Amabili Resti, il nuovo film di Peter Jackson, verrà presentato oggi a Londra e domani a Roma (per la cronaca, noi dovremmo riuscire a incontrare il regista, e faremo di tutto per chiedergli notizie sullo Hobbit!). Jackson ovviamente è già sommerso di domande sul kolossal di Guillermo del Toro, e a inthenews.co.uk ha aggiornato brevemente sulla situazione degli script:
Lo Hobbit sarà diviso in due film, abbiamo concluso il primo script e lo abbiamo mandato alla major cinematografica, che sembra decisamente contenta del risultato. Siamo a metà strada nella stesura del secondo script; Philippa, Fran, Guillermo e io stiamo finendo il lavoro e ci stiamo divertendo molto.
E’ stata una esperienza interessante perché sono passati otto o nove anni da quando scrivemmo le sceneggiature del Signore degli Anelli [ndt, o c'è stato un misunderstanding o Jackson si confonde: dieci anni fa iniziarono le riprese della trilogia, quindi gli script risalgono ad ancora prima], e avevo paura che sarebbe stato difficile tornare a scrivere queste cose, ma non appena abbiamo iniziato ci siamo divertiti un mondo, ed è stato facile.
La mia parte preferita nella realizzazione di un film è la stesura sceneggiatura. E’ la parte nella quale c’è meno pressione, è la più creativa e divertente.
(…) Stiamo scrivendo gli script con Del Toro, quindi c’è continuità con la Trilogia in termini di script. Stiamo scrivendo i dialoghi di Ian McKellen proprio nello stesso modo in cui li scrivevamo per la Trilogia. Ma Guillermo come regista prenderà lo script e lo interpreterà alla sua maniera. Sarà una cosa interessante, ecco perché l’ho voluto come regista. Pensavo che se l’avessi diretto io avrei dovuto competere con me stesso, non è il modo di lavorare che amo. A me piace essere naturale.
(…) I film non usciranno in 3-D. Guillermo vuole girare in 35mm, pellicola vecchio stile, cosa che a me va bene: significa che vuole mantenere i film nello stesso spazio della trilogia originale.





non so che diavolo significa girare in 35mm piuttosto che con altre tecniche, ma mi suona bene. Valvolare o transistor? Ma valvolare, ovviamente!! :-)
Comunque ottima cosa che non si faccia in 3D, per carità!
In ISDA i dialoghi più belli sono quelli con Gandalf, stupendo quello in cui lo stregone spiega a Frodo la pietà di Bilbo, o il dialogo tra Gandalf e Denethor. Gandalf ha un modo di esprimersi che mi piace da pazzi, anche nelle battute apparentemente insignificanti ha sempre un che di sheakespeariano – fatte le debite proporzioni, naturalmente… ;-)
Speriamo che la sceneggiatura e i dialoghi dello Hobbit siano all’altezza di quelli della trilogia.
Il 35 millimetri è il più diffuso formato cinematografico standard per negativi e positivi da proiezione. La pellicola viene proiettata ad una velocità costante di 24 fotogrammi al secondo, e un metro lineare di pellicola contiene 52 fotogrammi: la pellicola di un normale film di un’ora e mezzo è lunga più di 2,5 km. Sui bordi esterni della pellicola ci sono le tracce audio SDDS in formato ottico. Tra le perforazioni, l’audio Dolby Digital. Più all’interno, una traccia audio ottica ad area variabile (in questo caso con due canali analogici Dolby SR). Quindi nello stesso fotogramma abbiamo sia l’immagine che il suono.
Il tutto viene poi “adattato” nel formato 2,35:1 dello schermo cinematografico.
Il cinema tridimensionale o 3-D utilizza tecniche per la proiezione di immagini 3-D in movimento e si basano su tre sistemi:
- Anaglifo: due immagini filtrate con due colori diversi vengono discriminate da occhiali con filtraggio complementare.
-Sistema a oscuramento alternato: le due immagini vengono proiettate in rapida sequenza (attualmente a 48 frame al secondo contro i 24 frame di un normale filmato 2-D) e vengono discriminate da occhiali dotati di otturatori sincronizzati.
-Sistema a lenti polarizzate: due immagini proiettate in rapida sequenza su di un apposito schermo riflettente, vengono discriminate da occhiali dotati di lenti polarizzate orientate ortogonalmente l’una rispetto all’altra.
Quindi il procedimento di passaggio da una pellicola di 35 millimetri al 3-D richiede un lavoro più complesso e dei costi aggiuntivi per i produttori. :-)
Personalmente non sono contrario a uno Hobbit in 3-D. Ma ora come ora va benissimo il 2-D, poi in futuro…
Sulla sceneggiatura e i dialoghi dello Hobbit, penso che GDT farà un ottimo lavoro. :-)
Interessante. Ma è l’unica tecnologia disponibile per il 2D? O forse è quella più collaudata ed affidabile?
No perché PJ parla di “35mm, pellicola vecchio stile”, allora mi domandavo se esistono anche pellicole “nuovo stile” (sempre 2D).
E soprattutto mi piacerebbe capire in base a cosa un regista sceglie il 35mm piuttosto che qualche altra diavoleria, che so il Super8 o Video8… :-)
Il 35mm è il più diffuso formato cinematografico standard, cioè tutte le pellicole cinematografiche fanno riferimento a questo formato. Super8 o Video8 non sono mai rientrati come standard nel mondo cinematografico, se non vado errato. Tieni presente che la pellicola 35mm deve poi essere riadattata al formato 2,35:1 (panoramico) dello schermo cinematografico. Naturalmente dalla pellicola 35mm, il film viene poi digitalizzato per i supporti come DVD o Blu-ray. Negli Usa si sta già sperimentando il sistema satellitare per la diffusione dei film nei cinema in maniera digitale, cioè senza la pellicola 35mm. Per il 2D cinematografico è valida solo la pellicola 35mm, perché il Super8 o Video8 non sarebbero adatti per il formato panoramico dei cinema.
Esistono le pellicole 35 mm:
-Academy Flat
-Vistavision
-Panavision
-Super 35 mm
-CinemaScope
Generalmente nel cinema si usano le pellicole 35 mm Panavision. Il termine “pellicola vecchio stile” è perché PJ si riferisce a un sistema analogico (appunto la pellicola) e non a un sistema che utilizza supporti digitali o 3D.
Spero di esserti stato utile. :-)
certo, grazie mille :)