: quest’estate ho rivisto, pieno di fomento e aspettativa, la versione estesa… perché nella trilogia bene o male è riuscito a conservare una certa decenza, questo da ‘più leggero’ l’ha fatto diventare ‘disneyano’

  20. @Chiniko Comunque complimenti per l’intervento molto ponderato, la tua sì che è una vera critica costruttiva

  21. Io credo che l’unico davvero meritevole sia stato ‘La Compagnia dell’Anello’, i due episodi successivi sono al massimo decenti. Sono d’accordo con Caimano: non ci credo che a PJ non avrebbero dato soldi lo stesso, se avesse fatto un lavoro un po’ più filologico.

  22. @ Caimano ma non è un po’ un’estremizzazione andar a tirar fuori addirittura i registi italiani di un tempo (perchè immagino tu alluda a quelli, visto che il panorama attuale è alquanto desolante) per rafforzare la tua critica al lavoro di Jackson? Che poi di quest’ultimo conosciamo bene le origini, tra splatter e ironia, quindi che cazz c’entra?! Lui ha lavorato alla trilogia ed ora a Lo Hobbit seguendo il suo modo di fare cinema, che poi a te non vada a genio è un conto, ma scrivere in caps lock concime, oppure dispensare la parola merda come quell’altro mi pare eccessivo, no? Di Radagast si sa poco o nulla e la sua caratterizzazione è in linea con quello che ci si può aspettare da un regista come PJ che ha deciso di rimanere fedele all’atmosfera leggera e scanzonata del libro, allo stesso modo se in un film come La Compagnia dell’Anello, tra epica e tragedia Saruman rimbrotta a Gandalf di smetterla con l’erba pipa visto che lo sta rallentando a livello cerebrale, beh nei toni toni più rilassati de Lo Hobbit film ben ci sta una battuta su funghetti e cazzi e mazzi, seguite il ragionamento? La mano è sempre la stessa, Jackson è sempre lui, ai tempi come ora, un tempo lo incensavate ora ci spalate merda (contento per la citazione Chiniko?) sopra, tutto qua

  23. concordo, per di più cos’è questa difesa parlando dei film precedenti di Jackson? La qualità della trilogia è nettamente superiore a quella di questo FILMETTO, il cui livello artistico non è assolutamente comparabile con il lavoro del prof. T, ma una stucchevole parodia.

  24. No… a certi livelli puoi essere anche il Papa: ti danno i soldi se sanno che lo script ha tutti gl’ingredienti per portare al cinema tutti-tutti-tutti… sennò nisba; c’è la fortuna, in questo senso, di trovare sempre un PJ entusiasta, che l’americanata te la mette su e basta, e al limite se la gode e lavora come parte integrante del tessuto narrativo… così potrai almeno dire che tutto il film risponde d’unica grande passione.
    E’ pur vero, ragazzi, che la vista s’edulcora con cose diverse… la fantasia d’uno scrittore non necessita di trovate giocose, per essere apprezzata, ma io credo che in un film ci debbano essere dei picchi di ‘assurdo’ per tener alta l’attenzione… e questo perché? Perché per scrivere un buon scenario uno scrittore mette in moto un processo investigativo sul mondo e sulla sua creatività che può durare anche per diverse pagine, e tu l’apprezzi ritenendolo un gran lavoro, molto serio e riuscito… ma tutto questo in un film è reso con la vista, è tutto già lì, da godere al massimo con qualche buona carrellata…
    Il resto è azione; e l’azione non può essere sempre ‘adulta’, certa, prevedibile… perderesti il gusto per la storia. Ecco perché un libro assume sempre un atteggiamento più serioso d’un film (e comunque di piccoli scherzi Tolkien non se ne fa mancare: l’americanata più grande supponevo che fosse la gara tra Legolas e Gimli fra chi dei due ammazza più Orchi… poi invece il libro la ripropone pari-pari).
    Resto dell’idea che Radagast sia un personaggio esagerato, ma nemmeno troppo, pensando alla totalità del film: un libro è diverso, l’affezzione al personaggio passa per pagine e pagine in cui quel nome te lo si ripete fino alla nausea, e fino a familiarizzare completamente con lui… In un film il personaggio punta tutto sulla sua entrata in scena, specie se non ha un ruolo rilevante; dev’essere efficace e riconoscibile, e se non è efficace, che sia almeno estremamente riconoscibile…
    Ora, si potrà dire quel che si vuole, ma PJ ha dovuto lottare, narrativamente parlando (e molto più di quanto lo stesso autore non fece, perché in un libro non c’è bisogno di tratteggiare troppo una figura di secondo piano), con circa una ventina di personaggi… non comparse, personaggi!!! Venti personaggi, non per me, non per voi, ma per un emerito profano de ISdA, sono tanti… tantissimi… troppi.
    Da qui anche la necessità di riconoscerli tramite connotati e personalità all’eccesso. Altrimenti, sarebbe uno sforzo immenso…

    Si consideri anche che un 3d, che un suo costo cari miei l’avrà, eccome, non lo puoi giustificare con una scena iniziale, di ponti che si superano fino ad arrivare al drago: gli devi dare una buona motivazione; secondo me la slitta di Radagast è stato l’unico escamotage possiibile per portare movimento in una storia che altrimenti non conosce che camminate e soste; per un film rivoluzionario alla Avatar, questo sarebbe stato inconcepibile…
    Radagast unisce le carrellate veloci della terra dei Nani iniziali a quelle ancor più veloci, finali, nella tana di Gollum e degl’Orchi.
    Pur eliminando una certa qual coerenza col mondo originale di Tolkien, e anche con quello realistico della trilogia, egli garantiva una resa ad effetto che altrimenti sarebbe stata riserbata solo per il patos -finale- del combattimento, mentre questo è chiaramente anche un film ‘svago’ (insomma: se ci piace il 3d -ed io credo che la virtualità della storia non poteva che approdare ad un effetto visivo idoneo- ci dobbiamo anche sorbire la pillola, che magari sarà graditissima per qualcuno ch’è più giovane).

  25. :-) Grazie… Eh sì, c’è anche e soprattutto questo: ISdA conosce un pubblico più adulto che bambino, essendo esso stesso storia più adulta… Qui il lavoro è più difficile perché prevede un bacino d’utenza ingenerosamente spaventoso, per un cineasta, una responsabilità non indifferente. E’ ovviamente un lavoro più fiabesco, ma anche la stramberia di quel personaggio la puoi motivare in mille modi: animali sotto incantesimo, ad esempio…

    C’è anche da dire che un film mal dispone ad un regresso infantile interiore, o almeno, sembra proprio che sia così: se compro una fiaba, mi sento giustificato che ‘la parola’ è già qualcosa d’adulto e formativo, e che l’autore è noto e riconosciuto come un luminare, e via discorrendo… Un film no, sembra più essere una proposta: non ti scolla a sufficienza dal tuo trascorso, dalle strade che sono fuori e che già t’aspettano, da una vita che forse non migliorerà a fine proiezione…
    La parola ha sempre un vantaggio, sull’immagine, ch’è quello d’imprimersi con più efficacia. E poi un libro ‘è tuo’, in qualche modo, e da qui anche la paura di sentirsi toccati in qualcosa che c’appartiene al pari d’un braccio e una gamba…
    Il film, invece, è tutto nella memoria: torni a casa con un biglietto in mano, che al massimo conserverai…
    Le immagini e le azioni debbono essere memorabili, tutto lì, a rischio d’offesa, forse…
    In alcuni punti, io credo che PJ sia riuscito a toccare le vertigini dell’archetipo -si veda Galadriel, ad esempio, figura così emblematica, in questo film, molto più che negl’altri…

    La bellezza di Gran Burrone lascia davvero esterrefatti, e quasi eclissa la precedente.

  26. @Danilo
    “In alcuni punti, io credo che PJ sia riuscito a toccare le vertigini dell’archetipo -si veda Galadriel, ad esempio, figura così emblematica, in questo film, molto più che negl’altri…”

    Concordo assolutamente.

    “La bellezza di Gran Burrone lascia davvero esterrefatti, e quasi eclissa la precedente.”

    Senza il quasi… Ed io ADORO Gran Burrone da sempre, più di Lothlorien.
    Sarà che in Lo Hobbit se ne vede di più ed in un’atmosfera più serena…
    Non saprei dire con certezza. Ma è innegabile che abbaglia ancor più di quanto abbia fatto dieci anni fa.
    A proposito dei dieci anni: non sembrano passati, quando Lo Hobbit inizia. E’ come se non si fosse mai lasciata la Terra di Mezzo. E’ una sensazione da brividi, meravigliosa.

  27. Verissimo…
    Eh già, il quasi va tolto lì e ovunque: ma avete visto che terra dei Nani -non so se sia Moria- che Contea, che tutto…??
    Ci sono dei dettagli così veridici che anche i precedenti film sembrano cosa da poco -o da meno.
    Ma questo è comunque merito d’un cineasta: il cui compito non s’apre e chiude con un ciak… Dirige dei lavori, ed è propenso a farci vivere davvero il sapore d’una terra immaginaria. A livello visivo, questo film è una gioia per gl’occhi… e lo trovo molto idoneo, per un’arte che, in fin dei conti, è visiva…
    Siamo troppo concentrati sul detto, a volte, ma si consideri che un film del genere racconta anzitutto con l’immagine: i dettagli che alla telecamera mai sfuggono (bellissima la botticella quale casella postale di Bilbo :-), sono in realtà dettagli narrativi che t’incentivano a entrare nella storia, nelle abitudini della terra e nel suo stile di vita -che già ti sembra familiare.
    E tutto ciò non s’ottiene in un giorno…
    Che un lavoro del genere possa essere cancellato con un colpo di spugna per la stramberia d’un personaggio, a bene vedere, ‘utilizzato’ per coprire un po’ di sano intrattenimento, lo trovo troppo esagerato…
    Se s’è resa giustizia al mondo di Tolkien, lo si misuri proprio centellinando costumi e scene: ragazzi, è un lavoro magistrale… con tutti gl’ingredienti della storia fantastica.

    Se Tolkien non avesse reso il suo mondo credibile, pellicole del genere sarebbero impossibili da realizzarsi: ti mancherebbe quell’incentivo a dare il meglio di te…

    C’è poi un lavoro di costruzione dei personaggi, quando si aprono le sorti d’un film, che è davvero la parte saliente del tutto, la vera fatica: quando scrivi, il personaggio è modellato dalle necessità della storia, ma sei, potremmo dire, ‘difeso’ dalla mancata esplicitezza del vergato, che rende tutto piuttosto credibile, purché credibile sia la storia.
    In un film non ti è dato di sorvolare: devi essere esatto e coinciso, e, il più delle volte, proprio per ovvie ragioni di mancanza di tempo, indovinare quel personaggio che ricopre, per così dire, un ruolo assodato nella storia e nella memoria collettiva.
    Dacché due personaggi simili sono improponibili, in un film, per Radagast s’è pensato ad una figura mitica e arcaica quale è quella dello sciamano, antico parente del mistico, ad esempio… il quale effettivamente viveva, come il romito, a contatto con la Natura, ‘sperimentandola’ su di sé… proprio come vediamo che questo personaggio un po’ folle fa. L’antico sciamano tendeva a mangiare qualsiasi cosa natura offrisse per ricostituire in sé l’origine del Tutto, e in tal modo vincere la separazione con esso ch’è avvenuta nella notte dei tempi come ogni buon mito insegna…
    E guardate come in questo modo la nostra fantasia viene contentata: abbiamo un mago dei primordi (lo sciamano, appunto), abbiamo un mago ‘rustico’ e ‘rudimentale’ come il Gandalf di questa versione (a mio avviso meno grigio e saggio del più lontano), abbiamo un mago ch’è di certo più grande, ma la cui grandezza ha finito per corroderlo dall’interno, scegliendo per il male. Ecco, allora, che tre maghi possono convivere nella stessa pellicola, coprendo ognuno uno spazio ben preciso della nostra fantasia e comprensione.
    Sono anche tre emanazioni diverse: della Natura (Radagast),
    della Contea (Gandalf, che sembra nato per farvi visita),
    dell’ottundimento scientifico (Saruman).

  28. @Alfredo il reame dei Nani è Erebor.
    Splendido, sì.
    Già la grande sala ipostila di Moria metteva i brividi, ma Erebor… lascia a bocca aperta.
    Interessantissima analisi, la tua seconda parte.
    Sulla prima: che dire, concordo in pieno!
    E’ un’opera che va vista nel complesso, non se e quanto Radagast sia assolutamente identico a com’è nel libro o quanti minuti appare.
    Nel complesso è qualcosa di sublime: colori, effetti speciali, scenografie, fotografia, regia, costumi, cast e recitazione.

    E su, tutti, sempre e comunque Gran Burrone.
    Prima ho dimenticato: onestamente (e a maggior ragione dopo questa visione di Imladris) sono ansiosa di vede il “nuovo” regno elfico. Molto ansiosa.

  29. Alfredo… dev’essere il nome elfico per Danilo… vero Arwen ;-)?
    Sta per ‘nobile e saggio nella pace’, dunque ringrazio e approvo la traduzione…
    A tal proposito, pochi sanno che Alf come radice di questo nome proprio e non solo, deriva da elf, elfo. E’ bello vedere come e quanto la nostra lingua abbia giocato con le radici delle parole sassoni…
    A volte, è reso con alb; pur strano ma vero, albino starebbe per elfo, dunque (secondo me posso ritenersi fortunati :-), e la stessa radice la ritroviamo in ‘alba’…
    Alfio sta per ‘bianco di carnagione’…
    E’ fuor di dubbio, insomma, che gli antichi per elfo intendessero delle specie di silfidi lucenti.
    Un applauso a Tolkien, che li ha trasformati in vere e proprie creature pensanti, dotate di ragione e autonomia. E lo stesso per i Nani…

  30. uno non fa un film su Lo Hobbit ‘perché si deve’, se lo fa è buona cosa se ha coscienza di avere per le mani un’opera d’arte. Jackson gran cineasta, la macchina la usa come si deve e gli effetti, i costumi, quello che vi pare, è squisito, non metto in dubbio nulla di tutto questo, e uno può fare quel che vuole, non dico ‘non potevano’, dico ‘non dovevano’, mettere certe battute in bocca ad alcuni personaggi e banalizzarne degli altri. Parlo da uno che segue questo sito dagli inizi, da parte mia c’era un’aspettativa fortissima. E seppure mi possa dire tra coloro che in sala non volevano che finisse mai, su certe cose non posso che essere critico e alcune uscite le ho trovate talmente stucchevoli da provare sincero fastidio. Punto. Per me è un lavoro che nel complessivo non può paragonarsi a quello del prof.T, quando LOTR lo era, alla fin fine.

  31. Scusa un attimo, mi sono perso qualcosa evidentemente…. in pratica non volevi finisse mai ciò che tu stesso hai definito concime?

  32. @Danilo OMMIODDIO I’M SO SORRY!!!
    Facevo quaranta cose contemporaneamente (essendo donna ed Elfo… ;o) ) e per un attimo ho perso la concentrazione, I’M SORRY!
    Comunque SI, CERTO che è il Tuo nome Elfico! Come dubitare?
    :P :o)

  33. Chiniko complimenti per il tuo essere pronto al confronto. Cito: “ogni argomentazione è banale e di conclusioni lapalissiane.”. Senza chiedermi più di tanto su chi ti credi di essere,(una mia idea ce l’ho ma me la tengo altrimenti risulterei volgare), scrivere solamente “merda” e non confrontarsi con gli altri è segno della tua debolezza e del tuo essere il niente.

  34. ragazzi io andrò giovedi al cinema a vederlo, ma mi serve un vostro parere.

    ci sono pareri troppo discordanti…c’è chi dice che è un fallimento e chi dice che è un capolavoro, insomma di chi mi fido ? xD secondo me la maggior parte della gente che critica non ha letto il libro, quindi non capisce la differenza tra ISDA e LH … non so ditemi voi

  35. Vai al cinema e fatti una idea tua…..credo che chiunque lo ami o lo odi ti possa dire la stessa cosa: va comunque visto! E’ quantomeno uno spettacolo per gli occhi. Ma secondo il mio modesto parere c’è molto di più….vai tranquillo!

  36. grazie 1000 Michele :)

    poi farò la mia recensione e commenteremo insieme

  37. Ciniko, caimano e quell’altro, i soliti filologi che sbraitano perché PJ gli ha toccato il tesoruccio bello della loro fantasia :) su su, tornate a leggervi i libri e non scocciate, oppure diventate registi e fate sto film come andrebbe fatto secondo voi. Il resto e’ rosik.

  38. @Phitio sono d’accordo , molta gente va a vedere il film senza aver letto il libro, e sopratutto senza conoscere minimamente Tolkien e le sue opere, ovvio che poi non sanno giudicare

  39. ragazzi secondo voi quanti oscar può vincere Lo Hobbit : Un Viaggio Inaspettato ?

  40. @Phitio: Bravo, bravo, bravo hai assolutamente ragione!

    Scusate ragazzi (caimano e chiniko), se lo hobbit non vi è piaciuto, ditelo a chi volete, ma non potete dire che è una cagata solo perché vi hanno un po’ cambiato Radagast o hanno inserito nuove scene!
    Io ho gradito molto lo hobbit, perché mi è sempre piaciuta l’idea di un’avventura con un bel finale. Insomma, paragonando LH e ISDA, il primo da’ un piacevole senso di tranquillità , perchè sai che la loro missione è, in pratica, tornare a casa, mentre nella prima trilogia un ritorno a casa potrebbe non essere possibile, o nemmeno immaginabile.

    @chiniko: se tutte le argomentazioni sono banali, lo sarà anche la tua. Non mi ha detto molto, il tuo commento. Mi ha fatto venire in mente qualcuno che è molto affezionato ai libri, che venera Tolkien come fosse dio e che non sa accettare le novità!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.