Razzismo ai casting dello Hobbit?

naz humphreys

Ci risiamo: si torna a parlare di razzismo, e prima ancora che le riprese dello Hobbit siano iniziate.

In realtà, sembra si sia trattato di una via di mezzo tra l’equivoco e la cattiva gestione di un casting. Andiamo con ordine.

naz humphreysNaz Humphreys, una ragazza anglo-pakistana alta un metro e mezzo, ha partecipato a un casting a Hamilton (Nuova Zelanda) qualche giorno fa per partecipare alle audizioni dello Hobbit, sperando di ottenere la parte di comparsa come Hobbit nel film di Peter Jackson. La ragazza, però, lamenta di essere stata discriminata per via del colore della sua pelle. Sul posto erano presenti 700 persone, che hanno atteso circa tre ore per partecipare ai provini.

“Nel 2010, non posso credere che qualcuno discrimini ancora per via del colore della pelle,” ha commentato al Waikato Times. “Il manager del casting ha detto che stavano cercando solo persone dalla pelle chiara”. Lo testimonia un filmato del Waikato Times, che mostra un responsabile del casting mentre dice alla folla: “Stiamo cercando solamente persone dalla pelle chiara. Non voglio sembrare… Insomma, questo è quello che ci serve. Dovete sembrare un Hobbit”.

La donna, che lavora come ricercatrice nelle politiche sociali, ha commentato che “nel 2010 una casa di produzione cinematografica dovrebbe rappresentare tutti i suoi spettatori. Non saranno solo i bianchi a vedere Lo Hobbit”.

Un portavoce di Peter Jackson ha riferito al giornale che la produzione non aveva dato indicazioni di questo tipo, e che si è trattato di uno “sfortunato errore”. “Non è una indicazione arrivata da parte dei produttori o del regista, non avremmo mai dato istruzioni di questo tipo ai responsabili del casting. Tutte le persone che rispondono ai requisiti di età e altezza indicati sono le benvenute ai casting”.

La polemica si commenta da sola. Da un lato, è ovvio che non è il caso di mandare a casa le persone dicendo che servono solo hobbit di origini caucasiche, dall’altro in molti casting call viene specificato il colore della pelle dei personaggi. La strategia di Jackson & Co. sarà probabilmente quella di accettare chiunque ai provini, e selezionare poi solo persone con la pelle chiara. Chiunque sia dotato di un minimo di criterio si renderà conto che non si tratta di razzismo, ma di coerenza con il materiale originale: nei romanzi non si parla di Hobbit di colore (mentre si parla di popolazioni dalla pelle scura, come gli Haradrim), e nei commenti all’articolo di Stuff.co.uk sembra che i lettori ne siano ben consapevoli. Uno in particolare lamenta – sarcasticamente – di non aver potuto partecipare al casting per il ruolo di protagonista di La Ragazza delle Balene (noto film neozelandese che è valso la nomination all’Oscar alla giovane Keisha Castle-Hughes) perché lui è un maschio bianco trentenne, e la produzione cercava una ragazza maori di dieci anni…

Fonte: Stuff.co.nz


5 pensieri riguardo “Razzismo ai casting dello Hobbit?”

  1. Può sembrare razzista ma non lo è, si tratta di coerenza con il materiale originale, c’è poco da lamentarsi..E’ come se nel film di 50 cent un bianco avesse voluto interpretare la parte del cantante..ridicolo!

    Hahaha fantastico il tipo neozelandese!

  2. Però quel responsabile del casting la sua uscita poteva risparmiarsela. Voglio dire, è ovvio che non si tratta di razzismo, lo capirebbe anche un gatto, non è questo il punto, il punto è come tratti certi argomenti. Il razzismo purtroppo a questo mondo esiste, eccome, e la storia la conosciamo tutti. Allora se sei un responsabile del casting, tanto più così esposto, se vai a toccare certe corde stai attento alle parole che usi, cavolo. Ci vuole tanto a capirlo? Se te ne vieni fuori con certe sparate è ovvio che salta fuori un vespaio, oltre a essere indelicato con le persone di colore metti anche in imbarazzo la produzione. Fai partecipare tutti ai provini e poi scarti quelli che non sono adatti alla parte, punto e basta. Che bisogno c’era di quelle puntualizzazioni sul colore della pelle?

  3. E’ vero! Il responsabile del casting avrebbe potuto risparmiarsi quell’infelice uscita:
    L’accusa di razzismo mi pare, tuttavia, del tutto strumentale. Se la signorina aglo-pakistana, tale Naz Humphreys avesse avuto una minima conoscenza del mondo deli Hobbit nella terra di mezzo con un po’ di “buon senso” avrebbe potuto evitare di proporre la propria candidatura per quel ruolo.

  4. Più che la signorina, che può avere avuto una reazione emotiva, quello che mi lascia basito è l’articolo polemico del Waikato Times, assolutamente in malafede. La gaffe dei casting è stata una fesseria tranquillamente evitabile con un po’ di buon senso, e tale resta senza farla più grande di quella che è. La polemica del quotidiano mi è sembrata del tutto pretestuosa, tanto per fare un po’ di can can tirando in ballo questioni che non c’entrano niente.

  5. “dovrebbe rappresentare tutti i suoi spettatori. Non saranno solo i bianchi a vedere Lo Hobbit.”

    La reazione della ragazza sarà pure stata emotiva, ma il razzismo, spesso, nasce proprio da pretese assurde come questa, dettate dall’idiozia. Sarebbe come pretendere che in un film del Amleto, ambientato nella Danimarca del Basso Medioevo, ci siano anche attori neri, perché altrimenti gli spettatori afroamericani si “offendono”, roba da matti! L’articolo del Waikato Times è il tipico esempio di cattivo giornalismo, che con la patetica scusa del razzismo cerca di alzare un polverone su di un problema inesistente.

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