La FIA invita gli attori a boicottare Lo Hobbit

I sette principali gruppi che rappresentano gli attori hanno invitato i loro membri a non lavorare allo Hobbit, a causa del rifiuto da parte dei produttori del film di firmare un accordo riguardo ai diritti degli attori neozelandesi, che non fanno ancora parte dell’Unione.

Il sito del sindacato americano degli attori riporta quanto segue:

I membri della Canadian Actors Equity, US Actors Equity, della Screen Actors Guild, UK Actors Equity, della American Federation of Television and Radio Artists, della Media, Entertainment & Arts Alliance (Australia) e della Alliance of Canadian Cinema, Television and Radio Artists sono invitati a non accettare proposte di lavoro per questa produzione realizzata all’esterno dell’Unione degli Attori. Se verrete contattati dalla produzione per lavorare allo Hobbit, vi preghiamo di segnalarcelo immediatamente.

L’Unione degli attori (International Federation of Actors – FIA) aveva passato gli ultimi mesi a chiedere di negoziare con la produzione uno standard per i minimi salariali, residual (ovvero una cifra che gli attori ricevono ogni volta che viene trasmesso o proiettato un film) e altri diritti dei lavoratori per gli attori neozelandesi, che al momento non fanno parte dell’Unione. La FIA, a questo punto, ha deciso di coinvolgere tutti i membri dell’Unione in questo boicottaggio, in solidarietà agli attori neozelandesi. “L’invito,” si legge nel comunicato, “non impedisce agli attori di accettare offerte di lavoro nello Hobbit, ma li avverte che potrebbero esserci delle punizioni da parte dell’Unione”.

L’annuncio arriva in tempo per l’invio delle prime offerte definitive al cast del film – offerte che a quanto pare sono “imminenti” – ed è volto a sensibilizzare tutti gli attori, ma anche a fare la massima pressione sui produttori per negoziare i punti richiesti.

E’ importante contestualizzare la situazione: girando Il Signore degli Anelli in Nuova Zelanda, la New Line risparmiò moltissimi soldi. E’ noto a tutti che le condizioni economiche contrattate con gli attori (anche protagonisti) non furono delle migliori, addirittura Ian McKellen rivelò che i suoi “bonus” sugli (all’epoca sorprendenti) incassi della Compagnia dell’Anello consistevano in un corposo contratto con la Electronic Arts per interpretare Gandalf nel videogame della trilogia. Sin dal 2006, comunque, la FIA sta cercando di forzare le produzioni neozelandesi ad aderire alle regole internazionali dell’Unione per quanto riguarda i diritti degli attori, e dopo quattro anni ha deciso di approfittare dell’avvio di questa enorme produzione per fare notevoli pressioni.

La FIA e l’unione Australiana sostengono di aver contattato i produttori della MGM e della New Line Cinema già in agosto, minacciando di prendere provvedimenti, e che la risposta è stata che “sarebbe contro le leggi neozelandesi sulla competizione stabilire un accordo con l’Unione riguardo ai contratti tra attori e produzione”. La FIA contesta questa risposta.

Resta da capire se con questa strategia l’FIA otterrà qualcosa. E’ di oggi, infatti, la notizia che centinaia di neozelandesi si sono presentati ai casting call per le controfigure in scala che verranno utilizzate nel kolossal prodotto da Peter Jackson (potete vedere un video qui).

Fonte: Variety, Comingsoon, Deadline

3 pensieri riguardo “La FIA invita gli attori a boicottare Lo Hobbit”

  1. Non credo gli attori (anche molto importanti) boicotteranno lo Hobbit. E non credo la FIA otterrà molto successo con questa iniziativa… La produzione dello Hobbit ha superato prove ben più ardue e complicate di questa… e c’è la sempre fatta.
    Più interessante, mi sembra, il filmato delle audizioni ai casting call. Ci sono parecchie persone alte più di 203 cm… ma chi potranno interpretare? Il grande Orco, Beorn, Sauron o i tre troll della foresta?
    Inoltre, sarei curioso di capire se, viste parecchie donne alte 123 cm, vedremo anche delle nane o saranno solo utilizzate per gli hobbit e i goblin?

  2. …faranno tutto in digitale :-) personaggi compresi. Scherzo, mi dispiace per la situazione deigli attori neozelandesi, ma non credo che stiano proprio piangendo, con il Signore degli Anelli il mercato del cinema Neozelandese ha guadagnato parecchio non solo finanziariamente, almeno una volta tanto una produzione di questo stampo non viene fatta ad Holliwood. Credo che la FIA sia più preoccupata di proteggere lo standing retributivo dei propri affiliati piuttosto che quello dei neozelandesi.

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