Niente Hobbit per Jackson!

Pessime notizie sul fronte Lo Hobbit: in una email a TORN il regista Peter Jackson annuncia che la New Line ha chiuso ogni rapporto con lui, e quindi non dirigerà il film. Ma non è detta l’ultima parola…

Improvviso alt alle trattative sullo Hobbit: se fino a qualche giorno fa vi davamo solo buone notizie riguardo alle trattative tra Peter Jackson e la MGM, oggi dobbiamo segnalarvi con dispiacere la rottura dei rapporti tra il regista e l’altro studio coinvolto nella produzione, la New Line Cinema, con il quale era stato prodotto Il Signore degli Anelli.

Ma andiamo con ordine. Le ultime notizie erano che Jackson e la MGM stavano raggiungendo un accordo per la produzione di ben due film tratti dal romanzo di J.R.R. Tolkien. Ma c’era di mezzo ancora la New Line, con la quale né Jackson nè la MGM avevano ancora discusso. I due studio detengono i diritti di distribuzione del romanzo (avuti per vie traverse nel corso degli anni), e per molto tempo un accordo tra i due era stato l’obiettivo primario per decidere se fare o no il film.

Stanotte la doccia fredda: Jackson invia una mail a TheOneRing.net, il sito dei suoi fedelissimi fan, spiegando che i rapporti con la New Line sono ormai conclusi a causa di problemi legali insormontabili. Ecco il contenuto della mail:

Cari Ringers,

come sapete c’è stato un gran parlare dello Hobbit. Ci è stato chiesto spesso se il film sarebbe mai stato fatto. E abbiamo sempre risposto che saremmo stati molto contenti di realizzarlo se ci fosse stato chiesto di farlo.

Dovete però sapere che la Wingnut Films è in causa con la New Line, per motivi legati ancora alla Compagnia dell’anello (…) e da sempre diciamo che finché un giudice super-partes non porrà fine alla controversia (che sia a favore nostro o no). Si tratta di normalissimo senso comune: non puoi avere un legame con uno studio, realizzando un film complesso e costoso, mantenendo una causa in corso con lo studio stesso. Inoltre non vogliamo accettare di fare il film per dare una svolta alla causa, se un film come Lo Hobbit iniziasse la produzione con queste basi sarebbe condannato. Fare un film è una decisione che viene dall’anima e non da ragionamenti su cosa è conveniente fare a livello economico.

Un paio di mesi fa i media hanno iniziato a parlare seriamente del film. La MGM, che possiede parte dei diritti de Lo Hobbit, ha annunciato pubblicamente che aveva intenzione di fare il film con noi, il che è stato un po’ strano visto che la New Line non aveva ancora parlato con noi e i media si sono divertiti a speculare su questo.
Son bastate un paio di settimane di speculazioni su internet a farci chiamare dal presidente della New Line, Michael Lynne, il quale ci ha detto sostanzialmente che dovevamo accettare di fare il film con loro per sistemare la causa in corso, perché “è così che si fanno queste cose”. La sua idea era che avremmo fatto molto più soldi realizzando il film che proseguendo con la causa, e questo è senz’altro vero, ma è la ragione peggiore per decidere di fare un film.

Molti anni fa Mark Ordesky ci aveva detto che la New Line aveva i diritti non solo per fare lo Hobbit ma anche per fare un altro prequel, basato sugli eventi che collegano questo romanzo al Signore degli Anelli. Da allora abbiamo sempre creduto che la New Line ci avrebbe chiesto di fare entrambi i film, girandoli uno dietro l’altro. Pensavamo che la nostra causa si sarebbe risolta in maniera naturale e a quel punto avremmo potuto discutere liberamente con lo studio delle nostre idee per i film, magari iniziando a progettare il film nel 2007, mentre io giravo Gli Amabili resti. Abbiamo anche avuto un meeting con la MGM per discutere dei piani di lavorazione.

Ma la scorsa settimana Ordesky ha chiamato il nostro portavoce dicendo che la New Line non aveva più bisogno di noi né per Lo Hobbit nè per l’altro film. E’ stata una telefonata di cortesia per avvertirci che lo studio sta cercando un altro regista per entrambi i progetti. Ordesky ci ha spiegato che la New Line ha una opzione a tempo limitato sui diritti del film, ottenuti da Saul Zaentz, e questo non ci era mai stato detto. Siccome non avevamo intenzione di parlare del film prima che la causa si fosse chiusa, lo studio ha intenzione di cercare un altro regista prima che i diritti scadano.

A questo punto abbiamo preso atto della decisione e abbiamo deciso di rendere chiaro a tutti i fan com’è andata la questione. Abbiamo sempre avuto un enorme supporto da parte vostra e siamo veramente dispiaciuti che il nostro impegno con Lo Hobbit si sia concluso così. Il nostro viaggio nel mondo di Tolkien è iniziato con una telefonata nel 1995 e si è concluso con una telefonata nel 2006. Sono stati undici grandissimi anni.

La conclusione non è quella che speravamo o volevamo, tuttavia non vediamo valori positivi nell’amarezza e nel rancore. Non ci resta che lasciar spegnere la nostra idea di un film sullo Hobbit e andare avanti con altri progetti. I nostri migliori auguri a chi avrà il privilegio di fare il film, e non vediamo l’ora di vederlo sullo schermo.

A dire il vero l’email ai fan ha molto di politico, nel senso che è stata una mossa molto astuta per sollevare i fan. Dopotutto se è vero quanto dice Jackson, la colpa è praticamente tutta della New Line, e siccome la MGM era in avanzate trattative con Jackson, difficilmente lo studio avrà intenzione di accettare il regista proposto dalla New Line. A questo punto i casi sono tre: o il film non si farà (perché se la New Line ha fretta, a causa della durata breve dei diritti che possiede, vorrà subito il regista e la MGM lo rifiuterà), oppure la MGM accetterà il regista (senza pensare alla reazione dei fan), altrimenti questa email di Jackson allarmerà la New Line (che ne sta ottenendo un pessimo risultato a livello di immagine) e farà riaprire le trattative.

Insomma, sebbene Jackson dica drammaticamente che ogni cosa ormai è conclusa, l’opinione generale è che debba succedere ancora molto. Su una cosa il regista ha perfettamente ragione: iniziare un film con queste basi non è certo positivo…

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