Secondo reportage di AICN dal set: il mercato di Hobbiville!

Come promesso, Ain’t It Cool News ha pubblicato il secondo reportage dal set dello Hobbit.

Nell’articolo ci viene descritta una sequenza ambientata nel mercato allestito nei pressi del Drago Verde con protagonista Martin Freeman (Bilbo), al quale ha partecipato lo stesso Quint.

Trovate il reportage e alcune foto qui di seguito, ma occhio agli SPOILER!

 

ATTENZIONE AGLI SPOILER!

***
Reportage di AICN

 

Mi chiamo Fredegar Chubb e sono un Hobbit. Ma sto correndo un po’ troppo. Torniamo un po’ indietro, d’accordo?

Mi sono svegliato alle 5 del mattino e ancora una volta ho guidato per 40 minuti dal mio albergo a Hamilton fino alla lande contadine di Hobbiville.

Dopo una breve colazione mi sono incamminato verso il reparto costumi e makeup, per svestire i panni di umano e indossare la pelle da hobbit.

Devo dire che il costume di scena era comodo. Ampio, caldo abbastanza da ripararmi dalla brezza mattutina e abbondante in maniera da coprire buona parte della mia bianca e delicata pelle da “passo-la-mia-vita-tra-computer-e-cinema” dai raggi del sole.

Anche indossare le orecchie da Hobbit è stato un processo piuttosto innocuo (il dolore e il tormento sarebbero arrivati più avanti, dopo la rimozione delle orecchie, quando i resti della colla da truccatori sono rimasti sulla pelle e i capelli per una settimana), a quel punto ho lasciato il camper del trucco e parrucco.

L’aspetto peggiore di questo processo è stato doversi fare la barba. Molti lettori di AICN sanno il motivo per cui farmi la barba non è stato piacevole. I tizi grossi usano le barbe come scudi. Il mio scudo mi è stato tolto perché gli Hobbit non hanno barba: le mie guance flosce verranno immortalate per sempre.

Una ragazza adorabile di nome Ricci-Lee ha trasformato il mio pallido volto senza barba in un viso da Hobbit, guance rosa e così via. La parrucca ha richiesto molto lavoro, le retine sono state attaccate ai miei capelli tramite forcine, pinzette e, infine, colla. I miei capelli sono stati ricoperti di lacca e tenuti il più piatti possibile. C’è voluto molto lavoro ma alla fine la parrucca aveva un bellissimo aspetto. Naturalmente l’ho coperta con un simpatico cappello da Hobbit ma si intravedevano dei ricci selvaggi al di sotto.

Poi è giunto il momento di abbandonare l’ultimo residuo di umanità e compiere l’ultimo passo per la trasformazione. Esatto, era ora di indossare i piedi.

Per il Signore degli Anelli questi piedi venivano applicati come scarpe incollate alle caviglie, il che significava rimuoverle a fine giornata. Durante il breve tempo trascorso sul set del Ritorno del Re ho visto Elijah Wood sottoporsi a questo trattamento; sembrava rilassante ma deve essere stato seccante farlo ogni giorno per un anno intero.

Il trattamento per i piedi da Hobbit si è evoluto nell’ultimo decennio. Non si tratta più di applicare una protesi, ma una vera e propria pelle di silicone che una persona piuttosto paziente ti aiuta a indossare (nel mio caso, una ragazza molto carina di nome Heather McMullan) fin quando non aderisce perfettamente al tallone. Dopo ciò, la pelle di silicone viene tirata fin sopra il ginocchio.

Il risultato è un unico pezzo uniforme, che garantisce una buona dose di imbottitura per il piede scalzo. I piedi da Hobbit sono stranamente comodi a meno che non calpesti una roccia appuntita. Ed è successo. Un paio di volte. Mi dispiace, tallone. Ti prego, perdonami.

In piena veste Hobbit, sono stato portato a Hobbiville e mi sono fatto strada al Drago Verde dove era stato allestito un mercato. Ho trascorso la passeggiata a cercare di abituarmi ai miei flosci piedi pelosi e sono riuscito a domarli una volta giunto al mercato.

Una gru gigante era stata posta vicino al famoso ponte nei pressi del mulino di fronte al Drago Verde, colmo di banchetti traballanti che vendevano di tutto, dal formaggio ai giocattoli, dai libri al pollo.

Mi hanno detto che avrei dovuto tenere in mano un enorme gallo per le riprese. Si chiamava Trevor e secondo le indicazioni dovevo dirigermi dal mercante Hobbit, pagarlo (sul banchetto c’erano anche papere, piccioni e polli), mettere Trevor a terra e portarlo a spasso per il mercato. Sì, portarlo a spasso. Trevor indossava una imbracatura attaccata ad una corda, quindi l’idea era di tenerlo tramite l’imbracatura.

Stavo facendo pratica, cercando di guidare Trevor con il piede (non stava andando affatto bene, infatti mi chiedevo come avrei fatto una volta che le riprese fossero iniziate) quando è arrivato Peter Jackson a dirmi che c’era stato un cambio di programma.

Che mi dici del pesce?” mi ha chiesto. Non ne mangio, non ho mai gradito il sapore del pesce, ma non ho problemi a toccarlo, quindi gli ho detto che ero disposto.

Ottimo. Venderai del pesce a Bilbo” mi disse, e mi hanno indicato il banchetto del pesce. Una vecchia comparsa era stata già messa lì ma l’aiuto regista l’ha fatta mettere altrove, ponendo me dietro al bancone, fiancheggiato da cesti di anguille finte molto realistiche.

(Nota: Non avevo la videocamera con me per ovvi motivi, ma ho fotografato il banchetto il giorno seguente. Era allestito per metà ma rende l’idea di che aspetto avesse).

Peter stava dando istruzioni sulla scena a Martin Freeman. La sequenza ha inizio con Bilbo che compra del pesce con fare nervoso. A questo punto nella storia Gandalf gli ha già proposto di intraprendere la grande avventura e quindi Bilbo si aspetta che lo stregone gli spunti davanti di punto in bianco e lo tormenti con la stessa storia. Dopo aver comprato del pesce da me, Bilbo si imbatte in un altro Hobbit di nome Worrywort intento a spingere una carriola e gli chiede se ha visto lo stregone aggirarsi nei dintorni.

Al di sopra di alcuni banchetti Bilbo vede spuntare il cappello grigio di Gandalf e cerca di nascondersi dietro alcuni Hobbit tra cui un Worrywort spiazzato e una ignara coppia impegnata in una passeggiata romantica per il mercato.

E’ interessante notare che anche Otto e Lobelia Sackville-Baggins sono nella scena. Lobelia guarda sprezzante Bilbo che cerca di nascondersi dietro Worrywort. Indossa degli abiti orribilmente sfarzosi e il più ridicolo berretto che abbia mai visto. L’attrice, di cui non ricordo il nome, sembra adeguata per la parte. I fan dei vecchi film ricorderanno che Elizabeth Mooy interpretò la parte nella Edizione Estesa.

Sto cercando di ricostruire tutti i pezzi perchè le riprese sono durate molto ed essendo nell’inquadratura non potevo continuare a guardare Bilbo per tutto il tempo. Dovevo sembrare un mercante di pesce!

Durante la pausa Peter mi ha presentato Martin Freeman.

Freeman ha chiesto a Jackson se il mio personaggio avesse un nome. Non l’aveva, naturalmente, ma Peter ci ha parlato di un sito che trasforma il tuo nome in un nome da Hobbit. Trenta secondi dopo, Sebastian Meek (l’altissimo e buffissimo assistente di Peter) ha estratto l’iPhone. Su quel dannato sito è risultato che il nome da Hobbit per Eric Vespe è Fredegar Chubb, un nome piuttosto sfortunato per un Hobbit, devo dire (Chubb significa Grassotto, ndt).

Ma era troppo tardi. Per Jackson e Freeman quello divenne il mio nome ufficiale. Penso che Freeman abbia chiesto un nome a cui pensare in modo da poterlo ripetere mentre si riferiva a me, come se mi conoscesse e mi incontrasse regolarmente.

Quindi a ogni ciak c’era un “A venerdì prossimo, Mr. Chubb!”, o “Prenderò quello, Freddy.” La maggior parte delle volte, però, diceva Mr. Chubb.

E’ stato a quel punto, quando ho iniziato a sentirmi felice e in pace con me stesso, che è arrivata la vera star della scena… anzi, del film. Penso che si sia trattato del suo debutto cinematografico. Questa futura star del cinema, vincitore di un Oscar e grande benefattore si chiama Leroy e da subito ha catturato l’attenzione di tutti sul set.

Leroy è un maiale gigante. Quando dico gigante, intendo dire veramente gigante, alto qualcosa come un metro e mezzo. E aveva anche qualcos’altro di gigante, lasciatemi dire. Ogni volta che Leroy passava, tutti finivano per dare un’occhiata ai suoi giganteschi testicoli. Sono diventati da subito l’argomento principale del mercato.

Un paio di giorni dopo gli ho scattato una foto: non potevo non documentare la cosa. Ammirate Leroy in tutta la sua gloria!

 

 

Dio santo, ma avete visto?!? Non vi spaventate, Lo Hobbit rimarrà un film per famiglie visto che questo “piccolo” particolare di Leroy non è stato ripreso. Penso ci sia una legge che vieta di filmare in 3D cose del genere.

Comunque, il campo lungo partiva da noi per poi estendersi al grande mercato e al brulicare tipico di una giornata di spese.

Per la scena, alcuni pesci veri erano stati messi sul banchetto e Martin me ne indicava uno, generalmente con un “Mmmmmh….quello per favore, Signor Chubb“. Io afferravo il pesce, lo ponevo su della carta per arrotolarlo e poi lo avvolgevo ancora in un secondo strato prima di porgerlo a lui. Durante questa operazione, Freeman era molto nervoso.

Davo il pacchetto a Freeman, lui mi ringraziava e lo metteva nel suo cesto, pieno di pomodori e altre verdure, e poi si allontava verso Worrywort.

Naturalmente dovevo tenermi occupato durante l’incontro di Freeman e Worrywort visto che ero visibile sullo sfondo, quindi mi hanno suggerito di squamare o sbudellare i pesci. E’ apparso chiaro da subito che avrei finito il pesce da squamare in pochi ciak, così sbudellarlo è stata la decisione più ovvia da prendere perchè dopo ogni ciak potevo rimettere le budella nelle carcasse di pesce e farlo ancora.

Secondo Peter il ritmo era troppo lento, così mi ha chiesto di avvolgere il pesce soltanto una volta, ma quando l’ho fatto mi sono accorto di Martin e del suo comportamento nervoso. Freeman ha insistito nel farmi avvolgere il pesce in due strati così che avesse il tempo di guardarsi intorno [senza farsi notare da me]. Jackson ha apprezzato il breve frangente in cui Bilbo viene distratto dal mercante, così mi ha chiesto di richiamare la sua attenzione una volta finito di incartare.

Sapendo di non poter parlare, non mi restava che agitare il pesce davanti al volto di Bilbo o dargli una amichevole pacca sulla spalla. Ho deciso per la seconda opzione, ma pare non sia piaciuta al regista. Secondo Terry Notary il movimento era troppo moderno e Peter è venuto da me dicendo: “Mi piace che richiami la sua attenzione ma la pacca era tremendamente stupida“.
Ottimo” ho pensato. “Sto rovinando un film“.
Potremmo farti dire una battuta” mi disse Jackson.
Oddio! Ti abbiamo dato un nome, e ora anche una battuta?!? Cosa vuoi di più?” mi ha urlato Martin Freeman scherzando. Gli ho risposto che se non avesse fatto attenzione, il signor Chubb si sarebbe impadronito del franchise.
Per quanto tempo rimani?” mi ha chiesto Martin.
Fino a dicembre” gli ho risposto.
Ah. Sarai Bilbo entro il 18 novembre” ha ammesso Freeman.

E’ stato quindi deciso che avrei detto un semplice “signore” mentre gli porgevo il pesce. Non sono un attore e tutto a un tratto dovevo dire una battuta. E dovevo farlo da Hobbit, il che significa dare un certo accento alla parola.

Il primo tentativo non ha avuto successo, purtroppo: non solo avevo paura che il mio accento fosse più da Dick Van Dyke in Mary Poppins che una autentica inflessione, ma Jackson mi ha detto che sembravo piatto, e di dire la mia battuta mentre incartavo. A quel punto non potevo limitarmi a dire “Signore!”, e quindi ho finito per dire: “Ecco a lei, signore!”

La cosa importante era mantenere dei toni gioviali. Volevano che sorridessi continuamente. Hobbit felici e giocherelloni, ricordate? Jackson ha iniziato a concentrarsi più sulla durata e i tempi per il resto della scena, quindi o stavo facendo tutto giusto o mi faranno doppiare da qualcuno di talento.

La prima inquadratura della scena era sulle mie mani, nel momento in cui poso il pesce sulla carta e inizio a incartarlo, e ho capito che avere mani lavate e pulite non andava bene, quindi ho provveduto a sporcarmi le mani con quello che avevo intorno a me: budella di pesce fresco e meno fresco. Ero fiero di me: le mie mani erano disgustose, le unghie puzzavano e avevo scaglie di pesce qua e là.

Dopo 20 minuti di prove e appena prima delle riprese della prima inquadratura sono andato a rinfrescare lo sporco delle mie mani, che si era seccato, per scoprire qualcosa di davvero disgustoso. Dei piccoli vermetti traslucidi uscivano dalle budella, dimenandosi come in un incubo alla Rob Bottin.

Mi ci è voluto qualche secondo per rendermi conto che mi ero spalmato quello schifo sulle mani. Ho dato un’occhiata più ravvicinata e ho verificato che quei piccoli, orribili parassiti fossero sulle mie mani. Un amichevole membro della troupe mi ha aiutato a levare i vermi, lasciando comunque abbastanza schifezze (prive di vermi) da utilizzare per la scena. Lo spettacolo deve continuare, come dicono, e così abbiamo terminato le riprese.

La troupe doveva badare a qualcosa come 60 hobbit adulti, 10 hobbit bambini (inclusi i figli di Richard Taylor), gli animali, i testicoli di Leroy e altri grossi problemi, ma erano sempre a disposizione per ripararci dal sole o darci dell’acqua.

Dopo qualche tempo la mia avventura è finita: i miei piedi da Hobbit ora sembravano dei piccoli materassi ad acqua mentre tornavo al campo base. Sembra disgustoso e lo è stato: non lo è stata, invece, la sensazione quasi orgasmica di sollievo nel farseli levare, con una nuvola di borotalco, da qualche eroica persona del makeup. Ok, anche questo può sembrare disgustoso, ma non lo è stato per me. E’ stato meraviglioso! Ho chiesto se potevo tenermi i piedi, e la risposta è stato un simpatico “scordatelo”. Ho iniziato a pensare a scenari da rapina, ma mi ci sarebbe voluto un giovane Michael Caine per rubare quei piedi.

Guardare il signor Chubb svanire pezzo dopo pezzo a fine giornata è stato un po’ triste, ma il dolce sollievo di dire addio alla pruriginosa parrucca, i piedi pelosi, le protesi alle orecchie e il tornare ai comodi abiti civili hanno contribuito in modo positivo.

Nutro del profondo rispetto per coloro che si sottopongono a questo trattamento ogni giorno, come hanno fatto Elijah Wood, Sean Astin, Billy Boyd e Dominic Monaghan per il Signore degli AnelliMartin Freeman in questo caso. I nani subiscono di peggio. Barba gigante, nasi, protesi alla mani, costumi pesanti. Non li invidio per niente.

Ecco a voi la storia di Fredegar Chubb, un semplice mercante di pesce in cerca di avventure.

E ora prendiamoci un po’ di tempo per concentrarci su un nuovo membro della troupe. Ogni report riguarderà un membro della troupe dello Hobbit e in particolare gli eroi del cinema meno noti.

Oggi parleremo di una persona già citata prima, Terry Notary.

 

Terry ha un profilo più elevato rispetto al resto della troupe grazie al suo ultimo anno. Da Rocket nell’Alba del Pianeta delle Scimmie, all’alieno principale in Attack the Block a consulente per lo Hobbit, Notary è un uomo in ascesa.

Ne “Lo Hobbit” insegna agli attori a muoversi dal momento che conosce il movimento di ogni singola specie della Terra di Mezzo. Camminare, correre, parlare, inchinarsi, dormire, cadere, mangiare, lavorare, combattere. Basta chiedere e lui vi dirà la sottile differenza che rende ogni razza unica.

Gli Hobbit, come ben sappiamo, poggiano il peso sulle ginocchia, sorridono sempre e sono attratti dal movimento, e dagli oggetti colorari e luccicanti. I nani sono più ancorati al suolo e guidati dall’istinto e dallo stomaco. Gli elfi hanno una linea di pensiero neutrale e non hanno alcuna immagine di se stessi, per cui camminano leggeri, quasi fluttuando nell’aria.

Non ho chiesto come camminano i Goblin, gli Orchi o gli Stregoni ma Terry è un uomo in gamba e sono certo che sarebbe in grado di farlo in un batter d’occhio.

Prima di concludere ho una chicca per voi, un video che i fan dell’Alba del Pianeta delle Scimmie potrebbero particolarmente apprezzare.

 

Immagine anteprima YouTube

 

Come ho già detto, Terry è una persona in gamba.

Questo conclude il mio nuovo reportage. Se volete scusarmi, devo iniziare a scrivere una dettagliata storia per l’inevitabile articolo sul Tolkien-Wiki dedicato a Mr. Chubb. Sto pensando che forse potrebbe aver partecipato alle avventure della Compagnia dell’Anello: il caro vecchio Chubb che lancia teste di pesce ai Nazgul rallentandoli quando basta da permettere a Frodo e i suoi amici di salire sul traghetto per Buckburgo, salvando tutta la Terra di Mezzo dal ritorno di Sauron.

Grazie per avermi fatto compagnia in questo Viaggio Inaspettato! Restate sintonizzati per il prossimo articolo!

 

8 pensieri riguardo “Secondo reportage di AICN dal set: il mercato di Hobbiville!”

  1. Ma siamo sicuri che PJ ha approvato questi reportage dal set? Praticamente ci sta raccontando il film, altro che spoiler…

  2. Beh era così anche per il signore degli anelli. Capacissimo che questa scena del pesce alla fine verrà tagliata ahahaha

  3. beh per essere proprio dentro il set sicuramente devono aver avuto l’approvazione dei produttori per entrare. poi comunque la storia de Lo Hobbit non è un segreto: la maggior parte di colori che vedranno il film hanno letto tutti i libri di Tolkien. Per cui la segretezza ha senso fino ad un certo punto.

  4. scusate, pensavo una cosa ma ne ho scritta un’altra XD: volevo dire che avranno avuto il permesso di fotografare e raccontare qualcosa. I dettagli poi possono essere cambiati all’infinito… per cui non è detto che quello che si racconta poi sarà nel film

  5. No ma questi set report sono assolutamente approvati, passano senza dubbio dal publicist di PJ e via…

  6. Ma si e’ tutt pubblicita’,grasso che cola..poi magari chissa che vedremo,., Mi torna in mente la prima foto rilasciata nel 99 del LOTR..CHi se la ricorda?? Frodo su un albero che fumava la pipa… Da quella foto feci molti viaggi mentali e immaginai molte cose..Be’,quella scena e’ un frame nella extended edition che vidi 3 anni dopo.. e che nel film per assurdo nn c entra na cippa!Frodo e’ l UNICO a non fumare la pipa per tutti e 3 i film!!!!! Bilbo,Merry,Pipino,Sam,Gandalf,Gimli e Aragorn la fumano in almeno una scena..Legolas e BOromir a quanto se ne sa erano smoke-free ;) Quindi direi che lo spoiler e’ limitato o adirittura un “diversivo”

  7. Come per la trilogia alla fine avranno a disposizione una infinità di “girato” e il film alla fine si fa in fase di montaggio, tuttavia questi reportage, aiutano a rendere l’idea del lavoro che stanno facendo, aspettiamo qualche trailer ufficiale. occhio e croce di vorranno altri sei mesi.

  8. I movimenti di terry notary sono impressionanti. Sembra una scimmia vera. XD

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