Viggo Mortensen parla dello Hobbit a Total Film

Viggo Mortensen (Aragorn) è stato intervistato da Total Film, e ha parlato dello Hobbit e del Signore degli Anelli.

Preferirei finire il lavoro, piuttosto che vedere un altro attore farlo. In linea di principio sono interessato, ma vorrei che fosse realizzato nello spirito Tolkieniano. [Guillermo del Toro] Ha una grande forza d’animo, è intelligente e probabilmente molto ostinato, come Peter Jackson. […] Non so se alla fin fine questi film saranno un grande circo caotico come la Trilogia, nella quale molte persone scrivevano cambiamenti dell’ultimo minuto. Magari sarà tutto più organizzato ed efficiente, ma in un certo modo sarà comunque tutto un po’ caotico come per gli altri tre.

Mortensen ha anche fatto qualche commento sulla Trilogia: l’attore sostiene che, mano a mano, i film siano diventati uno legato agli effetti visivi più dell’altro:

aragornLa Compagnia dell’Anello, per me, è il più fedele allo spirito di Tolkien. Il film che ha più a che fare con le sottigliezze, in termini di performance e narrazione. A partire dal secondo film, sono diventati più dei kolossal pieni di effetti speciali. Non sto dicendo che non fossero il meglio di quella categoria di film. […] Non posso dire nulla sul successo dei tre film, ma se fosse stato per me mi sarei concentrato meno sugli effetti e più sulla psicologia dei personaggi. Avrei fatto parlare di più i personaggi secondari e non mi sarei concentrato così tanto sugli eroi. Nel primo film le varie razze della Terra di Mezzo venivano bilanciate meglio, nel modo in cui venivano presentate. Si creavano delle relazioni, dei legami tra loro. Qui sto parlando di gusti personali, ovviamente.

L’intera intervista verrà pubblicata nel nuovo numero di Total Film, faremo in modo di riportarvela. Cosa ne pensate delle parole di Mortensen? Siete d’accordo con quello le sue opinioni sulla Trilogia? Va detto comunque che un film può benissimo bilanciare un forte uso di effetti visivi con una maggiore caratterizzazione dei personaggi, forse intendeva dire che nel secondo e nel terzo film c’è troppa azione…

12 pensieri riguardo “Viggo Mortensen parla dello Hobbit a Total Film”

  1. Concorda, la Compagnia dell’Anello è stato il migliore, pieno di poesia e narrativa. Ovviamente si tratta di gusti personali.

  2. questa volta non sono molto d’accordo con viggo…. nelle Due Torri Gollum è molto esplorato, e così Eowyn; e nel ritorno del Re il duetto Faramir- Denethor è molto fedele al libro…. forse l’unica cosa riuscita a metà son stati gli Ent… e poi nelle Due Torri- anche nel libro- a parte Gollum, c’è ben poco spazio per la riflessione, e cosi nel terzo. E poi l’arte di Tolkien era quella di tratteggiare, quindi per me nel film han fatto benissimo..

  3. Concordo con Pier, neanche io la penso come Mortensen. Gli effetti visivi sono stati utilizzati molto in tutti e tre i film, è ovvio che nel primo andavano esplorati i caratteri della Compagnia per creare il senso di viaggio e far conoscere i protagonisti: questi stessi personaggi hanno un arco caratteriale nella trilogia, ma ovviamente nei due film successivi possono concedersi più scene d’azione (soprattutto i personaggi secondari). Il focalizzarsi sugli “eroi”, poi, era necessario per non creare confusione e organizzare bene un kolossal con decine e decine di personaggi…

  4. Uno degli aspetti che mi sono piaciuti di piu’, riguardo gli effetti speciali, e’ che… non si doveva capire che si trattava di effetti speciali!
    Lo ha detto anche PJ in un’intervista: doveva sembrare tutto molto naturale, non si doveva avere la senzazione di un apparato tecnologico dominante. E cosi’ e’ stato.
    Quindi in effetti Viggo non centra bene il problema. L’uso della CG o del motion capture e altre diavolerie sono stati a livelli tecnici incredibili, ma sempre puramente funzionali alla rappresentazione della storia e degli ambienti, mai fini a se stessi.
    Pero’ il punto di vista di Viggo e’ comunque interessante.

  5. Concordo con Mortensen: molti personaggi sono stati privi di una caratterizzazione adeguata, mentre questa si è concentrata più sui personaggi chiave, quali Frodo, Gandalf e Aragorn. Gli effetti speciali, di primissima fattura in tutti i film di ISDA, non sono poi così invasivi, ma rendono scene importanti come l’assedio di Minas Tirith o al fosso di Helm più significative. Anche se, lo ammetto, sul fosso di Helm si è speculato un pochettino.
    In ogni caso, “La compagni dell’Anello” resta il film con maggiore poesia in quanto è quello con la maggiore presenza di avventura e spirito fantastico. Ciò non significa che gli altri siano peggiori.

  6. riprendo la discussione: forse a volte ci dimentichiamo che LOTR è un libro di 1328 pagine, e i tempi dei libri non sono quelli dei film; quindi umanamente è IMPOSSIBILE caratterizzare tutti allo stesso modo; e non mi si dica che nel libro Theoden è caratterizzato allo stesso modo di Gandalf…e poi ripeto: la Compagnia dell’Anello per forza è quello con maggior poesia, è così anche nel libro… il lavoro fatto da Peter è stato ECCEZZIONALE..
    ps: ve lo dice uno che si rilegge la Trilogia una volta all’anno…

  7. Eccezzionale e’ dir poco.
    La sceneggiatura nel complesso e’ stata geniale.
    Ci sono personaggi che sono stati addirittura migliorati nel film (come Faramir).
    Altri forse, come Gimli, sono stati bistrattati, ma succede quando fai una trasposizione cinematografica di un’opera cosi’ complessa.
    Possiamo concedeglielo a PJ, via… ;)

  8. Concordo in pieno con pier. Da un libro di proporzioni tanto mastodontiche, che tratta non uno, ma decine di personaggi principali (detesto quando mi si dice che Frodo è il protagonista…) è praticamente impossibile esplorare a fondo TUTTI i personaggi. Nel primo è stato possibile farlo perchè l’azione non era poi molta, principalmente la Compagnia era in viaggio e i suoi membri erano insieme, quindi c’era principalmente solo una storia da portare avanti. Nei due successivi le storie diventano molteplici ed è già un’impresa riuscire a dare spessore ad ognuna di queste senza tralasciare o “arronzare” nessuno. Però, ad essere sincera,anche negli ultimi due, mi è piaciuto come hanno reso tutti i personaggi e come sono stati “esplorati”. Forse avrei reso diversamente la storia di Eowyn e Faramir… almeno per come la vedo io. E’ l’unico elemento che mi ha lasciato dell’amaro in bocca…

  9. La storia fra Eowin e Faramin si vede, sebbene pochissimo, nell’extended edition de “Il Ritorno del Re”. Purtroppo le scene che la ritraggono sono pochissime e di minima durata… ma sempre meglio di niente.
    Avrebbero potuto, per esempio, risparmiarsi la cacciata di Sam da parte di Smeagol e visitare meglio le vicende attorno al “principe” di Minas Tirith ed Eowin.

  10. Concordo con Andrea. Il giusto mix tra effetti visivi, avventura e dramma ha fatto di questa
    trilogia fantasy la migliore in assoluto.
    Penso che le idee di Viggo Mortensen sulla
    “caratterizzazione dei personaggi” troverrano maggiore spazio nel sequel dello Hobbit (per esempio la storia d’amore tra Arwen e Aragorn).

  11. sono in parte d’accordo..
    Trovo più che altro che il 2° si sia concentrato molto sull’azione e sugli effetti speciali.
    Il terzo, invece, mi è sembrato un po’ il misto tra i 2 precedenti, intendo che si concentra sia sull’azione che sui personaggi,le loro sorti,quello che provano.

  12. mi sono dimenticata!!
    p.s.: sono d’accordo con pier e gemma.. il libro va davvero molto nei dettagli, come è anche giusto che sia. Ma sul grande schermo non si possono riportare tutti..se no altro che 3 ore di film.. ne venivano 11!

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