Del Toro parla delle influenze dello Hobbit, di Smog e dei Warg

Guillermo del Toro, contestualmente al New York Film Festival, è apparso alla sede del sindacato dei registi a midtown Manhattan per parlare dei suoi prossimi film, in particolare dello Hobbit e del nuovo adattamento che girerà di Frankenstein di Mary Shelley.

Lo Hobbit è attualmente in fase di pre-produzione: Del Toro ha parlato del suo modo di raccogliere idee nuove, “nutrendo il suo cervello”, per concettualizzare la sua visione della Terra di Mezzo a partire da quanto fatto da Peter Jackson.

Trovo che uno debba imparare a scrivere la mattina, e nel pomeriggio leggere o guardare film o materiale che ritiene importante, anche solo a livello di influenze. Ad esempio, leggere o guardare documentari sulla Prima Guerra Mondiale mi serve a informarmi sullo Hobbit, strano ma vero, perché ritengo che il romanzo sia nato dall’esperienza della generazione di Tolkien che ha partecipato alla Prima Guerra Mondiale ed è rimasta delusa nell’essere sul campo di battaglia a guardare dissolversi tutti i valori in cui credeva. Penso che sia un punto di svolta con il quale è necessario famigliarizzare. E io sto iniziando.

del toroPeter Jackson è un grande fan di quel momento storico, e un collezionista quasi ossessivo di memorabilia della Prima Guerra Mondiale: possiede alcune riproduzioni in dimensioni reali di aerei, carri armati, navi e cannoni! Ha riproduzioni ossessivamente perfette di uniformi di qualcosa come 120 soldati… Cielo. Gli ho chiesto quali libri mi consigliava, perché non potevo vedere Krull o The Dark Crystal: devo trovare la mia strada nella storia. E’ lo stesso procedimento che adottai per realizzare Il Labirinto del Fauno o La Spina del Diavolo: guardare cose che uno non si aspetterebbe.

Sono stato appassionato di draghi per tutta la vita. Sono nato nel segno cinese del Drago. Colleziono draghi: è un simbolo molto potente, e nel contesto dello Hobbit getta la sua ombra su tutta la narrativa. Essenzialmente, Smog impersona molte cose: l’orgoglio, l’avarizia, è Il Magnifico, dopo tutto. Il modo in cui la sua ombra viene gettata lungo tutta la narrazione non ci permette di mostrarlo come la personificazione di un aspetto: deve impersonare tutte quelle cose. E’ uno dei pochi draghi nella storia del cinema che avrà lunghe scene di dialogo. Ha alcuni dei dialoghi più belli! Il suo aspetto credo che sarà l’ultima cosa che riusciremo a progettare, ma è già il primo che abbiamo iniziato a studiare. Dovremo sicuramente provarle tutte prima di capire che aspetto dargli, perché il modo in cui appare vi dirà il modo in cui E’.

Durante l’intervista un fan ha chiesto al regista se i Warg appariranno nel film, e del Toro è apparso come un bambino che muore dalla voglia di dire un segreto, ma si è sforzato di non dire niente, dicendo che la Warner aveva un fucile puntato in sala.

Ci saranno elementi differenti in questo film rispetto alla trilogia. Prima di tutto, abbiamo dei viaggiatori nello Hobbit, e costoro vanno in posti e incontrano razze e creature diverse da quelle incontrate nella Trilogia. La mia opinione, per quanto riguarda i Warg, è che sono l’incarnazione classica del lupo demoniaco della mitologia nordica. Non sono creature simili a iene [come invece nella trilogia, ndt]: l’archetipo è il lupo, quindi stiamo tornando all’origine, alle creature che hanno ispirato (penso) Tolkien. Sentite, se tra due anni stessimo bevendo un drink assieme probabilmente direi tutto quanto, perché sono la tipica persona che non riesce a tenere queste cose. Ma mancano tre anni… credetemi, sto ribollendo dentro la mia stessa ciccia!

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Dopo aver finito di lavorare allo Hobbit e al Sequel, nel 2012, Del Toro sarà occupato con un bel po’ di progetti fino al 2017, compresa una nuova versione di Dr. Jekyl e Mr. Hyde, l’atteso adattamento delle Montagne della Follia di H.P.Lovecraft, una trilogia di romanzi vampireschi (uno dei quali è già pronto) e la sua versione di Frankenstein di Mary Shelley.

Come noto, Del Toro è un fan di Frankenstein. Ha dei modellini del film e di Boris Karloff a casa sua. Una delle sue influenze cinematografiche maggiori, il film spagnolo del 1973 The Spirit of Beehive, riguarda una proiezione del Frankenstein della Universal. La versione di Del Toro sarà molto diversa:

Non girerò il Frankenstein di Mary Shelley. Sto pensando a una storia avventurosa riguardante la creatura. Non posso dire altro, ma non è la creazione principale della storia, non mi preoccupo per questo. Il fatto è che voglio fare un film su Frankenstein da quando ero bambino. La cosa che posso promettere è che, rispetto a quello di Kenneth Branagh, IO non apparirò nel film senza maglietta!


Fonte: Comingsoon.net

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