Quinto reportage di AICN dal set: i dubbi di Thorin

Ain’t It Cool News ha pubblicato un nuovo reportage (il quinto, per l’esattezza) dal set dello Hobbit, le cui riprese si sono spostate sulle Mangaotaki Rocks nell’Isola del Sud, in Nuova Zelanda.  Nel report, che contiene anche nuove foto, il giornalista Eric Vespe (Quint) ci descrive una scena di dialogo tra Gandalf (Ian McKellen) e Thorin (Richard Armitage). Attenzione agli spoiler!

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Reportage di Ain’t It Cool News

Bentornati nella Terra di Mezzo! Ecco un altro report dalle scogliere Denize (Mangaotaki Rocks) prima di spostarci nella prossima (nonchè meravigliosa, aggiungerei) location.

Questa giornata è stata davvero unica, per quanto può esserlo una giornata di riprese in esterni. Solitamente ci si sposta fuori dagli studi per girare inquadrature d’ambientazione, ecco perchè moltissime sequenze che ho visto riguardano scene di corsa. Con una luce continuamente variabile, il cielo nuvoloso e il tempo imprevedibile, riuscire a girare più di qualche breve inquadratura è molto difficile e fa desiderare anche al più avventuroso dei registi le quattro mura di un comodo teatro di posa.

Comunque, dover girare una sostanziosa scena drammatica in mezzo a questo tipo di paesaggio conferisce anche al film più fantastico un senso di realismo che il teatro di posa non può replicare. Non al 100%, almeno. Pensate allo Squalo, un film su uno spietato squalo mangia-uomini. E’ il lavoro in location (assieme ai relativi mal di testa) che ha reso il film credibile.

E’ stato un enorme piacere assistere a un giorno di riprese in esterni dello Hobbit che non fosse una scena d’azione. Insomma, anche le scene a Casa Baggins non erano d’azione, ma si trattava di vari pezzi slegati. La scena girata quel giorno era improntata sullo sviluppo dei personaggi e in particolare riguarda il momento in cui i toni del colloquio tra Thorin e Gandalf si scaldano. Ho capito che avrei assistito a qualcosa di diverso quando mi sono accorto che nei primi piani lo sfondo si notava appena per dare più rilievo all’interpetazione, più che allo scenario.

L’introduzione alla scena era una ripresa in stile Signore degli Anelli, perciò non preoccupatevi. C’è un bel po’ di Nuova Zelanda in mostra mentre i 13 nani, Bilbo e Gandalf galoppano sui loro cavalli attraverso le rocce fin sopra la collina dove si trova la cascina fatiscente, o quello che ne resta.

Due gru giganti sono state montate per riprendere la scena, una puntata verso il gruppo che sale sulla collina e l’altra ha ripreso il momento in cui tutti si fermano per dare uno sguardo a dove sono diretti. Guardare questi enormi macchinari in mezzo alla natura è stato molto buffo, devo ammetterlo.

 

 

Tra un ciak e l’altro i membri della troupe hanno dovuto rastrellare l’erba per coprire le impronte dei cavalli. Vedete?

 

 

Si sta facendo buio e l’idea è di accamparsi in questo posto per la notte, ma Gandalf vuole proseguire per trovare consiglio da Elrond a Gran Burrone.

La scena – tutta incentrata su Thorin – mi ha dato la possibilità di vedere Richard Armitage all’opera sul suo personaggio. Thorin è un nano testardo, un leader, ma abbastanza acuto da assecondare il pensiero di Gandalf. In questa scena traspare l’immagine di un uomo lacerato. Il suo profondo risentimento nei confronti degli elfi (che crede abbiano tradito i suoi antentati non intervenendo quando fu richiesto il loro aiuto) lo spinge a una presa di posizione opposta a quello dove vuole condurlo il suo rispetto per Gandalf.

Ian ha dovuto partecipare alle riprese perchè c’era bisogno di una performance completa per entrambi i personaggi, così ha trascorso la giornata come suo solito: in piedi su una piattaforma a 60-90 cm da terra. Peter ha girato dei campi medi e dei controcampi, perciò non ci sarà bisogno di ricorrere al ritocco digitale.

Armitage ha fatto un ottimo lavoro per il dilemma interiore di Thorin. Gandalf lo invita a chiedere aiuto a Elrond per il bene della Cerca. Armitage non si dimostra impassibile, ma dà espressione ad ogni dubbio di Thorin reagendo con vigore alle parole di Gandalf, piuttosto che pesare le proprie. Praticamente, trasmette la sua battaglia interiore con il suo volto, conferendo a Thorin una profondità che attendevo da tanto. Sono certo che la tentazione sarebbe quella di interpretarlo come un nano testardo, ma Armitage gli conferisce tante altre sfumature con molta intensità.

Mi chiedevo come avrebbero gestito le “sparizioni” di Gandalf, che nel libro avvengono nei momenti peggiori, con lo stregone che si limita a dire: “Bene ragazzi, buona fortuna. Devo scappare!” Nel film, a mio parere, una cosa così non funzionerebbe, anche sapendo che ci daranno modo di vedere dove Gandalf si dirige. E così in questo caso la partenza di Gandalf è molto emotiva. I nani e Bilbo restano spiazzati, Bilbo in particolare è preoccupato per aver perso lo Stregone. Tornerà indietro? Nessuno lo sa.

In questa location abbiamo festeggiato il compleanno di Peter (31 ottobre, ndt). Il regista è arrivato sul set senza troppe smancerie finchè i nani non lo hanno sorpreso con il loro regalo… un calendario con ognuno di loro nelle pose più inadeguate e ridicole. So che alcuni fan su Twitter ucciderebbero per dare uno sguardo a quel calendario.

Wow, questa volta il report è stato breve…

Vediamo di quale componente della troupe parleremo oggi. Si tratta di Eric Saindon della Weta Digital!

 

Sapevo già dall’inizio che avrei parlato di Eric perchè lo incontro sul set almeno una dozzina di volte al giorno. Non sono abituato ad avere altri Eric attorno quindi ogni volta che pronunciano il mio nome automaticamente penso si tratti di me.  Molte volte al giorno Eric, il supervisore degli effetti visivi sul set, viene chiamato sul set e ogni santa volta mi guardo intorno come un idiota pensando che qualcuno mi voglia parlare. Una volta Peter Jackson cercava Saindon durante le prove e ha chiesto “C’è Eric? Dov’è Eric?”. Mi ha guardato e io ho alzato le sopracciglia come per dire: “Io?” e lui ha detto: “Non quel maledetto Eric. Dov’è Eric Saindon?”.

Eric fa parte della famiglia sin dalla Compagnia dell’Anello ed è stato così gentile da invitarmi nel tendone degli Effetti Speciali sul set mostrandomi i monitor e fornendomi protezione dal vento/pioggia/sole.

Ha cominciato la sua carriera con uno dei peggiori film di Star Trek (l’Insurrezione), ma è stato ingaggiato dalla famiglia di Weta Ditigal per Il Signore degli Anelli, finendo poi per lavorare anche a King Kong, Avatar e ora ai film dello Hobbit.

Cosa sta facendo Eric nell’immagine qui sopra? Si tratta dell’interno della cascina abbandonata di cui parlerò nel prossimo report. Quello che Saindon e il suo fantastico team (che include Seb Abante, Kevin Sherwood, Brian McMillin e Adam Harriman) fanno è essenzialmente raccogliere quante più informazioni e dettagli possibili su una location, un set o vario materiale di scena. Qui sopra Eric sta scattando foto dell’intero set, pezzo dopo pezzo, settore dopo settore, in modo da riuscire a costruire una replica digitale dell’ambiente qualora ce ne fosse bisogno. A volte sa già se c’è bisogno di ricreare un oggetto di scena, una sezione di un muro, una roccia o quant’altro ma raccoglie le informazioni a priori.

Sono Eric, Seb e Adam a fare questo lavoro mentre Brian si occupa di uno scanner 3D chiamato Leica. Quando vedete delle strisce di nastro su un greenscreen o su una roccia, sono per questo metodo di scanner. Brian e Adam generalmente usano questi nastri come marcatori per indicare la posizione esatta a Leica e generare uno scan completo del set. Una volta scattate le foto ad alta risoluzione, Eric le dispone su una griglia digitale dando vita ad una replica fotorealistica dell’ambiente, che permette di aggiungere elementi digitali molto più facilmente, come le creature in CGI (i Warg, ad esempio).

Dal momento che il team della Weta Digital sul set è americano abbiamo trasformato il tendone Effetti Speciali in una confraternita americana, con discussioni su come celebreremo il giorno del Ringraziamento e sulla nostalgia per le cose più semplici, come i negozi aperti 24 ore su 24, i refill gratis, il vero cibo Messicano, internet illimitato e altri argomenti tipicamente americani.

Qui di seguito potete trovare un paio di foto del team sebbene qui stia parlando principalmente di Eric. Ho escluso Brian perchè in un futuro report parlerò del volo in elicottero che abbiamo condiviso.

Ecco Adam (sinistra), Eric e Seb (destra) accanto al Leica preoccupati sulla quantità di marcatori da posizionare per l’inquadratura.

 

Il prossimo report ci porterà lontano dalle Mangaotaki Rocks su una terra considerata sacra dai Maori. Ecco un’anteprima:

9 pensieri riguardo “Quinto reportage di AICN dal set: i dubbi di Thorin”

  1. thorin ha i capelli bianchi nel libro… ed è il più anziano e regale dei nani, questo sembra kabire bedi in sandokan con la matita sugli occhi… personaggio ricreato veramente male….

  2. UN’ALTRO BELLISSIMO REPORTAGE, SOFFRO SEMPRE DI PIU QUANDO NE ESCE UNO!!!!!! XDDDDDDDD

  3. Buona alessandro2 però vi dirò che per adesso si preannuncia un film che rispetta il libro speriamo bene giovanotti

  4. Direi che quello dai capelli bianchi era Balin, Thorin viene chiaramente non- descritto, e se si vanno a vedere gli Annali risulta che Balin è parecchio più vecchio di Thorin; quindi Thorin per me va benissimo così

  5. anche io mi ricordavo che fosse balin il più vecchio, ma non farei affidamento sulla mia memoria!

  6. A parte gli odiatori del Thorin di P.J. secondo voi che parte della storia sarà svolta nella Terra Sacra dei Maori??
    L’attraversata del Bosco Atro?

  7. In realtà il più vecchio è proprio Thorin, ma questo non significa che debba avere i capelli bianchi…

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