Ian McKellen parla dello Hobbit: l’intervista di Collider

Il nostro Michele D’Amico ha tradotto la lunga e interessante intervista a Ian McKellen realizzata da Collider.com in occasione della visita al set dello Hobbit – un Viaggio Inaspettato.

La riportiamo dopo il salto!

Intervista a Ian McKellen
da Steve ‘Frosty’ Weintraub
Vorrei iniziare dicendo che Il Signore degli Anelli è tra i miei film preferiti di tutti i tempi. Penso che le versioni estese siano incredibili a tutti i livelli e ciò che Peter Jackson ha realizzato è veramente stupefacente. Nel corso degli ultimi sette anni, ho fatto centinaia di interviste sul set e sono sempre stato in grado di affrontarle. Ma all’inizio di quest’anno in Nuova Zelanda quando ero sul set di The Hobbit e Ian McKellen è venuto a rilasciare un’intervista, ho quasi ceduto. Non solo ero sul set di un film sul mondo del Signore degli Anelli ma stavo per intervistare Gandalf! 

Per fortuna, Ian McKellen non avrebbe potuto essere più gentile e amichevole. Mentre alcune interviste sul set sono durate dieci-quindici minuti, McKellen è rimasto con noi per 35 minuti ed era disposto a parlare di tutto.

D: Quindi parliamo un po’ del tuo personaggio in questo film. Nel libro, non è mai veramente chiaro perché Gandalf sta aiutando i nani ad ottenere l’oro. Inoltre, non è mai chiaro perché lui sceglie Bilbo come scassinatore. Sono curioso di sapere se queste sono domande a cui, come attore, hai risposto per te, anche se esse non saranno esplicitamente chiarite.


McKellen: No, penso che sia un ottimo punto. Una volta che è stata presa la decisione di fare diversi film, e non so come sia nata, per rispondere a questa domanda c’era spazio entro i confini di un libro così sottile, rispetto ai tre libri del Signore degli Anelli, sicuramente se stai recitando una parte o scrivendo la sceneggiatura. E così, quando Gandalf lascia i nani andare avanti con il loro lavoro, si arriva a scoprire il motivo per cui li sostiene. E questo comporta una visione più ampia della Terra di Mezzo, coinvolgendo gli Stregoni e gli alti-Elfi. Penso che ciò riuscirà molto bene, oltre la storia del Signore degli Anelli, perché sarà abbastanza chiaro che la Terra di Mezzo è in gioco-. Lo Hobbit è una avventura per bambini, raccontata in prima persona da qualcuno che potrebbe leggerla  prima di andare a letto. (…) Quindi il tono è chiaramente molto diverso, e sarà riflesso nello script, nel casting, e presumibilmente nel montaggio del film. Ma accanto a questo, c’è quella sensazione di leggerezza e di avventura. Da supporto sullo sfondo ci sarà la politica della Terra di Mezzo in evoluzione.

D: Ne Lo Hobbit Gandalf emerge molto di più come un personaggio imbroglione e malizioso. Nello Hobbit ti senti come se stessi impersonandolo Gandalf in maniera più leggera, o poiché egli è a conoscenza di grandi cose che accadono nella Terra di Mezzo, sei ancora …



McKellen: Beh, questo è un piccolo dilemma. Un po’ di entrambi a seconda della situazione. La visione d’insieme è, “E’ meglio tenere d’occhio questi nani.” In particolare Thorin, che è un po’ fuori controllo, e non facile da gestire. E questo sarà chiaramente un rapporto in evoluzione. Sarà Thorin a seguire Gandalf, o viceversa? Gandalf perde le staffe con lui a un certo punto. E poi altre volte è leggero, sì.

D: Andremo a vedere di più di un legame tra Gandalf e Thorin nel film rispetto al libro?



McKellen: (…) è certamente una costante della storia, e ogni volta che Thorin e Gandalf parlano, è uno sviluppo di quella relazione. Ma Gandalf ne ha già una in corso con Bilbo, ovviamente, con i suoi alti e bassi. Ma forse questa relazione è un po’ più leggera, si’. Beh, Gandalf ama gli Hobbit. Peter me lo ha detto molto presto, c’era una turbolenta scena a casa Baggins, con tutti i nani che stavano mangiando e bevendo troppo. Ha pensato che sarebbe stato divertente se Gandalf fosse un po’ alticcio. E io fui sgomento alla cosa e dissi: “No, Gandalf non si ubriacherà.” Ma ora, dopo un anno, vedo ciò che Peter aveva in mente. Credo che voglia leggerezza, e ha lanciato alcuni comici davvero esperti i cui occhi cercheranno ciò che è divertente. E penso che Gandalf sia po’ parte di ciò, ma con meno pressione addosso una volta che hai Billy Connolly, Barry Humphries e Stephen Fry, e in effetti anche Martin Freeman, che è un esperto attore comico. (…)

D: Ci sono delle scene di Gandalf nel libro che non sono nel film?

McKellen: Sì, ci sono scene che non sono nel libro, ma questo non vuol dire che non siano da qualche parte negli scritti di Tolkien, o nella parte posteriore della mente di Tolkien. E Philippa, con la quale ho parlato molto dello script, si riferisce spesso a dettagli del libro che avevo sorvolato, o le implicazioni che lei ha sviluppato. Ma tu hai solo avuto modo di guardare la larghezza de Il Signore degli Anelli. Le cose dovevano essere tagliate per farle entrare in tre film. Per Lo Hobbit le cose si sono dovute ampliare. Non è successo, ma poteva accadere, immagino, di fare un solo film della storia de Lo Hobbit. Tempo fa ebbi un’idea, che continuo a pensare che sarebbe stata una buona idea, di non fare un film de Lo Hobbit, ma di fare una serie TV, e girare ogni episodio. Rappresentare in modo dettagliato tutto ciò che è nel libro, e semplicemente raccontare la storia. Avrebbe potuto richiedere tredici episodi di un’ora, non so. Ho pensato che sarebbe stato un altro modo di farlo. Ma io non sono un produttore e non sono uno sceneggiatore.

D: Una delle grandi cose del carattere di Gandalf è che ci sono momenti in cui lui è quasi ammiccante e molto cordiale, ma poi tutto può cambiare molto rapidamente. E ovviamente, ci sono punti della trama in cui devi seguire questi battiti. (…) E’ qualcosa che ti viene naturale, o che costruisci nella tua performance?


McKellen: Non lo so veramente, ma sospetto che la base su cui sto lavorando non è dovuta ad una particolare indagine, ma alla memoria di ciò che ho fatto l’ultima volta. È lo stesso Gandalf. Comunque, ci sono stati tre film, e in due di loro, ero Gandalf il Bianco. Non faccio molte connessioni tra il Bianco e il Grigio, e non ho mai davvero apprezzato il Bianco. Non ho mai detto che non mi piaceva interpretarlo, ma non mi accaloravo per lui. E’ un uomo con una missione, ed è un comandante, è un uomo che lavora fino alla fine della sua forze. Gandalf il Grigio, credo che Peter sia d’accordo, è una persona molto più congeniale, umana, e piena di vita. In particolare quando è con gli hobbit. Non ci sono un sacco di hobbit in questa storia, ce n’è uno in realtà. Così ogni volta che sono con lui, penso di evidenziare il lato di Gandalf di cui parli. Non credo che si accalori per i nani allo stesso modo.

D: Sono curioso di sapere se sei stato in grado di lavorare con Christopher Lee a Londra?


McKellen: No, non lo sono stato. Perché nel momento in cui stavano girando a Londra, io stavo recitando al di fuori di Londra. Nei giorni effettivi in cui stavano girando non potevo. Allo stesso tempo mi sarebbe piaciuto essere andato per vedere Ian Holm. Comunque, ho visto la scena in cui Gandalf e Saruman appaiono insieme. Sono nella stessa stanza ed è strano. Ho visto buona parte del Film, un sacco della prima parte, e appare magnifico. Ma ancora una volta, io non l’ho visto a 48 fps, e non vedo l’ora.

Commenti finali

McKellen: Beh, ti auguro una piacevole permanenza, stai andando a vedere i nani? Saranno tutti entusiasti per ciò che hanno fatto, ma caspita, ciò che hanno dovuto sopportare. Billy Connolly è stato qui per settimane. Non so se ha già incontrato le telecamere, ma sembra andare in giro felicemente (…). Mi ha detto: “Sto imparando a camminare come un nano.” Ha seguito delle lezioni su come camminare come un nano. Quando diventa un nano sta scoprendo cosa indossa, probabilmente non una muta, ma imbottiture e protesi, e grandi mani e piedi, e una testa grande e una parrucca, e lui ha i baffi. Non c’è quindi bisogno di imparare a camminare come un nano, devi solo camminare e sembri un nano. E questi ragazzi lo hanno fatto per ben quindici mesi. Io li chiamo i nani brontoloni, ma non sono affatto scontrosi. Sono così dentro al film, allegri e divertiti. Immagina di creare uno script, e chiederti chi sono i personaggi principali: “Beh, ci sono loro tredici. No, no, non tredici. C’è Bilbo, il quattordicesimo, c’è Gandalf, quindi 15, 16, 17 … Ci sono venti personaggi principali. Beh, riscrivi lo script… Non possiamo riscrivere Tolkien.”

Così si ha bisogno di tutta l’esperienza di Peter come narratore per separare i personaggi in come appaiono, come parlano e come si comportano. E se si considera solo questo sarà già davvero notevole. Già dal punto di vista tecnico: come fai a dare tecnicamente a quelle persone abbastanza tempo sullo schermo per raccontare la loro storia? E’ molto difficile. Ma sembra che sia stato fatto, e davvero bene.


13 pensieri riguardo “Ian McKellen parla dello Hobbit: l’intervista di Collider”

  1. Grandissimo Sir Ian McKellen!!!
    Comunque alla domanda: “Ci sono delle scene di Gandalf nel libro che non sono nel film?” non ha risposto, anzi; sembra aver risposto alla domanda inversa.

  2. e la politica della Terra di Mezzo in evoluzione – si sà – è la Guerra dell’Anello :)
    Non vedo l’ora di vedere anche Dain, Thror e Thrain nelle loro corrispettive storie, come il salvataggio di Gandalf x Thrain a DG già da subito e Thror x quanto riguarda Azanulbizar (forse come ponte temporale a Gran Burrone ma si vedrà)
    Certo se, a parte Thorin, anche ognuno dei nani deve raccontare la propria storia, 3 film sono ancor meglio giustificati :)

  3. Speriamo non venga un orrendo calderone narrativo stile The expendables 2.

  4. @ ???
    Ma va….cosa c’entra expendables???
    Vai Peter stupiscici ancora…
    Unica cosa…spero non sia troppo fiabesco ed infantile! Allegro si ma un pò di pathos e temsione ci vogliono…

  5. Io ho sempre avuto gli stessi timori che ha menzionato Tom_Bombadil: a me piacerebbe vedere un film più in stile ISdA, non troppo comico e scherzoso. Secondo me è stata una scelta giusta non fare la serie TV, ma è una considerazione soggettiva: io non le sopporto :)

  6. Concordo … purchè sia di ottima qualità tipo “il trono di spade” o “la spada della verità” … direi almeno 2 o 3 stagioni :)
    X lo Hobbit un pò di leggerezza Sì, ma soprattutto che sia epico, serio, emozionante e un pò sofferto ovviamente come IsdA

  7. L’eccessiva quantità di personaggi in primo piano. Questo intendo. Ma sono sicuro sarà un ottimo lavoro, come nel SdA. Dove alla fine i personaggi non erano molti di meno.

  8. Lo Hobbit (il libro) però di epico non ha tanto…è una fiaba per bambini o ragazzini…se non ricordo male il primo a leggerlo fu proprio il figlio Christopher che allora aveva all’incirca una decina di anni o giù di lì…e Tolkien gli aveva chiesto di leggerlo e di dargli il suo giudizio in cambio di uno spicciolo. Poi fu l’ editore di Tolkien che visto il successo del libro gli chiese di farne un seguito che è ISDA. Chiaro però che anche io mi aspetto qualcosa di più di una storia per bambini…e credo che sarà così!PJ sa fare il suo lavoro.

  9. Wow!! Quanto amo Sir Ian McKellen!! :o

    Anch’io la penso come lui!! La cosa migliore, per rendere una scrittura ricca di particolari, di atmosfere, di dialoghi, di dettagli… di… di… di MAGIA come “The Hobbit” o “The Lord of the Rings” sarebbe girare o

    1) Una serie di film, ben più di 3

    oppure (più fattibile)

    2) Una serie tv… una serie di episodi di almeno 1 h l’uno…

    La serie tv sarebbe una cosa bellissima, ma costerebbe così tanto, sia in termini di tempo, che di soldi, tecnologie ecc. ecc. che, purtroppo, probabilmente è un’idea irrelizzabile!!

    Voglio dire, se per girare 3 film di hanno messo quasi 2 anni, per girare 13 ep. di un’ora, come dice Sir Ian, quanto tempo ci vorrebbe?? 5 anni?

    Nessuna casa di produzione ha tanti soldi per imbarcarsi in un simile progetto!!

    E poi, dove trovi degli attori che decidano di dedicarsi ESCLUSIVAMENTE al progetto per tanto tempo, precludendosi altri possibili ruoli e parti?

    Senza contare quanto costerebbe una CG per una tredicina di ore di spettacolo…

    Se non capite qualcosa dell’intervista: è stata tradotta con google translator, si capisce benissimo leggendola!! Per questo non si capisce nulla, è normale! Vi conviene cercarla in verisone originale… magari non capirete tutto, ma “Non so se ha già incontrato le telecamere, ma sembra andare in giro felicemente (…). Mi ha detto: “Sto imparando a camminare come un nano.” COSA DIAVOLO dovrebbe voler dire??

  10. Per Saruman: l’intervista è solo riportata in italiano con Google traduttore, poi ti assicuro che ho perso diverse ore per renderla leggibile. Il traduttore mi serve per risparmiare tempo nel riscriverla tutta. Non credo che il risultato sia come dici tu, illeggibile. Non sono un traduttore esperto ma credo di aver fatto un lavoro decente. Se la leggi anche in inglese ti accorgi che le cose non sono sempre chiare, in quanto sono semplicemente riportate da una registrazione, probabilmente. Spesso le frasi sono troncate a metà e gli intervistati cambiano discorso. Se pensi di poter fare di meglio ti invito a contribuire e non criticare ingiustamente (a mio modo di vedere).
    Ciao.

  11. Perdonami ho detto che hai scritto “illeggibile” ma non è vero….hai scritto che “non si capisce nulla”…

  12. amo Ian McKellen!!
    @michele va benissimo, anzi, grazie ancora per il tempo che ci hai perso!

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