Billy Connolly tornerà in Nuova Zelanda per girare Lo Hobbit

billy connolly

billy connollyIn una nuova intervista su vulture.com, Billy Connolly parla dello Hobbit – un Viaggio Inaspettato, e conferma che il suo lavoro nei panni di Dain Piediferro non è terminato.

Oh sì! Devo tornare in Nuova Zelanda per girare il film. Non ho ancora girato le scene di battaglia. Devo prepararmi per la battaglia! Corro in battaglia cavalcando un cinghiale!

A quanto pare, quindi, almeno una grossa porzione della Battaglia dei Cinque Eserciti deve essere ancora girata.

Una notizia che invece farà poco piacere ai fan dello Hobbit: Connolly non ha mai letto il libro, né altri testi di Tolkien. Non che questo debba per forza compromettere la sua interpretazione:

Mai letto Lo Hobbit. Mai. Mai letto Il Signore degli Anelli. Non sono mai riuscito a leggere Tolkien, l’ho sempre trovato illeggibile. Non ho letto i libri e solitamente non mi piace chi li ha letti! Sono personaggi inquietanti. Parlano una strana lingua e pensano che sia il Santo graal.

Ovviamente questa dichiarazione celava una certa ironia, ma l’attore non nasconde di aver molto apprezzato le sceneggiature dei film:

Gli script sono fantastici, davvero ottimi. Ma non sono d’accordo con chi pensa che i film dovrebbero essere come i libri. Un film è un film, un libro è un libro. Martin Freeman è fantastico, è stato il primo che ho visto sul set. Stiamo girando il film a 48 fotogrammi al secondo, con attrezzature speciali e in 3D. Il nostro 3D lo rende davvero fantastico, sembra una specie di cartoon ma con personaggi reali. E’ luminoso e brillante, ed è reale.

L’attore ha chiesto a Vulture di specificare che è stato costretto a parlare!

93 pensieri riguardo “Billy Connolly tornerà in Nuova Zelanda per girare Lo Hobbit”

  1. Io credo di non avere mai letto cavolate più colossali e con pretese d’erudizione di quelle scritte da Zerph in merito alla “materia di Tolkien”. Almeno da quando gli negarono il Nobel per gli stessi motivi da lui citati: ora quello che è stato scritto da Zerph non solo è falso in tutto e per tutto (dal principio alla fine), ma questa menzogna che ci si trascina dietro da oltre 60 anni è stata perfettamente orchestrata dalla cosiddetta “Letteratura Dominante” che relegò gli Inklings in un anfratto.

    Si vuole cioè spiegare (e si è diffuso troppo questo schema) che la letteratura Inglese della prima parte del ‘900 deve i propri meriti a James Joyce, Virginia Wulf e pochi altri maestri dell’intreccio e delle forme; che una certa poesia schierata ha dell’attrattiva in Eliot ; che una presa di posizione anti-ideologica nuova è introdotta con Orwell. Che tutto sia qui. I programmi d’Inglese della Letteratura del ‘900 italiani non prevedono quasi nient’altro. Tutto a posto secondo questa visione della storia della letteratura, non fosse che Joyce e Wulf sono esperienze uniche, irripetibili e sterili, che non hanno portato a nulla se non ad un elogio degli stessi o ad una concezione psicologistica (guarda caso, mentre la Fenomenologia di Husserl ed Heiddeger la ridicolizzava in Filosofia) dell’uomo. Lungi da me esclamare che Joyce non ha meriti propri : dico che di lui tutto si dice, tranne perché abbia realmente merito.

    Dall’altra parte della barricata, che questi critici, ideologi e consimili battezzerebbero volentieri “Parte degli sfigati” ci sono Tolkien e gli Inklings, G.K. Chesterton e lo stesso Eliot che, se non avesse avuto il merito di riconsegnare le forme simboliche di Dante al ‘900, non avrebbe avuto miglior sorte. Perché? Il motivo è tanto semplice quanto evidente. Il loro palese Cristianesimo : in un mondo in cui i colti si gratificavano l’uno l’altro per aver estirpato il cristianesimo dagli ambienti letterari chi con più esplicita dichiarazione (Lewis), chi con la sua sola impronta (Tolkien), provava a scrivere a cuore aperto di ciò che stava a lui più a cuore. Guarda caso : non la società, non le malattie del pensiero e le vicende dei paradossi, ma gli stessi cuori degli uomini che cercano la propria felicità. Né più, né meno di quello che la Letteratura aveva fatto per secoli. Tutt’altro che evasione! Tolkien va al nucleo della questione umana usando un’epica nuova come metodo.
    Costoro erano un problema. Fu fatto il possibile per screditare se non le loro doti, che erano evidenti, quantomeno la significatività dei loro studi e dei loro scritti. Per Tolkien fu l’epica nordica, tanto più apprezzata della letteratura francocentrica cortese del Medioevo (i cicli di Bretagna e dei Franchi) e le lingue ad essa sottese.

    P.S:: Chi mi dice che Tolkien ha avuto il merito di “inventare un genere”, be’ costoro meriterebbero biasimi tanto quanto i suoi oppositori. Rispondere ad una logica di relega con una logica di nicchia è tanto sciocco quanto poco utile e, alla lunga, produce il mostro del fanatismo. Tutto ciò che l’ha seguito con la pretesa di essere un suo erede ha solo fatto comodo all’industria editoriale per gli effetti scenici di superficie. Veramente poco roba, che solo la stupidità del nostro tempo ha potuto accogliere.

  2. Sapevo già della possibilità che i Nani cavalcassero cinghiali in battaglia nel film per vie secondarie e molto indirette, ma avevo sperato con tutto il cuore che invece nel film non comparissero, ora che un attore lo conferma posso quasi ufficializzare la delusione profonda che provo nei confronti del regista. Si astenga dallo sgridarmi chi sostiene che un film è un film, e i cambiamenti ci sono sempre, perché io volevo andare a vedere “Lo Hobbit”, non “Il Warhammer degli Anelli” ( chi sa di che parlo capisce).

  3. In ogni caso sottoscrivo in tutto e per tutto il commento sopra il mio, scusandomi nel contempo per il doppio post!

  4. Per quanto riguarda la questione dei cinghiali, io sono decisamente controcorrente: di solito storco il naso per gli stravolgimenti più marcati (tipo il ventilato triangolo amoroso Tauriel-Legolas-Kili), ma stavolta l’idea del cinghialotto cavalcato da Dain mi intriga assai; anzi, spingendomi ben oltre il consenso espresso (se non sbaglio) da gollum, io non schiferei affatto nemmeno un intero reggimento di nani in groppa a tali bestioline…mah, vedremo.

    Per quanto riguarda le altre esternazioni di tal Billy Connelly, non mi preoccuperei troppo; è vero che non gli costerebbe nulla leggichiarsi il libro (pensato all’epoca per un pubblico pre-adolescenziale), ma (rispondo a Il Grigio Pellegrino) non penso comunque che sia indispensabile ai fini della migliore recitazione: l’importante è che Pete gli spieghi BENE cosa vuole che lui faccia (e come vuole che lo faccia) e che lui si comporti di conseguenza (se è un Attore come si deve basta questo).

    Quanto invece al dibattito circa la natura letteraria/di evasione dei romanzi di Tolkien…beh, dal basso della mia ignoranza mi sento di aderire tiepidamente (non nei toni, ma nei contenuti) alla tesi di Orobriel (anche se devo ancora capirla bene), perchè l’altra tesi (per cui un romanzo d’evasione non farebbe parte del patrimonio letterario di un popolo), mi lascia TROPPO perplesso (diciamo pure in disaccordo), in parte per le ragioni indicate da gollum, in parte per quelle indicate da Orobriel.

  5. Orobrel, è sicuramente una roba interessante quella che hai scritto, ma voglio la parafrasi. Ce la devi. Detto questo vorrei sapere dov’è che avete sentito di un triangolo amoroso tra Legolas, Tauriel e Kili, perché ricordo di averlo inserito io in un commento qualche post fa, come una battuta, ma non presi in considerazione alcuna fonte! Non vorrei aver dato vita ad idee che non mi appartengono! Se poi c’è una notizia che lo sottoscrive, beh comincerò a tremare (a parte quella di Kili e Tauriel, che è vecchia quanto Bulbo xD).

  6. Chiedo scusa per Bulbo, ma si tratta dell’autocirrezione del cellulare. Ne approfitto per chiarire sul commento di Orobriel: riletto e compreso a pieno. Per nulla biasimabile…

  7. Orobel, tra i due quello che mi sembra voler sfoggiare erudizione sei proprio tu. La questione è molto semplice: tu hai il coraggio di equiparare L’Ulisse di Joyce a Lo Hobbit di Tolkien?

    Sintentizzando, secondo la tua teoria sarebbero sufficienti i meriti e l’originalità di uno scrittore per renderlo da romanziere, letterato.

    E per meriti intendo anche elementi filosofici, linguistici, letterari stessi inseriti con erudizione nella propria Opera: purtroppo ciò non è sufficiente. Dopo il lavoro, anche di massima ispirazione e valore, serve la risposta del pubblico e una modificazione della Società per mezzo di quell’Opera.
    Tolkien ha cambiato la società? Bhe, ha attirato una grandissima attenzione sul genere fantasy, che grazie a lui ha assunto una certa sembianza di para-letteratura. Ma è l’unico caso nel quale, in un romanzo fantasy (e dietro di esso) si nascondano così tanti riferimenti storici, linguistici, culturali, ecc.
    Per la maggior parte del pubblico rimangono romanzi fantasy.
    So che può sembrare strano, ma un autore incompreso rimane tale anche se geniale: un opera geniale non capita non produce comunque effetti sulla Società.

    Ripeto, il valore di un artista non basta, serve il processo storico: altrimenti Stephen King (primo nome a caso) dovrebbe avere pari meriti di Mattea Maria Boiardo.

    N.B: Per tutti gli altri, pare che stranamente la parte in cui dicevo che io per primo apprezzo moltissimo Tolkien l’abbiate tralasciata, concentrandovi su quello che vi è apparsa una critica.

    Credo avesse ragione l’utente che paragonava i Tolkieniani ai fanatici religiosi. Molte persone non ammettono che qualcuno, PUR apprezzato Tolkien, non lo idolatra come ad esmpio io che continuo a credere che sia stato un geniale, GENIALE scrittore di romanzi fantasy; un grande conoscitore ed amante della cultura del nord europa; un filologo; un linguista; un uomo con una grande Anima che ha trasfigurato in un mondo fittizio elementi della cultura umana: antimilitarista, precursore ecologista, anticapitalista con profondi ideali multietnici e multirazziali.
    Non certo cose da poco, ma ripeto, fino allo sfinimento: un autore moderno che, per rispetto ai grandi autori della Storia della Letteratura non può essere accostato ad essi.

    Sono certo che molti di voi non abbiate letto per intero molte opere letterarie, tranne gli stralci che a forza la morta scuola italiana cerca di inculcarvi: provate a leggervi per intero l’Orlando Innamorato e L’Orlando Furioso, la Gerusalemme Liberata di Tasso, il Principe di Machiavelli, l’Adone di Marino, le opere teatrali di Goldoni, ecc.
    Vi accorgerete da soli che Tolkien è altro.

  8. “serve la risposta del pubblico e una modificazione della Società per mezzo di quell’Opera”
    quindi… dato che le riviste di gossip hanno certo (ahimè) una forte risposta di pubblico e cambiano profondamente le abitudini della società, vanno elevate al rango di letteratura?

  9. Ma per cortesia, che inutile sfoggio di cultura da liceo, io credo che qui molti abbiano letto le opere da te citate , ma cosa centra, la storia della letteratura progredisce e si evolve con il passare dei secoli e agli immortali dei secoli passati si aggiungono, per i posteri, quelli dei nostri tempi, che tu chiami moderni. E tolkien sarà certamente uno di quelli, per mille motivi, e non soli per Lo Hobbit. Ma perché dovrei paragonare l’Ulisse a Lo Hobbit, così come non lo paragono (l’Ulisse) alla Divina Commedia. Credi davvero di poterti arrogare il diritto di stabilire quale autore può essere definito letterato e, magari, immortale.

  10. No, Zerph, lo sai perché il Bilbo di Tolkien è superiore allo Ulysses di Joyce? E intendo letterariamente superiore? Perché quello di Joyce è un maschera nascosta dietro a un nome, mentre Bilbo è un essere piccino che fa capolino oltre il crinale di una fiaba per buttarsi nella vastità di ciò che il suo cuore, da sempre, aveva voluto conoscere.

    Il professor Rialti ha concesso proprio oggi un’intervista a Tempi : http://www.tempi.it/lo-hobbit-di-tolkien-e-immortale-perche-tutti-come-bilbo-vogliamo-vedere-le-montagne?fb_action_ids=448991145139919%2C448990215140012&fb_action_types=og.likes&fb_source=other_multiline&action_object_map=%7B%22448991145139919%22%3A418802078184068%2C%22448990215140012%22%3A384663971604084%7D&action_type_map=%7B%22448991145139919%22%3A%22og.likes%22%2C%22448990215140012%22%3A%22og.likes%22%7D&action_ref_map=%5B%5D#.UGQHILLN_kd

    E sai perché non sei in grado di vedere la grandezza dell’amicizia (amicizia, la letteratura è la capacità dell’amicizia di pervadere i secoli, da uomo a uomo, per mezzo delle sole pagine scritte e non quell’insieme di sterili schemi che vedi sui testi accademico-analitici che dicono tutto meno quello che era veramente importante per un autore) di Tolkien? Perché ti concentri su tutte quelle inutili (e talvolta storicamente errate) etichette che non servono a nulla se non ad inquadrare, ridurre, costringere un Uomo in tante scatole : antimilitarista, precursore ecologista, anticapitalista con profondi ideali multietnici e multirazziali. Tu credi che a Tolkien interessasse veramente di passare per uno qualsiasi di questi ruoli socio-antropologici? Credi che abbia scritto veramente di questo? Non hai capito nulla, ma davvero nulla. A Tolkien interessava parlare di Gandalf, di Frodo, di Aragorn, di Beren, di Tùrin, del piccino Bilbo, perché gli interessava parlare ai più profondi desideri del cuore degli uomini, a partire dal suo proprio. Gli interessavano le lingue, quel suo “vizio segreto” perché voleva poter pronunciare una parola con tutto il significato che conteneva, quella saggezza degli uomini antichi che i nuovi hanno perso. Ha deciso di un mondo non ordinari perché quella vastità era così vicina alle sue preoccupazioni, da poter diventare un che di materiale.

    E l’unico motivo reale per cui tu hai sposato questa divisione di autori validi e meno, è perché è stata quella impostata dalla “mentalità dominante”. Sembra di sentir parlare Umberto Eco quando si leggono i tuoi post. E’ vero, Tolkien è altro dall’Ariosto, è altro da Tasso (parentesi, sono un parente di Torquato non così alla lontana, mi piace vantarmene), è altro da Chretien de Troys e da Thomas Malory. E lo sai perché? Perché il mondo aveva un’epica concepita, nell’antichità classica e medievale, con tutti i distinguo tra quella mediterranea e norrena, come qualcosa di irrisolto, di titanico ma fallimentare, inevitabilmente incompiuto. Era la grandezza di uomini che cercavano il transumano per i mediterranei (che genialità la parola di Dante) e disperati guerrieri nordici contro un male vittorioso. L’epica era questa incompiutezza. Ariosto, Tasso e i cantori dei cicli l’hanno accomodata ai propri intenti. Tolkien invece l’ha presa di petto, l’ha considerata fino in fondo, l’ha commisurata alle sue aspirazioni infinite e, alla fine, ha dato all’epica la sua tanto agoniata soluzione. Senza togliere il dolore e il male, Frodo è Beato, Aragorn torna al trono degli Uomini, dalla stirpe di Tuor e da quella di Beren, da Earendel navigatore i Primevi saranno salvati.

    Chi poteva dare la compiutezza all’epica? Tolkien l’ha data. Nessuno di chi hai citato tu.

    Tutto quello che poi altri hanno cercato di imitare non è sua responsabilità. Come spera Christopher, il mondo andrebbe educato a guardare al nucleo dell’opera di Tolkien, non ai suoi corredi per amplificarli in superficialità e banalità. E sono quelli che amano davvero Tolkien e non i fanatici a doverlo fare. Spero che ci sarà un posticino anche per me in questo, magari tra una cerchia di venti persone.

    N.B. : Non mi dilungherò oltre spiegando nel dettaglio perché Lewis, Tolkien, Chesterton, Eliot e chi come loro, siano stati relegati dalla Storia della Letteratura, chi più chi meno. Chiunque può ripercorre questa storia all’indietro senza farsi sottomettere acriticamente dalle antologie e dai “critici” (razza non troppo amata da Tolkien). E’ un lavoro un po’ lungo ma si riesce a fare. Per chi volesse altri dettagli su questa mia (non certo mia, io l’ho imparata) “folle tesi” che non ha nulla a che vedere con quella accademica e di facile accessibilità di Zerph, mi può chiedere a orobriele@gmail.com , cercherò di dare qualche info per un lavoro di questo tipo.

  11. come siamo arrivato dai cinghiali a tutto ciò? Non me lo spiego. Trovo , e condivido in gran parte il post di Orobriel, ma la contesa sta diventando troppo accademica per questa sede e me ne tiro fuori. Un abbraccio a tutti

  12. @ Domenico: io di tale fantomatico triangolo ne ha avevo, infatti, sentito (anzi, letto) tempo fa tra i commenti fatti su questo sito…spero proprio che sia una bufala/battuta (peraltro non troppo lontana dal verosimile però visto che di possibili infatuazioni per Tauriel da parte di Kili e/o Legolas se ne è parlato molto mesi addietro e sembrava fossero notizie non del tutto destituite di fondamento).

    Quanto al dibattito Zerph-Orobriel…chiedo almeno un minuto di ossequioso silenzio per cotanto profluvio di erudizione O_O (sono senza parole)

  13. Io sarò sincero. A me non piace il fantasy, ma mi piace Tolkien. Non credo nella categorizzazione in generale, perché può succedere che mi piaccia un libro che venga sottoscritto al fantasy. Tolkien non è fantasy. A me non piace Tolkien perché ci sono creature che nella realtà non esistono o luoghi o cavalieri e stregoni. I temi che Tolkien tratta toccano veramente le radici dell’essere umano (e non l’essere umano come creatura, ma proprio l’esistenza dell’io) e ti scuotono dentro. Ogni cosa nei suoi testi fa parte di un immenso affresco più grande, ogni cosa è “meticolosamente” collocata al suo posto. Il fantasy (questa categoria inventata da quelli che veramente speculano sull’arte e non Peter Jackson che vuole fare le “commercialate”) è un’imitazione di Tolkien da parte di coloro che non l’hanno veramente compreso. Io apprezzo sia gli interventi di Orobriel, sia quelli di Zerph (per la sincerità e tutto), il quale però invito a guardare più in profondità: Tolkien non è la Rowling o, ancor peggio, il Christopher Paolini di Oxford. I suoi libri non sono “migliori” o “più interessanti” perché provengono da una mente erudita, ma perché provengono da una mente che sà come pensare. Il Signore degli Anelli non lo considero una letteratura d’evasione, così come non posso considerare letteratura d’evasione l’Odissea, l’Iliade, la Divina Commedia e chi più vuole, più ne metta.
    Ora, allo stesso modo, considerereste Il Signore degli Anelli di Peter Jackson cinema fantasy? Uguale a Fantaghirò, La Storia Infinita (che, per carità, sono film piacevolissimi)? Io sono del parere che il grande cinema sia quello che non può essere sottoscritto ad alcuna categoria. E per fortuna, PER FORTUNA, l’Accademy se ne è resa conto, consacrandolo definitivamente. Detto ciò, concludo: non siate superficiali. Criticate come faceva Kant (almeno sembro erudito pure io) e confidate in una persona, Peter Jackson, che ha capito. Dopo il film, criticheremo per distruggere (se ce ne sarà bisogno), ma non ora. Amen.

  14. L’ironia ci può stare benissimo, ma trovare gli scritti di Tolkien INQUIETANTI non mi piace per niente e oltre tutto dire che chi li ha letti non gli piace vuol dire che: o è geloso perchè non riesce a leggerli(visto che io ho 13 anni e ci sono riuscito) oppure è soltanto ignorante.
    E POI SCUSA MA SE NON CI FOSSE STATO IL LIBRO DELLO HOBBIT TU ADESSO TE NE STARESTI A CASA!!

  15. Spero sia ironico, anche perchè da Tolkieniano non ho per niente apprezzato la sua dichiarazione (oltre che allo spoiler del cinghiale). Già mi era venuto un colpo quando Musy disse che non gli piaceva per niente Tolkien! (almeno non ha criticato la sua scrittura come ha fatto Connoly!) Spero lo trucchino per bene, perchè non voglio vedere Dain e ricordarmi che è lui ad interpretarlo..

  16. Orobiel, ti stimo molto perché la tua cultura è chiaramente superiore alla mia e quando si “incontra” una persona che ne conosce di noi stessi è necessario ascoltare.

    Non è sarcasmo il mio, sono serio, anche perché ci tengo a precisare (visto le critiche alla mia persona) che la mia non è saccenza da liceale visto che ho frequentato una scuola professionale e solo successivamente al priodo scolastico mi sono appassionato alla letteratura.

    Nelle mie parole non era presente nessun giudizio dall’alto verso il basso nei confronti di Tolkien quando l’ho affiancato ai capolavori della letteratura: continuo comunque a credere che ci sia un certo distato rispetto agli autori classici, e (ripeto) non per impostazione accademica ma per una convinzione personale.

    Inoltre ciò che io apprezzo di Tolkien e che per necessità di sintesi ho relegato ad etichette (antimilitarista, precursore ecologista, apertura ad una società multirazziale, ecc) non mi pare che siano così marginali nella sua Opera: che sia stato profondamente segnato dalla guerra è un fatto e che questo (ovviamente in chiave negativa) sia stato riversato nei suoi libri è altrettanto evidente.
    Che abbia influenzato fortemente il pensiero ecologista è un’altro fatto: la coscienza ecologista è nata molto, molto dopo la pubblicazione dei suoi romanzi. Che Tolkien non amasse la “nascente” società capitalista e industriale è risaputo e che la cultura degli Hobbit sia la sua risposta nostalgica alle trasformazioni della società a discapito di una vita rurale che stava scomparendo in Inghilterra è un altro elemento importante della sua Opera.

    Comunque non sono qui a “rivaliggare”; forse la mia conoscenza di Tolkien non è così approfondita, quindi faccio il mea culpa e un passo indietro. Ma se permettete continuo a tenere su scaffali separati L’Iliade e il Silmarillion.

    Buona vita a tutti.

  17. @Zerph, non sono stato offensivo e non ho detto che la tua è stata “saccenza liceale” (al massimo, l’aggettivo “liceale” l’ha usato Thorin/Enrico) : ho detto, senza il minimo dubbio personale, che hai detto cavolate colossali perfettamente adagiate sulla mentalità dominante. E ho provato anche ad accennarne un perché. Era chiaro che non c’era alcun intento di svilimento da parte tua : c’è stato però di fatto quando hai dichiarato che il suo valore letterario era inferiore alla linea crono-letteraria considerata principale.

    Citandoti :

    Inoltre ciò che io apprezzo di Tolkien e che per necessità di sintesi ho relegato ad etichette (antimilitarista, precursore ecologista, apertura ad una società multirazziale, ecc) non mi pare che siano così marginali nella sua Opera: che sia stato profondamente segnato dalla guerra è un fatto e che questo (ovviamente in chiave negativa) sia stato riversato nei suoi libri è altrettanto evidente.
    Che abbia influenzato fortemente il pensiero ecologista è un’altro fatto: la coscienza ecologista è nata molto, molto dopo la pubblicazione dei suoi romanzi. Che Tolkien non amasse la “nascente” società capitalista e industriale è risaputo e che la cultura degli Hobbit sia la sua risposta nostalgica alle trasformazioni della società a discapito di una vita rurale che stava scomparendo in Inghilterra è un altro elemento importante della sua Opera.

    Ribadisco, come prima. Sono cose che altri hanno detto di lui e principalmente a torto. Cioè, in gran parte sono falsità che altri hanno appiccicato su di lui. Poi Tolkien poteva detestare anche altre 50 cose, detestarle profondamente!, ma non per questo ha scritto “di” o “su” loro. A Tolkien non piacciono gli Hobbit perché detesta la trasformazione industriale, non è per questo che Bilbo, Grassotto Bolgeri e il Vecchio Maggot ci stanno simpatici. A noi Bilbo è amico perché è Bilbo : con la sua storia, le sue preoccupazioni, la sua meraviglia nello scoprire il mondo, con quella grandezza impronosticabile, che arriva a sacrificare la sua amicizia con gli eredi di Durin per evitare una guerra tra Thranduil e Thorin. E ancora, credi che Legolas e Gimli siano amici per far vedere che un Nano e un Elfo vanno oltre la discriminazione o perché la loro storia li ha posti ad essere compatenti e cogaudenti negli stessi luoghi, nei medesimi momenti?! E’ una bellissima storia d’amicizia, altrettanto bella nella trilogia cinematografica : chi se ne frega se è un’amicizia di-razziale?! E’ bella, è una che ognuno di noi vorrebbe avere.
    Non è che sono marginali, sono proprio false queste etichette. Espedienti di chi un libro lo sa solo disporre in vettori e tabelle, smembrandolo affinché diventi qualcosa di ideologico.

    Buona vita a te.

  18. Peter,cosa stai combinando? Cinghiali? Stiamo veramente sfociando nel fantasy da 4 soldi, stile Warhammer. Che delusione… Passino le barbe corte (o inesistenti come nel caso di Kili), passi l’aggiunta di Tauriel, passi la SLITTA trainata da CONIGLI di Radagast… Ma non sono disposto ad accettare dei Nani a dorso di CINGHIALI. Cosa sta combinando????

  19. @Zerph

    Zerph il 26/09/12 at 10:11 pm ha detto:
    Guardate che per letteratura d’evasione non si intende qualcosa di poco valore, si intende quel tipo di letteratura tipica di fine Ottocento e dei primi del Novecento che non ha una valenza letteraria di stampo classico. Erano romanzi scritti per il puro piacere di intrattenere. Qualcuno ha forse il coraggio di muovere una critica a Moby Dick di Melville? Oppure considerare di poco valore Robinson Crusoe di Defoe, o il Conte di Montecristo di Dumas, o Alice nel Paese delle Meraviglie (e Attraverso lo Specchio) di Carrel? ecc.

    Eppure si tratta di Letteratura d’evasione, e non a caso non sono romanzi che si studiano a scuola. Hanno un valore, anche in termini di innovazione, senza dubbio, ma non sul piano letterario.

    E così, oltre a Tolkien, anche Herman melville divenne un “romanziere/intrattenitore”… sì sì, infatti “Moby Dick” è un allegro romanzo di avventure marinaresche, vero? Moby Dick è una grossa balena bianca, il Capitano Acab è un marinaio sciancato… non c’è nessuna allegoria nel romanzo, proprio nessun significato da leggere tra le righe…

    Notate, poi, se non ne siete ancora convinti, la semplicità e la scorrevolezza della scrittura, tutta tesa ad illustrare le avventure per mare di questi allegri uomini! Non una sola pagina in cui l’autore ci descriva i loro sentimenti, i loro pensieri, i loro stati d’animo…

    Zerph, fai un favore a tutti, ma a te stesso, prima di tutti: stai zitto. Fai più bella figura. Davvero.

    Io Moby Dick l’ho letto, tradotto in italiano, ma l’ho letto, tutto… tu o
    1) Non l’hai mai letto, e parli di cose che non conosci perchè ti piace dare aria alla bocca (probabile) oppure
    2) L’hai letto, ma non ci hai capito VERAMENTE NIENTE… il che sarebbe ben più grave!!

    Giusto per darti un’idea: nell’introduzione all’edizione che ho io, il critico Nemi D’Agostino paragona “Moby Dick” alla “Divina Commedia”… vedi un po’ te.
    Se hai dei dubbi, rileggiti il capitolo 42, “La bianchezza della balena”, e poi dimmi se lo ritieni un romanzo d’evasione…

    Ah… a proposito di cultura liceale… al liceo, la mia prof. di letteratura mi ha insegnato “L’unica possibile definizione di letteratura, sulla quale tutti concordano, è la seguente: “TUTTO QUELLO CHE È STATO SCRITTO CON L’INTENZIONE DI ESSERE LETTERATURA”… quindi, di cosa stiamo parlando, caro il mio Zerph??

  20. @Zerph

    Ho letto solo ora delle bestialità colossali…

    Premetto che non ce l’ho assolutamente con te dal punto di vista umano, e trovo molto onesto l’ammettere da parte tua che in materia di letteratura tu sia un autodidatta, ma TI PREGO !!! Non ascoltare i cattivi maestri…

    Ma come puoi dire che Tolkien non apprezava la “nascente società industriale” o che “era aperto ad una società multirazziale”???

    Punto primo: l’Inghilterra è il Paese dove ci sono state la prima, la seconda e la terza (anche se qui in ritardo rispetto all’America) Rivoluzioni Industriali!!!!
    La “nascente società industriale” negli anni ’30 in Inghilterra?
    Quando la Prima Rivoluzione Industriale in Inghilterra risale alla fine del XVIII secolo cioè (visto che non hai studiato il latino preciso) alla fine del 1.700?? NASCENTE? NASCENTE DE CHE??

    2) Infatti, alla fine del “Signore degli Anelli”, gli orchi e gli uomini fanno pace e vanno tutti insieme ad una festa dell’Unità…
    Ti rendi conto che quest’uomo parlava di RAZZE NATE MALVAGIE, come gli Orchi, gli Orchetti, i Draghi ecc?
    Come fai a dire che era “a favore di una società multirazziale”???

    Inoltre, se ti capita sottomano il libro “La realtà in trasparenza”, raccolta delle lettere di Tolkien a parenti, amici, colleghi e fan, vedrai come NON SOLO lui DISPREZZAVA LE COLONIE INGLESI, ma ANCHE LA SCOZIA, IL GALLES E L’IRLANDA, che NON considerava FACENTI PARTE DELLA “SUA AMATA INGHILTERRA”!! Stiamo parlando di un uomo razzista fin nel midollo delle ossa, come la maggior parte degli Inglesi “Upper-class” dei suoi tempi, piaccia o no…

    Per favore… no cattivi maesti… no no no…

    È a causa di questi sedicenti intellettualucoli frustrati di sinistra che Tolkien in Italia è stato considerato per DECENNI “di destra”, e quindi messo al bando… :-(

    Un’ultima osservazione: non credere che gli Universitari (intendo gli Accademici, non gli studenti) siano sempre nel giusto! Giammai!! Leggiti nel “Così parlò Zarathustra” di F. W. Nietzsche cosa ne pensa, Nietzsche, che era stato professore universitario, “dei dotti”… ci ha dedicato un intero capitolo della sua Opera più importante… mi pare si trovi nel secondo libro.
    Ah, tra l’altro, ti consiglio vivamente di leggerti, visto che sei appassionato di letteratura, il “Così parlò Zarathustra” di F. W. Nietzsche… però occhio: non prenderlo ALLA LETTERA e non considerarlo “un romanzo d’evasione”, mi raccomando!!

  21. Giorgio il 27/09/12 at 9:04 pm ha detto:

    Peter,cosa stai combinando? Cinghiali? Stiamo veramente sfociando nel fantasy da 4 soldi, stile Warhammer. Che delusione… Passino le barbe corte (o inesistenti come nel caso di Kili), passi l’aggiunta di Tauriel, passi la SLITTA trainata da CONIGLI di Radagast… Ma non sono disposto ad accettare dei Nani a dorso di CINGHIALI. Cosa sta combinando????

    No. “Passino le barbe corte (o inesistenti…”. No. No. No.
    Non passano.
    I videoblog sono meravigliosi, certe foto pure.
    Ma quelle barbe non gliele perdonerò mai. E sinceramente digerisco molto più i cinghiali dei nani sbarbati.
    Guardate la nuova foto uscita, con tutti i nani. Se non sapessimo che non è così probabilmente scambieremmo Kili per Bilbo (e ce ne lamenteremmo pure) e Thorin per un nuovo Aragorn.
    No, Passino le barbe corte no. Ben vengano cinghiali se conciati bene, magari con tanto di armatura. Dopotutto sono cavalcature più cattive di pony, le vedo bene per dei nani, sono pure in tema: rozzi.
    Ma le barbe no.

  22. Saruman il Bianco, grazie del tuo intervento: a questo punto, molto probabilmente ho sbagliato ad utilizzare la definizione “Letteratura d’evasione”, e anche se probabilmente è sinonimo di “letteratura di consumo”, non avevo quell’intento.
    Ho sbagliato io.

    Al di la di questo errore però, mi sono anche dilungato nello spiegare cosa intendessi e come mi pongo nei confronti di Tolkien: l’ho pure esplicitato direttamente (non c’è necessità di interpretare i miei commenti) che riconosco del valore in Tolkien, quindi che si trattasse di un errore di terminologia da parte mia si capiva.

    Se è ancora necessario ribadirlo, io apprezzo Tolkien per tutta una serie di valori e significati extra-romanzo: o almeno fino ad oggi era così.

    Non so se quello che dici è vero: l’utente Orobiel è sembrato essere preparato almeno quanto te in materia di Tolkien. A questo punto chiedo un suo intervento in merito a quanto hai detto tu e se confermasse che Tolkien fosse razzista e tutto ciò che credevo fosse contenuto nei romanzi per quanto riguarda l’aspetto ecologico (cultura degli Elfi, la Contea) contrapposto all’industria (le macchine degli Orchi, l’opera di Saruman), e il sentimento multietnico (l’amicizia tra Legolas e Gimli che supera le animosità tra le due diverse razze), bhe… se niente di ciò fosse vero, questa volte senza davvero nessun timore dico che NON AMO TOLKIEN se non come abile romanziere.

    Spero sia chiaro e non venga frainteso. Gli altri utenti come la pensano?
    Sono solo io l’ignorante? Ognuno di voi conosceva l’opinione favorevole di Tolkien verso la modernità e l’industria? Sapeva che fosse razzista?

    Bah…

  23. Era solo un professore certamente un po’ conservatore e sicuramente molto inglese. Come la pensava su moltissimi argomenti lo si può leggere nelle sue molte lettere, il resto sono solo chiacchiere che, purtroppo, si sprecano da almeno 40 anni. Di certo preferiva i boschi alle fonderie di ghisa. ;-)

  24. alcune cose su questo dibattito: Credo che ormai Tolkien vada considerato membro della letteratura e non fantasy, per il semplice motivo che nelle sue storie c’è un ‘IDEA di mondo, come in tutte le grandi opere letterarie.. mentre il vero fantasy è solo evasione in fondo( Terry Brooks, Jordan ecc) . Diciamo che molti scrittori fantasy si sono ispirati a Tolkien per le storie e le ambientazioni, ma la sue idea era diversa: partire dalla lingua per ridare un’epica all’Inghilterra. Sono parole sue.Poi secondo me quello che ha scritto è andato oltre, e ormai fa parte a pieno titolo della letteratura, perchè l’esserne parte non deve seguire degli schemi,
    Per quanto riguarda le altre cose: Tolkien non amava le simbologie, e non ce le inseriva nelle sue opere, però è INDUBBIO che passi un messaggio ecologico, anti-militarista( le parole di Faramir…) un’amicizia che vada oltre le razze, il fatto che nessuno sia malvagio sin dall’inizio,neppure gli Orchi e Sauron,, e quindi le accuse di razzismo sono assurde, . Fra l’altro, spero che lo sappiano tutti, nel 1938 si rifiutò di pubblicare lo Hobbit per una casa editrice tedesca. Devo dirvi anche perchè?

  25. Ragazzi, non passiamo da estremo a estremo, maledizione!
    Io non so se Tolkien (mi riesce difficile e molto pensarlo) avesse astii rivolti ad etnie specifiche, come non lo sa nessuno di quelli che hanno appena scritto : spero che qualcuno abbia la bibliografia necessaria (nd me Humprey Carpenter su tutti) per rendersi conto che esiste una maniera affrettata e superficiale di leggere i suoi epistolari e una maniera sufficientemente coinvolta da impegnare un giudizio per anni. Scrivo qualche riga solo per una di quelle che ormai sono accuse più che etichette, visto che non sono affatto innocue ed inquinano la comprensione sincera di Tolkien. Abbiate almeno il buon cuore di trasporre una simile concezione anche sulle altre voi, però : vi assicuro che si può fare. Non ci sarebbe nemmeno bisogno se i vostri professori di letteratura fossero stati innamorati di ciò che facevano o, se voi siate mai stati innamorati di un libro.

    Tolkien e l’amata Inghilterra

    Tolkien adorava una certa Inghilterra come io adoro una (altra) certa Italia : lui adorava le Midlands e l’areale rurale che non era stato catturato dalle periferie industriali delle grandi città, da Birmingham a Londra. Nella sua prima concezione delle Terre Beate, per Tol Eressea si ispirò a luoghi che, con l’amatissima moglie, aveva scelto come contesto delle loro gite o che aveva visitato in gioventù. Più di molte cose avrebbe voluto che quei campi, quei boschi, i borghi medievali non venissero divorati da nuove fabbriche, la cosa lo preoccupava certamente in qualche misura, poiché considerava quelle vallate nascoste tra collina e collina come il gioiello più bello e caro della Vecchia Cara Madre Inghilterra. Un’opinione condivisibile, che lo portò a detestare quella macchia fosca e fumosa che per due secoli non aveva ancora smesso di allargarsi : ma non è una sfiducia, la sua, che nasce da un’ideale bucolico di perenne stasi e cristallizzazione delle epoche campestri; Tolkien intuisce che oramai l’uomo inglese ha lasciato che la trasformazione non solo trasformasse la realtà urbana, ma che fosse essa stessa e non già l’uomo, la protagonista. L’uomo inglese ha dimenticato da dove viene, della casa di suo padre nei campi, delle storie intorno al camino, di tutto ciò che l’uomo inglese aveva sempre, con sudore e soddisfazione, lavorato ed amato.

    Ragazzi, l’amore verso la terra lavorata, i prati erbosi, i boschi verdeggianti, i torrenti, le montagne, non è ecologismo. L’ecologismo è la convinzione che un ambiente vada posto in una teca a prescindere da ciò che questo comporti : raramente un ecologista ha mai davvero amato un paesaggio. Al contrario Tolkien non detesta il dominio della macchina da produzione sull’ambiente, ma sull’uomo! Che quell’uomo venga dai campi oppure no, condizione che nell’uomo inglese e nell’uomo Tolkien ha comunque la sua importanza per il valore della tradizione.
    In conclusione non passa nessun messaggio ecologista : è palese un amore verso la sua propria terra, i suoi cari paesaggi, tanto forte da far innamorare chi legge.
    Vorrei farvi notare che Saruman, comunque sia, non fa nulla che sia “industriale” : Saruman disbosca Fangorn per alimentare i suoi fuochi, intensifica la produzione armigera, inventa la polvere da sparo; tutte cose che cronologicamente, nella storia ordinaria, si potrebbero porre alla fine del Medioevo. Qual è allora il nesso con quanto detto sopra? Il nesso è che Saruman si lascia catturare dal potere (il suo, l’ossessione per l’Unico) per acquisirne di altro e così facendo smarrisce sé smarrendo la sua vocazione. Ciò che lo definiva era la sua chiamata, operata da Manwe Sùlimo stesso per l’aiuto dei liberi : finisce per tentare di distruggerli.
    Allo stesso modo, se un qualche potere è nella raffinazione della macchina industriale, se tutto finisce per diventare più automatico, se l’uomo è sempre meno necessario, con la sua propria libertà, al suo proprio lavoro; e se questo uomo lascia che il protagonista del suo lavoro non sia lui stesso, allora può smarrire chi è e, quindi e soprattutto, ciò che aveva sempre amato. Tolkien ravvisava questo rischio e questa attuazione nella sua Inghilterra.

    Postilla : lasciamo da parte Nietzsche, vi prego, è quanto di più lontano esiste da una concezione unita e leale di Tolkien.

  26. @ Saruman il Bianco

    non esageriamo, tu fraintendi.
    Tolkien sarà stato anche bigotto, borghese e un po’ maschilista, ma era profondamente buono, amante della natura, religioso, aperto e assolutamente non razzista.
    Certo, le sue fissazioni ce le aveva anche lui, ma era umano! si pensi alle rivalità fra veneziani e Padovani e vicentini o fra romani e latini o fra siciliani e calabresi, fra pisani e livornesi!
    Come giustamente dice pier81, rifiutò l’idiota pretesa dei tedeschi che non volevano pubblicare Lo Hobbit perchè non era ariano! Tolkien, sappilo, disse di stimare gli Ebrei per il loro ingegno e rispose per le rime a indottrinati nazisti sul tema etnico che conosceva molto bene, dicendo di non avere alcun antenato ariano (che frall’altro vivono in Iran,Pakistan e india).
    Sul tema degli orchi, che tu sembri citare, disse che si ispirò ai mongoli e agli unni, poichè aveva bisogno di una base reale per creare un popolo artificiale che fosse basato sui feroci popoli che tormentarono e terrorizzarono l’europa alto-medievale! non c’era assolutamente razzismo in questo! dicerto non disprezzava i mongoli, ritenendoli inferiori, ma li aveva solamente presi a modello, tutto qui.
    Parlare di razzismo o di Ecologismo o di politica con Tolkien significa fare come quelli che ritenevano Tolkien maschilista perchè i racconti sono pieni di figure falliche (Orthanc, Barad-dur) o quelli che accusano di razzismo P.J e company perchè non accettano hobbit dicolore! come quel cretino di Philip Pullman che accusava C.S.Lewis di maschilismo ed ipocrisia perchè Susan abbandona Narnia e mette bon ton per i ragazzini!
    Questa gente non ha capito nulla dello spirito di questi romanzi e sarebbe megli cambiassero mestiere!

  27. La frase di Tolkien sui mongoli viene spesso male interpretata. E’ un luogo comune duro a morire quasi quanto quello del classico “Perché la Compagnia non ha usato le aquile per volare su Monte Fato?”…

    La frase originaria di Tolkien sui mongoli è (parliamo degli Orchi naturalmente) “…squat, broad, flat-nosed, sallow-skinned, with wide mouths and slant eyes; in fact degraded and repulsive versions of the (to Europeans) least lovely Mongol-types.”

    Praticamente lui dice che gli Orchi sono “una versione degradata e ripugnante delle (per gli Europei) meno amabili razze mongole”. Quindi non parla di veri e propri mongoli, e comunque aggiunge che i mongoli sono brutti solo se visti con gli occhi degli Europei, che nei primi del ‘900 sono sicuro non erano così di larghe vedute come lo sono ora.

  28. @Zerph
    Almeno questa risposta te la devo.

    Io ho detto che Tolkien non amava la natura? Che gli piaceva l’industria?
    Non penso… non ho commentato quel tuo riferire valori ecologisti a Tolkien, mi pare sia la sola cosa su cui TUTTI possiamo dirci d’accordo: d’altra parte, è palesemente lapalissiano, sarebbe come, parlando di Hitler, dover ricordare che fosse razzista… ce n’è bisogno??
    Dobbiamo ricordare anche che Tolkien di mestiere era un professore/scrittore? Dai…

    La bestialità (secondo me) stava tutta nel sostenere che, nell’Inghilterra degli anni ’30 l’attività industriale era NASCENTE… ma come, proprio nel Paese delle Rivoluzioni Industriali l’attività industriale era NASCENTE negli anni ’30 del seoclo scorso??
    Mi sembrava una bestialità tale che non sono riuscito a tacere… non offenderti, ma la penso così. Se chi parla ha di questo “buchi” nella sua preparazione, come si fa a prenderlo sul serio come critico letterario improvvisato?? Tutto qui, e ho voluto segnalarlo… se poi tu hai capito che io criticassi Tolkien dandogli del “Cetto Laqualunque” del secolo scorso, o pretendendo che NON amasse la natura… beh… sei in malafede! Oppure hai letto il mio commento in velocità o superficialità (dato che lavoro 8 ore al giorno so che può capitare)… ti invito a rileggerlo.

    Sul tema del razzismo: occhio che è un tema controverso.
    Io non credo che Tolkien fosse un “vero” razzista, tant’è che (da buon Inglese) detestava Hitler.
    Però nemmeno l’immagine di Tolkien come di un “accannato” da centro sociale, tanto cara agli americani e a certi “rivalutatori” di Tolkien, i quali, sulla scia della lezione americana, pretendono che gli Hobbit fossero degli omunculi che non facevano altro che fumarsi canne (la famosa “erba-pipa”, secondo costoro) dalla mattina alla sera invece di lavorare, può essere accettata. >:-<

    Credo che la definizione di @Thorin sia la più azzeccata, e gli faccio i miei complimenti: Tolkien era un professore (già questo lo definisce abbastanza) conservatore (io toglierei quell'abbastanza, anche considerando il suo DECISO anti-modernismo… ma è una mia opinione, per carità) e, soprattutto, come ha detto @Thorin, MOLTO Inglese…
    Sia grande lode alle capacità sintetiche (che io non possiedo affatto) di Thorin!! Io non ho altro da aggiungere…

    @Zerph, un'ultima cosa: non credere che Tolkien fosse un mostro: nessun uomo può veramente compenetrare il pensiero di un altro uomo VIVENTE… figuriamoci di un uomo morto da ormai oltre 40 anni! I passi che io ho riportato, d'altra parte oggettivamente scritti di suo pugno da lui, non indicano "razzismo" imputabile a lui: semplicemente, in una lettera ad un suo amico, lui dichiarava come non poteva considerare la sua amata Inghilterra paragonabile alle colonie (diciamo Commonwealth va, così capiamo di cosa stiamo parlando) o alla Scozia, al Galles o all'Irlanda!!
    Puro e semplice campanilismo inglese… e Tolkien era MOLTO inglese, intendiamoci! :) Un uomo è sempre figlio del suo tempo, della sua condizione sociale e della società nella quale vive!
    Poi ovviamente Tolkien non aggiungeva che avrebbe volentieri nuclearizzato quei luoghi… :D semplicemente PRECISAVA la SUA concezione di Inghilterra, diversa da quella di "Regno Unito". Così come quando mi dicono che io sono friulano, io rispondo, un po' piccato, che sono triestino… senza con questo dire che odio i friulani o che vorrei distruggerli. Semplicemente, preciso…

    @Anonimo (ricordatevi che ora bisogna scrivere il nome in ogni messaggio! :) ) e chi paragona Nietzsche a Tolkien?
    Ho detto che Nietzsche è la "chiave interpretativa" di Tolkien?? Giammai!!

    Stavamo parlando, in generale, di filosofia e letteratura, e io ho citato uno dei miei filosofi preferiti, consigliandolo come lettura a Zerph… tutto qui.

    @Zerph Per finire: beh, se apprezzavi Tolkien per "i suoi ideali ecc. ecc.", sì insomma, per tutte quelle etichette che gli sono state appiccicate addosso a forza… direi che amavi l'immagine di Tolkien che certi studiosi si sono inventati.
    Non ho capito il tuo commento: che significa che continuerai ad apprezzarlo come romanziere ma non come persona?? Prima lo conoscevi personalmente? Vi vedevate spesso dal panettiere?? Lol Se lo incontri per strada non lo saluti più? :) :P

    Se sei interessato all'uomo Tolkien, ripeto, comprati una sua raccolta di epistole… per fortuna il Professore amava molto scrivere lettere, e, grazie ai suoi eredi, ora noi possiamo leggere LA SUA VIVA VOCE ED IL SUO PENSIERO… non abbiamo bisogno di critici letterari incapaci per poter "INTUIRE" cosa pensava… d'altra parte, tieni conto che Tolkien OVVIAMENTEA aveva degli ideali politici e una sua visione del Mondo, ma, ad esempio, considerava ASSURDI i paragoni avanzati da qualche critico tra le vicende da lui descritte e la II Guerra Mondiale, e la pretesa ceh Saruman fosse una trasposizione di Hitler… mi ricordo di aver letto, in una sua lettera "Non è abbastanza ovvio che la Guerra alle porte di Minas Tirith rappresenta l'assedio Turco a Costantinopoli alla fine del Medioevo? Cosa c'entra la Seconda Guerra mondiale?" in poche parole, Tolkien ODIAVA la letterature sua contemporanea, tutta tesa verso l'attualità, e non comprendeva chi considerava INCONCEPIBILE una letteratura fatta per il solo gusto estetico di essere stata fatta, proprio così, proprio secondo quello stile e con quelle parole e, in secondo luoco, una letteratura che parlasse dei grandi temi di sempre: l'uomo, la sua anima, il suo cuore, la Divinità, il peccato, la redenzione…

    Scusate, mi sono allargato: ho fatto anch'io il critico da 4 soldi, senza averne nessun titolo…

    Ultimissima cosa: Zerph, ma tu l'hai letto o no il "Moby Dick" di Melville? Non glissare, per piacere, rispondimi! Sono curioso di saperlo!
    Che senso ha, a chi critica la tua affermazione circa "Moby Dick", dire: "Non avete capito niente di quello che io dicevo su Tolkien".
    Io ti ho fatto una domanda su "Moby Dick". Molto semplice. L'hai letta l'opera di Herman Melville o no?

  29. Accidenti, si e’ scatenato un dibattito letterario!
    Io semplicemente non mi chiedo cosa sia la letteratura di Tolkien , anche se un po’ ho approfondito. Mi piace e basta, e questo e’ quanto.

    Tema dei cinghiali montati: e’ vero, fa molto warhammer, ma suppongo non sia peggio di vedere i troll tamburini e il capo degli orchi fare il cavalca lupo nell’attacco a minas thirit, no? ;)

    Tema delle barbe: secondo me va bene: troppa barba toglie drammaticità ed espressività agli attori. Non mi sembra che nessuno gabbia protestato quando in lotr hanno ridotto di un bel po’ la barba di Gandalf, o no? In teoria doveva arrivare sotto la cintura! :D

    Suvvia, relax!

  30. Saruman il Bianco, sarò breve (anche se mi sembrava chiaro il mio ultimo intervento): non mi interessa che ciò che da sempre ho creduto di Tolkien. Molti di voi quando sentono definire Tolkien in modo conciso, parlano di etichette e con accezione negativa.
    Lo faccio solo per non dover scrivere ogni volta 100 pagine: io ho sempre saputo (e avvertito leggendo i romanzi di Tolkien) l’amore per la natura e una forte contrapposizione verso l’industria e l’urbanizzazione. Mi dite che non è vero? Un punto in meno per Tolkien.

    Non è il caso di essere ironici: che senso ha la parte del tuo messaggio che mi “domanda” se conosco personalmente Tolkien e lo incontro abitualmente la mattina al bar?
    Un punto in meno per Tolkien perché io apprezzavo molto questa cosa e se mi dici/dite che è una cosa che non appartiene a Tolkien ma creata nel tempo dai critici, è una cosa in meno che amo di Tolkien. Perché non è presente nei romanzi. Non è reale.

    Stessa cosa per il sentimento multirazziale: non è così? Mi dispiace molto… avevo sempre trovato geniale e grandioso usare il fantasy per parlare dell’uomo: apparentemente narrare di vicende fittizie ma per esaltare alcuni valori umani e disprezzarli altri. Non è vero? Un altro punto in meno.

    E’ per questo che ho affermato che se tutto ciò fosse vero, continuerò ad apprezzare Tolkien come abile romanziere, perché quelle storie sono bellissime ed epiche, i personaggi sembrano uscire dalle pagine, i luoghi, l’intreccio narrativo, le descrizioni, ecc rimangono sensazionali.

    Ma non posso apprezzare degli elementi che credevo facessero parte dell’idea dell’autore e fossero contenuti nel libro quando mi dite che sono tutte cavolate…

    Spero sia più chiaro adesso.

  31. P.S: su Moby Dick. L’ho letto e non mi è piaciuto. La critica l’ho letta (a meno che non vada bene, avrei dovuto chiedere a voi la giusta interpretazione)
    Sono convinto che tu avessi già intenzione di dirmi prima di conoscere la mia risposta, come io non abbia capito il romanzo e l’abbia letto superficialmente come fanno in tanti non comprendendo il suo spessore letterario: ripeto che la critica l’ho letta perché amo leggere gli autori classici e secondo me inserire in bocca ad un personaggio discorsi filosofici, scientifici, ecc non è che rende di per se un romanzo un opera letteraria.
    Tutti i discorsi colti su filosofia, scienza, ecc che compie il protagonista (non il capitano, non mi ricordo più come si chiama)

    A ben vedere si presenta una contraddizione: in questo caso la critica ufficiale riconosce al romanzo per questi elementi, per queste digressioni del protagonista una valenza letteraria: qui la critica letteraria tradizione ci ha preso o no? Perché alla stessa maniera per la quale voi dite che Tolkien non è stato capito e tutto ciò che la critica dice di lui minimizzando la sua opera, altri potrebbero dire che Melville ha tentato a forza di inserire nel suo romanzo spessore letterario infilando forzatamente in un romanzo digressioni religiose, filosofiche, scientifiche, ecc.

    A mio modestissimo avviso, la grandezza di un opera sta nel sottotesto: l’impressione che mi diede il romanzo è che l’autore fosse mosso dalla volontà di creare un qualcosa di spessore a forza; c’è chi l’ha paragonato a Joyce: secondo me è una bestemmia.

    Ci tengo a precisare questa cosa… va benissimo muovere critiche alla critica (scusate il gioco di parole) tradizionale però ora, che l’intrerpretazione tradizionale della letteratura sia del tutto composta da incompetenti e che ci sia una sorta di complotto verso autori moderni incompresi, mi pare un po’ eccessivo.

    Cioè, con tutto il rispetto per molti di voi, te compreso Saruman che dimostri di conoscere la materia, bisognerebbe dar retta a voi incondizionatamente? E sulla base di che?

    Personalmente tendo a credere maggiormente all’interpretazione tradizionale: poi ben vengano nuove chiavi di lettura, ma con la consapevolezza che siano nuove proposte, non la verità assoluta.
    Del resto, le interpretazioni “nuove” di autori che poco sono stati considerati in passato hanno una principale lacuna: spesso soffrono del desiderio di nuovi, giovani critici di farsi un nome e per far ciò essi non possono dire le stesse cose che si trovano in ogni libro di scuola.

    Non voglio dire che in mezzo a tutti gli oceani di parole spese dai critici e gli studiosi, non ci siano state interpretazioni errate, faziose e autori possano essere stati in parte o totalmente travisati, ma quì mi pare che ci sia un atteggiamento ostile verso l’impianto accademico a priori.

    Non esageriamo. Quì pare venir detto che Tolkien sia stato frainteso in toto. Bah, non so, magari è proprio quell’unico caso in cui un autore non è stato PER NIENTE compreso ma ripeto, se avere la pretesa di essere ascoltati voi in merito a Tolkien, non potete pretendere che le persone non prendano in considerazione anche (ho detto ANCHE) l’interpretazione classica che su Tolkien minimizza.

  32. Zerph ho capito il tuo ragionamento. Non Pensare male di Tolkien :) Secondo me non scrive di razzismo. Semplicemente i suoi romanzi vanno ben oltre le semplici tematiche che voi portate alla luce. Formulare un romanzo, un’opera su dei temi comuni è una costante della letteratura inglese, dai tempi di Shakespeare e anche prima. Ma non bisogna soffermarsi solo sulla patina allegorica. Parlando dell’urbanizzazione: non si può dire che Tolkien sia contrario all’urbanizzazione, ma forse risulta contrario all’urbanizzazione spropositata, illogica, o meglio, un’urbanizzazione divorante. Gli hobbit costruiscono le loro abitazioni in funzione dei campi da coltivare, Minas Tirith è pensata come un’importante roccaforte che si rifà (così come si vede nel film) all’urbanistica italiana medievale e rinascimentale. Mordor, le fucine di Saruman sono rappresentative di un’urbanistica volta solo all’accentramento del potere (un po’ come accade oggi nei paesi in via di sviluppo, dove improvvisamente cominciano a sorgere grattacieli e immense costruzioni senza una mediazione con la concezione architettonica che fino a poco prima imperava, a volte creando una sensazione di squallore). Tolkien non credo fosse un misogeno, razzista dalla mentalità aggressivamente imprenditoriale. Non era un cattivo :) Ognuno di noi ha la propria motivazione sul perché ritiene i libri di Tolkien “belli”, forse è inutile starne a discutere, forse è vero che le sue opere debbano ancora riscattarsi dal velo di semplicità con le quali sono state rivestite negli anni. Pensare a La Divina Commedia mette subito un senso di “reverenzialità” che forse non si prova davanti a “Il Signore degli Anelli”. Questo, tuttavia, credo sia dovuto anche all’arco temporale che divide la pubblicazione di un’opera dalla sua canonizzazione (parola bruttissima, ma che in questa sede mi sento liberissimo di adoperare). Forse ancora è questa la bellezza de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli: la duplice lettura, quella di un appassionato e quella di uno studioso.
    P.S. Tuttavia, anche girovagando sul web, si evince la volontà di molti critici, di affiancare l’Opera di Tolkien a quella dei più grandi esponenti del XX secolo. Un secolo “breve”, ma di più “eterogenei” sicuramente non ne avremo nella storia dell’uomo (e anche questa è una coordinata che di fatto inserisco nel mio ragionamento).

  33. A mio parere tutte queste discussioni sul capolavoro di tolkien sono inutili… Ognuno in un’opera può leggere vari significati che secondo me sono soggettivi. Che poi lo scrittore volesse volontariamente “inserirli” nell’opera è relativo, l’importante secondo me è essere d’accordo tutti su una cosa: “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit” sono due opere straordinarie che ricche o meno di significati che noi vediamo o che effettivamente lo scrittore ha volontariamente inserito ci fanno sognare e discutere proprio a causa della loro grandezza.

  34. @jimmy richter: condivido il tuo dolore alla vista delle barbe dei nani… non lo perdoneró mai neanche io. io nin mi ritengo di certo un ourista, ma i film di jackson sulla terra di mezzo erano la mia ultima sncora di salvezza, in mezzo a tanti fantasy da 4 soldi.. con il tuo commenzo hai riaperto una vecchia ferita xD

  35. Cario Giorgio, magari potranno piacere a te, ma vedere gli attori principali che provano a recitare anche ruoli drammatici sotto un metro di barba finirebbe per farli sembrare tutti buffi e uguali tra loro. Il film perderebbe un sacco di mordente.

    Non vi dimenticate mai che Gimli nella precedente trilogia era usato maggiormente come “comic relief” della situazione, e non era esattamente una figura centrale della narrazione.

    L’aspetto dei personaggi e’ importante, ma non dobbiamo mai dimenticare che un conto e’ leggere, un conto e’ vedere.

    Insomma siamo alle solite: ci sono esigenze filmiche da rispettare, e molti lettori non proano prima a capire qualse sia la nuova ottica da adottare.

    Mi preoccuperei MOLTO piu’ che il personaggio di Thorin venga colto nella sua essenza nanesca, piuttosto di andargli a misurare la barba col righello.

    Saluti

  36. non mi ritengo un esperto conoscitore di tolkien ma dicerto anche un celebroleso capisce leggendo il signore degli anelli che tolkien a un grande amore per la natura per la vita calma e il lavoro manuale e dicerto non aprezza il mondo industriale e di certo non era razzista visto che la maggiorparte delle entita maligne nei suioi libri hanno un’origine benigna

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