Lo Hobbit contro Il Signore degli Anelli, secondo Rajan Khanna

hobbit bilbo bannerino
Si fa un gran parlare, in questi giorni, del confronto tra la celeberrima trilogia de Il Signore degli Anelli e la nuova impresa cinematografica targata Peter Jackson, Lo Hobbit.

Una nuova saga, divisa in tre capitoli, che farà da prequel alle avventure del giovane Frodo Baggins narrate lo scorso decennio dal regista neozelandese. Il paragone tra il primo film della scorsa trilogia, La Compagnia dell’Anello, e l’episodio iniziale di questa nuova opera, Un Viaggio Inaspettato, infiamma la critica.

Nel frattempo Rajan Khanna, scrittore e blogger newyorkese, si è concentrato ad analizzare quelle che sono, secondo lui, le differenze fondamentali tra le due opere letterarie originarie, entrambe nate dalla brillante penna del vate del fantasy, J. R. R. Tolkien.

Da questa battaglia al sapore di carta stampata, indovinate chi è uscito vincitore?

Potreste stupirvi. Di seguito, riportiamo la traduzione dell’interessante post scritto da Khanna per il sito letterario LitReactor.com.

Questo fine settimana ha visto il tanto atteso adattamento cinematografico di Peter Jackson de Lo Hobbit di J. R. R. Tolkien (che ha fatto davvero un sacco di soldi). E nonostante ami Il Signore degli Anelli e sia cresciuto all’ombra della sua enorme, incombente presenza, è stato solo dopo che è stato annunciato il film Lo Hobbit che ho capito di preferire, per lo più, la storia di Bilbo Baggins. Per fortuna non dobbiamo scegliere; possiamo quindi apprezzare i punti di forza e di debolezza di entrambe le opere. Ma in onore del rilascio de Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, ecco cinque motivi per cui credo che Lo Hobbit sia superiore a Il Signore degli Anelli.

 

Lo Hobbit ha migliori mostri e cattivi
Non fraintendetemi – io ADORO i Nazgul, e sono tra i cattivi più impressionanti che abbiano mai onorato il genere fantasy, ma con tutta la loro minaccia, gli Spettri dell’Anello sono comunque schiavi, per lo più silenziosi e senza personalità. Seguono la volontà di Sauron e questo è tutto. La maggior parte dei cattivi e delle creature de Il Signore degli Anelli  appaiono come servitori di Sauron (o di Saruman in alcuni casi).

smog
smog

Le creature di Lo Hobbit sono molto più colorate e varie, sia nell’aspetto che nelle motivazioni. Tolkien può aver riutilizzato le specie nella trilogia dell’Anello, ma i troll in Lo Hobbit hanno dei nomi e ci danno un senso di ciò che i troll fanno nella natura selvaggia, di come mangiano. Amo Shelob, ma non è altro che una versione più grande e più vecchia dei ragni con cui Bilbo si scontra nel Bosco Atro.

I goblin de Lo Hobbit (prima versione degli orchi di Tolkien) hanno la propria civiltà, la propria terra, e cavalcano i mannari. Beorn può non essere un mostro, di per sé, e finisce per aiutare gli eroi, ma il mutapelle è un’aggiunta eccellente per la storia, che introduce un ulteriore elemento di soprannaturale al libro.

E devo forse citare il drago?

L’unico personaggio / creatura che risulta migliorata ne Il Signore degli Anelli è Gollum. Benché ami la sua apparizione ne Lo Hobbit nel capitolo “Enigmi nell’oscurità”, Gollum diventa un personaggio più complesso e simpatico ne Il Signore degli Anelli. Ve lo concedo.

 

Lo Hobbit ha un minor spreco di spazio
C’è davvero tanto spazio, ne Il Signore degli Anelli, dedicato a camminate e accampamenti di fortuna. Anche se adoro la trilogia, ho sempre pensato che il ritmo fosse piuttosto spento. Ci sono inevitabilmente parti in cui sono costretto a sfogliare velocemente i libri per arrivare all’azione più emozionante. Capisco che Tolkien utilizzasse molto di quei momenti più lenti per aiutare a costruire il mondo della Terra di Mezzo – dalla storia del mondo alla sua geografia, ma anche se ho imparato ad apprezzare tali passaggi dopo tanti anni di riletture, ho comunque la sensazione che essi frenino la spinta della storia.

Lo Hobbit, invece, si svolge ad un ritmo molto più veloce. Con il secondo capitolo, Bilbo e i nani sono già sulla loro strada, e dai Troll alla Battaglia dei Cinque Eserciti, sono costantemente di fronte a un nuovo pericolo. Non appena i nani sono riusciti a fuggire  dai ragni, vengono presi in trappola e catturati dagli Elfi Silvani. Fuggono dagli Elfi Silvani (nientemeno che in delle botti) per arrivare a Esgaroth.

E anche se ci viene offerta una massiccia dose di azione, non c’è solo l’azione. Il viaggio esterno rispecchia il viaggio interiore di Bilbo, laddove egli comincia a capire meglio se stesso, a prendere coscienza di ciò di cui è capace. Bilbo inizia come colui che si adegua alle circostanze, per poi diventare colui che cambia la situazione compiendo delle scelte.

 

Lo Hobbit ha un drago
Giusto per dire. I draghi sono fichi.

E in tutta serietà, una delle cose che apprezzo Smaug è che possiede una personalità precisa. Ha un punto di vista. La sua motivazione potrebbe essere semplicemente il desiderio dell’oro dei nani e della loro montagna come sua tana, ma egli è tracotante. Minaccia Bilbo. Parlano. Ne Il Signore degli Anelli, Sauron è in gran parte senza volto e senza voce (malgrado la presenza di quel tipo che ricopre il ruolo di Bocca di Sauron). La maggior parte dei suoi seguaci eseguono i suoi ordini e sono poco più che schiavi. Smaug sembra più un individuo a sé, piuttosto che una parte dell’esercito del Male.

Bilbo è meno tormentato di Frodo
bilbo posterLa storia di Bilbo è una storia di scoperta, sia esteriore che interiore. Mentre deve fronteggiare un grave pericolo, egli prende consapevolezza del proprio coraggio, e cresce come risultato delle proprie esperienze. Le sollecitazioni dell’avventura di Bilbo fanno emergere le sue capacità e, alla fine del libro, egli è una persona molto più forte e sicura di quanto non fosse all’inizio.

Al contrario, il viaggio di Frodo è tutto basato sulla sopravvivenza. Lo stress del viaggio di Frodo lo logora e gran parte della sua missione consiste unicamente nel tirare avanti. Certo, egli ha a che fare con il peso dell’anello, con il insidioso, invasivo potere. Ma trovo il viaggio di Bilbo più interessante e credo sia il più avvincente tra i viaggi interiori.

Bilbo sembra anche più saggio e più maturo, nonostante Lo Hobbit si rivolga ad un pubblico molto più giovane. Ed è sempre così maledettamente entusiasta sulle cose che lo circondano, che si tratti di mappe, di incontrare nuovi amici o di aiutare i suoi compagni.

Frodo fa una scelta eroica nel decidere di portare l’anello a Mordor, ma da quel momento in poi, la maggior parte di quello che fa è legato alla sua resistenza, e benché sia evidentemente una lotta molto ardua, trovo Bilbo assai più affascinante.

E Bilbo fa la sua scelta eroica, scegliendo di schierarsi contro i suoi amici, di tradire i nani, in modo da cercare di creare la pace. Bilbo prende la decisione più difficile in nome di ciò che sa essere giusto.

 

Lo Hobbit ha un messaggio migliore
Le mie precedenti argomentazioni possono anche essere prese poco sul serio, ma questo è il punto in cui si demarca la linea di confine. Per me, il tema fondamentale alla base de Lo Hobbit è molto migliore di quello de Il Signore degli Anelli.

Una delle cose che mi ha sempre preoccupato, riguardo il punto di vista di Tolkien nella trilogia, è che l’autore sembra nostalgico e malinconico, rimpiange un’Inghilterra rurale ormai sulla via del tramonto. Tolkien appare risentito nei confronti dell’industrializzazione, addolorato per la perdita di qualcosa che ama. Frodo non vuole lasciare la Contea, in primo luogo, e si ritrova a bramare un ritorno, che però gli è precluso. Gli Elfi si rendono conto che il loro tempo sta scorrendo, che il loro mondo va scomparendo. C’è un profondo senso di tristezza in tutto questo. Un senso di perdita. Il messaggio di fondo sembra essere legato all’importanza della casa e alla minaccia, alla tragedia del cambiamento che grava su di essa.

Lo Hobbit, invece, gode del cambiamento. Si prova piacere durante l’avventura. Bilbo può essere riluttante a lasciare Casa Baggins, all’inizio della storia, ma è chiaro che c’è qualcosa in lui, che giace in attesa di essere rivelato, qualcosa di grande. Qualcosa che non sarebbe venuto a galla, se egli fosse rimasto ad Hobbiton. Gandalf lo intuisce, laddove neanche Bilbo lo fa. Quando i nani iniziano a cantare in casa sua, una parte di lui si smuove di fronte al richiamo dell’avventura, e anche se passa buona parte dell’inizio della storia a ripensare ai comfort domestici, egli si distacca ben presto da tutto questo e diventa intrepido come il resto dei suoi compagni. Anzi, li supera per coraggio personale.

Alla fine, veniamo a sapere che anche se Bilbo è tornato a casa, non smette mai di viaggiare e di andare alla ricerca di avventure finché, nell’apertura de Il Signore degli Anelli, lascia Hobbiton per sempre, facendo infine il suo ambito ritorno a Gran Burrone. Alla fine de Il Signore degli Anelli, Frodo è stato cambiato dal suo viaggio e non può tornare a casa. C’è la sensazione che qualcosa sia andato perduto. Ha sacrificato una parte di sé per fare la cosa giusta, ma possiamo dire che c’è una parte di Frodo che vorrebbe tornare indietro.

In parole più semplici, gran parte de Il Signore degli Anelli sembra essere rivolto al passato, non solo alla storia che ha portato alla Guerra dell’Anello, ma a tutto ciò che è andato perduto. I superstiti, alla fine della storia, vivranno in un mondo che ha perso un po’ della sua magia.

Lo Hobbit invece sembra guardare avanti. Bilbo vive una storia che lo porta a cambiare, in un posto di gran lunga migliore rispetto a quello da cui è partito, con il mondo intero che si schiude davanti a lui. Ritorna nella Contea da uomo ricco, con una spada magica e un anello potentissimo. Il mondo è ora un più vasto meraviglioso luogo ed egli ha appena mosso i primi passi attraverso di esso. Trovo che questo sia maggiormente in armonia con il mio gusto, è questo il tipo di fantasy che amo di più.

Ovviamente sono tutte opinioni personali di Rajan Khanna, e alcune possono sembrare vere e proprie provocazioni. Voi cosa ne pensate? Preferite – sempre che sia possibile dirlo! – Lo Hobbit o Il Signore degli Anelli?

Articolo a cura di Alessia Pelonzi


23 pensieri riguardo “Lo Hobbit contro Il Signore degli Anelli, secondo Rajan Khanna”

  1. concordo su molte cose…sopratutto con l’ultima motivazione, cioè che il signore degli anelli in molte situazioni mette tristezza e angoscia, mentre lo Hobbit ha un atmosfera molto più allegra e avventurosa…

    mi ritrovo anche sui nemici, Azog e Bolg sono decisamente meglio di tutti gli Uruk-Hai e Lurtz messi insieme a parer mio. Beorn è una grandissima invenzione del maestro Tolkien e rende il “bestiario” dell’opera ancora più particolare. I Goblin sono migliori nello Hobbit, ma non cosi’ tanto, anche se è vero che hanno un territorio e un regno tutto loro. I Giganti di Pietra , i 3 Troll e tutto il resto…e poi c’è Smaug…devo anche commentarlo ?

    Lo Hobbit ha più ritmo , vero, li ho letti entrambi e nel primo c’è un ritmo molto più elevato, ma è anche vero che è molto più corto del secondo.

    e poi tra Bilbo e Frodo preferisco di gran lunga Bilbo. Avventuroso, Scaltro, Coraggioso e Intraprendente…Frodo è in gamba, un ragazzo serio e puro, con delle grandi doti, ma è troppo deprimente e “grigio” come personaggio, lo zio è tutt’altra cosa

    mia modestissima opinione personale

  2. speravo in un confronto tra i film e non i libri…questo sito è un sito sul film de “Lo Hobbit” non del libro :D

  3. Se il confronto è tra i due libri ok, forse ha ragione, se pur più complesso e ampio rispetto allo hobbit, il signore degli anelli molto spesso diventa qualcosa di pesante e noioso da leggere, mentre la storia di bilbo è raccontata con un certo entusiasmo e sarcasmo, MA E’ GIUSTO COSì! sono l’inizio e la fine di una storia lunga molti anni. Se invece si parla di film, io, per ora, tralasciando grafica e caratterizzazione dei personaggi ma parlando di emozioni, direi che il Signore degli anelli stravince il confronto. Non dimentichiamo che sono stati scritti in momenti diversi e lontani, le cose cambiano nella mente di uno scrittore e posso confermarvelo! Sono uno scrittore (che non s’incula nessuno) anch’io ;) Quindi concludo che è giusto così, lo hobbit deve contenere allegria, il signore degli anelli tristezza.

  4. fanno parte della stessa storia, inutili i confronti. Anche io amo Bilbo, ma Bilbo non è meglio di Frodo, è solo più FORTUNATO. E poi? Tutto questo messaggio di tristezza nel Signore degli Anelli non lo vedo.. ci dimentichiamo di Sam, di Gimli, di Merry e Poipino, di Faramir ed Eowyn.. e se si leggesse il vero finale del Signore degli Anelli, che è solo nella History of Midlle -Earth , si cambierebbe un pò idea anche sulla tristezza del destino degli Elfi. Questi paragaoni sono come quelli fra film e film. inutili e dannosi. E poi su, diciamocelo.. il libro di SDA è MEGLIO, indubitabilmente. Volete mettere Golfimpal con Shagrat e Gorbag?

  5. beh è chiaro che un paragone non si può fare dato che sono 2 opere completamente diverse, quindi come h detto giustamente Pier81 sono soltanto dannosi

  6. Concordo con Antonio quando dice che lo Hobbit è l’inizio e contiene allegria (senza dimenticarci che è nato per un pubblico di giovani), mentre Il Signore degli Anelli contiene tristezza dato che è la storia finale della Terra di mezzo! Ma come giustamente dice pier81…non dimentichiamoci di Sam e Gimli e delle scene di quest’ultimo con Legolas…assolutamente fantastiche! Sam a parer mio è il vero protagonista e se lo mettiamo a confronto con Bilbo, non sono sicuro che il nostro caro zio Hobbit possa vincere o perlomeno senza sudarsela la vittoria.
    Sono d’accordo anche sull’autore dell’articolo quando parla del bestiario dei due libri, e sicuramente Beorn è Smaug la fanno da padroni!

    In conclusione credo che possiamo definirlo un libro unico. Leggere di seguito Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli forse darebbe un’idea del tutto diversa, come anche una sensazione di continuità dove il passaggio dalla spensieratezza, avventura e allegria del primo, si trasforma gradualmente in sofferenze e angoscie nella trilogia dell’Anello. Ma come anche in avventura intrisa di terrore e paura costante a causa di un nemico che non si fa vedere, e comanda le sue truppe nell’ombra. E su questo Tolkien a mio avviso ha giocato davvero d’astuzia! Da bambini si ha paura del buio perché non riusciamo a vedere e quindi non sappiamo e non conosciamo c’è che in quel momento abbiamo intorno.

  7. Secondo me è un abominio ed un insulto definire le parti descrittivo-narrative ma soprattutto gli excursus geo-etnografici del Signore degli Anelli ‘noiosi’. Un vero amante della letteratura apprezza proprio queste parti, in cui lo scrittore dimostra tutta al sua abilità, e gioisce e si compiace di ogni metafora o figura retorica e della profonda elaborazione sintattica operata dallo scrittore; personalmente io preferisco queste parti a molte altre, e mi rammarico che ne Lo Hobbit non siano presenti.
    Definire inoltre la Trilogia un racconto dove vigono solo tristezza e malinconia è estremamente superficiale, poiché è il trionfo dell’ amore, dell’ amicizia, della felicità e del Bene. Dall’ angoscia, paura e tristezza della guerra e dalle scarsissime probabilità di vittoria e di sopravvivenza nascono come un fiore dalla polvere speranza, libertà, vita, gioia e spensieratezza. Il Signore degli Anelli non è assolutamente rivolto al passato, ma è un’ avventura per poter avere e garantirsi un futuro felice.
    Definire i cattivi de Lo Hobbit solo schiavi e metterli dietro a quelli de Lo Hobbit solo perché non hanno una caratterizzazione altrettanto vasta mi sembra ridicolo. I cattivi di ISdA sono sempre sfuggenti e inafferrabili, ma la loro presenza sovrasta ogni uomo, e il loro peso si fa sentire; come dice Riccardo è ciò che non si conosce o non si vede che fa più paura, solo i bambini tremano più davanti alla descrizione della bruttezza o deformità di un personaggio piuttosto che davanti ad un personaggio terribile e sfuggente, la cui cattiveria è incombente ed onnipresente e che possiede un potere di cui non i conoscono i confini. Per chi poi ha bisogno di conoscere un cattivo in ogni suo aspetto ci sono Gollum, o Shagrat e Gorbag.
    La mio opinione è quindi che Lo Hobbit sia un libro sicuramente fantastico, ma che Il Signore degli Anelli sia migliore, anche se più difficilmente apprezzabile, un libro più adulto e da adulti insomma :)

  8. E’ un paragone difficile e, certamente, insidioso. Laddove lo Hobbit è un romanzo di avventura fantasy condito da un’atmosfera piacevolmente fiabesca, con la caratteristica crescita emotiva e spirituale del protagonista, un romanzo quasi piquaresco, di formazione e di mutamento, il tutto in una cornice splendida, il Signore degli Anelli è l’evoluzione necessaria, sotto varie cifre, da quella stilistica a quella estetica, di quella medesima splendida cornice, che diviene la vera protagonista della narrazione. Frodo, Gandalf, Merry, Boromi, e tutti gli altri indimenticabili personaggi non sono che un pretesto per una narrazione di respiro ampissimo, epico, che investe di sè tutto quanto un mondo. Sono due opere che, nella loro vicinanza, sono lontanissime: una, un romanzo “moderno” fantastico della miglior lega, l’altro un epos, un poema in prosa, un’opera più totale e totalizzante. Paragonarle è, secondo me, fuorviante e pericoloso. In fin dei conti, furono scritte in differenti condizioni ed in momenti nei quali l’evoluzione dell’autore era a maturità in misura, appunto, diversa. Ne Lo Hobbit, vediamo un autore ancora giovane, eccezionalmente talentuoso, ma che vuole costruire solo una bellissima storia; nel secondo, vediamo un autore ormai maturo che si cimenta con la costruzione di un intero universo, e lo fa con una coerenza da rispettare ed ammirare. Tolkien diviene, da ottimo, eccezionale cantastorie, aedo,.

  9. Io credo che una parte del discorso fatto da Rajan Khanna si possa fare se le due storie fossero scollegate fra loro. Invece il Signore degli Anelli eredita da Lo Hobbit una ben precisa situazione: il Signore Oscuro sta ritornando e cerca il suo Anello che ora è in mano ad un Hobbit e, per evitare che il Male prenda il sopravvento sulla Terra di Mezzo, lo si deve distruggere. E’ ovvio che la storia de Lo Hobbit sia più spensierata, più rapida, meno dolorosa, perché non incombe questa enorme “cappa di malvagità” su tutti i popoli liberi della Terra di Mezzo e la situazione non sembra così disperata. Il Signore degli Anelli invece parte con una certezza di base (il tempo è poco e il Male è molto avanti rispetto a Elfi, Uomini, Nani…): mi viene da dire che è ovvio che nella storia tiri un’aria completamente diversa. Che poi questo fatto sia figlio della scelta di Tolkien di fare un libro per bambini (Lo Hobbit) e un libro più serio (Il Signore degli Anelli), non toglie che, nella sua maestria, abbia intessuto una trama che richieda, io credo necessariamente, questo tipo di differenza sottolineata da Rajan Khanna. Se poi devo essere sincero il Signore degli Anelli mi piace molto di più per tanti altri motivi (analogie con la dottrina cristiana e la Bibbia, intuizioni morali eccellenti, austerità conclamata…): d’accordo, sarà anche lento, ma questo credo derivi anche dal fatto che la lotta al Male (in analogia col peccato) è faticosa, snervante, complicata, sfibrante…e l’allungare la storia in questa maniera rende la conquista della meta prefissata bellissima, pienamente soddisfacente e te la fa vivere come qualcosa che ti rende migliore. Io credo che Il Signore degli Anelli sia un capolavoro più de Lo Hobbit per questi motivi.

  10. Il Signore degli Anelli è semplicemente uno dei più grandi capolavori letterari del ‘900 ed un romanzo totale, epico, mentre Lo Hobbit, pur essendo bellissimo a mio parere, è più che altro una fiaba per bambini. Poi le descrizioni nel Signore degli Anelli sono tutt’altro che noiose ma veri e propri capolavori descrittivi di una terra completamente inventata e indimenticabile (descrizioni un po’ meno presenti nella storia di Bilbo). Infine i temi della Trilogia sono universali mentre quelli de ‘Lo Hobbit’ ,seppur grandiosi nel loro piccolo, sono più singolari. Quindi secondo me il paragone non regge sopratutto perchè sono due opere completamente diverse ed entrambe bellissime. (E’ ovvio però che messe a confronto ISDA stravince)

  11. Sono due storie diverse e bellissime Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli
    La caratteristica specifica di quest’ultimo pero’, e’ bene ricordarlo e’ quella della Cerca (Quest) al contrario rispetto ai canoni tradizionali
    Rispetto a Bilbo quindi Frodo parte e va consapevolmente (almeno da Gran Burrone in poi) alla perdita e alla rinuncia di un tesoro per il bene di tutta la Terra di Mezzo.
    Naturalmente questo implica un diverso spirito di approccio al viaggio rispetto a Lo Hobbit:
    Frodo e’ costantemente e quotidianamente sottoposto all’azione dell’anello, alla sua continua tentazione che gli logora l’anima, al desiderio di mollare tutto e tornare alla propria calda casa accogliente; la battaglia di Frodo consiste pertanto nel rinnovare quotidianamente il suo “si” alla missione di cui si e’ fatto responsabilmente carico.
    Somiglia molto di piu’ al quotidiano “grigiore” di milioni di persone che la mattina si alzano, si caricano sulle spalle la propria croce e con coraggio, devozione e tenacia percorrono la loro via verso Monte Fato

  12. Lo Hobbit è un libro molto più gioviale del Signore degli Anelli, ma non bisogna dimenticare che Tolkien scrisse Lo Hobbit per un pubblico di bambini, mentre Il Signore degli Anelli è stato scritto per un pubblico adulto.
    Quindi è ovvio che è più serio e profondo del libro Lo Hobbit.

  13. Secondo me Rajan Khanna l’hanno pagato abbondantemente, oppure non ha mai letto completamente i due libri. Penso che chiunque abbia svolto dopo la lettura una critica sui due tomi possa facilmente capire che sono inanzitutto due storie molto diverse, scritti in modo diverso, con personaggi che assumono un ruolo molto diverso. Non si può dire che Alice nel Paese delle Meraviglie sia un opera migliore della Divina Commedia. Certamente Alice è un libro più sottile che non si dilunga in descrizioni e contiene al suo interno una morale profonda e molte allusioni nasconte, ma la Divina Commedia rimane l’opera principale della letteratura italiana, come Il Signore degli Anelli è il maestro primordiale del genere fantasy. Nel SDA Tolkien inserisce uno schema molto più complesso, che non è apparso alla vista del nostro ardito blogger, che spazia da allusioni a Shakespeare, e scene che prendendo addirittura ispirazione da Beowulf. Lo Hobbit è una bellissima fiaba, il Signore degli Anelli invece è…….. non ci sono parole per descriverlo.

  14. Ho letto e riletto per giorni tutti i vostri commenti.. io dico solo questo: a distanza di 10 anni io continuo a guardare il signore degli anelli senza mai stancarmi e trovandolo sempre un capolavoro. con lo hobbit non sara’ cosi’…purtroppo

  15. Scusate, ma perché i film?
    Lo Hobbit e LOTR prima di essere film sono storie. Perciò è giusto analizzarle in tal modo.
    Generalmente concordo con quanto afferma Rajan Khanna.
    Io preferisco Il Signore degli Anelli, ma è vero che ci sono momenti (troppo) lenti che ti fanno scorrere velocemente ciò che vi è scritto per tornare al nucleo della storia (non che sia una tragedia… anche Victor Hugo a volte era troppo prolisso nelle descrizioni, basta leggere veloci) e, soprattutto, è vero che c’è questa tristezza di fondo e che essa è data principalmente dal punto di vista (negativo) di Tolkien sulla modernizzazione.
    In parte è condivisibile, in parte no.
    Non condivido certe scelte finali alla storia di LOTR (alcune nelle appendici).
    E’ ovvio che un viaggio come quello che compiono la Compagnia (e gli amici che incontrano lungo il cammino) ti cambia e lascia delle ferite. Ma certe scelte, la quasi incapacità di Frodo di farsene una ragione… non so, mi lasciano perplessa.
    Così come la storia di Aragorn e Arwen: se si dà l’opportunità a Frodo, Bilbo, Sam (per i quali la cosa ha senso, per carità) e, soprattutto, GIMLI, di andare a Valinor, perché non ad Aragorn, come riconoscimento della sua tenacia, del suo coraggio, dei suoi sacrifici, della sua totale abnegazione al bene di tutti?
    Una volta ri-fondata la stirpe, divenuto adulto il maggiore dei figli, pronto a prendere il posto del padre come Re, ad Aragorn si sarebbe potuto concedere di lasciare la Terra di Mezzo per sempre, con Arwen, per Valinor.
    Sarebbe stato comunque “tragico”, perché la coppia avrebbe dovuto lasciare i propri figli… ma in fondo il loro destino era quello di ridare alla Terra di Mezzo un (discendente) Re di Numenor, innalzare nuovamente il Regno che da Numenor derivava. Ed è ciò che hanno fatto.
    Insomma, Gimli sì ed Aragorn no, con ciò che poi comporta, per Arwen? o.O
    Questa è una delle parti che non mi piacciono.
    Comunque.
    Per fortuna Tolkien li ha scritti. :o)

    Se poi PJ adattasse Il Silmarillion… felicità TOTALE.
    Anche se per questo non credo sarebbe possibile fare dei film. Troppo complesso, troppi personaggi, nomi… meglio uno show tv.
    Il che è pura utopia perché sarebbe troppo costoso e complicato, da fare. Tristess. :o(

  16. Qualcuno mi potrebbe spiegare la necessità di inserire Radagast nel film? Non riesco a coglierla, dato che non è nemmeno presente nel libro.

  17. Io direi dare un po’ di spazio al personaggio, più volte nominato e mai incontrato (sullo schermo) e fargli fare da collegamento per la verità sulla parte meridionale di BoscoVerde e Dol Guldur.

  18. @Giulia la scelta di presentare Radagast nel film mi ha esaltato…ci voleva, e onestamente mi è piaciuta molto.

  19. Penso che questa recensione sia stata fatta un po’ alla cavolo ovvero che Khanna non ha capito molto bene la storia del signore degli anelli ci sono molte scene eccitanti effetti speciali grandiosi(pelennor o il fosso di helm) ma soprattutto ci sono scene romantiche e non è quindi pallido. Lo hobbit per quanto il film possa risultare bello ha comunque effetti speciali meno realistici e per carità non vuole dire che sia brutto ma è un meno avvincente del signore degli anelli e sopratutto la storia è molto diversa da quella del libro. E lo dicono anche i maggiori incassi che il signore degli anelli ha fatto con i 14 premi oscar rispetto a Lo hobbit.

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