La MGM ritarda lo Hobbit, quasi sicuro lo slittamento

Una fonte interna alla produzione dello Hobbit ha rivelato quello che in realtà sospettavamo/sapevamo già: è la situazione finanziaria della MGM che sta ritardando il via libera alle riprese del film, e nonostante la pre-produzione stia proseguendo non ufficialmente, prima che la produzione vera e propria incominci è necessario che la compagnia risolva i propri problemi o venda i diritti del film.

Un veloce riassunto della situazione, anche se per una maggiore comprensione vi consigliamo di rileggere cronologicamente gli articoli che abbiamo pubblicato nei mesi scorsi.

La MGM possiede i diritti di distribuzione dei film dello Hobbit fuori dagli Stati Uniti, la compagnia ha un accordo di co-finanziamento dei film con la New Line Cinema, di proprietà della Warner Bros. In pratica, il budget e il marketing dei film verranno co-finanziati dalle due major. Attualmente però la MGM vive in una sorta di limbo: mesi fa, infatti, i suoi obbligazionisti hanno approvato lo stop al pagamento dell’interesse sul debito fino a fine marzo, dando tempo alla compagnia di accettare offerte di acquisto da parte di potenziali compratori.

Le offerte sono state accettate fino a qualche giorno fa, e sono state tutte piuttosto deludenti: la Lionsgate ha offerto 1.2 miliardi di dollari per acquistare tutti i titoli della sua storica libreria di film, oltre che i diritti di produzione dello Hobbit, di James Bond, della Pantera Rosa e di altri franchise. Access Industries di Leonard Blavatnik e Time Warner hanno offerto rispettivamente 1.4 e 1.5 miliardi di dollari, tutte offerte inferiori ai 2 miliardi (valore stimato dalla MGM per i propri asset).

hobbivilleL’altroieri la Lionsgate si è tirata fuori dai giochi, lasciando Warner e Access a contendersi la partita: a questo punto la palla è in mano agli obbligazionisti della MGM, che nel giro di pochi giorni decideranno se accettare l’offerta più alta o ristrutturando l’azienda (vendendo alcuni asset e diventando azionisti).

Qui le cose si fanno interessanti. Nel caso la Warner acquisisse la MGM, otterrebbe tutti i diritti di produzione dello Hobbit e darebbe il via libera ai film il più in fretta possibile. Nel caso vincesse la Access, Blavatnik quasi sicuramente delegherebbe la Warner a produrre interamente i film, in cambio di qualche percentuale sugli incassi. In caso la MGM non vendesse, ma andasse in bancarotta, sicuramente dovrebbe vendere un asset come i diritti dello Hobbit, e li darebbe alla Warner (che ci risulta abbia un accordo di opzione). In tutto questo, il fatto che Hot Tub Time Machine (uno dei pochissimi film della MGM in uscita nel 2010) si stia rivelando un flop non piacerà assolutamente agli azionisti. Insomma, in tutti i casi Lo Hobbit NON è in pericolo.

Il problema sono i tempi. TheOneRing.net, infatti, ha parlato con un insider della produzione dello Hobbit, il quale ha spiegato che i ritardi per quanto riguarda annunci ufficiali sui film sono da imputare principalmente alla situazione della MGM.

La nostra fonte interna alla produzione ci ha detto che tutti i problemi della MGM stanno condizionando seriamente la possibilità che i film vengano rinviati. “A questo punto noi stiamo lavorando sperando per la migliore delle ipotesi. Senza dubbio, la situazione della MGM è molto importante”. Attualmente c’è una certa confusione se il primo dei due film uscirà nel 2011 o nel 2012. Fonti interne allo studio e non, ci hanno confermato che il 2012 è una conclusione logica, tuttavia alcuni sperano ancora che si riesca a consegnare il primo film nel 2011.

Sembra che i due film non otterranno un budget e un via libera dagli studios finché i problemi della MGM non verranno risolti. Nel frattempo il team in Nuova Zelanda continua a lavorare alla pre-pre-produzione (o pre-produzione non ufficiale) e forse anche allo script.

Insomma, la situazione è questa: i film sono pronti a partire, non a caso l’altro giorno vi abbiamo mostrato i lavori in corso a Matamata. Il via libera, però, non arriverà finché la MGM non avrà risolto la sua situazione. Nei prossimi dieci giorni gli azionisti e gli obbligazionisti della compagnia decideranno il da farsi: possibilmente entro un mese l’intera faccenda sarà sistemata. Nel frattempo vi terremo aggiornati…

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