Il termine per presentare le offerte di acquisto degli asset della MGM, compagnia da tempo in difficoltà economiche e in cerca di un nuovo partner o di un compratore per non andare in vera e propria bancarotta, era oggi.
Le agenzie riportano che le offerte ritenute valide e interessanti sono state tre: una mezza delusione, anche perché a quanto pare non si è andati neanche vicini ai due miliardi di dollari che la MGM sperava di ottenere per la sua libreria di oltre 4mila titoli (è una delle major più longeve di Hollywood). A quanto pare Time Warner, Access Industries e Lionsgate hanno tutte fatto un’offerta che va dagli 1.2 ai 1.5 miliardi di dollari, e la Warner sembra guidare con l’offerta più alta. Per la compagnia il vantaggio di acquisire la MGM sarebbe doppio: da un lato accrescerebbe molto la propria libreria di titoli (peraltro arricchendo un archivio storico già molto fornito), dall’altro otterrebbe il controllo completo dei diritti di produzione e distribuzione esteri dello Hobbit.
A fine marzo dovrebbe scadere la sospensione del pagamento degli interessi sul debito: una prima porzione andrà pagata l’8 aprile, ma si pensa che la MGM chiederà un ennesimo rinvio per prendere tempo: a quel punto gli azionisti valuteranno le offerte e decideranno se accettare la migliore, o andare in bancarotta. Lo scopriremo nel giro di poche settimane, quello che rimane poco chiaro è quanto dipenda da questo il via libera alla produzione dello Hobbit. Da quello che abbiamo appreso recentemente, ben poco: la Warner sta pre-producendo il film, aspettando che gli sceneggiatori consegnino lo script del secondo film (dovrebbe mancare meno di un mese). A quel punto si deciderà se girare in 3D, si faranno i budget finali e si darà il via libera a tutto quanto, possibilmente iniziando le riprese tra luglio e settembre…
Fonte: Reuters




