New Line Cinema confluisce nella Warner Bros.

E’ fatta: come previsto Time Warner ha assorbito la New Line Cinema non rinnovando i contratti dei due CEO Bob Shaye e Michael Lynne.
Quello che in molti (soprattutto Nikki Finke) si aspettavano sarebbe accaduto alla fine è successo. Qualche giorno fa Jeff Bewkes, amministratore delegato del gruppo Time Warner, ha preso la sua decisione: la New Line Cinema non è più indipendente, da oggi lo studio è ufficialmente gestito dalla Warner Bros, divisione cinema di Time Warner, che l’aveva acquistato alcuni anni fa e aveva deciso di controllarlo (a livello azionario) lasciando tuttavia in carica di amministratori i due fondatori Bob Shaye e Michael Lynne.

new line

La decisione rientra in una più ampia operazione di Bewkes, al suo secondo mese a capo del gruppo, ed è volta a limitare le perdite della New Line ma non solo. Si tratta infatti dell’ultimo (ma non meno eclatante) ridimensionamento di uno studio di Hollywood da parte di una Major – negli ultimi tre anni tutte o quasi le case di produzione che da un settore molto specifico si erano allargate fino a diventare veri e propri competitor delle grosse compagnie Hollywoodiane sono state assorbite. E’ successo alla DreamWorks, venduta da Spielberg Geffen e Katzenberg alla Viacom la quale l’ha relegata a sussidiaria della Paramount Pictures. E’ successo alla Metro-Goldwyn-Mayer, acquisita da Sony e Comcast e successivamente ridimensionata. Ed è successo alla Miramax, di proprietà della Disney, la quale l’ha trasformata nella sua costola indipendente acquistando le quote dei fondatori – i Fratelli Weinstein, che ora hanno la loro casa di produzione.
E un’operazione simile è successa con la New Line. Lo studio non è morto, e Bewkes ci tiene a far sapere che ora come ora tutte le release previste non subiranno cambiamenti. Semplicemente, non è più indipendente, e per dimostrare questo Bewkes ha deciso di non rinnovare il contratto ai fondatori e amministratori delegati Bob Shaye e Michael Lynne, responsabili dell’ascesa dello studio da piccola casa di produzione di film horror e commedie al colosso che ha realizzato Il Signore degli Anelli – sperperando poi i guadagni, negli ultimi due anni, in un flop dietro l’altro.

Lo studio, dicevamo, rimarrà separato dalla Warner Bros, ma non potrà più sviluppare grossi progetti. In pratica la New Line Cinema tornerà a produrre piccoli film indipendenti, e soprattutto quel genere di film che l’aveva resa famosa (come la serie di Nightmare), come ha spiegato lo stesso Bewkes:

Ci stiamo muovendo velocemente per migliorare le nostre performance business e il nostro ritorno finanziario. La New Line ha costruito un importante franchise di intrattenimento di alto livello. Noi possiamo migliorare questo valore combinandolo con quello della Warner Bros. Distribuendo ciascuna meno film, le due compagnie avranno date di uscita complementari per i loro film, con la New Line che si concentrerà nei generi che l’hanno resa forte. Con l’importanza sempre crescente degli incassi internazionali, è più sensato per la New Line tenere i diritti di distribuzione e utilizzare l’infrastruttura globale di distribuzione della Warner Bros. Inoltre possiamo avvantaggiarci delle piattaforme di distribuzione digitale combinando i due studio. Questi cambiamenti aumenteranno le nostre opportunità di incassi, porteranno maggiori efficienze nella gestione dei costi e margini maggiori per la New Line.

Il riferimento di Bewkes alla distribuzione internazionale è chiarissimo: a dicembre 2007 la New Line rimase spiazzata nel notare che la Bussola d’Oro, per la quale aveva investito circa trecento milioni di dollari, incassò solo settanta milioni in USA e circa cinque volte tanto all’estero – solo che di questi soldi non vide praticamente un centesimo, avendo venduto tutti i diritti di distribuzione internazionali.

In questa nuova configurazione, la New Line manterrà lo sviluppo, la produzione, il marketing, la distribuzione e gli affari economici separati dalla Warner Bros, anche se tutte queste fasi verranno integrate e coordinate con la compagnia (vedi: controllate). E’ un modo, questo, per rassicurare i lavoratori della New Line, che nel breve termine non perderanno il lavoro (ma Nikki Finke si chiede quanto potrà durare una situazione del genere, e non è l’unica)

Cosa significa questo per Lo Hobbit?

hobbitNon è chiaro. La sceneggiatura sta per entrare in fase di stesura e le trattative per un regista sono molto avanzate. Lo Hobbit è uno dei progetti a medio-breve termine che la New Line potrebbe mantenere (come detto, la Warner non intende sospendere le produzioni in corso) e siccome si tratta di un incasso sicuro, potrebbe rimpolpare le casse ormai vuote dello studio. Inoltre, i diritti di distribuzione internazionali sono di proprietà della Sony, la quale preferirà sicuramente avere a che fare con una divisione della Warner che con la Warner stessa. Stesso dicasi per Peter Jackson, che con la New Line ha rapporti molto stretti (e anche con Bob Shaye e Michael Lynne, che stanno trattando con la Warner per mantenere posti di rilievo, almeno come collaboratori nella gestione dello studio) e sicuramente si troverebbe a lavorare meglio se il franchise rimanesse nelle sue mani. Infine, se la Warner prendesse in mano i diritti di produzione dello Hobbit dovrebbe anche accollarsi i pagamenti arretrati alla Tolkien Estate, per i quali la New Line è in causa con gli eredi dello scrittore.

Tutti questi nodi verranno probabilmente sciolti quando Bewkes si riunirà con l’esecutivo della Warner e della New Line e insieme prenderanno decisioni per il futuro.

Fondata nel 1967 da Bob Shaye, la New Line recentemente ha celebrato il suo quarantesimo anniversario. Oggi la casa di produzione ha seicento dipendenti, molti dei quali probabilmente confluiranno con altri incarichi nella Warner, la quale ha annunciato ieri che taglierà presto il 75% del personale.

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