Prima intervista a Guillermo del Toro sullo Hobbit e il sequel

TheOneRing.net mette a segno il suo primo, grande scoop dai tempi del Signore degli Anelli, e intervista Guillermo del Toro pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale che sarà il regista dello Hobbit e del suo sequel. Ve la traduciamo qui di seguito…

Come ha avuto inizio l’intero processo?
Incontrai Peter Jackson molto tempo fa, volevamo realizzare Halo assieme. Adoro quello che ha tirato su in Nuova Zelanda, lo chiamo “Hollywood come la voleva Dio”. La Nuova Zelanda ha tutti i vantaggi tecnici che servono a un grande film, e in più le riprese si svolgono praticamente in paradiso, sia dal punto di vista di libertà artistica che di ambizione.
Quando poi Halo è saltato, Peter e io siamo rimasti in contatto sentendoci regolarmente, e l’inverno scorso venni a sapere che Lo Hobbit sarebbe stato fatto quando mi avvertii lo studio. La prima cosa che dissi fu che ero interessato solo se anche Peter era coinvolto, e la causa in corso tra lui e la New Line si risolveva. Quando questo problema venne risolto, Peter mi chiamò e parlammo un po’: iniziò tutto lì, fu il mio regalo di Natale!

I fan sono molto curiosi riguardo al secondo film, che piani avete?
Sono andato in Nuova Zelanda poco tempo fa e una delle ragioni principali è stata quella di sedermi e parlare del secondo film. Lo Hobbit, il libro, è un film che si autocompleta, quindi quello di cui dovevamo discutere era il secondo film. E la cosa ci ha esaltati parecchio, perché questo secondo film non sarà un riempitivo, non sarà un film-ponte che collegherà Lo Hobbit e il Signore degli Anelli, ma sarà parte integrante della saga, servirà a raccontare la storia di quei cinquant’anni persi nella narrazione. Ci saranno certe cose che vedremo sin dal primo film, ma con un punto di vista differente. La sensazione sarà quella di una specie di volume, uno dei cinque volumi della storia completa. Non sarà un ponte, alcuni lo hanno chiamato così, ma non lo è: è un intero capitolo di un’unica storia.

Ti sposterai in Nuova Zelanda per quattro anni, giusto?
La mia famiglia si sposterà. Ma le prime fasi di progettazione verranno realizzate con me che farò avanti e indietro da Los Angeles alla Nuova Zelanda, perché devo sistemare un mucchio di faccende. Ma partirò molto prima di quanto i miei parenti vorrebbero.
Quest’estate faremo tantissima pre-produzione sullo Hobbit. C’è moltissimo da fare e questo è fantastico. Anche solo la reforestazione della Contea: ripiantare tutti quegli alberi e quelle piante prenderà un mucchio di mesi, ma noi vogliamo che sembri tutto il più corretto possibile.

Film come Il Labirinto del Fauno usano alcuni teatri di posa per simulare gli esterni, farai lo stesso nello Hobbit o userai gli esterni Neozelandesi come Peter Jackson?
Penso che le riprese su fondo verde siano uno strumento, così come la CGI. Non penso si dovrebbe utilizzare eccessivamente. Film come Il Labirinto del Fauno e La Spina del Diavolo dipendono molto dalle location: abbiamo girato in location per metà del tempo. Queste location possono essere migliorate dalla tecnologia, sia digitalmente che fisicamente. Quello che voglio evitare è ricreare l’ambiente naturale in CGI, non mi piace. Il film è un viaggio, quindi useremo più location possibili.

Utilizzerete la WETA Digital per gli effetti visivi?
Si, è uno degli elementi essenziali per mantenere continuità. Nelle ultime settimane ho parlato con un mucchio di gente della trilogia via email, telefono e di persona. Gente come Andy Serkis, Ian McKellen, Howard Shore, John Howe, Gino Acevedo, Richard Taylor. La prossima settimana incontrerò Alan Lee. Faccio questo per assicurare continuità ai film, anche se nei miei film vedremo un mondo più in stile “età dell’oro”, molto più innocente.
Quello che sto cercando di fare è tenere gli stessi elementi a posto ma permettere allo spettatore di sentire una progressione dallo Hobbit al Ritorno del Re. Credo che Lo Hobbit sia un volume molto importante della Saga dell’Anello, è una storia che inizia in un modo molto innocente. E’ permeato delle idee dell’Inghilterra che entra nella Prima Guerra Mondiale. C’è molta perdita di Innocenza, si passa da uno stato di purezza a uno molto più oscuro. Alan Lee e John Howe sono importanti per noi perché ci servono per stabilire questa progressione, e ci permetteranno di unire i nuovi film a quelli precedenti nel modo migliore. Tuttavia l’inizio non dovrà sembrare come la Compagnia dell’Anello: sarà proprio un’epoca diversa, un contesto differente.

Avete già scelto gli attori per alcuni ruoli?
Beh, ho già incontrato Ian McKellen, e anche se ci sono aspetti burocratici non ancora risolti è sicuramente nel cast, così come Andy Serkis lo è. Vi daremo più informazioni possibili.

Che differenza avranno i tuoi film con quelli di Peter Jackson?
L’unica cosa per la quale sto premendo molto in questi film rispetto agli altri tre è l’uso di animatronic completi o creature animatroniche (robot) migliorati poi in CGI, piuttosto che realizzare creature in CGI e basta. Vogliamo veramente realizzare animatronic al massimo della perfezione, e fare un salto in avanti di dieci anni rispetto alla tecnologia attuale: svilupperemo una tecnologia rivoluzionaria per le creature in questo film, così come la trilogia fece passi da gigante nel campo della realtà virtuale.
Un’altra cosa che la gente noterà, all’inizio del film, è che l’aspetto sarà molto diverso. Il mondo sarà lo stesso, ma sarà molto più “dorato”, molto più ampio come visione. Ciò non significa che prenderemo le distanze da quanto fatto precedentemente: prenderemo come riferimento la Trilogia. Quando inizio a far parte di un mondo che amo, mi metto al lavoro con molto entusiasmo. So che ricreerò un mondo che fa parte della mitologia di milioni di persone, e il mio approccio sarà appassionato e rispettoso.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.