Ultimo reportage di AICN dal set di Hobbiville


Ain’t It Cool News ha pubblicato il terzo reportage dal set dello Hobbit. Questa volta Quint ci parla di altre sequenze girate con Martin Freeman (Bilbo) ad Hobbiville, le ultime ambientate nell’iconica zona di Matamata visto che la produzione si sposterà altrove.

Trovate il reportage e alcune foto qui di seguito, ma occhio agli SPOILER!

 

La troupe principale ha trascorso 5 giorni a Matamata mentre la seconda unità ha continuato a girare riprese aeree e sequenze aggiuntive.

Solo come succede per i film, abbiamo concluso il nostro penultimo giorno di riprese con la sequenza in cui Martin Freeman nei panni di Bilbo Baggins lascia Hobbiville, inseguendo i nani, mentre l’ultimo giorno abbiamo girato la scena in cui Bilbo torna nella Contea quando la sua grande avventura è ormai giunge alla fine.

L’inizio e la fine a 24 ore di distanza.

Ho deciso di mettere un avviso spoiler a questo articolo perchè parlo della fine del secondo film, ma nonostante questo non lo considero un grosso spoiler. Prima di tutto perchè se ne parla del libro e, secondo, perchè se avete visto il Signore degli Anelli, sapete benissimo che Bilbo ritorna nella Contea. Ci tengo a lasciarvi qualche sorpresa per il film, quindi ci andrò cauto con gli spoiler. Questo, però, non dovrebbe sconvolgere nessuno di voi che abbia visto i film del Signore degli Anelli.

Matamata era grigia, il cielo brillante dei giorni precedenti era sparito. Tutto ciò, però, non ha rovinato l’aspetto del paesaggio.

Dopo il mio primo report ho ricevuto commenti da tantissime persone che hanno visitato o intendono visitare Matamata. Si tratta probabilmente della più riconoscibile e accessibile location da visitare nella Terra di Mezzo di Peter Jackson, e sembra che le future generazioni di Tolkien e i fan del Signore degli Anelli potranno vivere un’esperienza ancora migliore quando si fermeranno per una capatina.

Ho scambiato due chiacchiere con lo scenografo Dan Hennah per parlare della ricostruzione di Hobbiville, che è stata una bella sfida. Hanno cominciato a lavorarvi a Gennaio 2009, ancora quando alla regia c’era Guillermo del Toro e si pensava di girare nel 2010.

Il fulcro di Hobbiville (nonchè il motivo per cui fu scelta questa location tredici anni fa) è l’Albero della Festa. Quando Dan Hennah e la troupe sono arrivati lì per far risorgere Hobbiville trovarono l’Albero della Festa in pessime condizioni. I rami erano in decadenza e le foglie appassite a causa di una stagione molto arida in Nuova Zelanda. Procedettero a una missione di fertilizzazione d’emergenza, misurata per ridargli lentamente forza.

Come potete vedere, ha funzionato.

In termini di manodopera ci sono stati 6 giardinieri a Matamata ogni giorno per gli ultimi due anni per curare i prati, far crescere il fogliame e indurre le radici di superficie a divenire parte integrante dei set. A pochi mesi dall’inizio delle riprese i giardinieri sono diventati 20 e 15 allestitori sono stati chiamati per rendere Hobbiville… insomma, Hobiville.

Senza contare gli operai che hanno costruito gli Smial degli Hobbit, il ponte di pietra e il Drago Verde. E hanno dovuto costruirli saldamente, aggiungerei.

L’ultima volta hanno costruito le case degli Hobbit come la maggior parte dei set cinematografici. Erano strutture temporanee, non funzionali dopo la fine delle riprese. Questa volta hanno preso accordi con i proprietari per rendere il posto un’attrazione di lunga durata per i fan del film.

44 Smial sono stati costruiti per essere permanenti, con mura salde, tetti resistenti alla pioggia, e così via. Il ponte di pietra è stato costruito con una sovrastruttura in acciaio rivestita di vera pietra. Il Drago Verde è il più impressionante perchè è stato costruito con un camino, un vero impianto idraulico e delle tubature.

Hennah ha dichiarato che si progetta di trasformare il Drago Verde in un vero pub, ma spetta ai proprietari terrieri decidere. Immagino già i matrimoni a Matamata, la promessa d’amore sotto l’Albero della Festa e il ricevimento al Drago Verde. Ah, amore da geek!

Anche se hanno rimosso un mucchio di oggetti d’arredamento (come sedie, scale e cianfrusaglie varie) le case degli Hobbit rimarranno un posto sicuro in cui entrare. Hanno persino lasciato le tende alle finestre.

Su questo sito si parla del tour di Hobbiville (già attivo dal 9 novembre scorso). Se vi trovate in Nuova Zelanda e siete appassionati di questi film (se state leggendo questo articolo vuol dire che lo siete), fatevi un bel giro sul set.

Hennah ha definito il set di Hobbiville il più importante che abbia mai curato per un film. E’ da lì che prende avvio la storia e, se il lavoro è stato fatto bene, trasporta il pubblico in un mondo magico molto credibile. Il set di Hobbiville conferisce una prima e decisiva impronta a tutti luoghi dei film ambientati nella Terra di Mezzo, all’inizio e alla fine. Che frase ad effetto, ne vado molto fiero.

Generalmente durante le riprese mi infilavo davanti ad un monitor, lontano dal set, per tenermi alla larga dal campo visivo degli attori e per evitare di essere ripreso dalla cinepresa. Se ciò fosse accaduto, sarei incorso nell’ira di Caro Cunninham, produttrice e prima assistente alla regia di Peter. Sul set è la sorvegliante principale, probabilmente la donna più amata e temuta nella troupe. Deve tenere questa enorme produzione in movimento e più volte agisce in modo severo, ma protettivo. Capita facilmente di arrivare al punto in cui temi più di deluderla che prendertela con te stesso per aver perso tempo in sciocchezze. Spero di poter parlare di lei nel prossimo report e approfondire il suo ruolo nella produzione. Riveste un ruolo cruciale per questi film della Terra di Mezzo.

Comunque, anche se passo il tempo nascosto durante le riprese, mi piace gironzolare sul set durante le prove, l’allestimento dei set e specialmente durante il pranzo. Tipicamente, però, cerco di stare il più lontano possibile dal set. Non è stato questo il caso della scena in cui Bilbo corre per raggiungere i nani.

Questa era la mia vista durante le riprese:

Mi sono sistemato assieme a Leith McPherson, uno dei linguisti, accanto ai tecnici del suono sulla somità di una tana hobbit che si affaccia sulla Contea. Eravamo alla base della collina che porta a casa Baggins, e nella scena Bilbo doveva correre diretto verso di me sventolando il contratto con i nani.

Nella sequenza Bilbo passa davanti a Worrywort, lo hobbit con cui parla durante il mio momento da mercante di pesce, che gli chiede dove è diretto.

C’è eccitazione nella sua voce mentre gli urla che sta per imbarcarsi in un’avventura. Si tratta di un piccolo cambiamento rispetto al Bilbo del libro, che si dimostra più restio ad abbandonare la sua tana. Quel Bilbo è ancora presente nel film, specie nella prima scena in cui Gandalf gli chiede di unirsi alla sua ricerca.

Tuttavia, sembra che Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens abbiano deciso di prendere dal romanzo di Tolkien un pizzico del giovane Bilbo avventuriero, visto che ha qualche goccia del sangue di Brandobras “Ruggibrante” Tuc nelle vene, e infonderlo nell’esitante hobbit.

Da quanto ho visto credo che lo renda un personaggio più interessante e più simile all’interpretazione di Ian Holm per la Compagnia.

Il ritorno a Hobbiville è molto nostalgico, ovviamente. La ricerca si è conclusa, amici sono morti e Bilbo è esausto e di sicuro traumatizzato. Ma non appena torna a casa, si ritrova i un bel pasticcio. Che bentornato è mai questo?

Essendo stato via per 13 mesi Bilbo è stato dato per morto e c’è in corso un’asta con tutti i suoi averi, cosa di cui i Sackville-Baggins sono molto felici.

Ho parlato brevemene con Martin di questa scena e mi ha detto che voleva interpretare la parte in modo più intenso di quanto si aspettasse Peter. Bilbo non è felice di vedere la gente con le sue cose e dopo un difficile viaggio non è più il pacato hobbit di prima. Così la pensava Freeman, e da quello che ho visto durante le riprese Jackson concordava sul fatto che la scena in cui Bilbo si leva contro di loro dovesse essere fatta con più grinta di quanto ci si aspetti.

Lo hobbit non urla come un matto ma è notevolmente più deciso e più sicuro di prima.

Tutte le belle cose finiscono e così è stato per Matamata. Ma proprio come Bilbo, la mia avventura è appena cominciata. A pranzo Bridgette Yorke (la direttrice di produzione) ha consegnato del materiale con delle mappe e informazioni dettagliate sulla prossima location a ogni componente della troupe. E’ stato un momento molto emozionante a dire il vero. Mi è sembrato per un istante di trovarmi in un reality show dal momento che non avevo idea di dove saremmo andati fino al momento in cui ho ricevuto istruzioni sulla prossima mossa.

Dove andremo? Ecco un indizio:

Passiamo al membro della troupe di cui parlerò in questo articolo. Non potevo lasciare Hobbiville senza occuparmidi Heather McMullan. Se avete letto il mio ultimo report sapete che è stata lei a creare e a farmi indossare i piedi da hobbit. Heather è la responsabile di tutto ciò che ha dei piedi pelosi e si occupa personalmente dei piedi di Bilbo.

Ecco Heather con indosso delle orecchie da Hobbit (simili a quelle di Frodo. So che sembrano elfiche ma a quanto pare Frodo ha delle orecchie piccole e graziose come queste).

Proveniente dall’Inghilterra del Nord, Heather ha studiato da Madame Tussauds (!?!) a Londra prima di imbarcarsi per l’emisfero meridionale e diventare addetta ai piedi per Lo Hobbit. A Londra ha lavorato alla creazione di parrucche per alcune commedie teatrali e poi all’ultimo film di Harry Potter per cui ha dovuto occuparsi delle sopracciglia dei folletti della Gringott.

Nella mia mente l’immagine costante che ho di Heather è di lei seduta con un paio di piedi in grembo, un uncinetto in una mano e una ciocca di peli  nell’altra. Trascorre ore a infilare peli nei piedi di Hobbit.

Se sotto pressione ammette di essere in grado di realizzare un paio di piedi da hobbit (dita, gambe e tutto) in circa 90 minuti.

Quando non realizza piedi, Heather è attenta a quelli di Martin Freeman, conrollando che non ci siano strappi e crepe nel silicone. Se salta via un pezzo di piede (che non può essere nascosto con del fango) ha sempre delle riserve a portata di mano.

Quindi, questa è Heather. E questo è tutto per Matamata. Hobbiville è stata fantastica. Mi mancherai… ma l’avventura continua. Restate sintonizzati per un report dalla prossima location con stregoni, nani e cavalli!

 

7 pensieri riguardo “Ultimo reportage di AICN dal set di Hobbiville”

  1. In quella foto Martin piu’ che Bilbo non vi ricorda un Pipin-Boyd invecchiato? Secondo me ci assomiglia di piu’ che non a Holm-Bilbo :)

  2. Vorrei dire a tutti quelli che infastidiscono il set di lo hobbit: lasciate girare il film in santa pace a questa gente!!!!!!!!! non serve a nulla fare reportage frequenti se il lavoro viene disturbato!!!

  3. anch’ io vorrei andare al Dragoverde ma non per bere la birra ma per portare la carriola di zucche che ho raccolto in orto 10 giorni fa prima che venga la gelata … erano 50 chili e mi è venuto “il colpo dello stregone” … che dite … forse dovrei andare a lezione di giardinaggio da Sam ???
    PS per Gil Galad (1): come risolverete con Gil Galad (2) ? … con una sfida a chi beve più birre ?? … se siete come Legolas potreste andare avanti per settimane !

  4. Non ho letto tutto, non ne ho il tempo ora, ma…

    Il personaggio di Bilbo è molto cambiato, rispetto al libro?
    È un “giovane avventuriero”, invece di essere un “pacato, benestante, leggermente sovrappeso Hobbit di mezza età”?
    Ahi ahi ahi, che ci stai combinando, Peter??

  5. Ci sono stato a Matamata nel 2009
    ovviamente senza le scenografie complete.
    Dopo ISDA lasciarono le casette vuote e tinteggiate di bianco come accordi con la produzione. Fantastico, il posto era bellissimo! Ho fatto foto stupende.

    La guida disse che Peter Jackson scelse quel posto mentre lo sorvolo.
    Dovette tornare indietro in elicottero, e si accorse che dalla posizione delle case, se tu ti guardi intorno non ce nessun segno di civilta.
    Le colline offrono riparo alla vista.
    Lo spazio aereo venne chiuso sopra la location e i cittadini di Matanata non sapevano che si stava girando un film nella loro “periferia”.
    Solo il proprietario del terreno, un allevatore che ho conosciuto sapeva che accadeva.

    Adesso sarà ancora più bella !

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