Comic-Con 2012: Peter Jackson parla delle riprese aggiuntive dello Hobbit e altro ancora

L’altro giorno si è tenuta al Comic-Con di San Diego la conferenza stampa dello Hobbit riservata alla stampa americana (noi abbiamo partecipato a quella per la stampa internazionale, riporteremo il transcript a breve). Ecco i punti salienti pubblicati online!

Peter Jackson ha parlato della possibilità di girare un mucchio di nuove sequenze per Lo Hobbit fornendo alcune motivazioni:

E’ ancora troppo prematuro per parlarne. Le appendici rappresentano un’incredibile fonte di materiale. C’è già il romanzo, è vero, ma abbiamo anche i diritti su circa 125 pagine delle note aggiuntive scritte da Tolkien per espandere il mondo dello Hobbit. Ne abbiamo fatto uso soltanto in parte fine ad ora e solo nelle ultime settimane, una volta che ci siamo resi conto della storia a riprese ultimate, io, Fran e Philippa abbiamo cominciato a parlare allo studio delle cose che non abbiamo potuto girare e stiamo cercando di persuaderli a concederci qualche settimana in più di riprese. Probabilmente avremo bisogno di più di un paio di settimane l’anno prossimo. Ma è ancora troppo presto, quindi non posso confermare nulla, ma ci sono altre parti della storia che vorrei raccontare.

Parlando poi della tecnologia e delle innovazioni del campo, il regista ha svelato alcuni dettagli interessanti relativi alle miniature e al motion capture per Gollum:

La tecnologia è migliorata tantissimo negli ultimi 10-12 anni. Ad esempio per il Signore degli Anelli abbiamo girato tantissimo attraverso le miniature. Tutte le strutture architettoniche per la Terra di Mezzo erano in realtà miniature, alcune di queste erano davvero enormi. Ma sei comunque limitato perchè hai una cinepresa da gestire, e non puoi avvicinarti troppo perchè i dettagli non rendono così bene. Questa volta, invece, non ci sono miniature. E’ tutto fatto con la CGI. Tutto ciò che dovevamo costruire, da un punto di vista fisico, l’abbiamo costruito in termini digitali. Adesso posso spaziare e farne uso nel miglior modo possibile, sui tetti o attraverso gli archi. Posso fare cose che prima non avrei mai potuto sognare di fare con le miniature. Per me, si tratta di una delle differenze più sostanziali.

Poi ad esempio Gollum ha più muscoli facciali rispetto a 12 anni fa. Si spera che Andy Serkis abbia svolto un bel lavoro con la sua performance, facendo funzionare al meglio quei musocli. Abbiamo deliberatamente reso Gollum molto simile al look che aveva in passato perchè volevamo continuità. La WETA digital ha lavorato tantissimo ad Avatar e ha costruito un sistema di motion capture molto sofisiticato e Golum ha ereditato questa innovazione tecncologia.

Tutti sono abituati al 3D oramai, noi abbiamo girato in 3D nativo, non si tratta di una conversione. Abbiamo avuto un approccio al 3D molto realistico e immediato, è stato semplicissimo. Le cineprese hanno fatto un ottimo lavoro, anche se all’inizio erano soltanto dei prototipi. Non ci hanno rallentato affatto.

I 48fps cancellano gli artefatti che siamo abituati a vedere al cinema, e la gente deve abituarsi. Con i 48fps non si vedono sfarfallii o sfocatura. E nonostante ciò questo non ci vieta di lavorare sulle immagini con la color correction e tonalità specifiche. Tutto è esattamente come prima e per il fatto che non ci sia la sfocatura radiale tutto risulta essere più nitido. Si tratta di un’innovazione simile al 65mm. Stranamente, nel 1998, quando abbiamo cominciato a lavorare al Signore degli Anni, avevo seriamente preso in considerazione l’idea di girare a 65mm perchè pensavo che si trattasse del film più adatto. Ma a quel tempo le cineprese erano enormi e avremmo dovuto spedire i negativi in America per essere sviluppati, quindi non avremmo potuto vedere i giornalieri nell’immediato in Nuova Zelanda. Quindi non è risultato possibile a quel tempo. Per me il 48fps è  un bel traguardo, è come se fossi riuscito a realizzare il mio film in 65mm.

Ian McKellen ha poi parlato del suo ritorno nei panni di Gandalf:

Io e Peter eravamo così contenti che Gandalf il Bianco non fosse nello Hobbit. Preferiamo Gandalf il Grigio, Gandalf il Bianco era un po’ noioso. In realtà era una specie di missionario, quindi abbiamo dovuto rassegnarci alla cosa. Ma Gandalf il Grifio ha tempo per divertirsi un po’. Può fumare, farsi un bicchierino e fare qualche trucco. E’ stato un sollievo! ma la gente non deve aspettarsi un Gandalf diverso. La storia si volge 60 anni prima, ma quando hai 7.0000 anni 60 anni non fanno la differenza. Quando siamo tornati a girare il film non ho trovato solo los tesso cast, ma anche gli stessi cameramen, gli addetti ai vari reparti e tutti gli altri. Si può dire che solo il cast era diverso, come i nani e in questo caso Bilbo. Tutti si sono trovati benissimo.

Cosa ne pensate?


8 commenti su “Comic-Con 2012: Peter Jackson parla delle riprese aggiuntive dello Hobbit e altro ancora

  1. Speriamo in moooolte nuove sequenze e spero anche che sfruttino appieno le ricche appendici. McKellen rimane sempre e comunque il migliore, peccato che Christopher Lee non possa muoversi dall’ Inghilterra…era uno dei miei preferiti e srebbe stato bello un suo commento.

    Ps: qualcuno doveva dire a Freeman che quel cappello gli sta davvero malissimo :)

  2. Ian McKellen immenso!! Sugli scudi!!

    Anch’io apprezzo di più Gandalf il Grigio… meno perfetto, più umano! :) Anche se umano, alla fine, non è…

  3. il Grigio, il Grigio, nettamente!
    Però un po’ mi dispiace per le miniature, si perde quel tocco di romanticismo, e poi la parte delle miniature era una delle più interessanti delle appendici e del backstage… pazienza, va bene così.

  4. NOOOOOOOOO!!!!
    Sono felice che non abbiano più l’ingombro dei modellini, ma così non potremo ammirare le miniature di Pontelagolungo, Erebor, Dale e Dol-Guldur! :”(
    Vabbè, speriamo le facciano almeno x un museo e per i collezionisti!

  5. Faccio sempre un po’ di fatica ad ascoltare la frase “Ah, io preferisco decisamente Gandalf il Grigio”. Posso capire perfettamente che uno con il retroterra di McKellen si trovi meglio nel momento in cui Gandalf non è al vertice della sua opera, perché col biancore delle vesti diventa evidente ogni significato che lo riveste. Ma lo rivestiva anche prima : per giunta non ci si può affatto dimenticare di questo, credo, nella scena ad Imladris tra lui e la Banchett. Gandalf il Bianco non è una cosa diversa da Gandalf. Quando dice “Sono come Saruman sarebbe dovuto essere”, dice nel contempo “Sono come io sarei sempre dovuto essere”. Lui e Saruman hanno il medesimo compito, le scelte li differenziano. Non ci si può dimenticare che Gandalf il Grigio si realizza, trova ogni suo significato in Gandalf il Bianco.
    Poi ovviamente è “Lo Hobbit” e Gandalf è Mantogrigio; ci sono più momenti di giocosità, di allegra compagnia, di vino e canzoni. Ma anche per quello che concerne questi momenti poco seri, Gandalf il Bianco è l’umano (perché é quello di ogni uomo che legge il libro) compimento del Grigio. Anche il vino, i giochi e gli scherzi trovano nel Bianco il loro tanto atteso significato (e non vengono a mancare!).
    Preferire l’uno all’altro è solo una questione di superficiale simpatia, non troppo diverso da un’amica che dice all’altra con quali vestiti si trova meglio. E per un attore si capisce quali panni siano migliori per lui, ma fino a un certo punto : nessuno si è mai lamentato di Ian il Bianco, se la sarà dovuta godere anche lui. Forse se l’è goduta, guarda caso, perché Gandalf è proprio sempre e solo Gandalf.