La Warner in Nuova Zelanda: le trattative continuano

warner executive

warner executive

In breve: da lunedì a oggi, mentre i Neozelandesi si sono mobilitati in maniera festosa ma determinata in giro per la Nuova Zelanda a favore del mantenimento delle riprese dello Hobbit nel paese (qui i video), i delegati della Warner Bros sono atterrati e hanno iniziato lunghe trattative con produttori e, soprattutto, politici locali.

Il primo ministro John Key ha rivelato che gli alti dirigenti in questione sono il presidente della New Line Cinema, un senior executive della Warner Bros. e il loro consigliere legale. Il presidente della New Line è Toby Emmerich, ex presidente di produzione durante la realizzazione del Signore degli Anelli e buon amico di Key – ciò non significa, tuttavia, che le trattative saranno più facili, anzi.

Lunedì è stata la giornata delle speranze: dopo l’arrivo dei dirigenti Warner, Key ha rivelato alla stampa che “c’è un 50% di possibilità che il film venga girato qui”, anche se ha subito chiarito che “se la cosa si ridurrà a una battaglia di cifre a chi fa le offerte migliori in termini di sgravi fiscali, lasceremo subito perdere perché non riteniamo che sia questo il motivo per cui dovrebbero rimanere qui”. Tuttavia si è parlato di una proposta di sussidi fino a 65 milioni di dollari, mentre il dollaro neozelandese calava sempre di più nel suo valore (attualmente sta a 0.74 dollari americani) a causa dell’incertezza legata alla situazione.

Martedì, invece, è stata la giornata delle polemiche. Mr. Key ha riportato alla stampa che dopo gli incontri di lunedì (che hanno coinvolto in realtà dieci rappresentanti della Warner Bros.) la Warner Bros. ci metterà poco a decidere, tra le 24/48 ore (quindi possiamo immaginare che la decisione arriverà a brevissimo), ma che le possibilità rimangono ancora del 50/50. Un modo per rassicurare maggiormente la Warner del fatto che le riprese non verranno interrotte da ulteriori azioni industriali da parte di gruppi isolati di attori locali sarà fare modifiche alla legge del lavoro (“Non vorrei dire che riusciremo sicuramente a farlo, ma non voglio escluderlo”), il che ha causato numerose critiche da parte dei giornali e dell’opposizione – sostanzialmente, si dice che ora il governo Key intenda tutelare la Warner Bros. modificando le leggi locali.

Nel frattempo, Peter Jackson rilasciava dichiarazioni di fuoco contro la NZ Actors Union nel tentativo di chiudere definitivamente le polemiche sul fatto che “se la Warner vuole andarsene non è a causa della nostra azione industriale”. Jackson accusa ancora una volta di tutto la NZ Actors Union.

E arriviamo a mercoledì mattina: gli incontri sono nuovamente in corso, e il New Zealand Herald riporta alcuni commenti a caldo di Key sulla situazione. “I negoziati con la Warner per mantenere la produzione in Nuova Zelanda stanno proseguendo. Alla fine loro devono fare dei film, e i soldi contano a Hollywood. Funziona così. Non possiamo impedire ad altri paesi nel mondo di fornire offerte più vantaggiose in termini di sgravi”. Il governo Key intende ora scendere a patti con la Warner se si parlerà di soldi, anche se non potrà permettersi troppe spese.

La cosa interessante, però, è che Key ha chiarito un dettaglio sulle polemiche di ieri: il governo Neozelandese farà ordine nella legislazione locale in materia di lavoro (in particolare nel campo dei performer) anche se Lo Hobbit lascerà il Paese, questo perché è necessario dare fiducia e chiarezza a chi lavora nell’industria:

Dal punto di vista finanziario, direi che stiamo trattando in maniera decisamente dura da entrambi i lati.

Sul lato delle leggi del lavoro, invece, sono ottimista.

Ovviamente nelle prossime ore vi aggiorneremo su ulteriori novità…

Un commento su “La Warner in Nuova Zelanda: le trattative continuano”

  1. beh, se la WB dovesse optare per un altro paese *esclusivamente* per motivi fiscali (per risparmiare qualche milionata insomma), io propongo di boicottare il film al botteghino. Me lo scarico da Pirate Bay piuttosto.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.