Lo Hobbit torna in libreria con una nuova traduzione!

Da qualche giorno è disponibile una nuova edizione italiana dello Hobbit, il classico romanzo d’avventura per ragazzi di J.R.R. Tolkien del quale Peter Jackson sta realizzando un adattamento cinematografico in due parti.

Il nuovo volume fa parte dei Grandi Tascabili Bompiani (possiamo immaginare che con l’uscita del film a fine anno arrivino nuove riedizioni) e include la nuova traduzione del romanzo, che sostituisce quella di Elena Jeronimidis Conte delle edizioni Adelphi, Rusconi e Bompiani. La nuova traduzione è opera di Caterina Ciuferri (in collaborazione con Paolo Paron della STI). All’interno anche le illustrazioni di Alan Lee e le mappe di Tolkien.

Nel caso voleste acquistarlo, magari per rileggere il romanzo in vista del film, come sempre vi invitiamo a passare dal nostro banner: sosterrete così HobbitFilm.it. Peraltro, Amazon lo propone attualmente a un prezzo di un paio di euro inferiore a quello consigliato (9 euro anziché 11):

 

 

24 pensieri su “Lo Hobbit torna in libreria con una nuova traduzione!

  1. lo sapevo ancora prima che pubblicaste;) questo articolo;) l’avevo scritto nei commenti nell’articolo precedente…

  2. Molto bello, ma Bompiani, invece di fare riedizioni, non potrebbe sbrigarsi a ritentare di tradurre “The History of Middle Earth”?

  3. Differenze con la precedente traduzione? Anche qui Smaug è tradotto con Smog?

  4. ma è vero quello che dice Eöl riguardo il primo film che finirà con la scoperta di bilbo dell’anello e la seconda parte con un prequel della trilogia??

  5. Penso sia semplicemente una speculazione del Corriere priva, per ora, di riscontro ufficiale, neanche troppo originale perchè palesemente riportata dai rumors che da mesi ricorrono sul web, più o meno incoraggiati da notizie trapelate dagli addetti ai lavori.
    E’ una possibilità concreta (specialmente per quanto riguarda il “ponte” di collegamento tra la fine de Lo Hobbit e la trilogia), ma consiglierei cautela prima di sbilanciarsi su questi aspetti… direi che non resta che attendere notizie dalla produzione o, più verosimilmente, l’uscita del film!
    173 giorni, 07 ore, 55 minuti e 20 secondi.. mamma mia non sto più nella pelle!!! :)

  6. Non credo proprio che il primo film finisca con la scoperta dell’anello da parte di Bilbo. Questa è una vicenda che avviene nei primissimi capitoli del libro LO HOBBIT (il quinto precisamente, dal titolo INDOVINELLI NELL’OSCURITA’). Anche se le vicende precedenti all’incontro con Gollum verranno senz’altro ampliate nel film (la sosta a Gran Burrone in primis!), credo che dopo circa un’ora e mezza dall’inizio vi possa essere già la scena del ritrovamento dell’anello da parte dell’Hobbit. Quindi non credo proprio che il film lasci in sospeso tutto a questo punto della narrazione, non trovate? Piuttosto io credo che il primo film finisca con la cattura (oppure con la fuga) dei nani da Bosco Atro. Altra ipotesi personale, con l’abbandono di Gandalf alla compagnia, prima dell’ingresso nel bosco (ma tutto sommato lo ritengo assai più improbabile)!

  7. Mamma mia, sì! Ricordate quando mancavano più di 350 giorni? :)
    Comunque avevo già visto giovedì in libreria questa nuova edizione, e devo dire che non mi è piaciuta granché… Smog diventava Smaug, per fortuna, e anche Forraspaccata diventava Gran Burrone. Ma giusto per incasinare la questione di Valle/Dale (i nomi della città degli Uomini sullo sperone meridionale della Montagna Solitaria, a seconda nello Hobbit e nel Signore degli Anelli), si sceglieva di ricorrere a un TERZO nome: Conca, che poi è il nome di un villaggio della Contea! -.-

  8. Ah, dimenticavo: la Carroccia diventava il Carrock. Altro degno di nota non ho visto.

  9. Le differenze sono:
    «orchetti»in «orchi»
    i tre«Uomini neri» in «Troll»
    «Valle» in «Conca»
    «Corvi imperiali» in «Corvi»
    «Smog» in «Smaug» (fortunatamente)
    «Forraspaccata» in «Gran Burrone»
    «Carroccia» in «Carrock»

    Le pagine sono: 410! Essendo illustrato

  10. Ah dimenticavo il titolo del libro sarà «Lo hobbit-Un viaggio inaspettato» e l’incipit che una volta era: «In un buco nel terreno viveva un hobbit.Non era una cavità brutta,sporca,umida,piena di vermi e di trasudo fetido,e neanche una caverna arida,spoglia,sabbiosa,con dentro niente per sedersi o da mangiare:era una casa hobbit,cioè comodissima» Cambia in «In un buco nella terra viveva un hobbit.Non era un buco brutto,sudicio e umido,pieno di vermi e intriso di puzza,e nemmeno un buco spoglio,arido e secco,senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit,vale a dire comodo»…A me sinceramente piaceva più l’incipit di prima…

  11. Secondo me finirà con la fuga dei nani da Bosco Atro, se fate attenzioni nel trailer Gloin è pieno di ragnatele, quindi tutto il set di Bosco Atro(entrata, battaglia coi ragni, cattura da parte degli elfi e fuga) lo vedremo sicuramente.

  12. Ma nooooo! Ho comprato un mese fa l’edizione adelphi…. Che sfiga! Ahahaha

  13. Insomma, pare che la nuova edizione non giustifichi la spesa, a quanto mi dire…

    Per tutti: ho rivisto il settimo videoblog sottotitolato. Uno dei vari tecnici intervistati si lascia scappare “Questo canale artificiale ci serve per girare la scena dei Nani nelle botti NEL PRIMO FILM”; oltretutto quando si vedono le immagini della scena (come anche in altri videoblog) non compare la “censura” che compare sempre quando si vedrebbe, altrimenti, qualcosa che riguarda il secondo film…

    Credo che il film potrebbe finire proprio con i Nani e Bilbo che escono illesi (più o meno… se non sbaglio, Bombur era semiaffogato) dalle loro botti, ed entrano a Esgaroth sul Lago Lungo… ne sono abbastanza sicuro, visti tutti gli indizi sparsi qua e là. :)

  14. Ho avuto modo di sfogliare il libro. Peccato per la mappa all’inizio, è stata scannerizzata dall’edizione adelphi con una qualità scadentissima. Rimango sempre dell’idea che l’edizione migliore sia l’adelphi in brossura.

  15. Ho avuto modo di sfogliare il libro. Peccato per la mappa all’inizio, è stata scannerizzata dall’edizione adelphi con una qualità scadentissima. Rimango sempre dell’idea che l’edizione migliore sia l’adelphi in brossura.

  16. Lo sapevate? Nel Signore degli Anelli pubblicato dalla Bompiani in italiano mancano 20 righe. Chiediamo che siano ripristinate!

    https://www.facebook.com/20RigheMancanti

    In quasi tutte le edizioni del Signore degli Anelli pubblicate da Bompiani a partir dal 2003 mancano circa 20 righe alla fine del capitolo “Molti incontri”.
    Questa mancanza è totalmente ingiustificata, e priva i lettori italiani di una parte, anche se piccola, di un grande libro.
    Chiediamo che la Bompiani ripristini quelle 20 righe, in tutte le future edizioni del Signore degli Anelli!

  17. Ciao a tutti… vorrei comprare lo hobbit ma ho un grande dubbio: quale edizione compro?
    Lo Hobbit o la riconquista del tesoro, Adelphi 1989 (quello rosso con bilbo che si sveglia accanto all’aquila in copertina per intenderci)
    Lo Hobbit Annotato o andata e ritorno, Bompiani 2004
    Lo Hobbit un viaggio inaspettato, Bompiani 2012, con illustrazioni di Alan Lee

    Ho letto che variano molte cose nella traduzione come l’incipit, il sottotitolo diventa un viaggio inaspettato(scelta commerciale per me), bosco atro in bosco tetro, Forraspaccata in Gran Burrone, Smog in Smaug, orchetti in orchi e uomini neri in troll.
    Devo dire che le illustrazioni di Alan Lee mi stuzzicano molto come le mappe (nell’edizione adelphi sono presenti??) ma alcune traduzioni come bosco tetro, il sottotitolo, e l’incipit che cambia e altre traduzioni orride non mi invogliano a comprarlo. Vorrei un’edizione che possa essere il più simile possibile a quella che Tolkien avrebbe scritto se fosse stato italiano.
    Ricapitolando in ordine di importanza:
    -Traduzione migliore
    -Mappa
    -Illustrazioni
    Grazie mille!!

  18. Posto che il primo dovere del traduttore è quello della massima fedeltà al testo, ed anche se talvolta si suole dire che “traduttore” è sinonimo di “traditore”, ho cercato, per quanto mi è stato possibile di rispettare non solo il testo originale, ma anche il ritmo e lo stile anglosassone di uno degli autori che meglio conosco, JRR Tolkien, prolifico scrittore, creatore di cosmogonie e, last but not least, insigne professore di “Old English” a Oxford. Ciò per quanto del resto consentitomi dalle diversità sintattiche esistenti tra la lingua inglese e italiana (soprattutto in termini di numero di vocaboli), e per la conoscenza, quasi mnemonica, della vecchia versione italiana da parte del nutrito popolo tolkieniano che non si poteva di certo deludere.

    Lo Hobbit, oltre ad essere stato oggetto della mia tesi di laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, è stato da me precedentemente tradotto per conto della casa Rusconi/Bompiani nella forma di comic book, egregiamente illustrato da Alan Lee. Dello stesso autore ho tradotto per Bompiani I Figli di Húrin e, per rimanere in tema di Old English e letteratura anglosassone, ho tradotto Beowulf e il frammento di Finnsburg per la casa editrice Il Cerchio. Tolkien era un profondo conoscitore di Beowulf, al punto che i temi del poema epico anglosassone ricorrono spesso in tutta la sua opera, incluso ne Lo Hobbit

    Ed ecco alcune delle differenze tra la vecchia traduzione e la mia nuova versione:
    1) Capitolo 1
    Vecchia traduzione:
    UNA FESTA INASPETTATA
    In un buco nel terreno viveva uno hobbit. Non era una cavità brutta, sporca, umida, piena di resti di vermi e di trasudo fetido, e neanche una caverna arida, spoglia sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una casa hobbit, cioè comodissima.
    Nuova traduzione:
    Capitolo 1
    UNA FESTA INATTESA
    In un buco nella terra viveva uno hobbit. Non era un buco brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, e nemmeno un buco spoglio, arido e secco, senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit, vale a dire comodo.

    2)cap 4 vecchia traduzione: “Le notti erano ostiche e gelide, ed essi non osavano cantare o parlare a voce troppo alta, poiché l’eco era strana e pareva che il silenzio non volesse essere rotto, tranne che dal rumore dell’acqua, dal gemito del vento e dallo sgretolarsi delle rocce.
    ‘Là sotto è estate,’ pensò Bilbo ‘e si falcia il fieno e si va a fare i picnic. Faranno la mietitura e raccoglieranno le more prima ancora che noi cominciamo a scendere giù dall’altra parte, se continuiamo di questo passo’.”

    Nuova traduzione: “ Le notti erano inclementi e diacce, ed essi non osavano cantare o parlare a voce troppo alta, perché l’eco era strana e pareva che il silenzio non volesse interruzioni, tranne per il rumore dell’acqua, il gemito del vento e lo sgretolarsi delle rocce.
    ‘Laggiù è estate,’ pensò Bilbo, ‘e si falcia il fieno e si fanno merende nei campi. Se continuiamo di questo passo, mieteranno grano e coglieranno more ancor prima che noi si cominci a scendere dall’altra parte’.”

    3)Capitolo 9
    Titolo del capitolo 9 vecchio titolo: Barili di contrabbando
    Nuovo titolo: Barili in libertà
    Nel testo:
    Vecchia traduzione: Per fortuna c’era molta luce, e il barile era bello grosso e avendo varie crepe aveva ora imbarcato una certa quantità d’acqua.
    Nuova traduzione: Per sua fortuna Bilbo era molto leggero e il barile era bello grosso e, avendo varie crepe, aveva ora imbarcato una certa quantità d’acqua.

    Purtroppo in questo, come in altri punti, il testo nella vecchia traduzione era stato travisato e il termine “light”, invece di essere tradotto come un aggettivo, era effettivamente stato tradotto come un sostantivo (luce).

    4) alcuni toponimi: es.: Invece di “Valle” è stato usato il toponimo “Conca”

    5) I nomi di alcuni animali: ad esempio si è rispettato l’originale che distingueva i “corvi imperiali” dai semplici “corvi”, contrariamente alla vecchia versione che non faceva alcuna differenza tra i due tipi di volatili. Per Tolkien gli animali sono importanti quasi quanto le razze di tutta la sua cosmogonia

  19. La ringrazio molto per le delucidazioni in merito ma non capisco il perché del cambiamento del termine “bosco atro” in “bosco tetro” essendo “bosco atro” conosciuto da tutti i lettori de “lo hobbit”, poichè unica traduzione del termine inglese “Mirkwood” e, a parer mio, meno “moderno” e “vuoto” del più banale e scontato termine tetro.
    Capisco che un traduttore debba tradurre il più fedelmente possibile il testo originale, ma sconvolgere in questo modo il nome di bosco atro conosciuto così dai lettori de “lo hobbit” fin dalla prima edizione del 1973 è una forzatura non gradita ai lettori che non ne capiscono il motivo: farlo dopo 39 anni, secondo me, non ha senso. E potrebbe anche comportare che il lettore non copri l’opera anche solo per questo fatto, anche se piccolo, molto significante per un appassionato.
    Inoltre il fatto di cambiare termini in vocaboli, forse, anzi, certamente più fedeli a quelli originali, rende alcune parti della storia più vuote e meno emozionanti.
    Certo che il lavoro del traduttore è quasi sempre giudicato dagli aspetti negativi che da quelli positivi, ma forse qualche forzatura in meno sarebbe stata più gradita.

  20. le rispondo subito: a Lei interessa sapere cosa scrive Tolkien o cosa scrive la Jerenomides Conte? Il dovere del traduttore è quello della fedeltà al testo. Il mio massimo rispetto va a Tolkien, all’autore, non alla memoria estetica italiana comune basata su una trasposizione. Molte cose sono purtroppo rimaste invariate SOLO per accontentare chi, come Lei, è più affezionato ad una traduzione che al testo originale.

  21. Quello che dice Lei è vero, ma credo che una buona traduzione debba anche tenere conto dell’emotività della situazione narrata, della suspense del momento, perché, ripeto, sostituire vocaboli carichi e portatori di emozioni con parole VUOTE, in situazioni che dovrebbero suscitare emozioni nel lettore e coinvolgerlo, anche se più fedeli al testo, rende la traduzione buona a metà.
    L’incipit della nuova edizione sarà anche più fedele a quello scritto da Tolkien, ma leggendolo non mi trasmette niente, non mi lascia niente; non mi invoglia a continuare il libro.
    Forse sarò solo io a pensarla così, ma a me non piace. L’incipit di un libro è ciò che accende dentro al lettore la voglia di continuare a leggere quel libro e, questo incipit della nuova edizione, non mi invoglia affatto, pur essendo molto più fedele al testo.

  22. scusate , avete visto la nuova edizione dello Hobbit di bompiani , ora hanno messo fuori commercio quella in compertina rigita di formato più grande… volevo sapere se ne uscirà una nuova , cioè non è che ci fanno rimanere solo con quella recentemente pubblicata ? intendevo una nuova edizione in copertina rigina con illustrazioni più grandi ecc… qualcuno può rispondere ?

  23. Uscirà la nuova versione annotata in copertina rigida. I tempi? forse contemporaneamente al film

  24. Scusate ma in libreria c’è solo l’edizione tascabile con la brossura mentre non si trova l’edizione con copertina rigida, voi avete notizie a riguardo?

Rispondi